Annunciato due anni fa, durante un Nintendo Direct, MIO: Memories in Orbit ha saputo fin da subito catturare l'attenzione degli appassionati del genere metroidvania grazie al suo stile artistico unico e alle sue atmosfere malinconiche. Sviluppato dal team francese Douze Dixièmes e pubblicato dall'editore Focus Entertainment, il gioco trae chiara ispirazione dai migliori titoli del genere, in primis Hollow Knight e il suo seguito Hollow Knight Silksong, ma ovviamente non si tratta di una copia carbone. Noi in questi giorni ci abbiamo potuto giocare in maniera approfondita e siamo pronti a darvi il nostro parere sul gioco.

La protagonista delle nostre vicende è MIO, un piccolo robot che si risveglia sul Vascello, un enorme astronave dall'aspetto fatiscente e invasa dalla vegetazione. Le Perle (le IA custodi della nave) si trovano in uno stato di apparente inattività e non stanno svolgendo le loro funzioni. Toccherà quindi alla piccola MIO risolvere la situazione, svelando i segreti dell'arca e recuperando i ricordi del suo passato, per cercare di far rivivere la nave prima che si spenga definitivamente. Per riuscire a portare a compimento questo obiettivo dovrà esplorare i labirintici corridoi dell'arca spaziale e affrontare numerose macchine misteriosamente impazzite.

Fin dalle prime ore di gioco MIO: Memories in Orbit risulta essere un titolo affascinante, grazie a una lore davvero ben scritta e interessante che incentiva ad esplorare ogni anfratto del Vascello per non perdersi dettagli. Nel corso dell'avventura MIO incontrerà altri robot che l'aiuteranno nella sua missione tra cui Samsk (che le donerà vari potenziamenti) e Mel (la mercante del gioco). Come da prassi per il genere abbiamo una mappa divisa in diverse aree interconnesse, dove è possibile posizionare varie puntine per segnare i punti di interesse inaccessibili (da tornare a visitare più avanti con l'abilità giusta) o dove è possibile trovare robot da aiutare. In ogni area c'è una Porta del Network a cui collegarsi che funge da punto di riposo, dove è possibile ripristinare i punti vita ed equipaggiare i Modificatori (in sintesi il corrispettivo degli amuleti di Hollow Knight e degli strumenti di Silksong) nella Matrice di Allocazione di MIO. Quasi tutti i Modificatori richiedono l'utilizzo di punti per poter essere installati, ma ci sono delle eccezioni. Infatti ci sono Modificatori che in cambio di malus aumentano i punti da utilizzare, in questo modo potrete equipaggiarne di più. In base alle vostre strategie e al nemico affrontato può tornare molto utile utilizzarli, soprattutto contro i boss più ostici. Per quanto riguarda il livello di sfida ci siamo trovati ad affrontare battaglie boss complesse al punto giusto e variegate, anche se alcune potrebbero mettervi davvero a dura prova. A questo purtroppo va ad aggiungersi una meccanica che abbiamo trovato piuttosto ingiusta e anche frustrante. Nel corso dell'avventura per motivi di trama alcuni dei nostri punti vita diventeranno neri, privandoci in questo modo di un punto vita. Ci siamo quindi trovati spesso nella situazione di ottenere un punto vita e poco dopo perderlo, vanificando i nostri sforzi – cosa che a lungo andare non abbiamo apprezzato molto (pur avendo un senso a livello narrativo).
Il sistema di combattimento è semplice da apprendere ma soddisfacente, con diverse abilità che rendono gli scontri dinamici come la Schivata a scomparsa e la Forcina, un'abilità che vi permette di avvicinarvi ai nemici lontani (e che offre i-frame preziosi). Riguardo la schivata c'è però un lato negativo, dal momento che anche quando azzeccate il timing giusto non sempre riuscirete a schivare gli attacchi. Non sappiamo se è un qualcosa di voluto tuttavia può essere frustrante, soprattutto quando manca poco per sconfiggere un boss e avete un solo punto vita. In caso di sconfitta perderete le Madreperle, la valuta di gioco che serve per acquistare oggetti da Mel e curarsi nelle Vasche di Madreperla (utili per evitare di tornare indietro a curarsi) sparse per la mappa. Non temete però, c'è un modo per evitare che accada: è possibile cristallizzarle in dei macchinari per renderle permanenti e non perderle. Tornando alle abilità, la loro utilità non si limita ai combattimenti, possono tornare utili anche durante l'esplorazione, soprattutto nelle fasi di platforming. Anche queste sezioni sono piuttosto complesse, soprattutto verso fine gioco dove dovrete sfruttare al massimo tutte le abilità a disposizione per superarle. Oltre a quelle che vi abbiamo elencato ci sono altre abilità dedite allo spostamento come il Granpasso (che vi permette di usare dei tentacoli per attaccarvi alle superfici) e la Vela (che vi permette di planare). Ogni abilità consuma energia che si ricarica quando toccate terra, quindi vanno usate facendo dovuta attenzione. Andando avanti però sbloccherete anche un modo per ricaricare l'energia in aria colpendo vari bersagli come nemici e frammenti di energia. Nel complesso quindi siamo rimasti assolutamente soddisfatti del lavoro svolto dagli sviluppatori, nonostante alcuni difetti citati che però non condizionano troppo il nostro giudizio.

