I paesi con una cultura ricca tendono spesso a rifarsi ai propri classici e quando questi sono stati esplorati a sufficienza non è strano passare a quelli dei vicini. Il Romanzo dei tre regni è un classico della letteratura cinese e il Giappone non si fa problemi ad attingere a quell'immaginario, difatti sono moltissime le produzioni ispirate in modo più o meno marcato al celebre romanzo storico. Tra le tante incarnazioni che hanno coinvolto Il Romanzo dei tre regni, Dynasty Warriors è senza dubbio una delle più celebri, insieme alla controparte strategica che prende proprio il nome del libro, e Dynasty Warriors: Origins è l'ultimo capitolo della serie che è riuscito magistralmente ad unire i punti di forza narrativi e di gameplay, svecchiando un genere che soffre molto della sua ripetitività senza snaturarlo ma, proprio per questo, portandosi dietro alcuni difetti legati a doppio filo con tale sistema.
 
DW DLC recensione

Forte di una storia che segue lo svolgimento originale ponendo però al centro degli eventi un protagonista inedito, Dynasty Warriors: Origins nella sua versione base – di cui vi invitiamo a leggere la recensione dedicata – permette al giocatore di esplorare il turbolento periodo dei Tre Regni, soffermandosi sui protagonisti noti e romanzando con ancora più ardore cavalleresco sulle loro motivazioni. Il risultato è un racconto bellico dal taglio epico e adolescenziale, diciamo pure molto shonen, impreziosito da personaggi esteticamente gradevoli che portano avanti i loro ideali con un certo dramma. Il giocatore veste i panni di un Guardiano della Pace, un valoroso guerriero con il compito di guidare e supportare i più virtuosi nel loro viaggio verso la pace... ma come raggiungerla e cosa significa pace?

Molti personaggi importanti del gioco rispondono a queste domande in modo significativamente differente e sta al giocatore appoggiare chi ritiene nel giusto, decidendo con chi schierarsi e proseguendo con loro la storia, ovviamente solo dopo averli conosciuti nelle prime fasi dell'avventura. Visioni di Quattro Eroi riprende questo concetto di "scelta" in modo elegante e propone quattro nuove strade, ovvero dei what if incentrati su quattro ufficiali di rilievo e come la loro storia sarebbe potuta andare se il protagonista avesse scelto la loro visione come quella più adatta per la Cina. L'escamotage del sogno permette al giocatore di approfondire due dei personaggi più recentemente introdotti nel ricchissimo cast di Dynasty Warriors, Zhang Jiao e Yuan Shao, e poi due nemesi storiche preferite dai fan, Dong Zhuo e Lu Bu. Le storie aggiuntive dei quattro ufficiali non sono molto lunghe, ma offrono uno sviluppo e un pathos paragonabili a quello dell'avventura principale. Le battaglie sono accompagnate da diverse cutscene realizzate con grande cura, tra primi piani e doppiaggio di prim'ordine, per approfondire il punto di vista dell'ufficiale e di come il rapporto con il protagonista lo porti a mutare quel che basta per non deviare verso la rovina, ma al contrario impegnarsi per un futuro migliore.
 
DYNASTY WARRIORS DLC

Lo spessore dei dialoghi rimane lo stesso dell'avventura principale, con il DLC si ottiene un interessante approfondimento di personaggi che non hanno avuto modo di esprimere il proprio pieno potenziale nell'avventura principale, soprattutto quando si pensa alle aggiunte più recenti. E' interessante vedere come le prese di posizione forti di personaggi importanti, seppur non determinanti, portino a risvolti completamente nuovi. La risoluzione di un contesto caotico come la Cina dei Tre Regni potrebbe aprire un grande dibattito morale e filosofico, ma proprio come da tradizione della serie il focus rimane sull'epicità della battaglia più che sulla profondità degli intenti dunque il drama vince sulla filosofia lasciando molti scambi sentiti a poco più che puerili discorsi su massimi sistemi. Detto questo, gli scenari che si vanno a creare non sono poi così scontati e, dato lo spirito della serie, stupisce la coerenza narrativa e di gestione per queste prese di coscienza, mostrando un lato diverso di ufficiali noti per una storia che li rende davvero protagonisti. Il tiranno Dong Zhuo non diventa buono tutto d'un tratto, ma partendo dalla sua incarnazione su Origins – che lo dipinge non come il tiranno assetato di sangue e avidità dei capitoli precedenti, quanto piuttosto un uomo spartano e brutalmente diretto – si ha uno sviluppo coerente per una sua versione meno estrema ed è proprio in questo che risiede il fascino delle storie narrate nel DLC Visioni di Quattro Eroi.

