Nel numero 50 di Weekly Shonen Jump ha debuttato Build Kings, il nuovo manga di Mitsutoshi Shimabukuro, già autore del celebre Toriko.

Vi ricordiamo che potete leggere questo nuovo manga tramite l'app gratuita Manga Plus cliccando QUI. Di seguito la trama e le nostre impressioni, ovviamente SPOILER.
 
Tonkachi e Renga vivono nella misteriosa Hammer Island, un posto dove nessun umano riuscirebbe a sopravvivere. Addestrati dal loro Maestro, fino al momento della sua partenza, hanno lavorato anni con l'obiettivo di diventare dei carpentieri capaci di tenere al sicuro le persone e garantire la pace, attendendo che gli venga data la possibilità di mettersi alla prova.

I due fratelli non di sangue hanno come obiettivo di seguire le orme del loro Maestro, il quale è partito ormai da tre anni per costruire un Build King: edifici maestosi e incredibili di cui si narrano numerose leggende. Senza però dimenticare di sopravvivere ai tanti mostri che vogliono distruggere il mondo!
 
 
Torniamo con due settimane di nuovi manga di Jump, e si inizia con il ritorno di Shimabukuro, mangaka parecchio controverso per questioni che non è il caso di approfondire in questa sede, autore di Toriko... un manga che non ho mai letto, un anime che non ho mai visto, e che non mi ha mai incuriosito più di tanto ma all'annuncio della sua nuova opera non mi son tirato indietro dal leggerla.

La mia primissima impressione riguarda sicuramente i disegni, non mi sento per nulla attratto dallo stile di Shimabukuro, il character design non è uno stile che fa per me però la pagina a colori ha un suo fascino, così come le tavole che descrivono i Build King, mi può far davvero sperare bene per il futuro. Del resto questo manga dovrebbe parlarci di bellezze artificiali capaci di farci sognare, penso che alla lunga sarà più importante per questo manga portarci in mondi onirici che qualsiasi altra cosa.

Il capitolo scorre molto velocemente e facilmente, sono poche le tavole con spiegoni lunghi (che comunque sono più che perdonabili in un primo capitolo, soprattutto così lungo) ed è molto apprezzabile la dinamicità di certe scene, soprattutto quando il protagonista Tonkachi corre per l'isola usando il suo martello come rampa. Rimanendo su Tonkachi possiamo dire che è un protagonista accettabile, ultra basic per gli standard di Jump: ha tantissimo da imparare, un cuore gigante e muscoli possibilmente ancora più grandi; apprezzo tanto però che venga sottolineato come non sappia per nulla cucinare, un modo per l'autore di dire ai lettori "ve lo giuro, non è Toriko". E noi ci fidiamo, per carità. Forse?

Il manga non brilla particolarmente al momento ma non avevo particolari aspettative non mi pare un'opera che voglia rivoluzionare nulla o che abbia intenzione di osare, nei prossimi capitoli immagino che vedremo scontri, qualche risata e spero perlomeno bellissimi edifici da ammirare... magari un personaggio femminile già dalla prossima settimana? Non sarebbe per nulla una brutta idea.

Un manga in definitiva assolutamente non imperdibile, da leggere se avete tempo e voglia per una lettura leggera, senza pregi che spiccano e con un potenziale che sembra essere limitato.
 
Lento, banale e per nulla interessante. Forse sono un po' troppo critico nei confronti della nuova opera di Shimabukuro, ma ammetto di non essere mai stato un grande fan dell'autore: non sono mai riuscito ad innamorarmi dei suoi personaggi, delle ambientazioni esotiche e di tutte le super mosse utilizzate per sconfiggere i cattivi, forse per via dei disegni a parer mio poco gradevoli o delle idee troppo strampalate sfruttate per le sue storie.

Eppure quando penso a Toriko mi viene in mente un'opera in grado di stare in piedi su sé stessa, che non ho apprezzato ma che aveva un certo potenziale. Purtroppo questo aspetto manca completamente in Build King, serie che dubito abbia bisogno di tanti capitoli per ingranare e che, sebbene non verrà troncata fin da subito, non avrà certo la longevità dei suoi concorrenti ben più noti.

