Il genere stealth è spesso bistrattato in favore di altri con approcci più scenografici. Eliminare furtivamente i nemici, infiltrarsi senza farsi vedere e avanzare con il giusto tempismo sono tutti elementi estremamente intriganti nonché parte integrante del fascino di serie storiche come Assassin's Creed, Tenchu o Metal Gear Solid. Eppure non si trova un numero così elevato di esponenti del genere, dopotutto, creare un buon titolo stealth richiede grandi capacità di game design, esattamente come un buon horror richiede un'ottima scrittura. I due generi sono più vicini di quanto non si possa pensare.

I titoli più action brillano con effetti speciali e fasi di gameplay adrenaliniche, intrattenendo il giocatore con stimoli continui. Le fasi d'attesa di un action hanno come obiettivo quello di caricare di pathos per il prossimo grande botto. Un horror invece funziona al contrario, intrattiene proprio nei momenti di attesa, costruendo tensione mentre si aspetta e aspettativa dietro il mistero. Gli stealth seguono lo stesso andamento e per questo sono titoli decisamente difficili da fare bene. Ereban: Shadow Legacy è il primo titolo di Baby Robot Games e si cimenta proprio in queta difficile sfida. Sfida intrapresa in realtà nel 2024 con il debutto del gioco su PC via Steam e che ora, dopo due anni di aggiornamenti e migliorie, arriva su console nella sua versione migliore.
In un futuro distopico in cui la multinazionale Helios rappresenta l'unica fonte di luce per il mondo, il giocatore segue le vicende di Ayana, ultima superstite della leggendaria dinastia degli Ereban. Gli Ereban sono creature misteriose dotate di poteri legati all'oscurità: un Ereban non solo può fondersi con le ombre, ma ha una connessione particolare con il proprio retaggio e Ayana desidera saperne di più, pur non avendo apparentemente nessuno a cui chiedere. Un giorno Helios convoca Ayana per offrirle un lavoro ben retribuito nel reparto sicurezza e parlare con lei degli Ereban. La ragazza è titubante all'idea poiché un'azienda che offre luce ed energia non è proprio in linea con i poteri della sua stirpe, ma lusingata dalla convocazione e incuriosita dall'opportunità di saperne di più sulle proprie origini si reca negli uffici e collabora per i test di selezione... decisamente sospetti, considerando che richiedono le abilità uniche di un Ereban per essere completati. Le strutture di Helios sono fortemente militarizzate ed è chiaro fin da subito non solo che sappiano molto sulla sua stirpe ma che da Ayana vogliono molto di più di qualche semplice prestazione.

Scioccamente sicura di sé, Ayana rimane vittima di Helios e riesce a salvarsi solo grazie al supporto di una fazione ribelle, infiltratasi nella multinazionale. Da qui inizia il vero viaggio verso la scoperta degli Ereban e di come tutto questo sia legato a doppio filo con il destino del mondo morente e con le macchinazioni di Helios. Ereban: Legacy of Shadow offre una storia ricca di misteri e interessanti rimandi, lasciando al giocatore la possibilità di affrontare gli eventi in diversi modi che andranno a definire la personalità di Ayana e, di conseguenza, gli sviluppi della storia. Nonostante tre finali ottenibili in base al numero di uccisioni e delle buone premesse iniziali, la storia di Ereban non riesce mai davvero a decollare perché troppo vincolata alle proprie regole narrative. Esplorare il dualismo tra una specie che vive di tenebre e lo sfruttamento di una società che offre luce è di per sé un aspetto curioso, ma durante la storia rimane per tutto il tempo l'impressione che sia tutto costruito a tavolino per convenienti rimandi e situazioni. A tal proposito non aiutano nemmeno i personaggi principali, piatti e poco incisivi sia come personalità che per design, risultano un po' troppo aderenti al ruolo che ricoprono. L'effetto collaterale di questa struttura è però positivo, la storia si sviluppa piuttosto velocemente e, pur non affezionandosi a nessuno dei protagonisti, in meno di dieci ore si riescono a vedere l'inizio e la fine, senza timore di dimenticare passaggi.
Il gameplay rappresenta senza dubbio la punta di diamante del gioco, elegante nel suo insieme e divertente per tutta la durata dell'avventura. I poteri degli Ereban sono semplicemente perfetti per le fasi stealth e non essendoci reali opzioni di combattimento al di fuori delle eliminazioni furtive, il giocatore è naturalmente portato a ragionare in modo strategico. Infiltrarsi tra le fila nemiche sfruttando arguzia, poteri e gadget è piuttosto appagante e sebbene la difficoltà non tocchi mai punti eccessivamente alti, quando si punta ad eliminare tutti i nemici o, al contrario, a non eliminarne nessuno allora il titolo svela il suo reale potenziale. Questi obiettivi extra sono indirettamente suggeriti dal gioco stesso, il quale a fine missione riporta statistiche e valutazioni con relativo giudizio finale, elemento che porterà la storia verso uno dei tre finali.

