Pochi mesi fa Kei Urana, autrice di Gachiakuta, aveva preso una posizione netta sulla pirateria dei manga, sostenendo con fermezza che leggere gratuitamente le opere senza autorizzazione finisce per erodere il valore del lavoro creativo, pur riconoscendo apertamente le difficoltà economiche di molti lettori internazionali. Ora, da una prospettiva diametralmente opposta, arriva la voce di Boichi, l'illustratore sudcoreano responsabile dei disegni del popolare manga Dr. Stone, che nelle ultime settimane ha pubblicato su X una lunga serie di riflessioni che ribaltano completamente l'approccio tradizionale dell'industria verso la pirateria.
L'idea centrale di Boichi è semplice e provocatoria: chi legge manga su siti pirata non è il nemico dell'industria, ma rappresenta una domanda di mercato che semplicemente non ha ancora trovato un'offerta legale adeguata. "I lettori di manga piratati non sono i nostri avversari. Sono il nostro pubblico futuro. Sono la prova che la domanda esiste già", ha scritto l'illustratore in uno dei passaggi più diretti della sua serie di post, aggiungendo che in molti casi sono proprio quelle persone le prime a pagare per i servizi legali quando questi diventano accessibili e convenienti.
Boichi a Napoli Comicon con il nostro staffer Marco

Si tratta di una posizione che contrasta nettamente con la tendenza recente dell'industria editoriale giapponese, sempre più orientata verso la repressione diretta. Negli ultimi mesi diversi tra i maggiori siti di pirateria di manga sono stati chiusi: Bato.to, che arrivava a registrare 350 milioni di visite mensili, è stato smantellato nel gennaio 2026 dopo l'arresto del suo operatore. Ad aprile, la polizia spagnola ha chiuso TuMangaOnline, una delle maggiori piattaforme di manga in lingua spagnola, mentre in Corea del Sud Newtoki e i suoi siti affiliati, con oltre 100 milioni di visite mensili combinate, hanno cessato definitivamente le attività nello stesso mese. Secondo un rapporto del governo giapponese, le perdite causate dalla pirateria di manga e anime hanno raggiunto i 38 miliardi di dollari nel 2025, il triplo rispetto al 2022.
Uno degli aspetti più sorprendenti dell'argomentazione di Boichi riguarda la questione della legalità stessa. Nel suo primo post, l'illustratore spiega che leggere manga piratati non è sempre illegale dal punto di vista tecnico: "Perché la lettura di opere estere piratate sia illegale in un determinato paese, quel paese deve essere membro di un sistema internazionale di diritto d'autore basato sull'Accordo TRIPS. Dopo aver aderito a questo sistema internazionale, il paese deve anche revisionare le proprie leggi nazionali sul copyright per allinearle agli standard globali." Ciò detto, Boichi chiarisce subito che dal punto di vista etico la pirateria resta comunque un problema, indipendentemente dall'inquadramento legale di ciascun paese: "Anche senza discutere di leggi, la maggior parte di noi condivide un principio morale semplice: prendere ciò che appartiene a qualcun altro senza permesso è sbagliato." L'illustratore distingue inoltre con attenzione tra il singolo lettore individuale e le grandi piattaforme di pirateria organizzate, che generano ricavi pubblicitari su scala industriale e che, secondo lui, dovrebbero essere il vero obiettivo di qualsiasi azione legale.
Per sostenere la propria tesi, secondo cui i lettori pirata possono trasformarsi in consumatori legali, Boichi attinge alla propria esperienza personale in Corea del Sud. In uno dei suoi post ricorda che, alla fine degli anni Novanta, la pirateria riguardo ai fumetti nel paese era diffusissima e l'atteggiamento verso i contenuti a pagamento spesso ostile: "Alla fine degli anni Novanta, in Corea, la pirateria verso contenuti fumettistici era generalizzata e gli atteggiamenti erano spesso molto ostili verso i contenuti a pagamento. Molti credevano che pagare per un fumetto fosse superfluo, o addirittura che l'industria non dovesse nemmeno esistere." Quando sono comparse piattaforme legali con prezzi accessibili, lo scenario è cambiato radicalmente: i lettori hanno aderito in massa, l'industria, in particolare quella dei webtoon, è cresciuta in Coreaa ed è diventata oggi uno dei maggiori esportatori di proprietà intellettuale per il cinema e la televisione a livello mondiale.

