Un periodo strano quello che sta vivendo l'editoria in generale e nel particolare il mondo del fumetto. Se da un lato c'è un'altissima richiesta, dall'altra le case editrici devono affrontare un problema non da poco: la carenza di carta.
Tra titoli che slittano e la produzione rallentata, non è un mistero che molti dei titoli che amiamo e che attendiamo subiscano ritardi nell'uscita.
Proprio ieri, la casa editrice Goen ha voluto pubblicare un post rivolto ai suoi lettori per chiarire il motivo della mancanza di uscite dal loro parco titoli.
"Cari lettori,
come sapete negli ultimi mesi la carenza di carta da parte delle tipografie è diventato, purtroppo, un elemento di grande criticità.
La concomitanza di meno carta e di prezzi considerevolmente più alti ha comportato un rallentamento della produzione e, di conseguenza, delle nostre uscite, indipendente dalla nostra volontà.
Siamo costantemente impegnati nella ricerca di una soluzione al problema.
Stiamo allargando il bacino delle tipografie di riferimento, anche se è un processo che, inevitabilmente, richiede del tempo.
Confidiamo che già nelle prossime settimane si assista a una graduale e costante ripresa delle pubblicazioni."
Speriamo quindi che il problema venga risolto quanto prima e che le uscite riprendano in modo costante come nell'ultimo anno.
Tra titoli che slittano e la produzione rallentata, non è un mistero che molti dei titoli che amiamo e che attendiamo subiscano ritardi nell'uscita.
Proprio ieri, la casa editrice Goen ha voluto pubblicare un post rivolto ai suoi lettori per chiarire il motivo della mancanza di uscite dal loro parco titoli.
"Cari lettori,
come sapete negli ultimi mesi la carenza di carta da parte delle tipografie è diventato, purtroppo, un elemento di grande criticità.
La concomitanza di meno carta e di prezzi considerevolmente più alti ha comportato un rallentamento della produzione e, di conseguenza, delle nostre uscite, indipendente dalla nostra volontà.
Siamo costantemente impegnati nella ricerca di una soluzione al problema.
Stiamo allargando il bacino delle tipografie di riferimento, anche se è un processo che, inevitabilmente, richiede del tempo.
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Quando hai Hollywood che ti spaccia dei film e delle serie tv tutto sommato normalissime, anzi, pure un po' mediocri, come il capolavoro del secolo, la maggioranza della gente si convince che sia così.
Non ti pare che Squid Game sia stato oltremodo sopravvalutato, e soprattutto si sia taciuto sulle ovvie "ispirazioni" da manga quali Kaiji e As the Gods will?
Ogni roba che i coreani partoriscono viene salutata in Occidente come la venuta del Messia...
Poi vai a vfare qualche ricerca e vedi che Netflix ha investito non so quanti milioni di dollari in Corea del Sud, e che li produrre drama gli costa una cicca di tabacco, e allora ti spieghi tante cose...Squid Game risulta come un IP "originale" Netflix, cioè non basato su nessuna opera preesistente, il che vuol dire che non devono condividere i profitti con nessuno. Ai coreani basta sentirsi dire che sono i più bravi al mondo a produrre intrattenimento, anche se poi per trainare la loro roba in Europa devono "infiltrarsi" al Japan Expo. Bella forza culturale.
Aspetta che venga lanciato l'anime di Solo leveling, apriti cielo...La venuta di un altro Messia...E se i giapponesi animano sta roba, be', basta guardare chi inizia a comprarsi le azioni delle aziende di settore nipponiche, e là si capisce...
Il Giappone ha tenuto botta per tanto tempo, ma ormai inizia la svendita dei suoi asset, un pò come il nostro Paese fa ormai da secoli, e qua ci sarebbe da aprire un intero capitolo di geopolitica e finanza degli ultimi trent'anni, ma non mi pare il caso.