In più occasioni Ereban: Shadow Legacy ricorda Aragami, un altro titolo di genere stealth sempre sviluppato in Spagna, che vede al centro degli eventi un personaggio con i poteri delle ombre. Atmosfere, storia e level design di Aragami sono diversi gradini sopra il gioco preso in esame oggi, ma essendo questo un genere poco prolifico il senso di deja-vu non è così fastidioso, anzi, è persino piacevole poter tornare a ragionare su movimenti e posizioni per effettuare stragi o evitare vittime "innocenti" usando un set di poteri e abilità fortemente coerenti con il tipo di azione. Una caratteristica peculiare di Ereban: Shadow Legacy è l'introduzione di elementi platform disseminati per i livelli. Mettendo da parte i collezionabili nascosti per le macro-aree in cui si svolgono le missioni, raggiungere luoghi utili per vedere o colpire, così come arrivare alla porta per "il prossimo livello" sono tutte azioni che richiedono una certa precisione nei movimenti, avendo quasi l'impressione di giocare proprio ad un platform di altri tempi. Un mix funzionale che enfatizza l'approccio furtivo su tre dimensioni, invece che limitarsi solo a due.
Dal punto di vista tecnico, nonostante migliorie e aggiornamenti, il titolo di Baby Robot Games soffre di problemi comuni a molti giochi indipendenti: il doppiaggio presenta interpretazioni non sempre convincenti, qualche calo di frame rate dentro e fuori dalle presentazioni, compenetrazioni più o meno frequenti e tutti quei dettagli che fanno la differenza tra una produzione più esperta e una più genuina. I problemi sopracitati non compromettono mai l'esperienza di gioco, ma rendono ben chiara la natura del titolo che, insieme alle ingenuità di trama, finiscono per frenare molto le qualità di Ereban: Shadow Legacy nonostante un gameplay efficace e molto divertente.
Gioco testato su PlayStation 5.

I titoli più action brillano con effetti speciali e fasi di gameplay adrenaliniche, intrattenendo il giocatore con stimoli continui. Le fasi d'attesa di un action hanno come obiettivo quello di caricare di pathos per il prossimo grande botto. Un horror invece funziona al contrario, intrattiene proprio nei momenti di attesa, costruendo tensione mentre si aspetta e aspettativa dietro il mistero. Gli stealth seguono lo stesso andamento e per questo sono titoli decisamente difficili da fare bene. Ereban: Shadow Legacy è il primo titolo di Baby Robot Games e si cimenta proprio in queta difficile sfida. Sfida intrapresa in realtà nel 2024 con il debutto del gioco su PC via Steam e che ora, dopo due anni di aggiornamenti e migliorie, arriva su console nella sua versione migliore.
In un futuro distopico in cui la multinazionale Helios rappresenta l'unica fonte di luce per il mondo, il giocatore segue le vicende di Ayana, ultima superstite della leggendaria dinastia degli Ereban. Gli Ereban sono creature misteriose dotate di poteri legati all'oscurità: un Ereban non solo può fondersi con le ombre, ma ha una connessione particolare con il proprio retaggio e Ayana desidera saperne di più, pur non avendo apparentemente nessuno a cui chiedere. Un giorno Helios convoca Ayana per offrirle un lavoro ben retribuito nel reparto sicurezza e parlare con lei degli Ereban. La ragazza è titubante all'idea poiché un'azienda che offre luce ed energia non è proprio in linea con i poteri della sua stirpe, ma lusingata dalla convocazione e incuriosita dall'opportunità di saperne di più sulle proprie origini si reca negli uffici e collabora per i test di selezione... decisamente sospetti, considerando che richiedono le abilità uniche di un Ereban per essere completati. Le strutture di Helios sono fortemente militarizzate ed è chiaro fin da subito non solo che sappiano molto sulla sua stirpe ma che da Ayana vogliono molto di più di qualche semplice prestazione.

