Arriva in Italia dal 25 gennaio il film Fushigi no Kuni de Alice to -Dive in Wonderland- con il titolo Alice nel Paese delle Meraviglie: Dive in Wonderland grazie ai francesi di ADN, che oltre ad essere una piattaforma streaming anime in Francia e in Germania, stanno anche iniziando a distribuire a livello europeo. In Italia li abbiamo già visti all'opera a giugno con la distribuzione al cinema dei primi episodi di DanDaDan Evil Eye
Questa la sinossi del film
Da quanto si evince il film arriverà in giapponese con i sottotitoli e in alcuni cinema, come quelli del circuito The Space, si tratterà di un evento di 3 giorni.
Il trailer italiano del film
Come avete letto, lo studio P.A. Works ha realizzato un nuovo adattamento cinematografico animato del classico per bambini, opera di Lewis Carroll, da noi noto come Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, che in Giappone è uscito il 29 agosto.

Nanoka Hara (Kana Arima nel film live action di Oshi no ko, in alto a sinistra nell'immagine sopra) interpreterà Rise (in alto a destra), una ragazza dei giorni nostri che in qualche modo si imbatte nel Paese delle Meraviglie e incontra Alice. Maika Pugh (Piastrina nel film live action di Cells at work!, in basso a sinistra) interpreta Alice (in basso a destra).
La regia del film è affidata a Toshiya Shinohara (The Aquatope on White Sand, Black Butler, Nagi no Asukara) mentre Yūko Kakihara (Il monologo della Speziale, Cells at Work!!, Sakamichi no Apollon) ha scritto la sceneggiatura.

Il libro Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll è incentrato su una ragazza di nome Alice Liddell, che un giorno segue un coniglio bianco parlante nella sua tana e finisce in uno strano Paese delle Meraviglie, un mondo straordinario dove ogni logica è illogica. Il libro è diventato una delle opere letterarie più citate nella cultura pop, con elementi e motivi che compaiono praticamente in ogni mezzo, inclusi anime, manga e videogiochi. Il libro ha già ispirato la trasposizione televisiva anime della Nippon Animation e della Apollo Film del 1983-1984.
Questa la sinossi del film
Immergiti in Dive in Wonderland, una nuova reinterpretazione del classico mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie firmata P.A. Works . Trasportata all’improvviso nel Paese delle Meraviglie dopo aver ricevuto una lettera lasciata dalla nonna, Lise, una studentessa in cerca della sua strada, viene catapultata in un mondo popolato da creature fantastiche. Guidata da Alice, attraversa questo luogo sconcertante dove incrocia un Bianconiglio sempre di fretta, una regina spietata e il dispettoso Stregatto. Addentrandosi in questo regno misterioso, la giovane potrebbe scoprire ciò che il destino ha in serbo per lei.
Da quanto si evince il film arriverà in giapponese con i sottotitoli e in alcuni cinema, come quelli del circuito The Space, si tratterà di un evento di 3 giorni.
Il trailer italiano del film
Come avete letto, lo studio P.A. Works ha realizzato un nuovo adattamento cinematografico animato del classico per bambini, opera di Lewis Carroll, da noi noto come Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, che in Giappone è uscito il 29 agosto.

Nanoka Hara (Kana Arima nel film live action di Oshi no ko, in alto a sinistra nell'immagine sopra) interpreterà Rise (in alto a destra), una ragazza dei giorni nostri che in qualche modo si imbatte nel Paese delle Meraviglie e incontra Alice. Maika Pugh (Piastrina nel film live action di Cells at work!, in basso a sinistra) interpreta Alice (in basso a destra).
La regia del film è affidata a Toshiya Shinohara (The Aquatope on White Sand, Black Butler, Nagi no Asukara) mentre Yūko Kakihara (Il monologo della Speziale, Cells at Work!!, Sakamichi no Apollon) ha scritto la sceneggiatura.