La logica proposta da Boichi è dunque quella di costruire alternative concrete: quando un paese sviluppa case editrici locali, servizi digitali con prezzi adeguati alla realtà economica regionale e reti di distribuzione funzionanti, si crea un ecosistema in cui anche i governi hanno un interesse diretto a combattere la pirateria, perché ci sono tasse da riscuotere e posti di lavoro da proteggere. In un testo condiviso già nel 2016, Boichi aveva ricevuto un'email da un aspirante mangaka del Marocco che scriveva: "Voglio diventare mangaka, ma in Marocco non esiste un'industria editoriale di manga." È esattamente questo il problema che l'illustratore vuole vedere risolto, non la criminalizzazione di chi, per mancanza di alternative concrete, ricorre alla pirateria. Come ha sintetizzato in uno dei suoi post: "Dire ai fan di manga in questi paesi 'dovreste comprare i manga' non ha alcun senso se non esiste un modo concreto per farlo."
Mentre Boichi propone di combattere la pirateria costruendo alternative legali accessibili piuttosto che inseguendo i singoli lettori, l'approccio istituzionale in Corea del Sud sembra andare in una direzione decisamente più repressiva. Il 9 giugno 2026, il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo sudcoreano (MCST) ha organizzato a Seoul un incontro internazionale per rafforzare la cooperazione globale contro le violazioni del copyright che colpiscono i contenuti coreani, dai webtoon ai K-drama.
La "2026 International Copyright Protection Enforcement Conference", tenutasi al Lotte Hotel di Seoul, ha riunito le forze dell'ordine di cinque paesi, Thailandia, Indonesia, Vietnam, Filippine e Paesi Bassi, insieme a Interpol, all'ufficio coreano dell'Homeland Security Investigations (HSI) statunitense e alle autorità sudcoreane, tra cui il Ministero della Giustizia, la procura e la polizia. Tra i partecipanti del settore privato figuravano anche importanti realtà dell'industria dei contenuti come Naver WEBTOON e Kakao Entertainment, due dei principali colossi coreani nella distribuzione di fumetti digitali e intrattenimento.
L'incontro si è concentrato sulla condivisione di strategie investigative e sul coordinamento di operazioni congiunte per individuare e arrestare i responsabili di violazioni del copyright all'estero. Le discussioni hanno toccato anche le indagini internazionali in corso nell'ambito dell'iniziativa Interpol "Stop Online Piracy" (I-SOP), oltre alle iniziative di collaborazione tra pubblico e privato. Il ministero ha sottolineato come i crimini di copyright transfrontalieri richiedano risposte globali coordinate, impegnandosi a rafforzare ulteriormente la propria rete investigativa con i partner internazionali.
L'iniziativa coreana mostra dunque un volto diverso, e per certi versi opposto, rispetto alla visione propositiva di Boichi: se l'illustratore di Dr. Stone invita l'industria a interrogarsi sulle ragioni economiche e infrastrutturali che spingono i lettori verso i siti pirata, i governi continuano a privilegiare la strada del contrasto diretto e della cooperazione internazionale tra forze dell'ordine. Due approcci che, lungi dall'essere necessariamente in contraddizione, raccontano comunque quanto la questione della pirateria nell'industria dei contenuti asiatici resti aperta e complessa, senza una soluzione univoca all'orizzonte.
Fonti consultate:
Otaku PT
Anime News Network
ma per alcuni è naturale usufruire senza pagare di film serie tv o fumetti e chi paga è un fesso
Il problema è che non tutto arriva da noi e quindi ci si arrangia come si può.
Però capisco cosa ci sia di sbagliato alla base e che c'è anche chi si accontenta di leggere tutto ciò che trova gratis non comprando poi nulla.
