Il 6 aprile 1996, ben venticinque anni fa, iniziava sulle reti televisive giapponesi l'anime di B't X, prodotto dalla TBS e tratto dall'omonimo manga di Masami Kurumada. Si tratta dell'opera che ha riportato alla ribalta l'autore, che dopo la chiusura anticipata di Saint Seiya (che continuerà poi con diversi spin off e un sequel ufficiale dopo diversi anni e per un altro editore) e qualche miniserie di scarso successo abbandona Shueisha per approdare in Kadokawa, dove firma con successo B't X in sedici volumi, tra il 1995 e il 2000.
 
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Siamo in una Terra futuristica governata dall' "Impero Meccanico", un'organizzazione che spadroneggia grazie a tecnologie avanzatissime come i B't, particolari robot senzienti da combattimento i quali funzionano grazie al legame di sangue che li unisce ai loro possessori umani. L'Impero rapisce Kotaro Takamiya, che nonostante la giovane età è uno dei più brillanti scienziati del mondo, per costringerlo a partecipare ai loro progetti, e tocca a suo fratello, l'intrepido Teppei, salvarlo. Durante una colluttazione con gli sgherri dell'Impero, il sangue di Teppei finisce accidentalmente per risvegliare X, un leggendario B't a forma di qilin (creatura della mitologia cinese simile a un cavallo). Uniti da un legame indissolubile, cavaliere e cavalcatura si trovano così a dover affrontare i vari generali dell'Impero, penetrando nella base nemica allo scopo di salvare Kotaro.
 
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E' una storia molto semplice, dalla struttura simile a quella di un videogioco (infiltrati nei vari "livelli" e sconfiggi i vari sgherri minori e il "boss finale"), ma B't X riesce a risultare appassionante per vari motivi. Innanzitutto, la semplice struttura di base rivela poi ben altro, in quanto agli scontri di Teppei si unisce anche una trama ricca di misteri e colpi di scena, che riguardano la vera natura dell'Impero, la sua storia passata, la vera natura del fantomatico Imperatore Meccanico, il passato di X, di Teppei e di Karen (la ragazza che si è presa cura di Teppei da bambino fungendo da sua maestra). I vari comandanti nemici affrontati da Teppei e X saranno tutti personalità molto diverse tra loro: ci saranno personaggi cattivi, infidi, malvagi, senza cuore e senza scrupoli, ma anche personaggi dal carattere più ambiguo, sfumato, di cui verremo a conoscenza delle storie passate o che in qualche modo si uniranno ai nostri eroi passando dalla parte del bene, come l'insistente Metal Face, il misterioso Aramis, il prete Fou, il guerriero cinese Ron o lo scienziato pacifista Hokuto. Tra tutti, troneggia poi l'inquietantissimo Raffaello, l'arma ultima dell'impero nonché vero boss finale della serie: una creatura biologica che cresce e si evolve divorando gli altri esseri viventi e assorbendone l'energia, che gli serve per compiere tutta una serie di inquietantissime mutazioni e ben presto diventerà impossibile da controllare anche per l'Impero stesso.
 

L'impronta di Masami Kurumada si vede forte e chiara. B't X è indubbiamente un tentativo di rifare, in chiave futuristica e più moderna, quel Saint Seiya che tanto successo aveva avuto in tutto il mondo. Il design del protagonista Teppei è, come tradizione dell'autore, sempre lo stesso (perciò è simile a Seiya, a Jingi di Otoko Zaka, a Ryuji di Ring ni kakero, a Kojiro di Fuma no Kojiro), indossa un'armatura cibernetica e cavalca un robot a forma di cavallo alato (come Seiya che indossava un'armatura a forma di pegaso); Ron è cinese, somiglia a Shiryu del Dragone, il suo nome significa "drago" in cinese e il suo robot ha la forma di un drago, e così via. Kurumada ritorna ancora una volta a mescolare combattimenti e mitologia, stavolta rappresentata in primis dalle quattro bestie che nella mitologia orientale sono associate ai punti cardinali: il qilin dell'ovest rappresentato dal B't X di Teppei (solitamente si associa all'ovest la tigre bianca Baihu/Byakko, ma in alcune leggende essa è sostituita dal qilin), il drago azzurro dell'est Qinglong/Seiryuu rappresentato dal B't Raido di Ron, la fenice rossa Zhuqiao/Suzaku del sud rappresentata dal B't Je t'aime di Fou e la tartaruga Xuan Wu/Genbu del nord rappresentata dal B't Max di Hokuto. La simbologia delle quattro bestie sacre è presente in innumerevoli anime e manga, da Fushigi Yugi a Beyblade, da Yu Yu Hakusho a Digimon Tamers, e trova in B't X uno dei suoi esponenti più famosi, ma vi sono ulteriori elementi culturali e mitologici sparsi lungo tutta la vicenda, soprattutto nel manga che nel finale li porta all'eccesso legando la genesi di tutta la storia al Rinascimento italiano.
 