In tutta onestà non ho ancora visto Squid Game, ma ho visto parecchi film coreani, e quelli erano ben fatti. Presumo che Squid Game sia buono, o almeno migliore di serie e film live action di Netflix come Cowboy Bebop o Death Note. Sicuramente il fatto che una serie o film made in Corea costi a Netflix una frazione di quello che costa una serie realizzata in America è sempre un buon incentivo.
Guarda, non si sta parlando di qualche film d'autore coreano, che sarà pure ben fatto, ma anche lì mi pare che negli ultimi 60 anni ci siano stati film stranieri che avrebbero meritato un Oscar come miglior film in assoluto ben più di Parasite, eppure è ai coreani che hanno dato questo storico onore...Sempre ai coreani, gli americani hanno dato l'onore di aprire il loro mercato musicale, da sempre chiuso agli artisti asiatici, e sebbene i drama coreani non siano secondo me affatto recitati meglio di quelli giapponesi (hanno la stessa mimica facciale ed espressività caricata), dei drama giapponesi si parla sempre male e non vengono minimamente pubblicizzati, quelli coreani vengono esaltati sempre e comunque in una maniera abbastanza imbarazzante dalla stampa.
C'è un limite alla presa in giro. Aspetta e vedrai se non succede la stessa cosa anche coi webtoon. Vogliamo scommettere che sarà così?
Abbiamo capito che la Corea ti fa schifo, assodato questo puoi piantarla e lasciare che si discuta di GOEN invece di continuare la tua crociata razzista?
Proponi ad AC di creare una news se vuoi parlarne, invece di mancare di rispetto a tutti quelli che vorrebbero commentare una notizia che per i lettori di manga GOEN è abbastanza importante (e magari se ne sbattono del fatto che a Patq non piacciono i prodotto coreani e cinesi).
Scusami, ma al giorno d'oggi si può ragionare in maniera sana senza essere accusati assurdamente di "razzismo"?
Di fatto a te sembra normale che il Japan Expo 2022 di Parigi sia stato sponsorizzato da due aziende coreane di webtoon? Il mio discorso era assolutamente in tema, in quanto la crisi della carta è alla fine una scusa, il mercato si sta spostando sul digitale ed ho spiegato quali sono le forze a guidare questa cosa.
Al Japan Expo 2022 non ha partecipato alcun autore giapponese, ovviamente con una dirigenza coreana che c'era da aspettarsi? Ma in compenso Piccoma e Naver non hanno risparmiato soldi per allestire i loro padiglioni.
Leggiti per favore questo articolo francese, ti linko direttamente la pagina tradotta con Google
https://www-actuabd-com.translate.goog/Bilan-de-la-Japan-Expo-2022-moins-de-monde-moins-de-Japonais-mais-plus-d?_x_tr_sl=auto&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=wapp
Se a te pare normale che il Japan Expo diventi Korea Expo, non so cosa dirti. E se il mio porre l'accento su questa palese assurdità per te è razzismo, veramente, mi cadono le braccia.
Vorrei vedere se fosse organizzato l'Expo Italia e se lo accaparrassero degli sponsor francesi, sfruttando il nome dell'Italia per vendere i loro prodotti limitando l'esposizione dei nostri, se parleresti di razzismo oppure se giustamente guarderesti all'enorme danno conseguente dall'azione francese alla nostra industria.
Guarda anch’io sto prendendo le serie loro senza problemi, conta che ne ho recuperate alcune appena hanno fatto uscire le ristampe, ne ho sette attualmente in corso più qualcun’altra già prenotata… ma proprio per questo mi preoccupo di questa situazione…
Perché anche ammettendo che sia un problema solo di reperimento materiale, è indubbio che con questo atteggiamento ci saranno clienti che non prenderanno le loro serie per la paura di trovarsele sospese per tempi lunghissimi o addirittura interrotte… e questo è un danno per loro e indirettamente anche per noi…
Devono in base agli accordi in essere ripensare a tutti i piani produttivi e di pubblicazione e (anche se non sono del settore) mica facile.
Certo che per le serie lunghe annunciate è una “mazzata” ma non solo noi anche loro non fanno i salti di gioia.
