Killing Stalking è un webtoon coreano scritto e disegnato da Koogi, pubblicato online da Lezhin, ed ha vinto la seconda edizione del World Comic Contest indetto dall'editore.
Grazie a J-POP Manga l'opera verrà pubblicata per la prima volta al mondo in edizione cartacea, e noi siamo riusciti a mettere le mani in anteprima sulla versione italiana del primo numero che sarà disponibile a partire da mercoledì 12 luglio.
Qui di seguito trovate le opinioni dei redattori che hanno avuto il piacere di leggerlo.
 
 
Premetto che non sono una grande appassionata di manhwa, non amo molto la loro impostazione delle tavole, né particolarmente lo stile di disegno che ho solitamente visto in giro. Killing Stalking l'ho conosciuto grazie al passaparola e all'accostamento con altre serie e ho deciso di dargli un'opportunità perché il tema mi è sembrato interessante.
Evitando di dilungarmi sulla trama, la quale mette in scena due ragazzi parecchio disturbati, la prima cosa che mi sento di dire è che non lo definirei esattamente uno yaoi: non per sminuire il genere (che personalmente amo molto) ma perché Killing Stalking non fa del sentimento amoroso il nodo centrale della questione. E' vero che l'attaccamento fortemente disturbato di Bum per Sangwoo è dato da un amore parecchio malato, ed è altrettanto vero che il giovane non rifiuta tale sentimento, ma questa attrazione amorosa/sessuale è solo il contorno di una storia più ampia che mette in campo violenza, sangue, disturbi mentali, abusi, omicidio e chi più ne ha più ne metta.
Se questo insieme altamente disturbante di cose terribili è il punto di forza della lettura, al contempo rischia di essere un limite che può portare la trama ad una sequela di cattiverie fini a se stesse, volutamente esagerate per creare un turbamento continuo.
Il primo volume è comunque molto coinvolgente, si legge con velocità perché si viene risucchiati nella sequenza di tragici avvenimenti e la composizione delle tavole di cui dicevo più su, riesce a catturare nonostante la sua particolarità, dando una forte sensazione di dinamismo. C'è tensione nella storia e la si avverte per tutta la durata del volume.
Killing Stalking è un fumetto molto particolare che sicuramente non consiglierei a chiunque, sa essere parecchio crudo e trasmette bene le sensazioni di dolore e disgusto, per cui non è una lettura adatta ai deboli di stomaco e di cuore. Se invece non soffrite di questo problema, e anzi amate il gore, può essere molto interessante, specie se lo si considera al di la dell'etichetta yaoi (cosa che si dovrebbe fare anche con gli yaoi in sé ma questo è un altro discorso).
Autore: Arashi84
 
Killing Stalking l'ho letto tutto d'un fiato e sarà che sono una mangiatrice di libri in generale, ma solitamente quando ciò accade significa che la storia non mi ha annoiata, ma anzi, questo è un segno positivo.
Come primo volume e sviluppo della storia, per questo tipo di genere diciamo psicologico thriller, ho notato che per gli appassionati come me, il tutto era già scontato fin dalle prime battute. Per quanto mi riguarda questa è una pecca: sarò troppo critica, ma capire già cosa accadrà dopo non mi è mai piaciuto, quindi avrei aggiustato un po' la prima parte forse troppo veloce.
Le tavole sono molto forti e a dir la verità non me l'aspettavo e ne sono rimasta positivamente sorpresa.
Sicuramente il racconto in prima persona di un rapimento è notevole, peccato per la storia d'amore che per gusti personali non mi piace in generale, figurarsi in questo contesto molto delicato, che secondo me non c'entra: era già completa così la storia. La curiosità sicuramente di scoprire come se la caverà il protagonista c'è. Io un'idea me la sono già fatta, e voi?
Autore: Ewowwa
 
Mi sono approcciata a pochissimi manhwa nella mia vita, perciò quando ho iniziato a leggere Killing Stalking sono rimasta un po' spiazzata per come venivano presentate le situazioni.
Parlando più precisamente dell'opera, questa è di certo una storia che farà molto discutere per i tratti pesanti e oppressivi che ci vengono proposti: la violenza, l'abuso, l'omicidio sono solo alcune delle cose che il fumetto ci para davanti.
Ammetto di essere rimasta un po' titubante su alcune scelte dei protagonisti, come l'assecondare e il sottomettersi di Yoonbum al proprio aguzzino (la sindrome di Stoccolma è uno di quei problemi che mai capirò nella vita); inoltre, man mano che proseguiva la storia, iniziava a vedersi un certo ripetersi degli eventi che alla lunga potrà solo portare ad annoiare il lettore, ma al momento resto comunque curiosa della sorte che presto toccherà a Yoonbum... o Sangwoo.
Killing Stalking è per stomaci forti, non cadete nel tranello dello "yaoi", perché trasmette messaggi molto più profondi e crudi di quello che può sembrare.
Autore: Hachiko94
 
Inquietante, malato, controverso, impressionante. Ma anche coinvolgente da morire. Killing Stalking è, come si evince dal titolo, una storia che tocca temi abbastanza forti, che lascia basiti non solo narrativamente, difatti pure i disegni sono espliciti, sebbene non sul piano erotico in quanto vige la censura dei boys love. Prima di tutto, questo è sì uno yaoi, però si sofferma in particolare sulla psicologia dei due protagonisti, sulle loro ossessioni, sulla loro imprevedibilità. Ed è così che tiene incollati alle pagine, o meglio vignette, dato che quest'opera è originalmente un web comic divenuto seguitissimo dal fandom e successivamente anche da un pubblico semplicemente curioso per la trama ricca di suspance, poiché ogni capitolo sorprende, che sia in bene o in male. 
Consigliato a chi vuole osare, che è interessato al mondo del s/m e non teme le crudeltà, mentre è consigliato un po' meno a chi cerca una classica storia d'amore romantica o da chi è proprio debole di stomaco.
Autore: Melany
 
La lettura inizia venendo resi partecipi delle intime confessioni di un ragazzo che nutre una morbosa attrazione per un altro compagno del tutto ignaro di tali sentimenti. Sentimenti che sfociano inevitabilmente in gesti malati, in linea con l’indole tormentata di una persona fondamentalmente vittima della propria introversione e insicurezza.
Ma "lo stalker" non immagina neanche lontanamente in quale guaio si stia cacciando. Perché quello che ritiene essere un amabile e solare ragazzo, l'idolo della scuola stimato da tutti, in realtà è un sadico assassino.
La narrazione si evolve presto presentandoci una sorta di gioco malato del gatto col topo; con una vittima combattuta tra la l’istinto di sopravvivenza e i propri sentimenti (che sanno di sindrome di Stoccolma, ma che hanno in realtà radici più profonde e pregresse); e un carnefice che dà metodicamente sfogo alle proprie sadiche devianze.
 
Questo è un primo volume che presenta un thriller psicologico con reminiscenze di un certo filone narrativo a metà strada tra “Dexter” e “Misery non deve morire”, con due personaggi tanto malati e incasinati da apparire paradossalmente credibili; e un finale che ovviamente ti lascia in sospeso e desideroso di sapere cosa succederà nel prossimo volume.
 
Per quel che riguarda l’edizione, si constata come l’adattamento dal formato web originale senza soluzione di continuità, a quello più costrittivo della paginazione in volume, sia nel complesso riuscito bene. Si rilevano giusto un paio di refusi.
La lettura scorre molto veloce, anche in virtù del poco testo subordinato alle vignette dall’esposizione cinematografica.
Autore: oberon

Titolo Prezzo Casa editrice
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