C'è poi un altro aspetto, l'incubo di ogni lettore: le serie interrotte. Se mi interrompono una serie che amo alla follia tento in ogni modo di continuare a leggerla, se viene pubblicata in una lingua che riesco a leggere l'acquisto (mi è capitato anche di comprare cose in francese che non so leggere e mi aiutavo col traduttore) però se non sono editate in nessun Paese cerco comunque un modo per ultimare la lettura.
Io ad esempio avevo già letto in parte Candy & Cigarettes, e quando venne pubblicato in Italia lo presi senza nemmeno pensarci un secondo. Ma purtroppo lo aveva preso Goen, ed è andato tutto a donnine allegre.
Secondo loro io dovrei attaccarmi al tram.
Oramai comunque è difficilissimo scegliere tra la miriade di titoli esistenti.
no, oramai uno pensa chi paga è fortunato, perché se lo può permettere.
K-Manga esiste da tempo immemore, ha un sistema che è praticamente analogo a quello di Manga Plus dove però si paga un canone minimo per poter leggere.
Accettabile.
>Bloccato regionalmente nel Nord America
Durante i primi tempi utenti non nordamericani pagavano abbonamenti annuali alle vpn anche per poter accedere ai server americani e farsi degli account lì.
>Introducono delle restrizioni per cui ti bloccano l'accesso se stai usando una vpn
Oggi si paga per la comoditá , ma ad esempio quanto vorrei leggere online determinati libri italiani ma che non possa farlo se non comprandolo fisicamente ... cioé puó mai essere una scelta quella di comprarsi un libro , manga o fumetto e dopo qualche giorno restituirlo poiché magari ti attirava la copertina e la trama ma che alla fine non ti ha lasciato nulla sia ad inizio lettura che alla fine della stessa ?
Non dico che bisogni piratare , é inconcepibile ed irrealistico che uno per hobby e passione debba avere milioni di moneta sonante per poter quantomeno farsi un idea di un prodotto che andrá probabilmente ad acquistare , magari giá intenzionato a farlo o soltanto per curiositá : non é agevole / sostenibile economicamente , quindi , grandi aziende , autori ed editor , fate come Boichi ... FOTTETEVENE ! Che tanto il ritorno in guadagno lo avrete sempre , non fate tutta l'erba un fascio , che di sicuro al mille per mille ci siano gente come me ed altri che , amando questo medium , comprano opere solo grazie al fatto che gli sia piaciuto dopo averli letti online .
Ergo , AMO BOICHI !!! ed in parte giá ero conscio di questa sua mentalitá , lo faceva trasparire tanto in Sun Ken Rock , ed il come abbia trattato quest'opera ( tralasciando il finale , non tutti son perfetti ) ... dirlo pubblicamente é una grandissima cosa , seppur son sempre i soldi a farla da padrone , quindi questa mentalitá sará esclusiva per pochi eletti nel panorama dei mangaka giapponesi .
Comunque, sembra quasi assurdo che un artista Sudcoreano trasferitosi in Giappone abbia più sale in zucca di tutti gli editori Sudcoreani e Giapponesi messi insieme... Che poi i sudcoreani sono pure peggio dei giapponesi... Cioè, hanno fatto chiudere Tachiyomi che non c'entrava nulla...
Inoltre, io i prezzi "accessibili" di cui parla Boichi non so dove siano attualmente... Ormai tutte le loro piattaforme hanno dei sistemi predatori PPV in cui per sbloccare i capitoli più recenti devi comprare le loro valute, nei casi più estremi, non si limitano solo a bloccare gli ultimi capitoli ma intere serie...
Immagino che agli inizi fossero veramente accessibili, così come anni fa Webtoon era completamente gratuita, ma poi avranno seguito il modello Netflix pure loro... Peccato, avevano le carte in regola per mantenere a bada la pirateria, invece la stanno facendo ritornare in auge...