Io voglio far loro fiducia quello che sto già seguendo continuerò a prenderlo, però si per i “nuovi “lanci” beh anch’io ci penserei su (lo dico a malincuore ma voglio essere onesta)
Ottima spiegazione, siamo ottimisti
A bene!
Quindi ricomincerò a non "comprare manga dalla Goen" visto che se il calendario delle uscite è questo non vedo perchè dargli i miei soldi...
Fai un po' come ti pare... è un mondo libero, no?
Commenti come questi sono uno dei motivi per cui le cose non cambiano...
Stiamo parlando dell'Accademy, vero? Una delle lobby più famose al mondo insieme a quella del Pallone d'oro?
Sì, e mettiamoci pure FIFA, CIO...Sono cose ovvie, eppure c'è gente che ancora dà importanza ad un Pallone d'oro, ad un Oscar, ad un Emmy...
I miei commenti sono stati inondati di pollici versi, ed ho persino ricevuto accuse di razzismo, quando ho solo riportato dei fatti verificabili da tutti, stiamo parlando di affari, non di arcobaleni ed unicorni.
Chiedo scusa se i miei post hanno infastidito in quanto considerati off topic, ma sono considerazioni che a me invece sono parse rilevanti, perchè c'è chi pensa che l'unico problema sia l'approvigionamento della carta...Ebbene questo problema a mio avviso durerà a lungo, finchè non si sarà consolidata per bene la transizione al digitale, che a sua volta poi consente di creare il fenomeno sul web che, riportato su pubblicazione cartacea, può fare i grandi numeri.
Di fatto ad oggi il Giappone possiede circa il 50% da solo del mercato fumettistico mondiale, pare tanto strano che il resto del mondo si "allei" in qualche modo per scalfire questo dominio?
Il modello del webtoon è ciò che può portare a scalfire questo predominio, e coreani e cinesi sono apertissimi a collaboraziioni con gli editori locali europei, ed in pole position in termini di piattaforme.
Questo significa che se un autore francese pubblica su Webtoon Naver il suo fumetto, se questo ha una buona performance, poi può essere pubblicato su carta dall'editore locale francese e fare numeri che ad oggi sembrano sempre più appannaggio dei manga. Con questo modello win-win ci guadagnano sia NAVER che l'editore locale francese del proprio fumetto autoctono.
Kakao e Naver si sono accaparrati la sponsorizzazione del Japan Expo per i prossimi tre anni, e già da quest'anno la presenza giapponese è stata ridottissima, appannaggio degli espositori francesi e coreani.
Non mi pare di aver detto chissà che cose strane da meritare accuse di razzismo, ci sono diversi articoli anche in italiano che parlano del webtoon, agevolato dalla pandemia, come del futuro del fumetto, quindi la carenza di carta è solo in parte al momento, il vero problema. Serve per fare sentire al cliente l'esigenza di passare alle app.
Una volta che la transizione sarà quasi completa, vedo un rilancio del cartaceo, perchè è poi con i volumetti cartacei che si fanno davvero i soldi.
Io ho la sicurezza che entro i prossimi 3/4 anni il mercato "manga" sarà dominato dai webtoon, certo è che per sfondare devono mimetizzarsi insieme ai fumetti giapponesi attualmente, proprio per accedere a quell'immenso bacino di utenza che segue da decenni tradizionalmente i manga.
Altrimenti i coreani avrebbero sponsorizzato un loro Korea Expo, e buona notte, se non volessero l'accesso a questa utenza.
Il Giappone rimarrà al palo, un po' come è rimasto al palo negli ultimi 30 anni con tante altre delle sue industrie, cercando di focalizzarsi sul mercato domestico sempre di più, e già adesso vediamo come gli shareholders cinesi e coreani approfittano della difficoltà acquistando quote in società importanti come Kadokawa.
La sua posizione di seconda potenza economica mondiale, che negli anni 80 era sul punto di sorpassare gli USA, e scalzato dalla Cina solo nel 2010, lo ha sempre messo in una posizione molto scomoda.
