Quando si parla di Satoshi Kon, celebre e compianto regista di animazione giapponese, si tende a ricordare il suo stile di messa in scena, la sua poetica e, per i più appassionati, il suo meticoloso approccio alla pre-produzione. Autore poliedrico, Kon deve il successo delle sue opere non solo alla dimensione onirica e alla sfida intellettuale che propone allo spettatore, ma anche all’atmosfera unica e surreale costruita in sinergia con le colonne sonore dei suoi lavori, in particolare dei lungometraggi.

Dopo Perfect Blue, primo film che accosta immagini perturbanti alle musiche di Masahiro Ikumi, è con Millennium Actress che prende forma una collaborazione destinata a diventare centrale per la carriera del regista, quella con il compositore, musicista elettropop e attivista d'avanguardia Susumu Hirasawa. A partire da questo specifico film si consacra sodalizio ricercato ed estremamente efficace, che vogliamo approfondire per due motivi, il primo è l'imminente uscita del film per la prima volta al cinema restaurato in 4K dall'11 al 13 maggio grazie ad Anime Factory (per il quale le prevendite sono già aperte. Ma anche perché Hirasawa è centrale per comprendere una figura tanto importante per la storia del cinema qual è Satoshi Kon.
 
Il compositore Susumu Hirasawa


Susumu Hirasawa nasce a Tokyo nel 1954 e, fin da giovanissimo, mostra un forte interesse per macchine, tecnologia e tecnica. Dopo il diploma alla Honjo Technical High School, prosegue gli studi al Tokyo Designer Gakuin College, avviandosi inizialmente a una carriera come interior designer. Nulla, apparentemente, che abbia a che fare con la musica, se non per una passione parallela che lo accomuna con il fratello: il rock strumentale, che lo spinge presto a imparare a suonare la chitarra elettrica. La sua carriera musicale inizia però nel 1972 con la band progressive rock Mandrake, tra le poche in Giappone a cimentarsi con il nuovo genere dai natali britannici e statunitensi. Con il mutare dei gusti musicali del Sol Levante e la diffusione del sintetizzatore, Hirasawa evolve il proprio stile: dapprima fonde punk ed elettronica, poi si orienta verso l’electronic rock con il nuovo progetto, la band P-Model. In quel periodo, tra le sue principali influenze figurano gruppi e artisti come DAF, Kraftwerk, Tubeway Army e Cabaret Voltaire.

Lo spirito controcorrente e avanguardista è ciò che rende Susumu Hirasawa capace di evocare in chi ascolta un senso di estraneazione e proiezione verso una realtà "altra", un tema molto caro allo stesso Satoshi Kon, da sempre suo fan. Anche il suo modo di cantare si distingue dagli altri artisti della scena rock giapponese, perché pur muovendosi in un ambito musicale nato in Occidente, sceglie di scrivere i testi principalmente in giapponese, inserendo talvolta parole in thailandese, cinese e coreano. Una scelta, a detta sua che deriva dal suo essere un artista giapponese attivo nella scena locale e che considera l’uso dell’inglese uno scimmiottamento dei cantanti stranieri. Hirasawa, invece, ha fatto propria questa musica, arricchendola e spingendola sempre un passo più in là, facendo affidamento sul suo background tecnico e tecnologico.
 

L’uso della tecnologia è infatti un tratto caratteristico del suo lavoro, in linea con la sua formazione. Per il musicista è importante non quale tecnologia si utilizzi, ma come la si utilizzi. È noto per i suoi live tour costruiti attorno a performance di sampling musicale che attiva e performa utilizzando gli strumenti più disparati, molti di sua invenzione. Hirasawa usa macchine da lui stesso progettate, basi preregistrate prive di voce e si esibisce senza il supporto di musicisti tradizionali. Praticamente un one-man-show, dove al centro vi sono lui e le sue creazioni. Una particolarmente amata dai fan è il Gravitron, una sua "creatura" che sfrutta l’energia cinetica di una ruota simile a quelle delle biciclette, che egli stesso fa ruotare per alimentare il sintetizzatore collegato alle tastiere.

Un altro elemento distintivo dell’autore è il suo impegno su temi politici, sociali ed ecologici, su cui si schiera apertamente. Un esempio eccellente è l’album Solar Ray, realizzato in uno studio alimentato esclusivamente a energia solare grazie a un sistema progettato dallo stesso Hirasawa. Una posizione di spicco, la sua, che non può non essere notata se si pensa che l'artista ha ideato una serie di tour interattivi, assolutamente avanguardistici, in cui integra diversi media per coinvolgere attivamente il pubblico, rendendolo partecipe anche nella costruzione dello spettacolo stesso della selezione e performance dei brani.
 