Mi dispiace contraddirvi ma non è affatto così, altrimenti non romperebbero continuamente le balle a MD che non ci guadagna una cippa e non avrebbero nemmeno fatto chiudere Batoto(quello originale intendo) o Tachiyomi... Tra l'altro MD è ancora sotto blocco da parte dell'AGCOM in Italia perché gli editori locali si sono lamentati... Eppure non mi pare che i gestori del sito non rimuovano della roba quando ricevono delle lamentele...
La verità è che le associazioni Sudcoreane/Giapponesi vanno solo a caccia dei millemila fantastiliardi di dollari dei loro """ipotetici""" mancati introiti, poco importa a chi vadano a colpire, basta solo fare la figura dei forti...
Poi, per quanto riguarda la parte delle traduzioni fatte dai fan per "passione", di recente ho notato con molto rammarico che diversi gruppi pirata(soprattutto inglesi che traducono manhwa), hanno messo su dei sistemi "premium" per accedere a certi contenuti come traduzioni più accurate, immagini in alta definizione oppure per leggere in anticipo, cioè non si parla più di semplici donazioni volontarie, ma di vera e propria attività a fine di lucro... Poi è ovvio che gli editori si accaniscano di più con tutti quando certa gente fa stupidaggini del genere... 😔
Bisogna chiedersi perché esiste prima di tutto.
Qui in Italia siamo partiti negli anni '90 con le versioni cartacee a sole 2800/3000 £ ma oggi siamo arrivati a prezzi esagerati per opere che sono tradotte ma non "create" e per di più vengono ristampate con la scusa delle versioni variant o simili.
La traduzione e l'adattamento poi sono fatti per raggiungere il maggior numero di clienti e quindi non per i veri fan , basta leggere in inglese la stessa opera e si notano le differenze.
Per gli anime è peggio ancora!
Scene tagliate , dialoghi tradotti male e chi più ne ha più ne metta.
In pratica per vedere o leggere un'opera come è stata ideata dall'autore bisogna ricorrere ad altri canali.
Il tutto viene fatto per massimizzare gli utili ma la qualità ne risente.
Di contro abbiamo però che molti siti "offrono" le scan originali dedicate al mercato inglese.
Non si tratta più di materiale curato dai fan e a volte ti viene anche venduto con abbonamenti.
La verità è che siamo ancora agli inizi di una rivoluzione del mercato dove ad ogni passaggio c'è qualcuno che vuole massimizzare i profitti.
Da utente mi auguro che chi "crea" si occupi anche della corretta divulgazione ma questo richiede tempo da parte loro che verrebbe sottratto al loro lavoro principale, cioè creare sogni.
Chi gestisce i siti pirata spesso parte come fan ma poi diventa avido e vuole guadagnarci sopra.
E' una situazione in divenire e speriamo che si tenga conto degli utenti e non del profitto , cosa che però è successa già nel mercato degli anime!
E tralasciamo i siti dove si ripropongono gli stessi articoli o parte di essi solo per qualche click in più e quelli dove i fan vengono trattati come merce senza tenere conto del loro punto di vista poi.
Non ce la faccio più ad interagire con moderatori che mi trattano con aria di sufficienza, a volte anche in maniera arrogante, solo perché io commento per passione mentre loro per lavoro e quindi guadagnano sfruttando le passioni della gente.
Questo lo vedo come una mancanza di rispetto verso chi gli da letteralmente da mangiare!
Io SONO disposto a pagare ma voglio un prodotto non censurato ma identico al'originale altrimenti i primi a commettere un reato sono proprio gli editori!
Bisogna certamente cambiare il mercato ma deve girare a favore di chi usufruisce di un bene e quindi crea la domanda e non da CEO che guardano solo ai bilanci!
E vale per tutto secondo me.
Guadagnare si ma con rispetto verso l'opera che si vende e verso i fan!
Altrimenti possono fare la qualunque ma non riusciranno mai ad arginare e far sparire questo fenomeno e alla fine saremo noi utenti a pagarne le conseguenze!
E ho la sensazione che questo sia il vero pensiero di Boichi che dimostra che prima che autore è uno di noi, un fan.
Ah, per il mercato noi non siamo fan ma "utilizzatori finali" e quindi merce ma questa è la visione madre di tutti i problemi di cui stiamo discutendo!