È innegabile il fatto che non si erano mai visti 2 protagonisti carpentieri e che concettualmente parlando per alcune persone possa risultare una trovata simpatica, ma una storia del genere la vedo più adatta ad un oneshot e non ad una serie, che sicuramente non continuerò.
 
 
Ammetto che non avevo particolari aspettative per Build King, e sono contento di poter dire di aver trovato divertente e piacevole l’inizio del ritorno di Shimabukuro. L’autore di Toriko, con il suo stile che lo ha sempre caratterizzato, ci trasporta in un mondo singolare, molto caratterizzato sopra le righe e con elementi richiamanti in modo inequivocabile Dragonball e Dragon Quest (o più generalmente Toriyama). Non mancano nemmeno chiare citazioni a shonen che hanno fatto la storia della rivista, che non risultano nemmeno fuori luogo grazie, appunto, all’eccesso di atmosfera procurato dall’ambientazione, dagli obiettivi dei protagonisti e da loro stessi. La coppia Renga e Tonkachi è il classico duo mente e braccio: uno è bravo a penare e ideare, l’altro a eseguire e sporcarsi le mani, e già in un capitolo appaiono molto affiatati. Un legame tra fratelli cresciuti assieme tra mille difficoltà, con l’obiettivo di divenire dei grandi carpentieri, costruire case e arrivare a creare un “Build King”, delle costruzioni leggendarie note in tutto il mondo.

In sostanza, Build King si conferma sul livello di aspettative che mi ero prefigurato: un manga irriverente capace di intrattenere con dei bei riferimenti ad opere del passato a cui molti sono affezionati. Lo stile di Shimabukuro tradisce questi forti legami, che non sono però un problema: lui sa perfettamente cosa vuol fare e lo dimostra già in questo primo capitolo. Sinceramente consigliato.
 
Non ho mai letto Toriko, mi è sempre sembrato il classico battle shonen made in Jump pieno zeppo di tutti quei cliché che personalmente detesto, quindi non mi sono mai avvicinato all'opera precedente di Shimabukuro. Nemmeno il suo nuovo manga mi ha attirato particolarmente quando negli scorsi giorni hanno mostrato le prime immagini. Ho pensato subito: "Questo è manga nato vecchio". Ed è innegabile il fatto che Build King sembri uscito da un numero di Shonen Jump pubblicato trenta anni fa. Lo stile, il setting e i personaggi hanno un sapore davvero vintage, qualcosa di troppo lontano dagli standard attuali. Veramente, se non fosse per questa rubrica mai avrei letto il primo capitolo di Build King. Ma ok, ho provato comunque a darci un'occhiata per vedere com'è...

... è brutto forte, tutti i miei timori si sono concretizzati. È davvero un manga rimasto fermo agli anni '90. Al di là del character design, la trama è impostata nella maniera più classica possibile per una serie old school di Shonen Jump. Un protagonista con tanti ideali, sperduto su un'isola separata dal mondo e piena di elementi fantastici, cresciuto da un mentore insieme al suo fratello minore adottivo e che ha come obiettivo quello di portare la pace in tutto il mondo costruendo imponenti edifici, chiamati Build Kings, e prendendo a martellate con il suo arnese gigante (no pun intended) i mostri che minacciano i poveri abitanti del suo mondo. Sa di minestra riscaldata, però ha una qualità che lo redime: è incredibilmente trash. Questo primo capitolo è stato demenziale sotto tanti punti di vista. Non so se è stato voluto o meno dal mangaka, ma davanti a certe scene così stereotipate quasi mi veniva da ridere. È un manga che vuole essere stupido ed esagerato, probabilmente piacerà in primis ai fan di Toriko, il quale, da quello che mi è stato raccontato, è tale e quale a Build Kings, solo che quest'ultimo ha le costruzioni al posto del cibo. Auguro quindi al protagonista di diventare il "re dei muratori" o quello che vuole lui. Dal canto mio posso già dire che non seguirò le sue avventure.