E' stato "rimesso al suo posto" da trattati economici sfavorevoli come quello del Plaza Hotel del 1985, altri accordi sui semiconduttori, altri ancora che prevedevano un limite all'import negli USA delle auto giapponesi.
Gli americani addebitavano all'invasione delle auto giapponesi la colpa del collasso della loro industria automobilistica, e la bancarotta della città di Detroit.
Se arrivava un fenomeno come Pokemon o Power Ranger veniva americanizzato con cambio dei nomi e altro, anche per nascondere l'origine nipponica del prodotto.
L'ingresso della Cina nel WTO agli inizi del 2000, fu anche voluto oltre che per avere accesso all'immenso mercato cinese, per la necessità occidentale di delocalizzare e competere al meglio coi giapponesi.
Il risultato di tutti questi processi fu un Giappone sempre più "ghettizzato" e concentrato sul mercato interno, essendo ristretto sul mercato esterno, e smantellato via via della sua supremazia tecnologica. Negli anni 90 il Giappone aveva il 50% del settore dei semiconduttori, oggi la sua quota conta per meno del 10%.
Okay, non voglio annoiare oltre, già immagino l'ulteriore valanga di pollici versi.
Ma questo brevissimo cenno ai rapporti economici tra USA/Occidente e Giappone degli ultimi trent'anni, dovrebbe fare capire che è assurdo pensare che oggi ci sia qualche interesse a mantenere il Giappone dominante nel settore dei fumetti e dell'animazione. Le nazioni si fanno concorrenza, non è questione di buoni e cattivi, funziona così e basta.
Lo streaming ed il digitale promettono di cambiare certi equilibri economici nell'industria dell'intrattenimento, e anche di creare dei fenomeni di consumo "manifatturati" e meno controllabili in modo indipendente.
Per esempio, non esistono organi indipendenti che possano verificare se i numeri delle visualizzazioni dei propri show comunicati dai giganti dello streaming siano reali. Non esistono, ci si "fida" della loro parola, e il parametro di riferimento sono i feedback sui social, anche questi ben poco affidabili.
Non esiste qualcosa come l'auditel per la tv oppure le vendite dei biglietti al cinema.
Lo stesso discorso vale per le visualizzazioni dei webtoon. Non ci sono fonti esterne che possono valutare in maniera indipendente la veridicità dei numeri forniti dalle piattaforme.
tanti punti che sollevi sono molto interessanti e più o meno condivisibili.
L'unico difetto dei tuoi post (che ho comunque letto volentieri, in quanto scritti bene) è che sono OT.
Apri un blog e sicuramente avrai modo di confrontarti con utenti che vogliono parlare di questo discorso.
Sicuramente chi ti ha accusato di razzismo ha sbagliato, perchè non ce n'è in quello che dici.
Ti ringrazio, chiedo scusa se ho allargato troppo il discorso. Certo è che le accuse di razzismo buttate a caso fanno male, e non me le aspettavo. Soprattutto quando stavo riportando analisi di mercato e cenni geopolitici verificabili da tutti, con la ricerca di fonti autorevoli, mica il giornale del complottaro.
Ci sono articoli storici recuperabili sul web negli archivi della stampa americana che raccontano la selvaggia trade war tra USA e Giappone degli anni 80 e 90, altro che lo pseudo-confronto che vediamo oggi con la Cina...Episodi eclatanti come quando gli USA accusarono la Toshiba di aver venduto dei macchinari all'Unione Sovietica alla fine degli anni 80, con nove membri del Congresso che pubblicamente distrussero con le mazze una radiolina Toshiba a Capitol Hill, e minacciarono un embargo dell'import di prodotti Toshiba negli USA per alcuni anni (credo pure messo in atto, non solo minacciato).
La Toshiba era la punta di diamante dell'industria dei semiconduttori giapponese, è stata via via smantellata, ed oggi è in svendita al miglior offerente...
