Il 30 aprile sarà una data storica per il Giappone: quel giorno l'attuale Imperatore Akihito abdicherà in favore di suo figlio Naruhito. L'ultimo imperatore giapponese a compiere lo stesso gesto fu Kōkaku nel 1817, quindi due secoli fa. Pur essendoci dei precedenti, è sicuramente un evento epocale per il paese e sottolinea ancora una volta la "modernità" di Akihito in un contesto così rigido e formale come quello della casata imperiale. Anche se con piccoli gesti, l'Imperatore uscente ha saputo dare forti segnali, avvicinando se stesso e la sua famiglia alla popolazione. Vediamo perciò più nel dettaglio la sua vita per conoscere meglio l'importanza che ha avuto sull'arcipelago.
 
Chi è l'imperatore Akihito?

Nato il 23 dicembre 1933 a Tokyo, primo figlio maschio dell'imperatore Hirohito e dell'imperatrice Kōjun, il suo nome completo è Akihito Tsugunomiya. Un nome che è tutto un programma se si pensa che "Akihito" significa "splendente pinnacolo di virtù" e "Tsugunomiya" vuol dire "principe della successione augusta e benevolenza illuminata". D'altronde parliamo della più antica monarchia ereditaria del mondo, che prosegue ininterrottamente da 14 secoli e di cui Akihito è il 125° rappresentante, oltre ad essere il primo a salire sul trono senza godere di prerogative divine.

Infatti, il padre nel 1946 promulgò la controversa Dichiarazione della natura umana dell'Imperatore, con cui si sarebbe appunto tolto lo status di Dio al monarca. Resta il fatto che Akihito è comunque l'unico imperatore esistente al mondo e sarà ricordato come Imperatore Heisei, nome del suo regno e suo nome dopo la morte. Inoltre, come ogni imperatore del Giappone, non è mai chiamato con il suo nome di nascita ma sempre come Sua Maestà Imperiale (Tennō Heika).
 
Chi è l'imperatore Akihito?

Come da tradizione, fu separato dai suoi genitori all'età di tre anni e affidato quindi a tutori privati per poi frequentare la scuola Gakushūin di Tokyo; fra i compagni di classe c'era anche in quegli anni Yoko Ono. A causa dei bombardamenti della capitale nel marzo 1945, lui e suo fratello minore furono fatti sfollare a Nikko. Al termine della Seconda Guerra Mondiale la figura dell'Imperatore era enormemente cambiata e quindi, non avendo più nessun vero potere governativo, l'educazione di Akihito fu ampliata includendo la lingua inglese e la cultura occidentale grazie alla professoressa Elizabeth Gray Vining che, essendo quacchera, diede un'impronta pacifista alla sua educazione.
 
L'educazione dell'imperatore Akihito

Probabilmente è anche per questo che Akihito ha dedicato gran parte della sua vita a promuovere la pace. In seguito, seguì la sua passione per l'ittiologia diventando un vero e proprio esperto in materia: è considerato la massima autorità mondiale sui ghiozzi, una famiglia di pesci che comprende più di 2.000 specie e uno dei quali prende persino il suo nome (Exyrias Akihito). Più in generale, è un amante della vita all'aria aperta e si concede tutti i giorni (impegni di corte permettendo) una passeggiata a caccia di uccelli e piante nel Fukiage Garden, una boscosa area del palazzo imperiale. Dietro sua insistenza, vaste aree infatti sono state lasciate "selvagge" e gli entomologi sono spesso invitati a studiare e catalogare gli insetti residenti lì.

