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kalufunsui

Volumi letti: 17/23 --- Voto 10
I protagonisti di questa novel sono Kraft Lawrence, mercante girovago, e Holo, lupo protettore dei raccolti, che all'occorrenza può assumere la forma di una delicata fanciulla, dotata di splendide orecchie da lupo e di una coda di cui va molto orgogliosa.

Le vicende del lupo e del mercante sono narrate da Isuna Hasekura in 17 volumi, pubblicati tra il 2006 e il 2011.

E' previsto un diciottesimo volume in uscita a Giugno 2017

Oltre alla novel è stato pubblicato un manga e prodotto un anime di 24 episodi e un OAV che coprono i volumi 1,2,3 e 5.

La vicenda è ambientata in un periodo storico fortemente ispirato al nostro tardo medioevo, ma a differenza di molte altre storie, le avventure epiche, i cavalieri e i tesori qui non hanno praticamente importanza.

I pilastri su cui regge la vicenda sono tre: la relazione tra i due protagonisti, i conflitti economici e i viaggi.

1) La relazione
Holo e Lawrence si incontrano nell’occasione in cui il mercante visita il villaggio di Pasloe durante il festival del raccolto. Holo, nume tutelare dei raccolti del villaggio da vari secoli, decide in quel momento di fuggire dal villaggio, in cui non si sente più rispettata né compresa.
Dopo un primo, scioccante incontro, i due decidono di viaggiare insieme, con il fine di riaccompagnare Holo nell’estremo nord del paese, sua terra natale.
La relazione tra il solitario mercante girovago e uno spirito dei campi frizzante, mutevole, ma con alle spalle un doloroso passato, è un continuo alternarsi di scherzi, duelli verbali, momenti di tenerezza e tremende litigate, mentre i due cominciano ad affezionarsi sempre più. Ed ecco il primo punto forte della serie. I dialoghi tra Holo e Lawrence, in genere narrati dal punto di vista del mercante sono incredibilmente coinvolgenti, non ci sono quasi mai finali scontati e il realismo, anche se si tratta di fantasy, la fa da padrone.
In alcuni romanzi si usa il registro più avventuroso, specialmente nei primi romanzi, verso la fine il tono è più meditato e le conversazioni sono veramente intense. Chiunque abbia vissuto un serio rapporto di coppia non può che ritrovarcisi, con tanti sorrisi e un po’ di patemi

2) L’economia
Come in ogni romanzo fantasy la componente del conflitto è fondamentale, ma qui è virata tutta sull’aspetto economico. Anche le stesse guerre vengono iniziate o rimandate in base a precisi scenari macroeconomici.
Come moltissime situazioni quotidiane dei due protagonisti sono scandite da eventi commerciali: una compravendita, una speculazione, un prestito, perfino il traffico di uomini in un caso.
In questi casi l’autore si dilunga nel presentare il dettaglio dei meccanismi economici e se non si ha una buona preparazione in materia è difficile seguire il filo del discorso. Spesso mi sono trovato a rileggere alcuni passaggi più e più volte finché non sono stato sicuro di afferrare almeno l’idea. Questa componente è molto innovativa rispetto alla stragrande maggioranza del fantasy, ma richiede un certo impegno per non perdersi.

3) I Viaggi
Ogni romanzo avviene in un contesto geografico diverso, di solito una città e il territorio circostante; e il territorio, il clima, il contesto politico e sociale hanno molta importanza. Si passa da un grande città dominata dall’influenza della Chiesa, un’organizzazione chiaramente ispirata alla gerarchia cattolica medievale, ad un piccolo villaggio pagano, oppure ad una nuova frontiera.

Oltre a Lawrence e Holo non mancano i comprimari. Ad alcuni di loro, come Nora il pastore o Eve la mercante senza scrupoli, sono dedicati dei romanzi brevi, che ne descrivono il dettaglio il carattere e la storia. Altri sono abbozzati, come la deliziosa cameriera della locanda della coda di pesce a Leno, che ad un certo punto diventa rivale di Holo per il cuore di Lawrence, ma rimangono nella memoria.