Gli americani accusavano i giapponesi di aver distrutto l'industria americana automobilistica, elettronica, dei semiconduttori...Insomma, tutto.
Poi c'è gente che si chiede perchè il Giappone è rimasto fermo negli anni 80 (anche se in realtà a loro si deve pure l'invenzione del QR code, che oggi sta cambiando il mondo). Certo, bisogna avere una certa età, sia per ricordare certi episodi, in quanto testimoniati in prima persona, e anche l'interesse di studiare finanza e geopolitica.
Ma gli USA e Giappone "amiconi", bè, non è mai esistito.
Con questo mi scuso di nuovo per l'OT e chiudo qui.
- la crisi della carta è una "scusa" passeggera per il passaggio al modello digitale del webtoon (pubblicazione su piattaforma digitale, poi passaggio su carta)
- a testimonianza di questo fatto c'è la rivoluzione al Japan Expo di Parigi, finanziato dalla concorrenza coreana, che testimonia l'accoglienza di questo modello anche in Europa, ritenuto più vantaggioso anche per gli editori europei
- l'onda coreana ha ricevuto spinte consistenti dalla stampa occidentale soprattutto perchè pone le proprie basi su un modello digitale globalizzante che piace all'Occidente, più che per gli straordinari contributi in termini creativi, e a livello celebrativo si sta calcando decisamente la mano quando si parla di qualità, IMHO.
Mi scuso con tutti coloro ai quali evidentemente piacciono moltissimo la musica, la cinematografia, i drama, i webtoon coreani, se è questa fetta di utenza che ho offeso, sto solo dicendo che coreani e in parte cinesi, hanno il modello vincente che piace all'Occidente, perchè porta opportunità nel campo della globalizzazione dell'intrattenimento, cosa che il modello industriale giapponese, chiuso all'investimento estero, ad oggi non portava.
Certo che passa la voglia di scrivere in circostanze così...Vabbè.
https://fumettologica.it/2021/11/webtoon-fumetti-coreani/
Grazie alla pandemia che ha favorito il digitale, Kakao e Naver hanno apparentemente superato per introiti le major dei comics americani (non che avessero questi incassi straordinari).
Certo arrivare a surclassare i giapponesi sembra ancora difficile, ma basta vedere l'entusiasmo occidentale nei confronti del modello webtoon, e si capisce che il futuro è qua, gli editori nostrani si butteranno a pesce, non vogliono perdere il treno ma trarne beneficio.
Insomma, vi sto dicendo che la Corea in breve con le proprie strategie commerciali si porterà a casa tutto, e possiamo pure salutare il fumetto giapponese...Se vi piace la Corea dovreste essere contenti, invece di arrabbiarvi. XD
fonte https://fumettologica.it/2021/11/webtoon-fumetti-coreani/
...che corrisponde a ciò che dicevo io sul fatto che non si possono conoscere i veri dati sulle visualizzazioni, nè per i webtoon, nè per le piattaforme di streaming come Netflix: un bel vantaggio se si vuole costruire un fenomeno mediatico a tavolino, anche se nella realtà nessuno si fosse filato un certo prodotto, ma lo posso far passare facilmente per qualcosa che ha avuto un improvviso boom, e tutti spinti dalla curiosità, andranno effettivamente a visionarlo...
Ecco da dove derivano i miei dubbi sulla vera popolarità di queste opere coreane, e mi sono pertanto permessa di dire che se fossero state veramente già così popolari, Naver e Kakao non avrebbero dovuto avere la necessità di intrufolarsi nel Japan Expo per sponsorizzarsi, rubando spazio ai giapponesi.
Come vedete non c'è niente di razzista, ma dubbi su queste pratiche commerciali di questi colossi high tech, perchè nascono in quanto questo: come colossi high tech, non come case editrici di fumetti, e seguono regole di mercato da colossi high tech, difficilmente misurabili, legati ai giochi degli algoritmi e a quant'altro.
Imparare il dono della sintesi potrebbe magari aiutarti a farti capire meglio dagli altri.