A 24 anni Akihito fece quello che forse fu l'incontro più importante della sua vita: non Elisabetta II d'Inghilterra (alla cui incoronazione avvenuta nel giugno 1953 rappresentò il Giappone) ma Michiko Shoda, colei che diventerà sua moglie. Figlia maggiore di Hidesaburo Shoda, il presidente della Nisshin Flour Milling Company, si era laureata da poco in una università cattolica per sole donne a Tokyo. I due si conobbero nell'estate del 1957 durante una partita di tennis, sport molto amato da entrambi. Dopo un anno di fidanzamento ufficiale, la coppia si sposò il 10 aprile del 1959, rompendo una tradizione di 1500 anni perché Michiko Shoda era la prima borghese ad andare in sposa a un membro della famiglia imperiale.
 

Ma non fu la sola regola millenaria ad essere infranta: Michiko, infatti, fu la prima persona della casata a far costruire una cucina nel suo appartamento a corte per preparare lei stessa i pasti per la famiglia e furono la prima coppia a scegliere di crescere personalmente i tre figli (il principe ereditario Naruhito, il principe Akishino e la principessa Sayako) in netto contrasto con i funzionari del palazzo. Oltre ad amare le attività all'aria aperta, i due hanno sempre avuto anche una passione per la la musica classica occidentale e si dilettano a suonare insieme: l'Imperatore al piano e l'Imperatrice al violoncello.

Con la morte del padre avvenuta il 7 gennaio 1989, Akihito diventò il 125º monarca giapponese, anche se la cerimonia di investitura ufficiale si tenne il 12 novembre del 1990. Da quel momento la missione della coppia fu di avvicinare maggiormente la famiglia imperiale al popolo giapponese, partecipando alla vita sociale e mettendosi in gioco anche attraverso i media. In molti hanno iniziato a parlare di sistema imperiale di massa, più vicino ai cittadini e partecipe della vita nazionale. I risultati si sono visti quando una studentessa ha postato sul suo account Twitter una foto della coppia imperiale durante la visita alla sua prefettura: un'azione che divise l'opinione pubblica perché mentre per le generazioni precedenti era un gesto molto irrispettoso, per molti giovani era invece normale.
 

L'Imperatore Akihito è stato anche il primo a tenere un discorso televisivo: il 16 marzo 2011 sulla scia del devastante terremoto, dello tsunami e della crisi nucleare in corso nel paese, esortò i giapponesi a "non abbandonare mai la speranza, a prendersi cura di se stessi e essere forti per affrontare il domani." A differenza del padre che parlò alla nazione per radio all'indomani della resa del paese alla fine della Seconda Guerra Mondiale usando un linguaggio aulico e incomprensibile alla maggior parte delle persone, Akihito usò un giapponese formale ma moderno, più familiare al pubblico.

Assieme alla moglie hanno visitato spesso le zone colpite da qualche calamità naturale, per dare conforto ai sopravvissuti e pregare per le vittime. Nel 1995, anno in cui l'arcipelago fu scosso dal tremendo terremoto di Kobe, Akihito e Michiko andarono in una palestra affollata di sopravvissuti e camminarono fra le file di persone ascoltando pazientemente le loro storie. Alla fine di aprile 2011, fecero lo stesso nei centri di evacuazione delle province di Miyagi, Iwate e Fukushima, colpite da terremoto e tsunami.
 

Si accovacciarono fra gli sfollati, chiaccherando con loro e incoraggiandoli con frasi tipo "Abbi cura di te, per favore." Nello stesso periodo, anche se il palazzo imperiale non era soggetto ai blackout programmati imposti a Tokyo per risparmiare energia dopo la chiusura di diverse centrali nucleari, l'Imperatore e l'Imperatrice mostrarono solidarietà riducendo il loro consumo di elettricità, mangiando a lume di candela, donando cibo e aprendo agli evacuati l'onsen nella villa imperiale a Nasumachi nella prefettura di Tochigi. Tutti questi gesti molto umani e molto semplici erano sconosciuti prima di Akihito.

