Durante il COMICON Napoli 2026, l'autrice sudcoreana Paskim, conosciuta da noi per Lost in the Cloud, è stata ospite della casa editrice Jundo per celebrare la fine dell'edizione italiana, che ricordiamo è la prima cartacea a livello mondiale.

Allo stand Jundo era possibile acquistare in anteprima il tredicesimo e ultimo volume della serie in due edizioni differenti: quella normale con in omaggio il cofanetto - disponibile solo in fiera e durante i pre-order nel Jundo shop - per racchiudere i volumi della terza stagione, e la Celebration Edition. Quest'ultima, oltre al volume, contiene un box laminato in argento, un blocco acrilico di Cirrus e Skylar, una cornice retroilluminata, un segnalibro laminato, una postcard con un ringraziamento speciale ai lettori italiani di Paskim e una Jundo Now Card esclusiva.

Per tutto il corso della fiera, erano previste delle sessioni di autografi giornaliere con l'autrice e il 30 aprile Paskim ha tenuto uno showcase in Sala Italia.

Noi di AnimeClick abbiamo avuto modo di partecipare a una roundtable insieme alla stampa e content creator, durante la quale abbiamo potuto rivolgere domande all'autrice e approfondire alcune curiosità.
 
Il volume 13 italiano di Lost in the Cloud con box omaggio edito da Jundo

Luigi Nunziante (EverPop): Nel corso dei 13 volumi, quanto sono cambiati i due protagonisti rispetto alla sua idea originale? Aveva sempre immaginato questa evoluzione per loro, oppure i personaggi sono cambiati gradualmente mentre la storia procedeva?

La struttura complessiva della storia e i principali archi narrativi erano stati pianificati fin dall’inizio. Durante il processo sono cambiati solo alcuni episodi minori di collegamento, mentre la crescita dei personaggi e i loro percorsi emotivi, dall’inizio alla fine, hanno seguito il piano originale.
Tuttavia, quando ho sviluppato la storia per la prima volta, mi sono concentrata molto sui conflitti e sulle emozioni tra i due protagonisti, perciò inizialmente i personaggi avevano un tono piuttosto cupo. Con il proseguire della serializzazione, Skylar e Cirrus hanno attraversato conflitti e riconciliazioni insieme e, facendo affidamento l’uno sull’altro, l’oscurità emotiva dentro di loro è diventata gradualmente più luminosa nel tempo.

 

AnimeClick: Sia il titolo della serie sia i nomi dei protagonisti sembrano collegati al tempo atmosferico e ai cambiamenti dell’atmosfera. Potrebbe spiegarci il significato di questa metafora?

A tutti i personaggi sono stati dati nomi legati al tempo atmosferico.
Pensavo fosse interessante usare un simbolismo meteorologico per riflettere la personalità di ciascun personaggio attraverso il suo nome.
Questi nomi simbolici non rappresentano soltanto la personalità dei personaggi, ma mostrano anche come le relazioni tra Skylar, Cirrus e Chan-il si influenzino emotivamente a vicenda man mano che si avvicinano o si allontanano.
Per esempio, quando ci sono troppe nuvole in cielo, il tempo diventa cupo; se invece c’è soltanto il sole, diventa troppo caldo.
Attraverso questi nomi simbolici, volevo esprimere in modo più intuitivo l’equilibrio e le relazioni tra i personaggi.



AnimeClick: C’è un dettaglio particolare della storia che forse i lettori potrebbero non aver notato, ma che per lei è personalmente importante?

Anche se non è stato mostrato direttamente nel fumetto, ho dedicato moltissimo tempo a pensare non solo al trauma di Skylar e Cirrus, ma anche alla psicologia dei personaggi che hanno causato quel trauma.
Per immergermi meglio nei protagonisti, ho creato retroscena e storie personali dettagliate per Min-woo, l’amico d’infanzia di Skylar, e per Baek Kang, il padre di Cirrus. Poiché sono diventati personaggi molto importanti nel definire il flusso complessivo della storia, mi ci sono affezionata molto.



blugirl_manga: In una precedente intervista, aveva accennato al fatto che le palette cromatiche delle cover della prima stagione — con toni più chiari o più scuri — riflettevano gli stati emotivi dei personaggi. Cosa ha ispirato le cover della nuova stagione, soprattutto ora che gli sfondi hanno un ruolo più importante?

Ogni personaggio è associato a un colore specifico che ne riflette la personalità. Per esempio, Skylar è rappresentato dal colore del cielo, Cirrus da tonalità rossastre e Chan-il dall’arancione.
Per le cover italiane, ogni volume ha utilizzato una sfumatura diversa, da toni più scuri a toni più chiari, per rappresentare visivamente i cambiamenti emotivi che i personaggi attraversavano in quella parte della storia. 

 
I portachiavi dei personaggi di Lost in the Cloud

ira_room707: Lost in the Cloud sta arrivando alla conclusione anche in Italia. Trattandosi di una storia così psicologica, incentrata sulla crescita e sulla trasformazione di due adolescenti, quale messaggio sperava di trasmettere ai lettori?