Cavolate, se sei tanto appassionato fai delle rinunce, io ho iniziato a comprare manga alle medie e li prendevo con la classista paghetta dei genitori, rinunciando alla merenda a scuola o alla birra del sabato, potrei fare mille esempi, dopo lavorando il concetto non cambia, la maggior parte delle persone non vuole comprare il che è diverso, io leggo quello che compro, se non posso permettermelo non lo leggo, non me lo prescrive il medico...
Senti con tuttu rispetto, ma prima di commentare su prezzi esagerati e cosa offrono all'estero, magari prima prova a comprare manga fuori dall'italia, e ti accorgerai che, in primis, per quanto l'inflazione fa cagare, l'italia ha uno dei prezzi più bassi al mondo di manga, forse secondi solo al giappone, vuoi a comprare manga negli stati uniti o inghilterra? Pagherai il doppio di qui, a singapore? Pagherai il triplo!
E 2, capirai che le traduzioni americane non sono le gloriose scan ultra fedeli che trovi nei sette mari dell'internet, quello non è il mercato inglese, i'l mercato inglese è censura e traduzioni fatti a cavolo senza alcun riguardo per l'originale, non ti seve nemmeno prendere in mano un manga per capirlo, ti basta confrontare i sottotitoli italiani a quelli inglesi per gli anime
Nì, devi prendere in considerazione anche i guadagni medi nei paesi di riferimento.
Negli Stati Uniti, ad esempio, i manga costano 11-12 dollari, ma lo stipendio medio è molto più alto rispetto all'Italia, alla fine a livello di rapporto prezzo manga/stipendio negli Stati Uniti sono più economici.
Stessa cosa vale per il Giappone e l'Inghilterra.
Alla fine dei 3 paesi occidentali che hai citato l'Italia è quella dove costano di più in assoluto. La Cina è un discorso un po' a sé perché c'è un divario salariale estremamente alto, quindi è difficile fare una stima media precisa.
Sulle traduzioni ufficiali farlocche degli USA anche lì dipende dalla casa editrice, però in generale sì diciamo che non sono molto accurate, poi la malattia di voler inserire le proprie ideologie politiche dentro alle traduzione non ha sicuramente migliorato le cose.
Ma cos'è tutta questa acredine?
Ho semplicemente detto che per il lavoro che fanno i prezzi sono esagerati e attuano pratiche commerciali volte al solo porfitto.
Non ti sembra che ri-stampare , ad esempio, One Piece o Dragon Ball infinitamente sia una conferma di quello che dico?
Certamente i nostri editori prendono esempio dall'estero, è ovvio questo.
Ma è anche vero che noi eravamo pionieri , ricordati di Ghost in the shell e che gli adattamenti fatti dai Kappa Boys furono venduti almeno in Spagna, se ricordo bene, se non anche altrove.
E che probabilmente oggi le case editrici comprano adattamenti già fatti limitandosi ad aggiungere il lettering, le parole nelle nuvolette se non sai cos'è.
All'estero costano di più?
Anche la vita, credimi un biglietto della metro a Londra costa più che a Roma o a Milano e lo so per certo, passo molto tempo a Londra e conosco i prezzi e ovviamente mi adeguo quindi il tuo paragone non è "azzecato".
Il discorso non lo hai capito e mi dispiace.
Se continuiamo a giustificare, e tu addirittura a difendere a spada tratta questo meccanismo perverso, cosa credi che faranno i fan?
Davvero credi che il mercato potrà continuare così?
Cosa offrono, in pratica , gli editori licenziatari , che possa giustificare i prezzi attuali?Tipo quelli che comprano i diritti a volte tendendo da a prte per anni opere valide come sucesso negli anni '80 per gli anime definiti cartoni animati per la televisone dei bambini salvo poi scoprire che avevano sbagliato tutto e ci avevano perso soldi?
Meno male che arrivò MTV a sbloccare la situazione!