Idem per chi fa i quote dei WOT, magari imparate a quotare solo parte del messaggio.
La netiquette, questa sconosciuta.
Chiedo scusa, è che da tanto tempo vedo articoli sulla "crisi della carta", che non si spingono oltre in termini di analisi a trattare in maniera esaustiva dove sta andando davvero a parare il mercato del fumetto, con la prospettiva del dominio di questi giganti high tech. Farà la stessa fine che con la digitalizzazione hanno fatto il cinema, la musica... Ho messo tanta carne al fuoco, forse troppa, ma spero magari di aver fornito degli spunti per un articolo che tratti queste tematiche a 360°, dove allora non sarò off topic.
E spero sia chiaro che il razzismo c'entra come i cavoli a merenda...non ho idea di come si faccia a tirarlo in ballo mentre si parla puramente di mercato.
Ho più fiducia nella GOEN a pubblicare l'ultimo numero di Karakuri che nella JPOP a pubblicare l'ultimo numero di Black Joke
Non so quanto conosci la cinematografia sudcoreana, ma è tra le più vivaci e dinamiche al mondo. Sottolineo e ribadisco: AL MONDO. Ci sono dozzine di registi di alto livello, oltre che un sistema produttivo che ha poco da invidiare a cinematografie storicamente più note e affermate come quella francese o inglese. O statunitense, se è per quello.
Ci sono grandissimi registi in ogni parte del globo, non solo in Corea del Sud. E non mi sono limitata a parlare dell'esaltazione del cinema coreano in quanto qualcosa di esagerato, è tutto il pacchetto che ci viene presentato con un'esaltazione dubbia: serie tv, fumetti, musica. Dal punto di vista tecnico tra l'altro, il cinema cinese non ha a sua volta nulla ad invidiare ad Hollywood, ma proprio nulla.
Quanto alla musica coreana poi, non mi spiego proprio come si faccia a parlare di roba di alta qualità, ed alla fine infatti è un "fenomeno" primariamente su Youtube e Twitter, dove abbiamo già appurato che le visualizzazioni sono di dubbia misurazione.
E' un mercato che tira parecchio nel Sud Est Asiatico ed anche abbastanza in Giappone (dove fa il grosso delle vendite di album), in Occidente la sua diffusione viene di tanto esagerata.
Quanto a Squid Game, con cui ci hanno fatto una testa tanta come fosse chissà che roba originale e ben girata, vorrei far notare che la sua trama è praticamente identica a quella del manga Kaiji, pubblicato dal 1996 e molto conosciuto e popolare in Asia.
Esistono dei live action giapponesi basati su di esso ma sono fatti un po' al risparmio, ma Netflix aveva anche comprato di recente i diritti del film cinese Animal World, che a differenza di Squid Game, è basato ufficialmente sul manga di Kaiji, non è una brutta scopiazzatura che non dà i meritati crediti alla fonte.
Questo è il trailer:
https://www.youtube.com/watch?v=gLJAQuyuYkw
Non farti ingannare da queste scene fantascientifiche col clown, perchè sono soltanto i deliri mentali del protagonista, la cui malattia mentale è l'unica parte aggiunta rispetto alla trama principale, che è appunto la stessa di Kaiji (e di Squid Game).
La differenze principale è che i cinesi avevano assunto niente popò di meno che Micheal Douglas per interpretare la parte del caucasico villain, a differenza dei villain caucasici in Squid Game, che erano dei signori nessuno.
Animal World è stato fatto passare in sordina, forse in quanto cinese, ma è un film ad alto budget e tecnicamente valido.
Squid Game aveva la "novità" dei giochi per bambini, in realtà ripresa dal manga As The Gods will, dal cui adattamento in live action del 2015 di Takashi Mike, il regista coreano ha copiato di sana pianta la scena del gioco di "un due tre stella".
