La scure dei licenziamenti annunciati da Xbox si abbatte pesantemente su id Software, e lo fa nel momento più delicato possibile, in concomitanza con il debutto del DLC di Doom: The Dark Ages. Di fronte a questa situazione complessa, una delle figure storiche dell'industria ha deciso di rompere il silenzio: John Romero. Il co-fondatore dello studio e co-creatore di Doom è intervenuto sulla questione, non per esprimere rabbia, ma con la lucidità e la comprensione tipiche di chi quel luogo lo ha vissuto e sa perfettamente cosa significhi doversene andare.
“Mi dispiace enormemente per tutti i dipendenti di id Software colpiti da questi licenziamenti. So cosa si prova ad andarsene da id mentre id va avanti. È una cosa strana e dolorosa allontanarsi da un posto che contiene così tanto del tuo lavoro, delle tue amicizie e della tua storia.”
Romero ha inoltre voluto rendere omaggio all'evoluzione dello studio negli anni successivi al suo addio, riconoscendo il valore dei capitoli moderni di Doom, Quake e Wolfenstein: “gli ultimi giochi hanno mostrato vera cura, abilità e rispetto per quello che quei mondi significano per le persone.“
Il cuore della riflessione di Romero si sposta però su un tema cruciale: la salvaguardia del patrimonio videoludico. Mentre si rincorrono voci insistenti sul possibile abbandono definitivo dell'id Tech, il game designer ha lanciato un appello accorato affinché l'eredità di una delle software house più influenti di sempre non vada perduta.
“La storia di id è di fondamentale importanza per la storia dei videogiochi, ho preservato l’intera storia degli inizi di id, dai primi lavori a Softdisk fino al 6 agosto 1996, compresi materiali e asset che, per quanto ne so, id stessa non possiede più. Spero che qualcuno stia facendo lo stesso per il patrimonio più recente della compagnia: il lavoro, il codice, gli asset, le storie e le persone che ci stanno dietro.”
“Mi dispiace enormemente per tutti i dipendenti di id Software colpiti da questi licenziamenti. So cosa si prova ad andarsene da id mentre id va avanti. È una cosa strana e dolorosa allontanarsi da un posto che contiene così tanto del tuo lavoro, delle tue amicizie e della tua storia.”

Romero ha inoltre voluto rendere omaggio all'evoluzione dello studio negli anni successivi al suo addio, riconoscendo il valore dei capitoli moderni di Doom, Quake e Wolfenstein: “gli ultimi giochi hanno mostrato vera cura, abilità e rispetto per quello che quei mondi significano per le persone.“
Il cuore della riflessione di Romero si sposta però su un tema cruciale: la salvaguardia del patrimonio videoludico. Mentre si rincorrono voci insistenti sul possibile abbandono definitivo dell'id Tech, il game designer ha lanciato un appello accorato affinché l'eredità di una delle software house più influenti di sempre non vada perduta.
“La storia di id è di fondamentale importanza per la storia dei videogiochi, ho preservato l’intera storia degli inizi di id, dai primi lavori a Softdisk fino al 6 agosto 1996, compresi materiali e asset che, per quanto ne so, id stessa non possiede più. Spero che qualcuno stia facendo lo stesso per il patrimonio più recente della compagnia: il lavoro, il codice, gli asset, le storie e le persone che ci stanno dietro.”
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