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10.0/10
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“Anche se non cambiamo all’esterno, comunque cambiamo continuamente all’interno”.

Cambiamento è la parola che userei per descrivere il mio rapporto con “Adventure Time”. La serie ideata da Pendleton Ward – che consta di ben 283 episodi, specials compresi, infatti, mi ha tenuto compagnia a fasi alterne per gli ultimi anni della mia vita, venendomi crescere, maturare e raggiungere traguardi: cambiare, per l’appunto. È trascorso talmente tanto tem1 [ continua a leggere]
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Come nel caso di “Una tomba per le lucciole”, ci vollero mesi e mesi prima che prendessi visione de “La Principessa Mononoke”, uno dei più celebri lungometraggi targato Hayao Miyazaki. Da molti considerato il vero capolavoro del sensei, questo è stato il classico caso di film preceduto dalla sua fama. Chiunque abbia un minimo di interesse per l’animazione giapponese conosce “La Principessa Mononoke” e chiunque conosca lo Studio Ghibli lo ha vist1 [ continua a leggere]
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Quella che mi lega a “Mob Psycho 100” è una storia peculiare e piuttosto lunga, che ha inizio circa tre anni or sono. Era il 2023, infatti, quando decisi di dare un’occasione all’anime tratto dall’omonimo manga di One, mangaka noto ai più per il suo celebre “One Punch Man”. La prima stagione mi piacque abbastanza, merito delle animazioni sensazionali dello studio bones, delle musiche peculiari di Kenji Kawai e della regia eccezionale di Yuzuru T1 [ continua a leggere]
Avrà anche i suoi difetti - ogni anno sempre più evidenti, ma continuo a ritenere Napoli Comicon una seconda casa, un luogo magico dove trascorrere quattro giorni in totale spensieratezza, ovviamente in compagnia degli amici di una vita. Alla fine della fiera, arrivo sempre a pensare che "solamente" quattro giorni di Comicon siano pochi ma, se così non fosse, l'evento perderebbe tutta la sua unicità.

7.0/10
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Come nel caso di Pinocchio e del suo naso allungabile, anche il personaggio di Dumbo è da sempre associato alla sua caratteristica fisica più evidente: le orecchie enormi. Per quanto riguarda il sottoscritto, le mie orecchie sono del tutto normodotate, ma nell’arco della mia esistenza ho perso il conto delle volte in cui ho sentito pronunciare, con tono derisorio e canzonatorio, ai danni di amici o conoscenti, questa frase: “hai le orecchie come1 [ continua a leggere]
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Per quanto mi riguarda, la prima stagione di “Blue Orchestra” fu una mezza delusione. Ricordo molto bene che approcciai alla serie nella speranza di trovarmi dinanzi alla reincarnazione animata di “Your Lie in April”; mentre, invece, dovetti fare i conti con un’opera che puntava tanto sulla musica – in particolar modo, quella classica – e molto poco sulla componente romantica, nonostante si professasse anime scolastico-sentimentale. La moderata1 [ continua a leggere]
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Ogni bambino nato in Occidente, specialmente in Italia, è cresciuto con un mito, una leggenda che lo ha perseguitato almeno fino ai cinque, sei anni: le bugie hanno le gambe corte, ma soprattutto il naso lungo. Immagine, questa, radicata profondamente nella cultura del nostro Paese, luogo d’origine di Carlo Lorenzini, detto Collodi, autore del celeberrimo “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”. Prima ancora di essere un film d’anima1 [ continua a leggere]
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Confessione a cuore aperto: prima di adesso, non avevo mai visto, in tutta la mia esistenza, “Biancaneve e i sette nani”. Un fatto che ha dell’assurdo – io stesso lo riconosco; eppure, rappresenta la realtà delle cose. A pensarci bene, neanche io so spiegarmi il perché di questa enorme mancanza. Probabilmente, è tutto da ricondurre al mio status di bambino privilegiato, che possedeva Sky e, una volta tornato a casa da scuola, poteva guardarsi i1 [ continua a leggere]
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Per chi si diletta nella nobile e antica arte della corsa, come il sottoscritto – ovviamente a livello amatoriale, l’atto in sé del correre può assumere sfumature diverse. Per alcuni, la corsa è un dovere, un obbligo nei confronti di sé stessi o di qualcun altro, specialmente quando la si pratica a livello agonistico. Per altri, correre è relax, è dedicare un’ora o due, alcuni giorni alla settimana, a sé stessi e al proprio benessere fisico e me1 [ continua a leggere]

9.5/10
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Quando si parla di Osamu Tezuka, il celeberrimo “dio dei manga”, bisogna indiscutibilmente tener conto dell’epoca a cui egli è appartenuto. Tezuka nacque nel 1928 e morì nel 1989, ormai quasi quarant’anni fa, vivendo per più di settant’anni, il che gli permise di attraversare il ventesimo secolo nella quasi sua totale interezza. Come è logico che sia, inquadrare il periodo storico in cui egli è vissuto e gli eventi che lo hanno segnato è fondame1 [ continua a leggere]
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L’autunno è una stagione che odio profondamente, a tratti anche più dell’inverno, perché, una volta giunto, porta con sé un freddo destinato a durare per circa sei mesi e giornate troppo brevi in cui il sole tramonta incredibilmente presto. L’autunno mi tiene lontano dal mare, che riconosco come il mio habitat naturale, e mi costringe a casa più del dovuto (hobby in cui, ad essere onesto, mi diletto estremamente bene), per via delle sue – fin tr1 [ continua a leggere]

