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mimmo77

Episodi visti: 38/38 --- Voto 5
Sono un appassionato della serie animata di Jojo ma questa serie mi è sembrata mediocre, decisamente un passo indietro rispetto le precedenti.

L'inizio della serie è molto interessante, con quella grande vena di credibilità che rende il prodotto ottimo e avvincente, ma poi c'è un calo di qualità che durerà per molte puntate. A parte la fase iniziale, ciò che avviene nel carcere è abbastanza inutile, poco interessante, ripetitivo, molto limitata nel suo volersi ambientare in una prigione.
La qualità e l'interesse aumetna quando escono di prigione e diventa un viaggi on the road, e sicuramete lì che Jojo rende sempre bene. Ad un certo punto però glie venti iniziano a diventare troppo assurdi e poco sensati, contribuendo a far perdere qualità anche a questa parte.
Il finale segue lo stesso andamento, l'inizo sembra interessante ma poi diventa confusionario e poco credibile, a tratti ridicolo.

Un problema sono anche i protagonisti, che non suscitano un grande interesse e non hanno un grande carisma.

Una dei problemi delle serie di Jojo è che i combattimenti ed i poteri stand diventavano sempre più confusionari, macchinosi, poco credibili ed assurdi: quì si peggiora ulteriormente e di molto in tal senso.
Lo stesso vale per le ferite, anche gravi, che i protagonisti si provacano in continuazione e da cui sembrano guarire troppo facilmente, senza parlare il fatto che sembra quasi che il dolore atroce di quelle ferite lo avvertano poco o nulla.

La trama di base è abbastanza confusionaria e la parte finale stessa è davero un casino. Sembrano inoltre esserci ogni tanto dei buchi di trama e delle complicazioni davvero inutili.
L'uso delle coincidenze forzate in questa serie raggiunge davvero il ridicolo!

Parliamo ora degli aspetti positivi: la serie, guarda caso, riesce ad essere interessante quando si mantiene su situazioni credibili e quando c'è varietà nelle ambientazioni, pertanto la parte iniziale della serie e la buona parta del (purtroppo breve) viaggio on the road sono godibile. Si tratta di una parte minore della serie ma sembre meglio di nulla.
Va premiata anche l'idea di mettere finalmente almeno 3 protagoniste donne e pure qualche nemico donna, sebbene non risultino molto carismatici.

Insomma, per me la serie non raggiunge la sufficienza e risulta ben peggiore di tutte quelel precedenti.


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BiancoGatto

Episodi visti: 38/38 --- Voto 4,5
"Stone Ocean" è una di quelle serie che ti mette hype, ma poi, proseguendo con la visione, episodio dopo episodio l'hype si spegne, sino a giungere a fine serie con poco interesse. La storia è lenta, e presto diventa poco interessante. I misteri attorno a Pucci e al piano generale sono confusi e tirati per le lunghe, con buchi narrativi e deus ex machina a salvarsi in corner. I combattimenti, un punto forte di "Jojo", sono in "Stone Ocean" spesso confusi e poco spettacolari. La regia è statica e poco ispirata, con animazioni spesso mediocri e un ritmo narrativo che lascia a desiderare.
Consiglio questo anime solamente a coloro che vogliono completare tutto quello che c'è su "Jojo".


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balordo91

Episodi visti: 38/38 --- Voto 10
Che dire? Una trasposizione perfetta!
L'uso della 3DCGI è fantastico, le opening sono bellissime, il character design dell'anime rimanda in tutto e per tutto al manga e allo stile Araki nei minimi dettagli, hanno aggiustato anche cose come la presentazione di Anasui femminile nel manga.
Se il manga per molti risultava confusionario, qui è tutto comprensibile facilmente grazie a un'animazione dinamica, mantenendo lo stesso stile del manga. Non manca nulla, penso che i fan del manga di "Jojo" che come me hanno amato questa serie ritroveranno il tutto scolpito in un anime perfetto; mancano solo delle piccolezze, che ho notato: nell'anime è omessa la scena dove le detenute del carcere prendono ormoni maschili, ma queste omissioni erano già presenti in "Phantom Blood" con il rito atzeco, o Danny, il cane di Jonathan che brucia con il filo di ferro legato attorno alla bocca quando esce dall'inceneritore, quindi direi che sono tranquillamente trascurabili.
La serie è collegata a "Stardust Crusaders" per eventi che non sto a 'spoilerare'.
Consigliato ai fanatici del manga e a chi fosse risultata confusionaria la lettura della sesta serie.


