In questo periodo si discute molto di come integrare l'intelligenza artificiale nel mondo del gaming. Capcom e Square-Enix, due colossi ma con fama ormai molto diversa, divergono anche per l'utilizzo di questa tecnologia. Partendo Osaka, durante un briefing dedicato agli azionisti, Capcom ha ribadito un concetto: l'intelligenza artificiale sarà utilizzata solo come supporto ai team di sviluppo, al fine di migliorare efficienza e produttività. Niente IA Generativa dunque, scansando preventivamente polemiche, come quelle che hanno colpito ultimamente Crimson Desert.
“La nostra azienda non implementerà risorse generate dall’IA nei nostri contenuti per videogiochi. D'altra parte, andando avanti, abbiamo in programma di utilizzare attivamente questa tecnologia al fine di migliorare l'efficienza e la produttività dello sviluppo del gioco. Questo è il motivo per cui stiamo attualmente testando vari metodi di utilizzo nei nostri dipartimenti, tra cui grafica, suono e programmazione", ha scritto Capcom nel riassunto della sessione di briefing.
Il direttore tecnico dell’azienda Kazuki Abe, si è detto sempre contrario all'utilizzo di questa tecnologia a fini creativi, dunque qualcosa di direttamente correlato al gameplay, alle storie o ai design dei personaggi. Per Abe, ogni oggetto di scena deve essere creato da zero, al fine di "costringere" gli sviluppatori a generare nuove idee.
Al contrario dunque di quanto sta avvenendo in occidente, con EA, Ubisoft e Microsoft che hanno virato decisamente sull'uso intensivo di questa tecnologia, c'è chi cerca di trovare una mediazione. Al giorno d'oggi, non utilizzare questo tipo di supporto è ormai controproducente, soprattutto in settori in cui l'ottimizzazione del tempo è una delle chiavi del successo.
Ma c'è chi si sta spingendo oltre. Spostiamoci a Tokyo, dove Square-Enix ha infatti annunciato che in Dragon Quest X, l'MMO basato sullo storico franchise, apparirà un nuovo personaggio in grado di aiutare il giocatore nel vasto mondo di gioco. Fin qui tutto nella norma, se non che il personaggio in questione sarà basato sull'IA Google Gemini, aprendo le porte a un nuovo tipo di integrazione.
Il nuovo Slime potrà rispondere alle domande dirette del giocatore, con dialoghi in tempo reale in grado di indicare destinazioni o orientarlo nelle varie quest. Stiamo assistendo alla creazione di PNG più credibili, un po' come avvenuto anche in Mecha Break.
Takashi Anzai, il capo dello sviluppo e di Dragon Quest X, ha affermato che questo tipo di supporto migliorerà l'esperienza di gioco, visto che in quattordici anni, il titoli si è arricchito di tantissimi contenuti. È un modo per non far sentire i giocatori, soprattutto i nuovi, smarriti e confusi.
Se è vero che molto spesso, Google è stato supporto in innumerevoli situazioni lato gaming, ad esempio per completare determinate quest in svariati titoli o per trovare oggetti nascosti, qui forse si sta un po' esagerando. In un MMO, in cui la community è fondamentale, questo tipo di strumento tenderebbe a isolare i giocatori, potendo contare su risposte rapide a ogni quesito. Il rischio, è anche quello di creare un'esperienza su binari, in cui seguire i dettami dell'IA.
È una situazione nuova e andrà sicuramente monitorata. Dragon Quest X è disponibile soltanto in Giappone ma sicuramente questa feature apparirà in altri lidi, anche nostrani.
“La nostra azienda non implementerà risorse generate dall’IA nei nostri contenuti per videogiochi. D'altra parte, andando avanti, abbiamo in programma di utilizzare attivamente questa tecnologia al fine di migliorare l'efficienza e la produttività dello sviluppo del gioco. Questo è il motivo per cui stiamo attualmente testando vari metodi di utilizzo nei nostri dipartimenti, tra cui grafica, suono e programmazione", ha scritto Capcom nel riassunto della sessione di briefing.
Il direttore tecnico dell’azienda Kazuki Abe, si è detto sempre contrario all'utilizzo di questa tecnologia a fini creativi, dunque qualcosa di direttamente correlato al gameplay, alle storie o ai design dei personaggi. Per Abe, ogni oggetto di scena deve essere creato da zero, al fine di "costringere" gli sviluppatori a generare nuove idee.
Al contrario dunque di quanto sta avvenendo in occidente, con EA, Ubisoft e Microsoft che hanno virato decisamente sull'uso intensivo di questa tecnologia, c'è chi cerca di trovare una mediazione. Al giorno d'oggi, non utilizzare questo tipo di supporto è ormai controproducente, soprattutto in settori in cui l'ottimizzazione del tempo è una delle chiavi del successo.
Ma c'è chi si sta spingendo oltre. Spostiamoci a Tokyo, dove Square-Enix ha infatti annunciato che in Dragon Quest X, l'MMO basato sullo storico franchise, apparirà un nuovo personaggio in grado di aiutare il giocatore nel vasto mondo di gioco. Fin qui tutto nella norma, se non che il personaggio in questione sarà basato sull'IA Google Gemini, aprendo le porte a un nuovo tipo di integrazione.
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Tra qualche settimana sarà il momento di Pragmata, il nuovo lavoro Capcom. Potete trovarlo in forte sconto su Instant Gaming. Il vostro acquisto tramite questo link sostiene AnimeClick.
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