Il libro Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll è incentrato su una ragazza di nome Alice Liddell, che un giorno segue un coniglio bianco parlante nella sua tana e finisce in uno strano Paese delle Meraviglie, un mondo straordinario dove ogni logica è illogica. Il libro è diventato una delle opere letterarie più citate nella cultura pop, con elementi e motivi che compaiono praticamente in ogni mezzo, inclusi anime, manga e videogiochi. Il libro ha già ispirato la trasposizione televisiva anime della Nippon Animation e della Apollo Film del 1983-1984.
I collegamenti ad Amazon fanno parte di un programma di affiliazione: se effettui un acquisto o un ordine attraverso questi collegamenti, il nostro sito potrebbe ricevere una commissione.
Intanto son contento per l'annuncio.
Sono d'accordo.
Il film continua ad ispirarmi, ma al cinema coi sottotitoli lo salterò aspettando che arrivi su qualche piattaforma... non ho nessun problemi s vedere un anime sottotitolato a casa, anzi a volte li guardo così anche in presenza di doppiaggio, ma al cinema proprio non riesco.
A me sta bene anche sottotitolato, ma credo che lo sforzo si poteva fare per chi preferisce vederlo doppiato. Tra l'altro alice nel paese del meraviglie lo conoscono tutti, quindi come ambientazione avrebbe un appeal. Spiace che si sia fatto poco sia per pubblicizzarlo che per portarlo a più spettatori possibili.
Inoltre la fallimentare programmazione ad evento, portata avanti solo dai ruderi dell'industria (e a questo punto non solo quelli nostrani), non aiuta affatto a fare andare bene i film nelle sale.
Terrò d'occhio se qualche cinema della mia zona lo porta, magari fuori dall'evento.
Non e' solo un fatto di preferire o no sottotitolato, ma credo che abbia le potenzialita' per interessare il pubblico mainstream, sopratutto quello giovanile, ormai gli anime sono stra sdoganatissimi, e si dovrebbe avere il coraggio di portare avanti film anche senza la firma di un Miyazaki
Forse Belle è andato meglio degli altri film di Hosoda perché si citava la Bella e la bestia?
No, è andato, con programmazione normale, di poco meglio di Mirai mandato anni prima come evento.
Parliamo di un film le cui potenzialità commerciali sono ridotte e che molto probabilmente doppiato avrebbe fatto la fine di Nikuko o Deer King, ovvero fallimenti commerciali che hanno fatto perdere soldi all'editore.
La programmazione normale poi quando i cinema sono pieni come non mai di film incredibili e già così molte persone hanno fatto fatica a vedere No other choice?
Siamo tutti fan di animazione qui, ma è anche controproducente autoingannarsi pensando che l'animazione di per sé porti la gente al cinema, di fallimenti o risultati mediocri sono pieni gli ultimi anni, e un film che floppa rischia solo di fare danni a quelli futuri perché convincerà qualche sala a non programmarlo proprio.
Va così, sottotitolato e in 3 giorni per minimizzare i costi e magari trovare un modo per portare tutti quei film che non avrebbero l'appeal commerciale per essere presi dai nostri editori (il precedente film di P.A. Works, Komada Jōryūsho e Yōkoso, è tra questi, per fare un esempio).
l'unica speranza che doppino certi prodotti e con una distribuzione decente è andare al cinema e sostenere il prodotto.
quest'anno esce un sacco di roba animata al cinema e sicuramente quelli che guadagneranno saranno i toy story 5 l'ennesimo film minion e il film su mario invece l'opera originale pixar flopperà
gli studios ormai sono in crisi da anni con le idee ma anche il pubblico ormai si lamenta in rete che fanno sempre le stesse cose ma al cinema a vedere le cose nuove non ci va
Hai frainteso, intendevo proprio questo. A me va bene anche sottotitolato, ma avrei fatto lo sforzo di doppiarlo per chi preferisce così.
Il film è sicuramente sconosciuto, ma a maggior ragione parte svantaggiato se non ottiene un minimo di promozione e una programmazione favorevole. Mi pare obiettivo constatare che un prodotto simile richieda sforzo maggiore dallo spettatore per andare a vederlo al pari di altri.