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XEMNIOS

Episodi visti: 38/38 --- Voto 4
Parlo dell'anime, in quanto il manga lo trovo confusionario: una stagione pressoché inutile, trentotto puntate di nulla, in cui almeno la metà degli episodi è un filler tranquillamente 'skippabile'. Combattimenti talmente assurdi che si risolvono nelle maniere più insensate, da farti venire voglia di chiuderlo di botto (il modo in cui si salvano dall'esplosione dell'aereo, ma sul serio?). Nessun rimando a "Vento Aureo", che a questo punto risulta una serie autoconclusiva, a sé, e un finale sconclusionato con una delle idee più sbagliate di sempre, capace di distruggere l'intera opera di Araki. Ci sono stati dei rari momenti in cui "Stone Ocean" riesce a prendere lo spettatore, soprattutto verso la fine, per poi finire sempre con un facepalm da parte dello stesso.

Eru79

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Eru79

Episodi visti: 12/38 --- Voto 9
La prima parte della serie "Stone Ocean" si impone già da subito come un gioiello della cultura pop, dove l'originalità si spinge oltre i limiti. La grande creatività di Araki, che, già dagli albori di "JoJo", se ne infischia della verosimiglianza, procedendo a ruota libera, aggiunge un altro, meraviglioso tassello con "Stardust Crusaders", dove per la prima volta compaiono gli stand e l'iconico Jotaro Kujo, considerato dallo stesso creatore il JoJo per eccellenza, con la sua divisa da mezzo teppista, l'inseparabile berretto, le pose alla Clint Eastwood e l'irresistibile e laconico "Yare, yare daze" , tradotto in italiano con "Ahi ahi" o "Ma guarda te".

Jotaro, padre di Jolyne, ci delizia con la sua apparizione in "Stone Ocean", ma, purtroppo, viene sopraffatto da uno stand avversario, e sarà la figlia a doverlo salvare, recuperando Star Platinum e la memoria paterna sottratti sotto forma di dischi.
Jolyne si presenta con una mise che strappa l'applauso: soltanto l'acconciatura è strepitosa.

Araki, che in passato ha collaborato con Gucci, ha sempre curato nei minimi dettagli la caratterizzazione dei suoi personaggi, con attenzione particolare all'abbigliamento, ispirato spesso al mondo della moda, di cui è appassionato. Ma l'ispirazione di questo sensei tocca i settori più disparati: l'arte michelangiolesca (passando attraverso "Ken il guerriero"), il cinema di Don Siegal e Sergio Leone, l'esoterismo legato ai tarocchi, i miti, la letteratura gotica, l'amore per il mondo musicale (non per niente il nome stand deriva da "Stand by Me").

"Stone Ocean" recupera anche la figura di Dio Brando, altra straordinaria creazione arakiana, il cui ambiguo erotismo dei tratti, delle pose e degli abiti (cuori compresi) fa impazzire i fan. In questa serie apprendiamo che è riuscito a guadagnare la fedeltà di padre Pucci, il confessore del carcere dove Jolyne viene ingiustamente rinchiusa. Portatore di un malvagio e tremendo stand, Pucci vuole naturalmente annientare la stirpe Joestar, per guadagnarsi la ricompensa "divina", ma verrà ostacolato da altre potenti emanazioni psichiche.

L'animazione non sempre è fluida, ma questo sembra un tratto distintivo della saga e quindi non ci disturba, anche perché i colori forti e la grafica ricercata sono esaltanti.

L'opening è un capolavoro. Come tutte le intro di "JoJo" si vorrebbe rivederla all'infinito: immagini che si rincorrono, esplosioni di colori, CG usata con abilità funambolica.

Insomma, arigatou gozaimasu, Araki sensei e David production!