I nostri editori si occupano quindi di traduzioni e adattamenti ma non si occupano del processo creativo che va molto oltre il singolo autore, c'è una filiera molto nutrita e costosa.
Io però sostengo la Bonelli che lo fa anche se ultimamente ha perso un leggermente la barra.
E' poi giusto che i nostri editori cavalchino la moda del momento a discapito delle cd opere minori ma che avrebbero comunque una platea?
E' giusto che cancellino titoli per poi offire la stessa solfa trita e ritrita?
Mi chiedo se un fan davvero può pensare questo poi!
Perché questa strada porta inevitabilmente a cercare opere non pubblicate e da li si passa a leggere e anche a piratare quelle che ci sono in Italia.
Non chiedo che per un manga ci sia la pubblicazione in contemporanea.
Chiedo però onestà intellettuale, una parvenza di fedeltà e non palesi censure alle opere che vendono e che vengono semplicemente munte per ottenere un alto profitto con il minimo sforzo!
Ma se a te va bene questo sistema ok, non sono io a perderci.
Comunque è una reazione strana la tua!
E perché la parte sui moderatori dei siti l'hai saltata?
A me la tua mi sembra una reazione degna di uno di loro sai?
Porto la mia esperienza: io compro solo manga dal Giappone, e mia moglie compra solo manga dall'Italia. Considerando il costo della vita, in mia opinione, i prezzi sono molto simili. Ovvio che un volume in Giappone costa ~800¥ che convertito in € fa 4€ circa (attualmente) quindi sembra molto conveniente, ma è la conversione che genera questa illusione.
Indubbio è che in Giappone il principale canale di distribuzione rimangono le riviste, che sono stampate su carta economica e giustamente costano poco. Quindi se uno compra solo riviste spende, tutto sommato, poco. Io pago circa 700¥ (circa 3,70€) e ricevo (in formato digitale) quattro riviste mensili. Considera che ci saranno un centinaio di serie in totale, quindi, alla fine, ho 100 manga per meno di 4€ al mese. Questo sistema in Italia non esiste. Cioè, ci abbiamo provato, Kappa Magazine e via dicendo, ma non ha mai preso.
I volumi in Italia costano circa 7€, che sono tanti soldi per un singolo volume, ma, in mia personalissima opinione, la qualità di stampa, soprattutto della rilegatura, è migliore. In mia opinione in Giappone il mercato dei volumi segue ancora la filosofia del "prodotto usa-e-getta, dalla qualità di stampa bassa, con costi finali bassi" mentre in Italia ci stiamo spostando sul "prodotto da collezionista, con qualità elevata, ma prezzi elevati".
Ed è comprensibile, perché se la gente pirata di default tutto e poi compra solo i manga che gli piacciono di più, non ce la fai a stampare su larghissima scala, e al contrario ti concentri sul prodotto "premium".
MODIFICA: Sul discorso delle traduzioni ti do ragione al 100%. In Italia purtroppo ci sono ancora molti errori di battitura nelle traduzioni, ma in mia esperienza siamo molto più fedeli all'opera originale che gli editori USA che stravolgono spesso fin troppo o, ancora peggio, genuinamente non capiscono le frasi e traducono X per Y. Parlo dei manga eh. Gli anime ormai non li traduciamo più dal Giapponese, ormai è tutta doppia traduzione dall'inglese, purtroppo...
Guarda sugli errori di battitura come li chiami tu io chiamerei in causa più l'abuso di traduttori automatici.
Hanno abbandonato Aegis sub , che pure non è che fosse il top, per un altro software mi pare israeliano, basato su traduzioni AI.
C'è stata una presa di posizione da parte dei traduttori ma non è servito a niente, costa meno usare un software che fa da solo di un singolo traduttore e per le serie serve anche una persona che si occupi del resynch, ovvero le parole seguano il labiale, e un adattamento il più fedele possibile.
E qui ritorniamo sul discorso di come viene trattato il prodotto in licenza da parte dei detentori degli diritti, cioè senza rispetto.
Sono però molto interessato alla parte in cui affermi che compri in Giappone le riviste!
Sono in inglese o in giapponese?