Gli adolescenti non sono liberi quanto gli adulti. Sia nell’ambiente familiare sia a scuola, sono costantemente costretti a rapportarsi con spazi e situazioni che non hanno scelto. Per questo, nella loro vita accadono molti eventi che non possono controllare pienamente.
Attraverso questa storia, volevo raccontare la solitudine che può nascere da quegli ambienti, affinché i lettori potessero entrare in empatia con i personaggi e magari trovare un po’ di conforto attraverso di loro. 



themangasaur: Considerando la profondità psicologica della storia, com’è stato per lei guardare all’intera opera dopo averla conclusa? Che cosa le ha lasciato questa esperienza come autrice?

Lost in the Cloud è stato un progetto che ho creato semplicemente perché volevo raccontare il tipo di storia che amo personalmente.
Essendo la mia opera d’esordio e la mia prima serializzazione lunga, l’ho affrontata con la convinzione che, se i lettori non fossero riusciti a entrare in connessione con il tipo di storia che desideravo davvero creare, o non l’avessero apprezzata, sarei stata perfino disposta a smettere del tutto di disegnare fumetti.
Per questo ho lavorato a ogni episodio come se potesse essere l’ultimo. Durante i cinque anni di serializzazione, mi sono immersa completamente nell’opera, quasi come se stessi vivendo dentro la storia insieme ai personaggi.
Non ho iniziato questo fumetto con grandi ambizioni di ricevere enorme popolarità o amore da parte dei lettori. Volevo semplicemente creare una storia di cui potessi sentirmi personalmente soddisfatta e rispetto alla quale non avessi rimpianti. Per questo mi sembra ancora irreale che così tanti lettori siano entrati in connessione con la storia e siano rimasti con lei fino alla fine. Sento davvero di aver ricevuto molto più affetto di quanto mi aspettassi.
Attraverso Lost in the Cloud, sento di essere stata io stessa a ricevere conforto, coraggio e forza dai lettori. Li ringrazio sinceramente per questo.
 


collectingwithglow: Gli autori sono spesso ispirati da film, libri e storie che amano, ma c’è sempre una parte di sé dentro ciò che creano. A quale personaggio si sente più vicina, e quale parte di lei esiste dentro Lost in the Cloud?

Credo che la maggior parte degli autori inserisca naturalmente parti della propria esperienza nelle proprie opere. Nel creare questi personaggi, volevo renderli persone con cui potessi entrare emotivamente in sintonia.
Credo anche che ogni personaggio presente in Lost in the Cloud contenga una parte di me.



readerlover2: Lost in the Cloud racconta la storia di due personaggi che affrontano traumi personali mentre vivono la quotidianità scolastica. Come ha bilanciato i loro traumi individuali con gli aspetti più ordinari dell’adolescenza e della vita a scuola?

Il tema principale di Lost in the Cloud riguarda adolescenti che affrontano il trauma e crescono continuando a confrontarsi con esso.
Quando ho deciso di creare una storia attorno a questo tema, una delle cose a cui ho pensato di più è stata che non volevo che diventasse una storia eccessivamente cupa.
Tutti vivono con difficoltà personali e preoccupazioni di cui non riescono facilmente a parlare. Eppure continuiamo a vivere accanto ad altre persone e a condividere insieme molte emozioni diverse. Poiché anche i personaggi di Lost in the Cloud incontrano molte persone diverse e sperimentano una vasta gamma di emozioni, pensavo fosse importante non intrappolarli soltanto nella cornice del trauma, ma mostrare anche i loro lati ordinari, come quelli di qualsiasi altro adolescente.
 
 
L'autografo con dedica di Paskim sul volume 13 di Lost in the Cloud

ohayoyaoi: Se potesse collocare i suoi personaggi in un universo alternativo, dove li immaginerebbe? Avrebbero ancora personalità simili?

A dire il vero, non credo di averli mai immaginati in un universo diverso.
Poiché quest’opera è fondamentalmente una storia sugli adolescenti e sulle loro difficoltà emotive, i due ambienti della casa e della scuola mi sono sembrati le ambientazioni più naturali per la storia.
In realtà è un’idea che non avevo mai davvero preso in considerazione, ma ora che la nominate sembra qualcosa su cui potrebbe essere divertente riflettere.



blair92_bl: Sia la versione coreana sia quella inglese di Lost in the Cloud si sono concluse già da qualche tempo. Guardando indietro ora, c’è qualcosa che avrebbe voluto esplorare più a fondo — dal punto di vista psicologico o narrativo — rileggendo la storia con uno sguardo più autocritico?

Ho dedicato così tanto di me stessa a questa storia e a questi personaggi che, quando oggi ci ripenso, mi sento soprattutto soddisfatta di ciò che ho creato. Per questo, non c’è davvero nulla che vorrei cambiare o fare diversamente.
 
Tutti i volumi di Lost in the Cloud sono disponibili sullo shop di Jundo, nei Jundo Point e in fumetteria.
Con il tredicesimo volume della terza stagione si conclude la storia di Lost in the Cloud.