Ci siamo! Dopo essere diventato un vero e proprio tormentone, se non incubo per gli editori, ogni qual volta c’erano degli annunci a una fiera o in live, la serie manga di Kenji Inoue e Kimitake Yoshioka è finalmente tra noi. Stiamo parlando di Grand Blue, comicissima commedia che già dal titolo e dalle cover evoca storie adolescenziali in una esotica ambientazione marittima. Successo che, come quasi sempre avviene per titoli inediti da noi, deriva dalla fama dell'anime, sbarcato nell'estate (quale periodo migliore per gustarsi questo titolo?) del 2018
 


Partiamo dalla trama.
 
Il giovane Iori Kitahara si trasferisce a Izu per frequentare l'università, andando ad abitare da uno zio che gestisce un negozio di attrezzature marine in una località balneare.
Si prospetta una vita universitaria ricca di divertimenti, dato che le cugine Chisa e Nanaka Kotegawa, che il ragazzo non vedeva da una decina d'anni, crescendo sono diventate proprio due belle figliole.
Peccato che i sogni di Iori siano destinati immediatamente a infrangersi contro quelli di Shinji Tokita e Ryujiro Kotobuki, i suoi due senpai universitari: due omaccioni col vizio di spogliarsi in pubblico e tracannare qualsiasi tipo di bevanda alcolica, che sono eternamente piazzati a casa Kotegawa, perché fanno parte, insieme alle due ragazze, del circolo universitario di sub.
Quando due gorilla del genere ti chiedono amichevolmente di entrare a far parte dello stesso club, puoi forse rifiutare? Ed ecco che anche il povero Iori si trova costretto a partecipare ai continui festini alcolici organizzati dai suoi scellerati senpai.

E su questa falsariga corre tutto il primo volume, uscito in Giappone nel 2014 e, appunto, arrivato da noi per la prima volta questo mese di aprile, edito da Goen. Stiamo parlando di una serie che conta ben 20 volumi in corso e ha dalla sua una trasposizione anime, andata in onda nell’estate del 2018, che ha contribuito parecchio a far conoscere l’opera, almeno qui da noi, e un live action.

 


Parliamoci chiaro, non siamo di fronte al capolavoro, cosa che il clamore dell’insistente richiesta di questo titolo per mesi ai nostri editori può far credere. Grand Blue in realtà è un titolo che potrebbe risultare piuttosto divisivo, se non si gradisce la comicità fracassona e goliardica e si cerca invece più una componente sentimentale o magari legata alle immersioni. Queste ultime, da quanto si vede dal primo volume e da quanto mi pare di capire anche dopo, sono solo la scusa per presentare e far convivere una girandola di personaggi eccessivi e fuori di testa e per regalarci splendidi fondali perfettamente disegnati.
E qui veniamo ad uno dei punti di forza dell’opera, il lato tecnico/artistico. Non è una serie che ha bisogno di enormi quantità di testo per far ridere, quasi epigona di titoli come GTO. Senza fare paragoni blasfemi, come nelle avventure del Great Teacher, anche qui i disegni riescono a far ridere giocando con la mimica facciale, laddove ogni espressione mostra perfettamente l'assurdità e il picco emotivo dei personaggi. Questo permette quindi uno scorrere fluido della parte testuale a favore di una immediatezza essenziale al giorno d’oggi, per una storia che fa del brio e dell’allegria il suo mood. 
 


La stessa tecnica stilistica è piuttosto semplice ma appunto molto espressiva e accattivante, adattandosi all'atmosfera della storia che, unita a una scrittura ad alto tasso di facezia, rende la lettura un piacevole passatempo in cui concedersi quell’attimo meritato di puro svago. Questo però, lo ripeto, a patto che si voglia entrare nel girotondo della pazzia che ci regala questa dissennata carovana di personaggi .

Goen pubblica l'opera, dal 31 marzo, nel classico formato tankobon 13x18, brossurato, 196 pagine con sovraccopertina al prezzo di 6,50 euro. Il primo volume ha beneficato di due variant, una esclusiva all’ultimo Romics, e una cut price a 3,50 euro. Il volume è stampato in Turchia e, almeno la copia in nostro possesso acquistata in fiera, non presenta vignette scure, cosa riscontrata purtroppo in altri titoli di dell'editore. Lato traduzione, annoto quello che sembra affliggere le opere di Goen da qualche tempo, ovvero la probabile mancanza di controllo ed editing. Questo rende legnosi alcuni discorsi, che andrebbero adattati meglio, senza contare la punteggiatura a volte assente.
 

Dopo tanta richiesta ora viene la vera sfida per questo titolo insomma. Riuscirà Grand Blue a conquistarsi la sua fetta di appassionati? O sarà l’ennesimo fuoco di paglia del web? Questo dipenderà tutto dall’editore, che dovrà essere regolare con le uscite e la qualità delle stesse, e ovviamente dai fan che fino a poco tempo fa ne chiedevano a gran voce l’arrivo qui da noi.