Xbox affronta una nuova fase della sua storia: Asha Sharma è stata nominata nuova responsabile della divisione gaming di Microsoft, e la sfida che l’attende è tutt’altro che semplice. A scriverlo in un post su X (ex Twitter) è il capo di Moon Studios,(creatori di Ori ed ora al lavoro su No Rest For The Wicked), Thomas Mahler, che ci ha tenuto a sottolineare la prospettiva e le sfide uniche che questa esperienza gli conferisce, senza risparmiarsi commenti precisi a tutta l'industria di Redmond.

Moon studios ed il loro Ori.jpg

Nel post, l’autore esprime subito la difficoltà del ruolo:

"Prima di tutto, non invidio Asha. Avrà davanti a sé alcuni anni incredibilmente difficili e, se vuole davvero fare le cose per bene, ha appena firmato per un lavoro estenuante, in gran parte ingrato, dove le probabilità di successo sono ridicolmente più basse delle probabilità di fallimento."

Il punto di vista finanziario è chiaro: Xbox non è mai stata un vero “motore” per Microsoft, i cui profitti principali derivano da servizi B2B e da Azure. L’autore del post spiega:

"Dal punto di vista freddo e spietato degli azionisti, è lecito chiedersi perché Microsoft - come azienda pubblica - mantenga ancora Xbox nel suo portafoglio. Nonostante noi appassionati siamo cresciuti amando ciò che Xbox ha portato sul mercato, Microsoft è un gigante, e storicamente Xbox non ha mai mosso davvero l’ago della bilancia."

Ma c’è un aspetto strategico che va oltre i numeri:

"Credo che Windows non sarebbe decollato come ha fatto nel ’95 se non fosse stato per il gaming. Pensate ciò che volete di Bill Gates, ma era un tipo molto intelligente che capiva questo. Spinse perché Windows e i PC IBM diventassero il luogo dove le persone volevano trascorrere il loro tempo libero, non solo lavorare. E raddoppiò su questa idea quando temeva che Sony, con la PlayStation 2, potesse diventare un concorrente serio in salotto. Da lì nacque Xbox."

La situazione attuale di Xbox, secondo Mahler, è complicata. Milioni spesi in acquisizioni di studi non hanno portato a titoli di grande impatto, e Game Pass non ha raggiunto le cifre previste. Come lui stesso scrive:

"80 miliardi di dollari sono stati spesi in acquisizioni e finora gli studi acquisiti hanno avuto dolorosamente poco da mostrare in termini di titoli di genere definente. Game Pass avrebbe dovuto raggiungere 100 milioni di abbonati nei primi anni. Invece, è stagnato intorno ai 30 milioni, senza un percorso chiaro verso i numeri originariamente previsti. Mettere Call of Duty su Game Pass è stata probabilmente l’ultima grande mossa disperata - e anche quella non ha spostato davvero l’ago della bilancia."

Nonostante le difficoltà, l’autore individua alcune strategie chiave per il rilancio:
 
  • Ascoltare i giocatori: "I giocatori sono incredibilmente frustrati perché urlano da anni ciò che vogliono, e sentono che nessuno li ascolta. Quindi… ascolta. E dai loro davvero ciò che vogliono."
  • Prendere decisioni radicali: "Quando gli studi interni falliscono nel consegnare risultati, alcune teste dovranno cadere. La leadership deve identificare chi può davvero eseguire e chi ostacola il cambiamento. Chi non è disposto a cambiare deve essere messo da parte. Scomodo, ma necessario."
  • Non esistono scorciatoie: "Deve essere in grado di identificare e ossessionarsi per la qualità. Xbox avrà bisogno di giochi veramente eccezionali, che definiscano generi. Qualsiasi cosa meno di questo e la nave continuerà ad affondare. Ciò significa collaborare con studi profondamente connessi alla cultura videoludica, studi che capiscono i giocatori e hanno dimostrato di poter consegnare ciò che i giocatori vogliono davvero."

Il post conclude con una nota sul ruolo della leadership ed un messaggio ai videogiocatori, notoriamente super critici:

"E ai giocatori: siamo realistici. Anche se Asha dovesse rivelarsi una forza positiva per l'industria, non potrà centrare un successo clamoroso ogni volta. Nessuno ci riesce. Lo stesso iPhone avrebbe potuto essere un fallimento totale se Jobs non avesse ascoltato persone come John Carmack, che avvertiva dei rischi di lanciare una piattaforma chiusa senza App Store e senza un accesso adeguato degli sviluppatori all'hardware. La leadership non è perfezione. È avere una visione chiara e poi ascoltare gli altri, assicurandosi con determinazione che quella visione si realizzi."

"Xbox ha ora la possibilità di cambiare le regole del gioco. E dovrà farlo: se vuole fare le cose per bene, sarà un lavoro lungo e difficile. Ma può riuscirci, se la persona al vertice avrà le giuste intuizioni e saprà riunire le persone adatte attorno a sé. Resta da vedere se sarà quella persona. Io lo spero, perché, che si ami o meno Xbox, l'industria dei videogiochi è in un posto migliore quando c'è una Xbox forte a competere con gli altri."

Fonte Consultata

 

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