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esseci

Volumi letti: 1/1 --- Voto 9,5
Dopo aver visto – e recensito - l’anime – mi sono talmente “invaghito” della storia che ho pensato bene di procurarmi il romanzo di Yoru Sumino e il manga (lo so, ho fatto il percorso logico “inverso”, e chiedo venia…).

Che scrivere sulla novel? Rischierei di ripetere quanto scritto nella recensione dell’anime.
La trama parte dal finale tragico e ripercorre gli ultimi quattro mesi di interazione e frequentazione tra Haruki Shiga, il protagonista “narrante”, e Sakura Yamauchi, per poi riprendere e terminare la narrazione con un fast forward di un anno a conclusione di un “percorso” di vita tanto breve quanto intenso, una sorta di spettacolo “pirotecnico”… al cui termine resta il gusto dell’agrodolce per quello che poteva essere … e non è stato…

Il romanzo, rispetto all’anime, rende molto meglio i dialoghi tra i due protagonisti: lo stile di Sumino mi ha affascinato. Pur nella essenzialità dei dialoghi, dei botta e risposta conditi dalle riflessioni e impressioni di Haruki, vengono espresse delle riflessioni sulla vita, sull’amicizia, sull’amore che stento a credere che possano essere espresse da ragazzi di, credo, 17 anni…

E se già l’anime mi aveva colpito, il libro enfatizza al meglio i concetti che vuole trasmettere con un’alternanza di momenti quasi ilari e spensierati a momenti di introspezione condensati in poche battute intrise di quella sintesi che poi è il dono dei “koan” buddisti… affermazioni quasi paradossali utilizzate per aiutare la meditazione sulla esistenza per raggiungere la profonda consapevolezza di essa. E a mio avviso, il romanzo è intriso della visione buddista della vita e dell’uomo, vedi la citazione di Sakura sulla “verità” e sulla “quotidianità” con cui definisce il rapporto che tenta di costruire con Haruki.

Haruki è un ragazzo a dir poco molto introverso e con una weltanschauung tutta sua: non parla o stringe rapporti con alcuno a meno che la cosa non porti un vantaggio e passa la maggior parte del suo tempo leggendo libri in solitudine. A scuola è una sorta di “alieno” per tutti… Ma, è un ragazzo a suo modo già “maturo”, che ha trovato la sua consapevolezza in se stesso, in quello che crede e fa, senza “compromessi”…

Sakura è l’esatto contrario: solare, estroversa, intraprendente, sensibile e intelligente, curiosa e determinata, … insomma la vitalità in persona … nonostante la consapevolezza della malattia che la porterà in poco tempo alla morte che cerca sempre di affrontare non “esorcizzandola” o “combattendola”, ma godendo di tutti gli istanti che le restano in un modo che farebbero impallidire chiunque, anche quello più disincantato e distaccato dalle questioni terrene… Ma, come si vedrà, è anche molto umorale, a tratti infantile, pigra e fragile…

Insomma, sembrano un po’ lo “Yin” e lo “Yang” di cinese memoria: la notte e il giorno. Due poli in apparenza opposti che come tali si fonderanno “spiritualmente” in una vicenda amara e contemporaneamente dolce di vita e di morte e di un amore profondo mai vissuto … nel classico stile nipponico che apprezzo tantissimo: delicato, metaforico e sensibile… in un termine: “poetico”.

Ho scritto due poli in apparenza opposti perché entrambi soffrono a loro modo di un “male” che li accomuna: la solitudine.

Per Haruki è una scelta per difendersi da tutto ciò che lo mette a disagio (e da quanto si capisce sono molte le cose che lo terrorizzano…); Per Sakura è una reazione di necessità al fato avverso: il non poter/voler condividere il suo status per non essere compatita in modo continuo da chi la circonda la porta ad “isolarsi” (non tanto dalle persone, di cui ama circondarsi, ma dalla “pienezza” della vita) e a vivere in modo “parziale” la sua esistenza, soffrendo in modo direttamente proporzionale all’avvicinarsi del termine della vita.

Ecco la bizzarria della loro possibile storia d’amore: si avvicinano l’una all’altro per “crescere”… In realtà Haruki fino alla fine era più “ossessionato” da cosa pensava su di lui Sakura e quando si ritroverà “sparata” in faccia la cruda verità (attraverso la lettura del “Diario della convivenza con la malattia” di Sakura), realizza cosa non è riuscito a beneficiare della pienezza del rapporto con lei ... e gli farà parecchio "male" ...