Lato gameplay il DLC non rivoluziona il sistema, ma aggiunge alcune armi sufficientemente diverse da quelle già disponibili, sebbene concettualmente già presenti in capitoli passati, e un intelligente sistema di Battaglia Strategica che pone delle basi davvero interessanti per il futuro della serie, ma che purtroppo qui non osa abbastanza da lasciare il segno. Premesso che il cuore del gioco restano le entusiasmanti battaglie 1 contro 1000 con obiettivi dinamici e tutte le ottime rifiniture già apprezzate nella storia principale, il DLC offre alcune missioni mirate che pongono l'attenzione sui duelli o comunque su scontri con un ridotto numero di unità e sostituisce l'esplorazione della mappa con il già citato sistema Battaglia Strategica. Questa nuova modalità limita il mondo esplorabile e porta il giocatore a concentrarsi sulla guerra in corso, rappresentata sulla mappa da varie truppe impegnate a cui possiamo scegliere di dare una mano.
 
DYNASTY WARRIORS DLC

Ogni volta che si aiuta un'unità si entra in battaglia, proprio come i mini-eventi della storia principale, ma oltre ai soliti bonus di esperienza e risorse si avrà anche un vantaggio sul numero globale di truppe amiche e nemiche nella battaglia finale. Combattere significa far passare uno dei pochi turni a disposizione e tra uno e l'altro le truppe schierate si infliggono danni a vicenda, diminuendo il numero fino a scomparire, portando così un tocco di effettiva strategia nella scelta di quando e chi aiutare. Da notare che spesso non si ha il tempo di sconfiggere tutti i nemici quindi ci si trova a decidere se "rischiare" con battaglie più difficili per bonus maggiori oppure se prenderla piano e gestire un numero maggiore di nemici nello scontro finale. Battaglia Strategica cala il giocatore più a fondo nella guerra e lo mette nella posizione di stratega oltre che di ufficiale da campo, dando apparentemente maggiore profondità agli scontri, tuttavia il ridotto numero di opzioni e l'impatto non poi così determinante rendono nel complesso la modalità molto meno interessante di quanto non lo sia in teoria.

Per concludere, è importante sottolineare l'ottima gestione delle aggiunte rispetto alla storia principale, elemento non scontato trattandosi di un DLC uscito a sorpresa e ben dopo il lancio. Visioni di Quattro Eroi calibra la difficoltà sul livello del personaggio, quindi può essere giocato sia nel post-game che in parallelo, e tutti i bonus aggiuntivi rimangono relegati al DLC, non intaccando eccessivamente l'esperienza originale. A passare nel gioco base sono però i level up, le abilità sbloccate e soprattutto gli equipaggiamenti, portando quindi il giocatore a dover faticare meno per recuperare il necessario per rafforzare il proprio personaggio e concentrandosi così sull'avventura. A livello narrativo, Visioni di Quattro Eroi risulta particolarmente efficace se giocato in parallelo alla storia principale perché permette di esplorare il "mondo alternativo" subito dopo essersi scontrati con il protagonista in questione, avendo quindi ben presente il loro contesto e le loro motivazioni ed intervallando poi i ritmi dettati dalle dinamiche del DLC con quelle della storia principale.

GIUDIZIO FINALE

Dynasty Warriors: Origins è ad oggi uno dei migliori capitoli della serie e i fan dei musou saranno ben felici di poter tornare sui turbolenti campi di battaglia con qualche novità extra, soprattutto perché si ha modo di esplorare due personaggi meno conosciuti, uno dei più amati e uno dei più controversi. Visioni di Quattro Eroi è un'aggiunta intelligente ad un titolo che era già completo perché dà maggiore lustro alla figura del protagonista e mette in luce altre fazioni oltre alle solite note. Le storie più interessanti sono quelle di Zhang Jiao e Dong Zhuo, il primo perché il leader dei Turbanti Gialli è stato spesso relegato al ruolo di pazzo fanatico mentre in Origins viene presentato più come un santone, tipologia di personaggio che nella sua declinazione positiva è poco rappresentata nelle produzioni odierne. Anche lo spietato tiranno su Origins è un po' diverso dal solito e la sua storia permette di apprezzare questa sua differenza senza tradirne la natura sanguinaria o scadere in facili buonismi.
Detto questo, trattandosi così apertamente di un extra sarebbe stato bello vedere qualche scelta più ardita e sperimentale, soprattutto lato gameplay, ma così non è stato e per questo Visioni di Quattro Eroi non rimane che un costoso accessorio per chi vuole ingannare l'attesa e riscaldarsi in tempo per il remake di Dynasty Warriors 3.

Gioco testato su PlayStation 5.
 
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