Se stiamo a credere alle dichiarazioni del regista coreano, lui ha pensato a SG 15 anni fa...sì, tanti saluti. Come pararsi i fondelli da accuse di plagio, ma tanto chi toccherebbe mai Netfllix...Squid Game non ha niente di nuovo, è una scopiazzatura di due manga diversi, ma anche così si porterà a casa l'Emmy, ad occhio e croce. E mi raccomando, si taccia sul fatto che la stessa storia è già stata raccontata da qualcun altro più volte, tra manga, anime e live action giapponesi e cinese...
Sono andata un'altra volta OT, ma è per rispondere a chi mi vuole a forza inculcare questa eccezionalità coreana spinta veramente a forza dalla stampa occidentale negli ultimi anni...
Non ho bisogno di sfogarmi, ho esposto delle argomentazioni a chi ancora mi risponde. Almeno non mi si dica che sono razzista, ma cosa c'entra...non si può più avere un pensiero proprio riguardo alla qualità di certi prodotti, si deve seguire l'onda di cosa multinazionali e stampa ci dicono che è valido.
Io ho iniziato a interessarmi al cinema asiatico (soprattutto sudcoreano e di Hong Kong) a fine anni Novanta, spinto dalla lettura degli articoli di un paio di critici cinematografici che conoscevano bene quel mondo. All'epoca si poteva scaricare un film sudcoreano a caso ed essere sicuri che valesse la pena di guardarlo: erano uno più bello dell'altro. Poi la Corea del Sud cinematografica è "esplosa" anche in occidente, sulla scia della fama di Park Chan-wook e del successo (relativo) di Old Boy. Ed è stata un'esplosione meritatissima, è un mondo cinefilo vivacissimo e qualitativamente degno di nota. Di musica e serie TV non so molto, ma di cinema sì, e ripeto che di cinematografie degne di essere accostate a quella sudcoreana ce ne sono gran poche.
Squid Game (che non ho visto, mentre ho letto As the Gods Will) non c'entra molto, non so perché lo prendi a paradigma. In Sud Corea c'è ben altro che questo.
Old Boy è a sua volta basato su un manga...sarà anche un buon film, ma l'idea non è coreana. Ci sta che ti piaccia il cinema coreano, ma ripeto, io non ci vedo assolutamente questa eccezionalità che ci viene pompata in Occidente da anni, come fosse una prerogativa coreana.
Ottimi registi ce ne sono sempre stati in Asia, da Hong Kong, Cina, Giappone, Taiwan e Corea del Sud. Se poi per ragioni economiche e geopolitiche si vuole spingere ogni caccola, non solo ciò che è effettivamente valido, partorita dalla Corea, è un'altra storia.
2) @Patq a me non sembra fai un discorso razzista, ma uno complottista da nuovo ordine mondiale coreano si (e a me della roba coreana non interessa quasi nulla)
3) cosa più importante, è un thread su GOEN, a cui molti sono interessati, si può andare un pò OT certamente, ma non scrivendo una marea di post lunghissimi, autoquotandosi pure su roba che non centra nulla con l'argomento in discussione
Quindi per favore smetti di riempire di queste cose questo thread, abbiamo capito tutti il tuo punto di vista, grazie.
Si va dale accuse di razzismo al complottismo...andiamo bene. Ma cosa c'è di complottista quando riporto tutti dati di fatto, con tanto di link ad articoli?
Non c'è niente di complottista nel dire che è in atto una rivoluzione digitale, su tutto praticamente, e nel campo dei fumetti e non solo, i coreani sono posizionati benissimo e stanno stringendo alleanze importanti in Occidente, volte anche a contenere un mercato giapponese ancora dominante in questi settori, ma per poco.
Dov'è il complotto? Boh.
E allora vorrà dire che sono stati più bravi loro.
Ma ripeto hai espresso più volte il tuo pensiero, hai linkato vari articoli e notizie, possiamo tornare sull'argomento di questa notizia?
Sicuramente, come affaristi, sono bravissimi. Come creativi, per me no, specie in ambito fumettistico, è un no.