In fondo in più occasioni Sakura ha provato a manifestargli i suoi sentimenti ma vuoi per il suo carattere “debole”, vuoi per l’atteggiamento poco attivo e molto scostante di Haruki non si arriverà mai all’happy end… e ciò risulterà chiaro ad Haruki (e al lettore) solo alla fine… quando proprio la morte non arriverà quando tutti se l’aspettavano …

A distanza di un anno dalla morte di Sakura, Haruki sembra essere riuscito a “far pace con se stesso” e con ciò che lo circonda. E il finale del libro, mutatis mutandis, sembra ispirarsi a quanto ho avuto modo di leggere in una intervista di un noto attore romano che ha sintetizzato la sua esistenza: “Ho attraversato il dolore e il dolore mi ha cambiato. Ero più riservato, ma adesso che gli anni passano e la corda brucia da entrambi i lati è come se sentissi un’urgenza e avvertissi la fretta di non perdere tempo e di sbrigarmi: ad incontrare gli altri, a stringere rapporti, a vivere, se capitano, delle storie d’amore… La vita, dicono a Roma, è un mozzico” (Marco Giallini).


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kalufunsui

Volumi letti: 0/1 --- Voto 9
Cosa può succedere quando Sakura Yamauchi, una ragazza espansiva e solare, ma affetta da una malattia incurabile al pancreas, incontra Haruki Shiga, un ragazzo introverso e convintamente asociale?

Le premesse non sono certo originali. Da una situazioni simile prendono spunto almeno altre due opere che ho amato moltissimo, come "Your Lie in April" e "Hanbun no Tsuki ga Noboru Sora". Spinto dalla curiosità ho deciso di leggere la novel di Yoru Sumino, disponibile in inglese con una traduzione amatoriale davvero ben fatta.

La sorpresa comincia già dal titolo: "Voglio mangiare il tuo pancreas". Il riferimento è all'abitudine di alcune popolazioni di curare le malattie ai propri organi interni, mangiando gli stessi organi sani degli animali. Questo concetto, in forma figurata, ricorre per tutto il libro e da bene l'idea della schiettezza con cui il tema della malattia viene trattato.

La prima parte del libro, dedicata alla reciproca conoscenza dei due ragazzi, è la più sorprendente. Qui i luoghi comuni del genere scolastico vengono trasgrediti senza paura. Il loro rapporto ha da subito un taglio molto più esplicito di quanto ci si aspetterebbe, sia nei dialoghi, brillanti e molto asciutti, che nelle esperienze condivise, in cui si affacciano tematiche adulte come l'alcol e la sessualità. Non si raggiungono mai eccessi censurabili, ma la vicenda risulta davvero più verosimile, nessuna sdolcinatura per intenderci.

Prima di iniziare la lettura temevo di affogare tra le lacrime, ma vi assicuro che in questa parte non ne ho trovato motivo, anzi ero motivato dalla curiosità su come il loro rapporto si sarebbe evoluto di passaggio in passaggio.

Attenzione :: Spoiler! (clicca per visualizzarlo)


Nella seconda parte del libro la spensieratezza dei loro scambi comincia a rarefarsi, sia per le pressioni dei compagni, che si interessano un po' troppo a questa "strana coppia", ma soprattutto per il fatto che i due cominciano a realizzare davvero quanto sono importanti l'uno per l'altro. Complice un peggioramento delle condizioni di Sakura, i due vivono ogni occasione con sempre maggiore apprensione. La percezione della caducità del loro rapporto, che sarà inevitabilmente troncato alla morte di lei, li spinge ad essere sempre più sinceri. Questa crescita, commovente, verrà troncata in maniera inaspettata, cogliendo il lettore nuovamente di sorpresa.

Si arriva infine alla terza parte, in cui Haruki, sarà costretto a reagire alla perdita di Sakura, a cui aveva appena deciso di affidarsi con tutto se stesso; per fare questo dovrà nuovamente rivoluzionare la sua vita, a cominciare dal suo pessimo rapporto con Kyouko, la migliore amica di Sakura.



Visto il tema trattato ero certo di finire la lettura in lacrime, ma così non è successo. Lo stile di Sumino, mescola abilmente i momenti di commozione e di folle divertimento, i dubbi e i turbamenti che Sakura e Haruki condividono, lasciando più curiosità che tristezza nel lettore.

E' degno di nota il ruolo delle famiglie. Come nella maggior parte delle light novel, i ragazzi sono gli assoluti protagonisti, lasciando gli adulti, in particolare i genitori, sullo sfondo come figure lontane. Per gran parte del romanzo si segue lo stesso modello, ma nel finale il ruolo delle famiglie, e delle madri dei due in particolare, diventa davvero importante, una piacevole sorpresa.