Per quanto riguarda il comparto grafico/artistico, MIO: Memories in Orbit presenta uno stile grafico che ricorda lo stile dei fumetti occidentali, con un uso dei colori pastello che contribuiscono nel creare un atmosfera poetica e alquanto suggestiva. Le ambientazioni sono ben realizzate ed esplorarle è una vera gioia per gli occhi. Il framerate invece si mantiene stabile sui 60fps anche nelle fasi più concitate di gameplay e non abbiamo notato rallentamenti di alcun tipo durante la nostra partita. Per quel che riguarda la colonna sonora, realizzata dal compositore francese Nicolas Gueguen, il gioco presenta delle splendide tracce musicali in stile lo-fi e tracce corali che si adattano alla perfezione al contesto del gioco e che soprattutto contro i boss raggiungono picchi altissimi. In sintesi anche dal punto di vista realizzativo il team francese è riuscito a confezionare un titolo dagli ottimi valori produttivi in ogni aspetto.
GIUDIZIO FINALE
Gioco testato su PlayStation 5.

La protagonista delle nostre vicende è MIO, un piccolo robot che si risveglia sul Vascello, un enorme astronave dall'aspetto fatiscente e invasa dalla vegetazione. Le Perle (le IA custodi della nave) si trovano in uno stato di apparente inattività e non stanno svolgendo le loro funzioni. Toccherà quindi alla piccola MIO risolvere la situazione, svelando i segreti dell'arca e recuperando i ricordi del suo passato, per cercare di far rivivere la nave prima che si spenga definitivamente. Per riuscire a portare a compimento questo obiettivo dovrà esplorare i labirintici corridoi dell'arca spaziale e affrontare numerose macchine misteriosamente impazzite.

Fin dalle prime ore di gioco MIO: Memories in Orbit risulta essere un titolo affascinante, grazie a una lore davvero ben scritta e interessante che incentiva ad esplorare ogni anfratto del Vascello per non perdersi dettagli. Nel corso dell'avventura MIO incontrerà altri robot che l'aiuteranno nella sua missione tra cui Samsk (che le donerà vari potenziamenti) e Mel (la mercante del gioco). Come da prassi per il genere abbiamo una mappa divisa in diverse aree interconnesse, dove è possibile posizionare varie puntine per segnare i punti di interesse inaccessibili (da tornare a visitare più avanti con l'abilità giusta) o dove è possibile trovare robot da aiutare. In ogni area c'è una Porta del Network a cui collegarsi che funge da punto di riposo, dove è possibile ripristinare i punti vita ed equipaggiare i Modificatori (in sintesi il corrispettivo degli amuleti di Hollow Knight e degli strumenti di Silksong) nella Matrice di Allocazione di MIO. Quasi tutti i Modificatori richiedono l'utilizzo di punti per poter essere installati, ma ci sono delle eccezioni. Infatti ci sono Modificatori che in cambio di malus aumentano i punti da utilizzare, in questo modo potrete equipaggiarne di più. In base alle vostre strategie e al nemico affrontato può tornare molto utile utilizzarli, soprattutto contro i boss più ostici. Per quanto riguarda il livello di sfida ci siamo trovati ad affrontare battaglie boss complesse al punto giusto e variegate, anche se alcune potrebbero mettervi davvero a dura prova. A questo purtroppo va ad aggiungersi una meccanica che abbiamo trovato piuttosto ingiusta e anche frustrante. Nel corso dell'avventura per motivi di trama alcuni dei nostri punti vita diventeranno neri, privandoci in questo modo di un punto vita. Ci siamo quindi trovati spesso nella situazione di ottenere un punto vita e poco dopo perderlo, vanificando i nostri sforzi – cosa che a lungo andare non abbiamo apprezzato molto (pur avendo un senso a livello narrativo).
Il sistema di combattimento è semplice da apprendere ma soddisfacente, con diverse abilità che rendono gli scontri dinamici come la Schivata a scomparsa e la Forcina, un'abilità che vi permette di avvicinarvi ai nemici lontani (e che offre i-frame preziosi). Riguardo la schivata c'è però un lato negativo, dal momento che anche quando azzeccate il timing giusto non sempre riuscirete a schivare gli attacchi. Non sappiamo se è un qualcosa di voluto tuttavia può essere frustrante, soprattutto quando manca poco per sconfiggere un boss e avete un solo punto vita. In caso di sconfitta perderete le Madreperle, la valuta di gioco che serve per acquistare oggetti da Mel e curarsi nelle Vasche di Madreperla (utili per evitare di tornare indietro a curarsi) sparse per la mappa. Non temete però, c'è un modo per evitare che accada: è possibile cristallizzarle in dei macchinari per renderle permanenti e non perderle. Tornando alle abilità, la loro utilità non si limita ai combattimenti, possono tornare utili anche durante l'esplorazione, soprattutto nelle fasi di platforming. Anche queste sezioni sono piuttosto complesse, soprattutto verso fine gioco dove dovrete sfruttare al massimo tutte le abilità a disposizione per superarle. Oltre a quelle che vi abbiamo elencato ci sono altre abilità dedite allo spostamento come il Granpasso (che vi permette di usare dei tentacoli per attaccarvi alle superfici) e la Vela (che vi permette di planare). Ogni abilità consuma energia che si ricarica quando toccate terra, quindi vanno usate facendo dovuta attenzione. Andando avanti però sbloccherete anche un modo per ricaricare l'energia in aria colpendo vari bersagli come nemici e frammenti di energia. Nel complesso quindi siamo rimasti assolutamente soddisfatti del lavoro svolto dagli sviluppatori, nonostante alcuni difetti citati che però non condizionano troppo il nostro giudizio.

