Mahou Shoujo Lyrical NanohaMajokko, Anni 2000 parte seconda, anno 2004 per la precisione. Da un lato la grande compagnia Toei Animation faceva esordire le sue Pretty Cure inaugurando così un nuovo fortunato filone nel majokko sentai (variante del genere che prevede un uso più o meno largo dei combattimenti), un po' stantio dall'epoca di Sailor Moon, destinato poi a varie successive incarnazioni.
Da un altro lato invece lo studio Seven Arcs, riprendendo l'universo di un eroge-game per adulti, poi andato anche in OAV, intitolato Triangle Heart (precisamente era il terzo capitolo di questa serie di giochi), ripropone il tutto facendo di Nanoha Takamachi, un personaggio molto secondario del vecchio game, la protagonista di una storia del tutto nuova.

Nanoha è una ragazzina gentile e tranquilla che passa le sue giornate fra le scuole elementari, che frequenta con le sue amiche Arisa e Suzuka, e la sua numerosa famiglia che gestisce una pasticceria. Un giorno, dopo aver fatto uno strano sogno la notte precedente, scorge tornando a casa un animale ferito del tutto simile a un furetto.
Questi però non è un animaletto come tanti bensì un abitante di un altro mondo, ridotto per le ferite in sembianze animali, mossosi sulle tracce di misteriosi artefatti chiamati Jewel Seed. Nel precipitare degli eventi a causa dell'attacco di una informe creatura, Nanoha si trova a dover acquisire strumenti e poteri magici per scendere in campo e risolvere la situazione.
Un inizio che ricorda parecchio quello di alcuni majokko più classici della vecchia scuola con una contaminazione presa direttamente dal molto famoso incipit di Sailor Moon. Ma già da qui si intravedono degli elementi di novità: lo strumento, o se vogliamo anche dire l’arma, usato da Nanoha è in pratica l'evoluzione tecnologica della classica bacchetta (o scettro), può cambiare di forma e possiede in se una intelligenza artificiale che gli permette di interagire con la sua padrona; i combattimenti, che sono in questo inizio molto dinamici con colpi d'energia e attacchi che nell'aspetto paiono molto meno magici di quanto ci si poteva aspettare.

La missione di Nanoha per recuperare tutti i Jewel Seed perduti, assieme al suo nuovo amico e “socio” di nome Yuuno ha così inizio con le prime ricerche... E da questa prima parte possiamo già trarre le prime impressioni sulla realizzazione dell'anime.
La grafica appare definita e curata con una gamma cromatica varia e brillante. Gli sfondi, pur non dettagliatissimi (siamo sempre con una serie TV pre HD) sono almeno di un buon livello.
Una cosa da rilevare già dai primi episodi (e che poi sarà un “marchio di fabbrica” della saga) è un certo clima di gentilezza e buona educazione che condisce situazioni e dialoghi. Ciò, seppur considerando che i protagonisti sono bambini delle elementari e i relativi conoscenti e che sentire un gergo sboccato o con situazioni tendenzialmente ecchi non sarebbe adeguato per una produzione come questa, almeno per le prime battute non aiuta ad alzare il ritmo.
E sommando questo a un inizio di stampo convenzionale, porta la noia ad avanzare baldanzosa per gli episodi. Quasi si rischia di cedere ad essa nel momento della rilassante ending “Make a little Wish”, nonostante valga sempre la pena di iniziare un nuovo episodio per sentire la bellissima opening “Innocent Starter” by Nana Mizuki.
Una serie che nel suo inizio pare ordinaria e di poca intensità se non ché...

Nanoha and Fate

...Nel quarto episodio però, un antagonista per Nanoha fa la sua comparsa: si tratta di Fate Testarossa, un altra maga quasi a lei coetanea ma antitetica nel look e negli intenti. Non si tratta però di una nemesi classica mossa da intenti malvagi bensì di un personaggio sfaccettato dietro le cui azioni si nascondono motivazioni ben precise...
Da questo momento l'anime inizia a svilupparsi in un gioco a due fra le maghe avversarie permettendo così di scoprire e approfondire ancora di più entrambi i personaggi che, nel loro incontro/scontro, ci guadagnano e si risaltano vicendevolmente: è Fate che da più motivazioni a Nanoha nella sua missione e ne porta alla luce lati determinati e coraggiosi della sua personalità, ed è Nanoha che scuote e “sconvolge” Fate per farle acquisire (o forse per farle ritrovare) il suo lato più umano celato a forza dentro di sé. A conti fatti poi potremmo dire che sia Fate la vera protagonista della serie in quanto risulta il vero soggetto al centro dell'attenzione nonché il gradiente che fa muovere anche la dichiarata protagonista Nanoha, ma probabilmente confermare ciò sta al giudizio finale e al punto di vista personale del singolo spettatore.
L'inserimento nella lotta di una ulteriore terza fazione (una sorta di esercito deputato al controllo delle interferenze dimensionali fra i vari mondi paralleli) renderà la situazione ancora più fluida.


Nanoha Live 01 Nanoha Life 02 Nanoha Life 03
Nanoha Life 04 Nanoha Life 05 Nanoha Life 06


Mahou Shoujo Lyrical Nanoha crea così un originale alchimia in cui elementi del Majokko, degli anime di fantascienza e di quelli più di combattimento (ad anni di distanza si riconoscono negli scontri elementi presi dal classico dei classici del genere, Dragon Ball Z) si fondono in un personalissimo stile cui si aggiungono tematiche più profonde e meno solari che avvicinano l'anime anche a un pubblico maschile tendenzialmente più adulto e diverso da quello classico del Majokko (ciò si vedrà in particolare per la vicenda personale di Fate). Non a caso Nanoha è stato classificato come uno dei primi titoli di questo genere a “strizzare l'occhio” verso gli otaku.
L'anime insomma si risolleva pienamente dopo un inizio molto frenato, peccato che ci ricaschi un po' verso la fine ove l'intensità cala sensibilmente rispetto alla parte centrale forse a causa del fato che il climax dello scontro fra Nanoha e Fate viene raggiunto a un paio di episodi dalla conclusione.
Contribuisce di sicuro il livello più che buono del doppiaggio che ci offre una dolce Nanoha attraverso Yukari Tamura e una toccante Fate grazie a Nana Mizuki. Ritroviamo anche una doppiatrice di lungo corso quale Aya Hisakawa (Ami Mizuno/Sailor Mercury nel citato Sailor Moon) nel ruolo della gentile ma molto determinata Capitano Lindy Harlown.

Visione moderna e aggiornata nel campo del genere Majokko, Mahou Shoujo Lyrical Nanoha si rivela un titolo convincente e sicuramente innovativo nel suo campo nonché fornitore di spunti e idee per titoli a esso posteriori. Un anime non immediato nel suo inizio ma che riesce ad avere degli sviluppi della storia molto interessanti che forse annoieranno uno spettatore tendenzialmente disilluso ma che sapranno coinvolgere il pubblico in larga parte e far commuovere una sua fetta più sensibile.


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