L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale anche nell’industria dell’intrattenimento, dai webtoon all’animazione, con strumenti che aiutano nella colorazione, nella creazione di sfondi e nell’editing. In questo scenario, proprio in questi giorni, la Corea del Sud ha introdotto quella che definisce la prima serie completa di leggi al mondo per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, attraverso il cosiddetto “AI Basic Act”.
Questa normativa storica punta a promuovere lo sviluppo dell’IA, introducendo al tempo stesso misure di tutela in materia di trasparenza e sicurezza. Sebbene il governo abbia promesso un periodo di tolleranza di un anno, privilegiando le linee guida alle sanzioni, l’industria dei webtoon segue già con attenzione il nuovo quadro normativo.

Per i creatori di webtoon, la questione più immediata riguarda la trasparenza legata all’uso dell’IA. In base alla nuova legge, le aziende che sviluppano o forniscono modelli e servizi di intelligenza artificiale devono dichiarare in modo chiaro i contenuti generati tramite IA. Questo include l’obbligo di applicare una filigrana (watermark) ai contenuti prodotti con IA generativa, con etichettature visibili più rigorose nel caso di contenuti in stile deepfake. Per formati come webtoon e animazione, sono invece consentite filigrane non visibili, leggibili solo a livello macchina, una soluzione pensata per non interferire con l’esperienza di lettura e visione.
La normativa non riguarda i singoli utenti che utilizzano strumenti di IA, ma si applica a piattaforme e aziende che offrono strumenti di creazione basati sull’IA o distribuiscono opere generate artificialmente. Per questo motivo, le principali piattaforme di webtoon attive in Corea o rivolte a utenti coreani, potrebbero dover aggiornare le procedure interne e i sistemi di comunicazione all’utente nei casi in cui l’IA sia coinvolta nel processo produttivo.
Tuttavia, tra gli autori resta il timore su quanto possa essere ampia la definizione di “contenuto generato dall’IA”: nonostante i webtoon non compaiono esplicitamente tra i settori considerati ad alto rischio, resta ancora poco chiaro cosa rientri nella categoria di “IA ad alto impatto”. In particolare, rimane il dubbio se anche un uso parziale dell’IA, per esempio nella creazione degli sfondi, nella colorazione o nelle fasi di editing, possa far scattare gli obblighi di dichiarazione.

Per il momento, l’applicazione delle norme resta in sospeso. Il governo ha infatti sottolineato che, durante il primo anno di periodo di tolleranza, verrà data priorità al confronto con l’industria piuttosto che a ispezioni o sanzioni. Tuttavia l’AI Basic Act sudcoreano rappresenta un segnale importante: la narrazione assistita dall’IA è destinata a restare, ma la trasparenza su come vengono realizzate le storie sta diventando importante tanto quanto le storie stesse.
Fonte consultata:
Anime News Network
Questa normativa storica punta a promuovere lo sviluppo dell’IA, introducendo al tempo stesso misure di tutela in materia di trasparenza e sicurezza. Sebbene il governo abbia promesso un periodo di tolleranza di un anno, privilegiando le linee guida alle sanzioni, l’industria dei webtoon segue già con attenzione il nuovo quadro normativo.

Per i creatori di webtoon, la questione più immediata riguarda la trasparenza legata all’uso dell’IA. In base alla nuova legge, le aziende che sviluppano o forniscono modelli e servizi di intelligenza artificiale devono dichiarare in modo chiaro i contenuti generati tramite IA. Questo include l’obbligo di applicare una filigrana (watermark) ai contenuti prodotti con IA generativa, con etichettature visibili più rigorose nel caso di contenuti in stile deepfake. Per formati come webtoon e animazione, sono invece consentite filigrane non visibili, leggibili solo a livello macchina, una soluzione pensata per non interferire con l’esperienza di lettura e visione.
La normativa non riguarda i singoli utenti che utilizzano strumenti di IA, ma si applica a piattaforme e aziende che offrono strumenti di creazione basati sull’IA o distribuiscono opere generate artificialmente. Per questo motivo, le principali piattaforme di webtoon attive in Corea o rivolte a utenti coreani, potrebbero dover aggiornare le procedure interne e i sistemi di comunicazione all’utente nei casi in cui l’IA sia coinvolta nel processo produttivo.
Tuttavia, tra gli autori resta il timore su quanto possa essere ampia la definizione di “contenuto generato dall’IA”: nonostante i webtoon non compaiono esplicitamente tra i settori considerati ad alto rischio, resta ancora poco chiaro cosa rientri nella categoria di “IA ad alto impatto”. In particolare, rimane il dubbio se anche un uso parziale dell’IA, per esempio nella creazione degli sfondi, nella colorazione o nelle fasi di editing, possa far scattare gli obblighi di dichiarazione.

Per il momento, l’applicazione delle norme resta in sospeso. Il governo ha infatti sottolineato che, durante il primo anno di periodo di tolleranza, verrà data priorità al confronto con l’industria piuttosto che a ispezioni o sanzioni. Tuttavia l’AI Basic Act sudcoreano rappresenta un segnale importante: la narrazione assistita dall’IA è destinata a restare, ma la trasparenza su come vengono realizzate le storie sta diventando importante tanto quanto le storie stesse.
Fonte consultata:
Anime News Network
I collegamenti a Mangayo fanno parte di un programma di sponsorizzazione.
Gli autori devono adeguarsi e comprendere quanto e come usare quello che per ora resta uno strumento, un aiuto alla realizzazione delle proprie opere, senza temerlo e senza sfruttarlo nascondendolo.
Vedasi, al contrario, le crypto. Poche regole, in ritardo, a tappare i buchi. Aver affrontato il problema prima si sarebbe rivelato molto più utile.
Infatti. Ricordo che anni fa (quando uscì manga di Negima) Akamatsu pubblicò anche delle appendici in cui spiegava come faceva gli sfondi: ed erano tutti fatti al computer e poi ripassati a mano. Sinceramente non c'è grande differenza, la AI rende un più facile l'uso del programma.
Quello che resta importante è l'onestà dell'autore nel dichiarare che storia e personaggi sono suoi.
Nessuno vuole la perfezione, e d'altronde ci sono manga che non sono proprio delle opere d'arte grafiche (Ranking of kings, ma anche Police in a pod).
Se poi questo aiuta a chi disegna ad avere una vita più semplice e meno da schiavo amanuense che smette solo quando l'eccessivo carico di lavoro gli compromette la salute, tanto meglio.
Come avviene per altri tipi di produzioni, per esempio se qualcosa è artigianale o industriale, è giusto distinguere. Questo di per sé non impedisce a nessuno di produrre in un modo o nell'altro.
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