Belle vs Mirai andrebbe valutato anche il periodo in cui è uscito, fermo restando che nessuno dei due li ho trovati film particolarmente memorabili ma credo incida poco. Anche ora va valutato il periodo, si sono sparati anime al cinema per mesi con sovrapposizioni e programmazioni incostanti e che non hanno giovato. Questo non sarà da meno, ma appunto avrà ancora meno chance: secondo me non basta mandarlo al cinema e sperare senza fare il minimo di lavoro di distribuzione.
Nikuko e Deer King hanno sofferto commercialmente proprio delle scelte degli editori, con programmazione limitata, scarsa promozione ed esercenti in difficoltà a farsi dare i sottotitoli (per chi voleva portarlo sottotitolato ma veniva ostacolato) e fuori dall'evento (per andare incontro al proprio pubblico e quindi proporlo nel modo più consono). Gli editori dovrebbero avere meno ingerenze su come il film viene proposto nelle sale, la situazione drammatica è spesso frutto di scelte a monte.
Poi come dici, va scelto anche il periodo giusto, concordo.
No other choice comunque è fuori dal primo gennaio, in spettacoli multipli tutto il giorno almeno nei cinema che ho controllato. Io l'ho visto il 2 Gennaio, è fuori ancora oggi e per i giorni a seguire. È un buon film ma neanche uno a cui dare tutto quello spazio, se non fosse per la fama del regista gli si poteva dare la programmazione dei film indie (che almeno dove vado io è più che dignitosa).
Io non penso che l'animazione porti gente al cinema di per se, ma in generale nessun film porta al cinema se non trovi il modo di raggiungere il suo pubblico.
Però se si decide di portarlo, va appunto fatto in modo dignitoso, con almeno le premesse perché possa essere visto. Altrimenti fallirà comunque e porterà a trarre le conclusioni sbagliate su cosa funziona e cosa no.
Sulla carta un film sconosciuto, non pubblicizzato, sottotitolato, in programmazione evento a prezzo maggiorato in orari scomodi, in quale mondo può fare bene? E queste sono decisioni dell'editore, non degli esercenti o del pubblico.
È un po' un inganno pensare che supportare qualcosa che non interessa porti a ciò che interessa. È l'offerta che deve incontrare il pubblico, non l'opposto.
No, non cambia quasi niente, come non è cambiato niente per YV avere Merluzzo che faceva promozione a Overlord e ai film di quella tranche, se un film interessa poco spendere di più in promozione vuol dire buttare via i soldi.
Non è che le major sono sceme a non spendere in promozione per i film che già prima di uscire sanno che hanno attirato poca attenzione, lo fanno perché son soldi buttati, se il film vale 1 non diventa un film da 10 perché mandi lo spot in prime time (esempio esagerato).
Non è mai il momento giusto, perché così ci sarà sempre la scusa "i film anime andrebbero strabene se non fosse per gli editori".
Saranno almeno 5 anni che questa visione del mercato cinematografico anime va di moda, direi che possiamo anche passare oltre e constatare che al massimo puoi fidelizzare un pubblico ristretto se continui a portare con costanza prodotti di qualità, ma un pubblico che sì e no ti basta per i film evento.
Se bastasse che il distributore facesse un buon lavoro saremmo pieni di film orientali, scandinavi, arabi, del sud america, perché a un distributore basterebbe comprare un film per 4 spiccioli e poi fare il lavoro di distribuzione adeguato e trovare il pubblico.
Ma di cosa stiamo parlando? Sono film che hanno fatto 30k, e stiamo qui a parlare di creare due DCP con costi aggiuntivi e di programmare normale così da avere altri costi aggiuntivi?
Va bene tutto ma suggerire che film che non si è guardato nessuno dovessero avere costi di produzione sensibilmente maggiori è francamente folle.
Per altro:
- nessuno obbliga un esercente a togliere il film dopo i 3 giorni
- certi film è già un miracolo che vengano distribuiti, per Shin Godzilla Dynit ha dovuto cercarsi un altro distributore perché Nexo non credeva nel film, nemmeno per un evento di 2-3 giorni, altro che ingerenze
Ma grazie tante, pure da me non ho avuto la minima difficoltà a vederlo, però ho amici che hanno dovuto scegliere tra non vederlo o farsi mezz'ora di treno per andare in un capoluogo con un multisala grosso.
