In Giappone si chiama Pocky mentre in Italia è conosciuto con il nome più esotico di Mikado, ma il risultato non cambia: è uno degli snack giapponesi più conosciuto al mondo e più apprezzato, tanto da avere addirittura un giorno a lui dedicato; l'undici novembre infatti è il Pocky day! Probabilmente è stata scelta questa data perché le cifre 11/11 somigliano appunto ai Pocky.
La sua forza è la sua semplicità: un sottile bastoncino di biscotto ricoperto per 3/4 di cioccolato, unendo così l'utile (non sporcarsi le mani di cioccolato) al dilettevole (avere uno snack godurioso sempre pronto da gustare).
 

La ditta produttrice, la Ezaki Glico Co., Ltd. ha messo online un video in cui si vede parte della catena di produzione di questo impareggiabile snack!
 

Ma quando nasce il Pocky? La sua origine risale addirittura al secolo scorso: fece infatti la sua comparsa sugli scaffali dei supermercati nel 1966. Il suo nome deriva da "pokkin", parola onomatopeica con cui la lingua giapponese indica il suono prodotto mentre si addenta il croccante bastoncino. Alla prima versione originale, ne seguì un'altra nel 1971 al gusto di mandorla e poi nel 1977 alla fragola.
Piano piano seguendo il ritmo delle stagioni e l'amore per i giapponesi per gli snack, furono proposte al pubblico tantissime versione di questi bastoncini che ben presto si affermarono non solo nel Sol Levante, ma in tutto il mondo.
 

Infatti lo possiamo trovare con il suo nome originale in buona parte dell'Asia (Cina, Corea del Sud, Thailandia, Indonesia, Filippine, Laos, Malaysia, Singapore, Hong Kong, Taiwan, India, Birmania, Brunei e Vietnam) ed in diversi paesi europei con il nome di Mikado (come in Francia, Belgio, Germania, Italia, Spagna, Austria, Svizzera e Regno Unito). All'appello non mancano nemmeno gli Stati Uniti (dove esiste una divisione americana della Ezaki Glico), l'Australia, il Canada e la Nuova Zelanda.
 

Infiniti sono i gusti, spesso in edizione limitata e in commercio solo per brevi periodi, spesso legati alle stagioni. Oltre alle già citate mandorla e fragola, esistono i gusti miele (commercializzato in primavera), kiwi/mango (per l'estate), Men's Pocky (agrodolce), Decorer Pocky (con più colori nella stessa confezione), alla banana, al caffè, al caramello, al latte, alla crema di formaggio, alle patate dolci, al cocco, all'ananas, alla zucca, al sesamo nero, alla mela, allo yogurt, al matcha e via dicendo. Poi ci sono le versioni regionali: al gusto di uva a Nagano, al melone in Hokkaido, al mandarino nel Kyushu, al thè a Kyoto e al vino a Kobe. C'è anche la versione My Calorie Pocky (Mai Karori Pokki) con un quarto delle calorie della versione normale.
 

Forse non tutti sanno che anche i Pocky hanno un lato oscuro: infatti l'azienda che li produce fu coinvolta in un caso di cronaca nera negli anni 80, il cosiddetto "Caso Glico-Morinaga", che tenne con il fiato sospeso l’opinione pubblica e la polizia per 17 mesi e che è tuttora irrisolto.
Tutto iniziò il 18 maggio 1984 con il rapimento di Ezaki Katsuhisa, l'allora presidente della Ezaki Glico Co., Ltd. I rapitori chiesero un riscatto di 1 miliardo di yen e 100 chili in lingotti d’oro, ma il 21 maggio, tre giorni dopo il rapimento, Katsuhisa si liberò e fuggì dalla sua prigione. I criminali non vennero catturati ma invece di sparire passarono alle lettere minatorie: firmandosi con lo pseudonimo "Il Mostro dalle 21 Facce" (preso da un racconto del famoso scrittore Edogawa Rampo) mandarono una lettera in cui si diceva che in alcune confezioni di prodotti Glico era stato iniettato cianuro di potassio. Ovviamente la società fu costretta a ritirare tutta la merce dagli scaffali e il danno costò oltre 21 milioni di dollari e il licenziamento di 450 lavoratori part-time.
 

Nei giorni successivi le lettere continuarono, indirizzate questa volta ai media, ridicolizzando gli inutili sforzi della polizia per arrivare ad una soluzione; venivano fornite alla polizia alcuni indizi che però non portarono a nessuna svolta nelle indagini. Vennero colpite anche altre industrie dolciarie, con identiche minacce e il tutto andò avanti per molti mesi.
Il 7 agosto 1985, di fronte al ripetersi di lettere minatorie e ai continui insuccessi della polizia, Yamamoto, il capo della polizia della provincia di Shiga, si uccise. Questo portò ad una svolta: il 12 agosto arrivò ai media l’ultima missiva del "Mostro dalle 21 Facce" in cui dopo aver denigrato Yamamoto e la polizia il gruppo annunciava la fine di ogni attività. Nonostante numerosi sospettati, il colpevole non fu mai arrestato.

Consoliamoci per questa triste vicenda sgranocchiando uno dopo l'altro tutti i Pocky che vogliamo! Mi raccomando: diteci nei commenti quale è il vostro preferito!

Fonti consultate:
EnRocketNews
Pocky
Wikipedia
TuttoGiappone