Per quanto riguarda il comparto grafico/artistico, MIO: Memories in Orbit presenta uno stile grafico che ricorda lo stile dei fumetti occidentali, con un uso dei colori pastello che contribuiscono nel creare un atmosfera poetica e alquanto suggestiva. Le ambientazioni sono ben realizzate ed esplorarle è una vera gioia per gli occhi. Il framerate invece si mantiene stabile sui 60fps anche nelle fasi più concitate di gameplay e non abbiamo notato rallentamenti di alcun tipo durante la nostra partita. Per quel che riguarda la colonna sonora, realizzata dal compositore francese Nicolas Gueguen, il gioco presenta delle splendide tracce musicali in stile lo-fi e tracce corali che si adattano alla perfezione al contesto del gioco e che soprattutto contro i boss raggiungono picchi altissimi. In sintesi anche dal punto di vista realizzativo il team francese è riuscito a confezionare un titolo dagli ottimi valori produttivi in ogni aspetto.
GIUDIZIO FINALE
MIO: Memories in Orbit è un titolo che riesce a spiccare in mezzo ad altri titoli dello stesso genere. Il team di Douze Dixièmes è riuscito a confezionare un ottimo metroidvania, non limitandosi a copiare dai migliori (cosa non sempre scontata), ma dando una visione personale del genere. Tra i pregi troviamo prima di tutto una lore davvero ben scritta e interessante che incentiva ad esplorare per non perdersi dettagli, un sistema di combattimento semplice da apprendere ma al contempo soddisfacente, boss variegati e complessi al punto giusto, uno stile grafico/artistico affascinante e una colonna sonora di altissimo livello. Non mancano i difetti, come abbiamo accennato in precedenza (schivata non sempre efficiente e perdita permanente di punti vita), ma nulla che possa compromettere troppo il nostro giudizio. Se siete amanti del genere metroidvania non possiamo far altro che consigliarvene l'acquisto, siamo sicuri che non ve ne pentirete.
Gioco testato su PlayStation 5.
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Nel caso foste interessati all'acquisto, qui su Instant Gaming è possibile preordinare il gioco a prezzo scontato.
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Pro
- Lore davvero ben scritta e interessante, che incentiva ad esplorare per non perdere dettagli
- Sistema di combattimento semplice da apprendere ma al contempo soddisfacente
- Boss variegati e complessi al punto giusto
- Stile grafico/artistico affascinante
- Colonna sonora di altissimo livello
Contro
- La schivata non è sempre efficiente
- La perdita permanente di punti vita è ingiusta e frustrante








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