In tutta la vicenda che si snoda per 17 romanzi, davvero tanti, c’è una domanda che si ripresenta sempre più chiara: come possono due esseri diversissimi per età, storia e anima trovare il modo di condividere il percorso di una intera vita, senza rinunciare a ciò che hanno di più caro al modo? La risposta, che verrà compiuta solo nell’epilogo dell’ultimo volume, è fonte di grande tenerezza, anche perché dopo qualche migliaio di pagine in cui abbiamo imparato ad amare entrambi, penando per le loro sofferenze, è una gioia vedere fin dove li ha portati la loro strada.

In chiusura vorrei aggiungere che definire questi romanzi una light novel è davvero riduttivo. Mi considero un lettore forte, avendo sempre letto almeno qualche decina di romanzi l’anno e dal mio punto di vista questà è soprattutto una splendida serie di romanzi, arricchita da buone illustrazioni.

Forse è per questo che l’anime non rende al meglio la storia, almeno dal mio punto di vista, troppe sono le sfumature e i dettagli da rappresentare, restando comunque un ottimo prodotto di animazione, con un comparto musicale eccellente.

Utente9371

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Utente9371

Volumi letti: 7/23 --- Voto 7
(CAVEAT: questa recensione si basa sula lettura dei primi sette volumi della serie, tradotti ufficialmente in inglese)

“Spice and Wolf”, serie di light novel di Isuna Hasekura (trivia: nel blurb di retrocopertina dice di essere studente di fisica) è senz'altro più nota, almeno in Italia, nel suo adattamento anime, o nel suo (inferiore) adattamento manga. Pur essendo un'opera pregevole e, sotto alcuni aspetti, fuori dai canoni che ci si aspetterebbe da un lavoro che viene generalmente presentato come chiaramente fantasy, la serie di romanzi è forse inferiore all'anime; e, comunque, non il punto migliore da cui fare la conoscenza di “Spice and Wolf”.

Come detto, lo spunto per la serie è fantasy: tuttavia c'è da dire che di fantasy nel senso di “fantastico” la serie ha, alla fin fine, poco. Sì, c'è una dea lupo d'aspetto quasi umano, c'è una “quest” che più o meno fa da intelaiatura alla serie; ci sono anche un paio di occasioni in cui qualcosa di simile a magia appare, ma in generale sono elementi isolati e fuorvianti: “Spice and Wolf” vive piuttosto di un'ambientazione che, non ci fosse Holo, potrebbe passare per un'Europa continentale ai tempi del Medioevo, inclusi i conflitti religiosi, le guerre tra feudatari e, punto fondamentale, l'aspetto storico-economico. Il co-protagonista Lawrence è un mercante, e mercanteggia eccome: ricostruito in modo plausibile anche nella psicologia, è sempre alla ricerca del guadagno - una ricerca che spesso è il motore alla base della vicenda di ciascun romanzo. Non essendo un esperto di storia medievale mi è difficile dire se la resa del mondo delle gilde commerciali, scambi economici e baratti sia verosimile; tuttavia è sicuramente coerente e ben pensata, più che uno semplice sfondo.

Tuttavia, questa attenzione ai particolari e alla costruzione dell'ambientazione “sociale” dei romanzi si rivela, alla lunga, un'arma a doppio taglio: infatti, stanca - e alla grande. Lawrence non è solo ossessionato dal guadagno, ma è anche ossessivo nel fare capire al lettore questa ossessione: e allora via con monologhi, battutine a margine ed elucubrazioni senza senso nell'economia del romanzo. Francamente, alla ventesima volta che Lawrence ci informa che Caio il mugnaio o Sempronio il mercante cercherà di fregarlo credo che anche il lettore più tonto abbia capito l'antifona. Spesso il problema è peggiorato dal fatto che, se guardiamo al di là del “setting”, alla trama vera e propria, ci viene servita la solita zuppa riscaldata: Holo è in superficie una dea, ma alla fine è solo la solita tsundere noiosa ed annoiata; Lawrence è il solito ragazzotto un po' tonto che non capisce le donne e vive di incomprensioni di coppia che anche un dodicenne saprebbe risolvere; i personaggi secondari sono dimenticabili, spesso inutili, a volte pessimi (tipo il ragazzino innamorato di Holo nel quarto volume).

In sostanza, consiglierei a quelli a cui è piaciuta la serie anime di dare un'occhiata a queste light novel, ma senza aspettarsi nulla di sorprendente. L'”aspetto economico” e la verosimiglianza tanto celebrati come la novità di “Spice and Wolf” sono, alla fine, una verniciata che copre la solita storiella - né più, né meno.