Pur non avendo alcun ruolo esecutivo nella politica nazionale, l'Imperatore ha una vita molto impegnativa: svolge funzioni di carattere ufficiale e cerimoniale, tra cui la nomina del Primo Ministro e del Presidente della Corte Suprema, la convocazione della Dieta e la promulgazione delle leggi. Inoltre, incontra capi di stato e membri di altre famiglie reali in visita nel paese, riceve ambasciatori e inviati stranieri e incontra tutti gli ambasciatori giapponesi e le loro mogli prima che questi partano per le loro sedi all'estero.
Storiche furono le sue partite a tennis con l'allora presidente degli Stati Uniti George Bush Sr. che fu battuto da Akihito entrambe le volte. Dopo una delle due partite, nel 1992, il presidente americano pensò bene di vomitare sull'allora primo ministro Kiichi Miyazawa durante la cena di stato. Che la sconfitta lo avesse indebolito a tal punto?
 
Akihito e Michiko: la coppia della rivoluzione

Ma la coppia imperiale ha anche viaggiato molto: 36 tour all'estero per un totale di 55 paesi, molto più di tutti i predecessori. Insieme hanno anche visitato tutte le 47 prefetture del Giappone e molte delle sue isole remote. Inoltre, hanno partecipato spesso a numerose cerimonie ed eventi: inaugurazioni, cerimonie del tè, pranzi e cene ufficiali, letture di poesie, visite a stabilimenti industriali e a fondazioni culturali o di beneficienza, promozione della cultura tradizionale e rituali di corte, soprattutto durante periodi dell'anno quali il Capodanno. Ogni anno partecipano al National Sports Festival e al National Arbor Day. 
Nel solo 2016 hanno presenziato a circa 200 di questi incontri. L'Imperatore, poi, si prende la briga tutti gli anni di rinnovare la sua patente, anche se può guidare la sua Honda solo all'interno del Palazzo Imperiale. Ma non dimentica mai di usare le cinture di sicurezza e di rispettare il codice della strada, anche se non ce ne sarebbe bisogno vista l'assenza di traffico.
 
Akihito e Obama

Pur non essendo poveri, non hanno la facoltà di disporre di grosse quantità di denaro: hanno un budget annuale di circa 300 milioni di yen (circa 2 milioni e mezzo di euro) ma devono giustificare ogni yen speso. Hanno due ville al mare di modeste dimensioni e un fattoria, ma sono proprietà dello stato.

Gli anni del suo regno saranno ricordati come era Heisei che vuol dire "raggiungimento della pace". La pace e l'antimilitarismo sono stati infatti temi principali della carriera dell'imperatore Akihito. In quest'ottica ha visitato luoghi associati con gli orrori della guerra come Hiroshima, Nagasaki, Okinawa e Saipan, dove si trattenne in preghiera con la moglie Michiko e depose fiori presso molti memoriali, rendendo omaggio non solo ai caduti giapponesi, ma anche a quelli americani, ai coreani costretti a combattere per il Giappone e ai nativi dell'isola. Durante le visite in Cina e Corea del Sud ha espresso rammarico per le sofferenze inflitte dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale.
 
L'imperatore della pace

Ma ormai il monarca è stanco: fiaccato anche da diversi interventi chirurgici avvenuti nel corso degli ultimi anni, ha deciso di abdicare in favore del figlio. L'8 agosto 2016 ha pronunciato così un altro storico discorso alla televisione in cui ha parlato della sua salute e della paura di non essere più in grado di adempiere ai suoi doveri. Implicitamente, ha suggerito ai legislatori giapponesi di modificare il codice che non prevedeva l'abdicazione. Nel giugno 2017 la Dieta ha emanato così una legge speciale per permettere ad Akihito di abdicare e il 1° dicembre 2017 l'Imperatore ha formalizzato le sue intenzioni. Ora non ci resta che attendere e assistere a questo storico passaggio di consegne che avverrà fra il 30 aprile e il 1° maggio.


Fonti consultate:
Wikipedia
Britannica
BBC
FactsAndDetails