Se fa acqua la distribuzione di film grossi mi fa sorridere che si pensi si possa fare granché su film animati.
Queste però sono parole a vuoto, il suo pubblico semplicemente non esiste, come non esisteva per Nikuko.
Come non puoi scavare nel tuo giardino e trovare il petrolio non puoi prendere un film a caso e trasformarlo in un successo, ci deve essere qualcosa che convinca il pubblico, un nome, un premio, la fama del titolo, qui non c'è nulla, hai soltanto:
- chi guarda animazione giapponese e magari potrebbe dare un'occhiata a pubblicità, locandina o trailer e forse farsi convincere
- gli stronzi come me che già lo conoscevano e avevano pure chiesto se fosse stato offerto agli editori italiani (no, probabilmente ADN lo ha da un po')
Nel mondo in cui ADN ha i diritti anche per l'Italia (e mire sul nostro mercato) e ritiene che un passaggio al cinema ripaghi il costo di distribuirlo.
E comunque c'è la pubblicità su AC, non ha prezzo maggiorato e gli orari li decidono gli esercenti del cinema (di cui ti eri appena lamentato non avessero abbastanza libertà salvo ora lamentarti che hanno la libertà di dare orari di merda a film in cui non credono).
Farà poco perché è un film che non interessa e probabilmente per ADN va anche bene così.
Siamo nel 2026, davvero non vi siete ancora stancati a ogni distribuzione di anime al cinema a cercare il colpevole del perché l'ennesimo film anime di nicchia non ha la distribuzione e gli incassi di Zalone?
I fanta-editori su AC non sono meno di quanti fossero i fanta-allenatori nei bar di una volta, e non è un paragone di cui andare fieri.
Player diversi hanno ottenuto risultati diversi, quindi qualche differenza nel proporre il prodotto esiste a prescindere dal contenuto. Con questo nessuno vuole farla facile, ci sono film che oggettivamente non possono avere la collocazione che hanno titoli di punta. Per questo lo stesso trattamento dei film di nicchia potrebbe essere la strada.
La promozione comunque non vuol dire necessariamente l'influencer o comunque una spesa ingente di capitale.
Per prima cosa, evitiamo illazioni atte a sminuire, senza basi, che ci sia una scusa portata avanti. Gli editori sono da sempre lasciati fuori dall'equazione di cosa non va al cinema e a mio avviso invece andrebbe presa in considerazione visto che ci sono elementi ripetuti che possono essere analizzati. Con questo non dico che siano l'unico elemento in gioco, le responsabilità sono molteplici, però vanno prese in considerazione tutte.
Come per tutti i film ci sono periodi in cui hai meno sovrapposizioni.
Non credo che il pubblico si fidelizzi sugli anime, perché come per qualunque altro film, i temi cambiano. Il prodotto può anche essere di qualità, ma se il tema non ti interessa, non andrai a vederlo solo perché è un anime. Per lo meno andrebbero divisi per tipologia.
I film d'essai o comunque di nicchia spaziano di genere, ma vengono portati con una programmazione dignitosa, seppur meno frequente dei titoli di punta. E immagino che anche questi film abbiano un costo. Di film orientali, mediorientali, francesi, ect. ne sono arrivati. Si può fare di più, ma se vogliamo paragonare la situazione con gli anime, secondo me si è fatto meglio.
Non basta che il distributore faccia un buon lavoro. Ma è necessario perché ciò che arriva a monte (esercenti e pubblico) possa funzionare.
Sui costi non ti so dire, ho appreso che anche i film americani anni '60 costano ancora molto come licenza per i cinema.
I giorni di programmazione (evento speciale per 3 giorni), il prezzo del biglietto e la lingua sono imposti dalla distribuzione. Se un esercente vuole fare diversamente non è detto che possa perché i distributori rimangono i proprietari del film che danno in noleggio.
È capitato che si riuscisse, insistendo, a fare programmazioni diverse. Il punto è che gli esercenti non sono in totale controllo e certe scelte non dipendono solo da loro.