Scioccamente sicura di sé, Ayana rimane vittima di Helios e riesce a salvarsi solo grazie al supporto di una fazione ribelle, infiltratasi nella multinazionale. Da qui inizia il vero viaggio verso la scoperta degli Ereban e di come tutto questo sia legato a doppio filo con il destino del mondo morente e con le macchinazioni di Helios. Ereban: Legacy of Shadow offre una storia ricca di misteri e interessanti rimandi, lasciando al giocatore la possibilità di affrontare gli eventi in diversi modi che andranno a definire la personalità di Ayana e, di conseguenza, gli sviluppi della storia. Nonostante tre finali ottenibili in base al numero di uccisioni e delle buone premesse iniziali, la storia di Ereban non riesce mai davvero a decollare perché troppo vincolata alle proprie regole narrative. Esplorare il dualismo tra una specie che vive di tenebre e lo sfruttamento di una società che offre luce è di per sé un aspetto curioso, ma durante la storia rimane per tutto il tempo l'impressione che sia tutto costruito a tavolino per convenienti rimandi e situazioni. A tal proposito non aiutano nemmeno i personaggi principali, piatti e poco incisivi sia come personalità che per design, risultano un po' troppo aderenti al ruolo che ricoprono. L'effetto collaterale di questa struttura è però positivo, la storia si sviluppa piuttosto velocemente e, pur non affezionandosi a nessuno dei protagonisti, in meno di dieci ore si riescono a vedere l'inizio e la fine, senza timore di dimenticare passaggi.
Il gameplay rappresenta senza dubbio la punta di diamante del gioco, elegante nel suo insieme e divertente per tutta la durata dell'avventura. I poteri degli Ereban sono semplicemente perfetti per le fasi stealth e non essendoci reali opzioni di combattimento al di fuori delle eliminazioni furtive, il giocatore è naturalmente portato a ragionare in modo strategico. Infiltrarsi tra le fila nemiche sfruttando arguzia, poteri e gadget è piuttosto appagante e sebbene la difficoltà non tocchi mai punti eccessivamente alti, quando si punta ad eliminare tutti i nemici o, al contrario, a non eliminarne nessuno allora il titolo svela il suo reale potenziale. Questi obiettivi extra sono indirettamente suggeriti dal gioco stesso, il quale a fine missione riporta statistiche e valutazioni con relativo giudizio finale, elemento che porterà la storia verso uno dei tre finali.

In più occasioni Ereban: Shadow Legacy ricorda Aragami, un altro titolo di genere stealth sempre sviluppato in Spagna, che vede al centro degli eventi un personaggio con i poteri delle ombre. Atmosfere, storia e level design di Aragami sono diversi gradini sopra il gioco preso in esame oggi, ma essendo questo un genere poco prolifico il senso di deja-vu non è così fastidioso, anzi, è persino piacevole poter tornare a ragionare su movimenti e posizioni per effettuare stragi o evitare vittime "innocenti" usando un set di poteri e abilità fortemente coerenti con il tipo di azione. Una caratteristica peculiare di Ereban: Shadow Legacy è l'introduzione di elementi platform disseminati per i livelli. Mettendo da parte i collezionabili nascosti per le macro-aree in cui si svolgono le missioni, raggiungere luoghi utili per vedere o colpire, così come arrivare alla porta per "il prossimo livello" sono tutte azioni che richiedono una certa precisione nei movimenti, avendo quasi l'impressione di giocare proprio ad un platform di altri tempi. Un mix funzionale che enfatizza l'approccio furtivo su tre dimensioni, invece che limitarsi solo a due.
Dal punto di vista tecnico, nonostante migliorie e aggiornamenti, il titolo di Baby Robot Games soffre di problemi comuni a molti giochi indipendenti: il doppiaggio presenta interpretazioni non sempre convincenti, qualche calo di frame rate dentro e fuori dalle presentazioni, compenetrazioni più o meno frequenti e tutti quei dettagli che fanno la differenza tra una produzione più esperta e una più genuina. I problemi sopracitati non compromettono mai l'esperienza di gioco, ma rendono ben chiara la natura del titolo che, insieme alle ingenuità di trama, finiscono per frenare molto le qualità di Ereban: Shadow Legacy nonostante un gameplay efficace e molto divertente.
GIUDIZIO FINALE
Ereban: Shadow Legacy è un titolo piacevole ma dimenticabile, una di quelle esperienze che riescono ad intrattenere dall'inizio alla fine grazie ad una manciata di buone idee e ad una longevità ridotta, ma che una volta concluse si dimenticano a tempo zero. Considerando che questo è il primo titolo della casa spagnola, non possiamo che fare un grosso applauso al team per aver saputo mettere in piedi un'esperienza piacevole e dal gameplay così gradevole, ma trama e personaggi troppo poco incisive impediscono al titolo di brillare e - proprio come la protagonista Ayana - una volta esposta al sole perde buona parte del suo potere.
Gioco testato su PlayStation 5.
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Pro
- Gameplay ottimo e funzionale
- Level Design che mette in luce tutti i pregi del sistema di gioco
Contro
- Trama poco incisiva e con molte scelte convenienti
- Protagonisti piatti e poco interessanti
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