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Le somiglianze con Saint Seiya sono innumerevoli, ma ciò che ci fa più piacere ritrovare è il gusto dell'autore nel continuare a scrivere storie intrise di una passione d'altri tempi. B't X tratta un tema estremamente moderno e in linea con le mode dei tempi della sua creazione (anche Chouriki Sentai Ohranger, la serie Super Sentai andata in onda nello stesso periodo di B't X casualmente parlava di un Impero Meccanico che minacciava l'umanità e di un gruppo di eroi che lo affrontavano grazie a robot dalle fattezze di antiche creature mitologiche), ossia quello dello slancio tecnologico e dei pericoli derianti dalla tecnologia, gran cruccio della società degli anni novanta. Tema importantissimo, assente per forza di cose in tutte le altre opere dell'autore, è il rapporto tra l'uomo e la macchina, con questi robot senzienti e legati agli umani da un vincolo di sangue che porta diverse conseguenze e porta cavaliere e cavalcatura a unirsi in un legame dapprima servile e poi fatto di amicizia e complicità. Eppure, anche in questa impalcatura così moderna, l'autore non rinuncia alle caratteristiche immancabili di tutti i suoi manga: gli orfanelli, i veri uomini, le amicizie nate tra le lacrime sul campo di battaglia, i passati tragici, le scene truculente e violentissime e un eroe protagonista dalla volontà incrollabile, che splende di luce propria (nel caso di Teppei la cosa è intesa anche letteralmente) e riesce a vincere perché crede in valori giusti, non si arrende mai e porta dalla sua parte anche i nemici, convincendoli col suo coraggio e le sue convinzioni.
 
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L'anime, trasmesso in 25 episodi sino al 21 settembre del 1996, adatta all'incirca metà manga, prendendosi diverse libertà, con diversi episodi filler e un finale differente. Il successo della serie, tuttavia, porterà alla produzione di ulteriori 14 episodi, raccolti nella serie OAV B't X Neo del 1997, che adatteranno, con svariate differenze e un finale ancora una volta diverso, la seconda parte dell'opera. Le influenze di Saint Seiya si notano a colpo d'occhio anche nella grafica dell'anime, grazie al character design di Eisaku Inoue, che, avendo lavorato proprio a Saint Seiya in precedenza, è riuscito a definire i personaggi di B't X con uno stile nostalgico, a metà tra quello di Kurumada e quello di Shingo Araki (curatore principale dell'anime di Saint Seiya) ma dal sapore del tutto nuovo grazie alla brillante grafica tipicamente anni novanta, che dà il suo meglio nelle animazioni e negli effetti speciali delle battaglie. La passionalità tipicamente shounen d'altri tempi viene perfettamente veicolata anche dal doppiaggio tramite l'ardente voce di Teppei, ossia quella di Nobuyuki Hiyama, che l'anno successivo sarà l'altrettanto passionale Guy Shishio di Yuusha Oh GaoGaiGar.
 

L'anime si fregia anche di una splendida colonna sonora orchestrata a firma di Akira Senju (noto per Mobile Suit Victory Gundam e Full Metal Alchemist Brotherhood tra le altre cose), mentre a catalizzare verso B't X l'attenzione di tutta una serie di fan che non erano necessariamente appassionati di anime e manga ma lo erano di musica ci pensa la bellissima sigla iniziale, "Haruka ~ Sailing for my dream", eseguita dai Fence of Defense, rockband estremamente popolare tra la gli anni ottanta e novanta e spesso e volentieri legata in vari modi al mondo degli anime: il bassista Masatoshi Nishimura è, infatti, responsabile della colonna sonora del recente Souten no Ken: Regenesis ed è il braccio dietro agli assoli e alla base strumentale di "Yuzurenai negai" di Naomi Tamura, la celeberrima prima opening di Magic Knight Rayearth.
 