 
In uno di questi interactive live show, specificamente quello del 2009, utilizza per la prima volta l'arpa laser, per produrre suoni musicali. Strumento che diventerà celebre nella sua performance di "Parade", il brano creato appositamente per Paprika

Ogni cosa di Hirasawa sembra sfuggire all'ordinario: temi, strumenti e musiche; sostanzialmente una macchina capace di generare sogni.

La notorietà di Susumu Hirasawa è, soprattutto in Occidente, molto legata al mondo dell’animazione. Le sue collaborazioni in questo ambito iniziano con Detonator Orgun e proseguono con numerosi progetti, tra cui spicca la colonna sonora dell’adattamento animato di Berserk, il celebre manga di Kentaro Miura. Nel comporre per questi lavori, Hirasawa gode spesso di grande libertà creativa, siccome registi e autori, spesso fan della prima ora, si affidano al suo senso artistico senza imporgli particolari vincoli. Lo stesso Miura, come Satoshi Kon, era un grande estimatore della sua musica e lo scelse personalmente per comporre le musiche. 
La collaborazione con Kon, invece, inizia poco prima del 2001 durante la produzione di Millennium Actress (dall’11 al 13 maggio per la primissima volta al cinema in 4K). Pur non considerandosi un appassionato di anime e manga, Hirasawa trova nel regista una sensibilità affine, come se condividessero una visione comune pur operando in ambiti diversi. E ciò che iniziò con questo film, fu destinato a proseguire in altre opere fondamentali, come Paranoia Agent e Paprika. Il loro sodalizio avrebbe dovuto culminare in Dreaming Machine, progetto mai completato a causa della prematura scomparsa di Kon.
 

Atipici i soggetti, atipico anche il modo di lavorare. Infatti tra Satoshi Kon e Susumu Hirasawa si sviluppano le idee in modo fuori dall'ordinario nell'industria degli anime.
Sicuramente è fondamentale come la musica di Hirasawa, che abbiamo visto essere avanguardista nei suoni, negli strumenti, nei temi e animata da un forte impianto ideale e politico, riesca a rispecchiare la complessità delle opere di Kon. Film apparentemente labirintici e surreali, ma attraversati da riflessioni lucide su società, identità e significato che l'uomo attribuisce al mondo. Tutto questo non è solo un caso, perché Kon costruisce i suoi film su una narrativa di tipo "frattale", soprattutto in Millennium Actress: la storia si sviluppa attraverso la biografia di un'attrice, Chiyoko Fujiwara, ma è in realtà un opera in cui realtà, sogni e finzione cinematografica finiscono man a mano per confondersi. Gli episodi si susseguono ripetendo una struttura ricorrente, frattale: inseguire, correre, cadere, ma variano i contesti e periodi storici. L’intera esistenza della protagonista è segnata da continui fallimenti e rinascite, mentre prosegue instancabilmente la ricerca di un enigmatico “uomo". Una piccola azione, una minima struttura, ripetuta più e più volte, con esiti sempre maggiori. Così, diceva Kon, operava anche il sampling di Hirasawa, che ripeteva e ingigantiva le sue strutture musicali.

Ma la sinergia non si ferma a questa influenza. Anche il metodo di lavoro tra i due è una totale collaborazione che rovescia il flusso tipico di lavoro di un anime. Se normalmente la colonna sonora nasce a partire da immagini già definite, con Kon accade il contrario. Hirasawa compone per primo, e il regista costruisce il mondo visivo e i dialoghi a partire dalla musica. È il suono a guidare l’immagine e che fa convergere scrittura, regia e composizione su un piano quasi onirico. Lo stesso Hirasawa ha descritto Millennium Actress come “musica ad alta definizione”, sottolineando come Kon sapesse dare alla colonna sonora il suo spazio, portando lo spettatore ad ascoltare con molta attenzione, soprattutto nei momenti in cui il ritmo musicale cambia.
 

 
A Hirasawa si lega anche l’ultimo progetto incompiuto di Kon, Dreaming Machine. Il film apparentemente incentrato su tre robot dall’aspetto tenero, doveva celare, come spesso accadeva nel suo cinema, ambiziose tematiche di molto più profonde. L’ispirazione nacque proprio dalle musiche dell’omonimo album del compositore, tanto che alcuni brani furono richiesti per scene specifiche, altre scene nacquero invece modo più istintivo; eppure Kon non rivelò mai apertamente il significato dell’opera, fiducioso che Hirasawa, spirito affine al suo, ne avrebbe colto intuitivamente il cuore pulsante.

Ricordiamo che grazie ad Anime Factory, Millennium Actress arriverà per la prima volta al cinema l'11, 12 e 13 maggio in versione restaurata in 4K. Le prevendite per l'evento cinematografico sono già aperte.
 

Fonti consultate:
L'eredità dei sogni
Gigazine.net
The road to Millennium Actress, intervista in traduzione
Intervista su Anime-eiga.org in traduzione