6.5/10
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Più o meno come al solito, mi tocca fare la voce fuori dal coro e “criticare” un fenomeno tanto apprezzato e stimato del pari di “Hazbin Hotel”, di cui, e ve lo dico con il cuore in mano, faccio veramente fatica a comprendere l’enorme successo che ha riscosso negli ultimi mesi.

“Hazbin Hotel” è una serie animata statunitense del 2024 creata da Vivienne Medrano, acquistata e pubblicata da Prime Video, spin-off di “Helluva Boss”, webserie animata1 [ continua a leggere]
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Nel lontano 1981, Gary K. Wolf pubblicò negli Stati Uniti d’America un romanzo di scarso successo, le cui vendite furono fondamentalmente modeste e di cui, al tempo, si parlò molto poco. Un anno dopo, la Walt Disney Pictures, dall’alto della propria infallibile lungimiranza, acquistò i diritti del romanzo per farne un lungometraggio. Per la sceneggiatura, vennero assunti Jeffrey Price e Peter S. Seaman, mentre alla regia si propose un certo Robe1 [ continua a leggere]

9.0/10
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L’esistenza umana la immagino come un segmento che, come ci insegnano a scuola, inizia in un punto A e finisce in un punto B. Nella mia idea, però, non presenta un’omogeneità assoluta, bensì alcune oscillazioni, ovvero i momenti topici della vita di ogni uomo, quelli in cui il termometro delle emozioni – sia positive che negative – raggiunge i suoi picchi più alti. Tali oscillazioni possono presentarsi in forme diverse: l’incontro con l’amore de1 [ continua a leggere]
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Quando mi cimentai nella recensione di “Steel Ball Run”, ricordo molto bene la necessità che sentivo dentro di me di buttare giù qualche – parecchie, in realtà – riga sull’opera che avevo appena letto, per capire quale voto finale assegnargli. Il dubbio mi attanagliava, l’indecisione mi logorava dall’interno, il non sapere cominciava a produrre effetti negativi sulla mia psiche di per sé alquanto instabile – ovviamente, si scherza. Con mio grand1 [ continua a leggere]

6.5/10
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Delusione. Questa è la prima parola che mi viene in mente pensando all’anime di “Lazarus”. Delusione per tutta una serie di motivi che poi elencherò, ma per uno in particolar modo, meritevole di essere esplicitato già in questa sede: aspettative troppo elevate. So bene a cosa state pensando: “Sei uno stupido, è inutile crearsi delle aspettative ancor prima di avere a che fare con il prodotto ultimato”, e avete anche ragione, ma, detto onestament1 [ continua a leggere]

9.0/10
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“Sai qual è la vera vittoria? Non è sconfiggere una persona forte. È essere in grado di proteggere qualcosa che per te è importante!”

“Dragon Ball”, “One Piece” e “Naruto”. Probabilmente, se chiedete ad un appassionato di manga quali siano i tre migliori battle shounen serializzati in Giappone negli ultimi quarant’anni, vi risponderà citando le tre opere sopra riportate, in questo esatto ordine. D’altronde, allo stato attuale delle cose, credo1 [ continua a leggere]
Anche quest'anno il Napoli Comicon è finito, così come è cominciato. Quattro giorni volati via tra risate, foto, acquisti e nuove piacevoli conoscenze. Mi perdonerete se ieri non è arrivato il recap della giornata - fatto per cui non avrete sicuramente chiuso occhio xD -, ma la suddetta è iniziata alle 8 del mattino e si è conclusa alle 3 di notte. Per quel che riguarda oggi, dopo giornate di sole infernale, è arrivata la pioggerella nel pomeriggio, che si è accompagnata perfettamente al classico sentimento di nostalgia e tristezza di fine Comicon, quasi come in un film. La speranza per il futuro è di poter vivere ancora gioie di questo tipo. Viva il Napoli Comicon, indipendentemente da tutto.
Terminato anche il giorno due di Comicon, questa volta un po’ in anticipo rispetto a ieri. Più passano gli anni e più comprendo che il divertimento di una fiera di questo tipo non risiede nel comprare gadget e spendere soldi, come credevo un tempo, ma nello stare in compagnia. E quella, per fortuna, non manca mai.

P.s. che stanchezza, però, ragazzi. Ho camminato come un mulo sotto al sole…
È iniziato il Napoli Comicon 2025. Come sempre, uno dei periodi più belli dell’anno. Tra l’altro, oggi è stata una giornata stupenda, c’è stato un sole caldo da spaccare le pietre. Menomale che il cappello di paglia di Rufy mi ha protetto.