Vorrei rincorrere i miei sogni, alzando le vele al cielo, fino a un lontano futuro.
Cominciare davvero, illuminando tutto con una forza strabordante e un'incommensurabile luce.

Con questo mio amore, per te oltrepasserò tutto, anche le nuvole
Supererò ogni ostacolo, ogni problema, ogni cosa, verso il domani...

Uscita come singolo il 27 maggio 1996 e poi inclusa nell'album XXX del 1997, che rappresenta un importante punto di svolta per il gruppo, che cambia casa discografica dopo circa una decina di album pubblicati con la Sony tra il 1987 e il 1995, "Haruka ~ Sailing for my dream" si piazza al trentesimo posto della classifica di Oricon e rappresenta tutt'oggi il singolo dei Fence of Defense di maggior successo di vendite tra quelli realizzati come sigle anime, davanti a "Sara" del 1988 (seconda opening di City Hunter 2) e "Don't look back"/"Standing alone" del 1992 (la seconda coppia di sigle di Mitsuteru Yokoyama Sangokushi, di cui i Fence of Defense hanno anche curato la prima opening "Toki no kawa"). E' una ritmata canzone rock che nel suo testo ci parla di sogni da rincorrere, di ostacoli da superare in nome dell'amore, voli da compiere spiegando le vele in direzione del futuro e di una vita da vivere a pieno ritmo, facendo scintillare la nostra strabordante luce interiore e il nostro coraggio, un testo che perfettamente si addice alla storia di B't X. Da notare, invece, che nelle trasmissioni televisive a Taiwan, come sigla iniziale della serie è stato curiosamente scelto un altro brano, "High Pressure" degli altrettanto celebri T.M. Revolution.
 

Un manga di successo, una serie tv, una serie OAV ai quali si affiancano anche, come per Saint Seiya, dei modellini, stavolta prodotti da Takara, ed ecco che B't X è pronto a uscire dal Giappone, trovando terreno fertile negli stessi paesi dove Saint Seiya era tanto amato, come la Francia, il Messico, il Cile, il Brasile e i vari paesi dell'America Latina (dove hanno anche realizzato delle cover in spagnolo della sigla iniziale giapponese). In Italia, la Star Comics ha pubblicato il manga tra il 1998 e il 2003 e tra il 1998 e il 1999 è stato trasmesso su TMC e TMC2 l'anime, seguito dalla serie OAV, col titolo B't X - Cavalieri Alati (il rimando a "I Cavalieri dello Zodiaco", ossia Saint Seiya, è chiaramente voluto). Una sigla italiana sostituiva il brano dei Fence of Defense e, al netto di un buon doppiaggio romano (Fabrizio Manfredi e Sandro Iovino sono Teppei e X, a capo di un cast che comprende, tra gli altri, anche pezzi da novanta come Francesco Pannofino, Nino Prester o Claudio Fattoretto), la serie ha purtroppo subito un pesante cambio nei nomi dei personaggi, una semplificazione dei dialoghi e parecchie censure nelle scene di combattimento. GiG ha anche importato in Italia i giocattoli prodotti dalla Takara e la serie ha riscosso un discreto successo su TMC, al contrario del manga che non ha venduto moltissimo. Al giorno d'oggi non è molto ricordata se non dagli appassionati più fedeli dell'autore e del più famoso Saint Seiya, ma rimane comunque un'opera importante nella carriera dell'autore e un'opera che a modo suo ha caratterizzato gli anni novanta e vale la pena di riscoprire.

 

NOTA DELL'AUTORE Per quanto riguarda l'analisi della parte musicale dell'opera, un ringraziamento speciale va ad un mio carissimo amico giapponese, che si è preso grande cura di me quando abitavo nella prefettura di Aichi e che ancora oggi rappresenta un fondamentale ponte fra me e il Giappone. Grande fan dei Fence of Defense, con la sua tanto inaspettata quanto straordinaria interpretazione di "Haruka ~ Sailing for my dream" a una gara di karaoke, i tanti discorsi sulla band, sulle loro sigle anime e le volte che abbiamo provato a cantare i loro brani in duetto al karaoke (ovviamente lui riuscendoci alla perfezione, io un po' meno) mi ha aperto un mondo scoperchiando un vaso di Pandora che era sepolto da molti anni. Questo articolo non sarebbe nato, senza il suo fondamentale contributo, perciò segno anche questa nella già lunghissima lista di cose per cui devo ringraziarlo.