Ora, a me sta bene che mi mandi il film in maniera molto scomoda. Se però non viene visto, vorrei non si colpevolizzasse gli spettatori e gli esercenti in prima battuta.
Il cinema ha problemi trasversali e che colpiscono diversamente i film in base alla loro fama. Fin qui mi pare pacifico.
Non è nemmeno discorso di multisala grosso, ogni cinema ha il suo pubblico e la sua programmazione quindi anche con molte sale potrebbe non proiettare il film se non lo ritiene. Poi certo, siamo abituati alle due catene di riferimento che hanno abbastanza standardizzato la proposta, ma non è automatico.
E lamentarsi della distribuzione non vuol dire pretendere il trattamento dei blockbuster: se usiamo queste argomentazioni fallaci allora tutto è contestabile.
C'è chi chiede qualcosa di più approcciabile e riporta difficoltà oggettive: penso che essendo lo spettatore parte integrante del processo sia anche giusto dica al propria.
Siamo sicuri che titoli di nicchia funzionino di più in programmazione evento, rispetto a lasciare agli esercenti la programmazione? Per me il punto si riassume qui: la programmazione evento non incentiva il pubblico, è un ripiego per il distributore/esercente. Ma non sono così sicuro che non sia anche controproduttivo. Sicuramente sballa i dati di affluenza e fornisce risultati difficilmente leggibili.
Io sono il pubblico di Nikuko. Potendo preferire non dare soldi a UCI e The Space per una proiezione di scarsa qualità a prezzo maggiorato.
The Deer King l'ho visto in lingua originale in uno dei pochi cinema che era riuscito a spuntare di avere i sottotitoli e proiettarlo fuori dall'evento, non senza fatica.
Poi immagino ci saranno dei costi alti a monte, per gli anime intendo, perché appunto faccio un confronto con i film dal vivo di nicchia che vedo avere una distribuzione migliore anche se sconosciuti.
Vedremo come andrà allora. Però, se va male, gradirei che la prima condanna non arrivi agli spettatori che non vanno al cinema con queste premesse, o agli esercenti che non sanno programmare, prima di avere almeno tirato in ballo i distributori che decidono modo e maniera. E questo risponde alla tua domanda (con iperbole dato che nessuno pretende quelli di Zalone), se ci si è stancati di commentare le responsabilità degli incassi poveri per gli anime: un motivo è che per anni si è data la responsabilità a spettatori ed esercenti, assolvendo i distributori. Che non si possono contestare. Lo si è fatto anche su queste pagine in numerose occasioni.
Non cercare di mettermi in bocca parole che non ho detto. Mi sono lamentato di "sconosciuto, non pubblicizzato, sottotitolato, in programmazione evento a prezzo maggiorato in orari scomodi": di questo vai a prendere gli orari, l'unico in parte in mano agli esercenti, ignorando tutto quello che c'è a monte, conseguenza delle decisioni dei distributori. Almeno evita di ammonirmi sulla coerenza ^^
Penso di aver sempre parlato di fattori molteplici: è chiaro che più stringi a monte, meno possibilità di manovra hai a valle. E gli esercenti non sono santi o fenomeni non criticabili, anche loro sbagliano, però gli si impedisce anche di fare meglio quando ne hanno la volontà: per questo critico certe limitazioni che ad alcuni esercenti stanno strette.
La programmazione evento grava sugli spettatori per limiti di periodo e per prezzo, gli sommi gli orari scomodi (più o meno evitabili dagli esercenti, ma pur sempre in giorni scomodi) e il disincentivo è ancora maggiore. Non dico che facendo scelte migliori lato distributore hai risolto tutto, ma penso sia il primo punto dove intervenire.
E non c'è alcun fanta-editori, mi spiace che pur con la tua competenza, innegabile, ti slanci in questo modo a sminuire gli interlocutori. Sai benissimo anche tu che qui e altrove c'è anche chi discute anche solo per avere dati su cui fare ragionamenti su cause e possibili miglioramenti (da parte di tutte le parti in causa) ed evitare di prendere come unica fonte le dichiarazioni degli addetti ai lavori su cui la stampa di settore mai indaga o contesta.
Devi eseguire l'accesso per lasciare un commento.