Comunque certamente, chiudo qui. La mia posizione è semplicemente che questa crisi della carta durerà molto a lungo...
Ecco questo è un commento sintetico e in parte anche attinente all'argomento.
Comunque sulla Prima cosa non so dirti, seguo un manhwa coreano e per il resto è roba che non mi interessa.
Sulla seconda, crisi carta, temo tu abbia ragione, almeno almeno un anno secondo me, e per questo che, tornando in thread, GOEN deve imparare a gestirsi meglio come pubblicazioni, se non vuole perdere la fiducia che stava faticosamente ricostruendo.
Sei ottimista, secondo me la crisi della carta perdurerà per diversi anni.
Grazie per il suggerimento, ma dubito che ci siano molte persone interessate.
Lascia perdere, sono i soliti tristi personaggi alla quale piace far innervosire gli altri utenti
Grazie a te
E si ma un'attimo, io avevo 3 serie (o forse 4 è passato cosi tanto tempo...) 2 effettivamente le hanno fatte finire, ma facendo uscire tipo 5/6 volumi in un mese, che naturalmente ho dovuto prendere levando la precedenza ad altre, perchè sicuramente avevano stampato poche copie, e se non le prendevo subito...chissà a che prezzo avrei dovute ricomprarle.
Acquistato il giorno 13-giu-2022 su Amazon
Al momento non disponibile
In arrivo 14 agosto.
GOEN...non aggiungo altro.
Ma che c'entra se è basato su un manga? Un film non è solo una buona idea: è anche e soprattutto regia, sceneggiatura, montaggio, interpretazioni. Idem per Squid Game: dire che "è copiato da un manga" non vuol dire nulla.
Dai tuoi commenti ho purtroppo capito una cosa: che non conosci bene ciò di cui stai parlando. Vai avanti per generalizzazioni. Se conoscessi la cinematografia asiatica, ti renderesti conto che la per ciò che riguarda il cinema la Sudcorea ha una marcia in più, semplicemente. E non parlo di qualche autore singolo (registi bravi ce ne sono da ogni parte), ma proprio della cinematografia, del sistema produttivo cinematografico nel suo complesso. In Corea del Sud c'è una qualità media che è difficilissimo trovare altrove. Non so perché sminuirlo così.
Parola di uno che scaricava i film di Park Chan-wook e Kim Ki-duk più di vent'anni fa, quando non si potevano trovare nemmeno in dvd.
I commenti di questa news sono pieni sia di post multipli che di OT.
Oppure si interviene sempre e solo su alcune persone?
A quali serie ti riferisci? A me non risulta che siano mai usciti 5/6 numeri della stessa collana in un solo mese, che io sappia il massimo è stato 3 (forse). Il resto ("sicuramente avevano stampato poche copie") è un'ipotesi non verificata, sarò stato fortunato io ma le poche volte che ho dovuto recuperare degli arretrati GOEN la mia fumetteria ha provveduto senza difficoltà.
Non si tratta di sminuire, ma di ridimensionare questa eccezionalità, specie quando nello stesso ventennio erano operativi anche in Giappone ottimi registi come Takeshi Kitano, Hideo Nakata, Takashi Mike, ed altri, e lo stesso si potrebbe dire anche riguardo a diversi registi cinesi, di Hong Kong, Taiwan. Se non si vuole ammettere che ci sia anche una componente geopolitica nell'esaltazione dell'onda coreana, con un importante rilancio del Paese sullo stage internazionale a partire direi dal Mondiale 2002, è semplicemente perchè a mio avviso non si conoscono/comprendono adeguatamente le politiche USA/Occidentali nel Pacifico degli ultimi decenni. Ma non voglio ammorbare con questi discorsi ulteriormente gli altri utenti, chi vuole confrontarsi con me in maniera sana e scevra di pregiudizi mi contatti in privato.
Ti ringrazio per la comprensione.
Ma di fatto lo è ^^
Non tanta roba ma speriamo tornino a ingranare e non passi di nuovo un mese… 🤘🏻
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