E come posso fare per abbonarmi pure io?
Ti ringrazio in anticipo per le risposte!
premesso che quel servizio lo pagherei probabilmetne anche 7 € al mese... Facciamo il paragone con manga issho: rivista da 14 cap cartacei... metti digitali costerebbero 4€ al mese, saremmo comunque 7 volte il prezzo che pachi tu a capitolo.
Ristampare Dragon Ball e One Piece, due delle serie più popolari al mondo, una conferma di pensare solo ai profitti? No
Che ai profitti ci pensano mi pare ovvio, la pubblicazione di manga è un buisness, se ci perdessero soldi non avremmo manga punto e basta, ma loro ci fanno soldi su One Piece e Dragon Ball perchè è ancora molto riciesto dal pubblico, non perchè li ristampano all'infinito a vanvera
E in che senso adattamenti già fatti? Spero intendi che talvolta traduttori e lettering (che so bene cos'è) non necessariamente appartengono alla stessa compagnia, si chiama outsorcing ed è una cosa abbastanza comune nel settore dell'intrattenimento, ma non mi dirai che credi i manga nostri vengano tradotte dalle edizioni inglesi? Al massimo ci può stare che una riedizione guardi come riferimento anche edizioni più vecchie assime all'originale
Il paragone azzecca e come, sì un biglietto della metro costa di più a Londra, come molte altre cose, ho famiglia lì, lo so benissimo, e questo porta a quello che dice @MrNeverLucky sul rapporto prezzo-stipendio, sì gli stipendi sono in genere più alti negli Stati Uniti o a Londra, ma indovina un po? Con quello stipendio alto di Londra molte volte riesci a mala pena a pagarti casa e cibo a Londra, secondo te con quali risparmi stai pagando 10£ a volume se non di più?
E non è una difesa, è un fatto, i manga qui non sono cari a confronto di altre parti del mondo, non sono cari nemmeno a confronto dei fumetti americani venduti qui, o a confronto dei nostri home-video, affermare un fatto non vuol dire che l'industria è perfetta
So benissimo com'era la situazione dei doppiaggi anime pre-metà anni 90, sono cresciuta con repliche di queste serie assieme a quelli usciti durante la mia infanzia, la differenza in qualità era palese anche senza capirne la ragione, e infatti molte di queste serie anni 60 70 80 sono poi state ridoppiate e/o scensurate per home video (non tutte purtroppo, ma molte sì), a differenza degli stati uniti che hanno continuato il massacro sugli anime "per bambini" oltre gli anni 2000 e ancora oggi censurano cose senza un senso
Non è una questione di giusto o sbagliato, è una questione di cosa vende e cosa no, quello che vende viene ristampato, quello che no viene cancellato, lo so che è triste quando un opera che ti piace viene cancellata, ma è così che funziona, e non è una cosa esclusiva delle case editrici italiane, succede in primis in madre patria, quello che arriva da noi è quello che è riuscito a non essere cancellato dopo pochi capitoli da Shounen Jump, Shounen Sunday, Ribbon Magazine, ecc. Il massimo che possiamo fare è comprare i volumetti e sperare che abbastanza persone lo comprino che non venga cancellato
Perchè mi sono ricordata di quella parte dopo che ho cliccato "commenta", tranquillo ci arrivo adesso
Da quel che so i moderatori su questi siti sono volontari, non vengono pagati, forse giusto gli amministratori stanno mangiando grazie a questo sito, quindi questo tuo attacco verso di loro, per quanto imperfetti (dopo tutto sono pur sempre umani coi loro pregi e difetti) non lo capisco proprio
Secondo me, non si tratta di pura ironia del destino, come suggerisce la frase, ma proprio di una reazione, forse anche diretta, dell'autore stesso.
Boichi mi sembra uno ben informato che questo tipo di notizie, le segue. Sono convinta che questo suo commento non è puro caso di una situazione generalista, ma proprio una vera e propria risposta a quella conferenza legale.
Le riviste che leggo sono esclusivamente in Giapponese. Sono abbonato a Comic Fuz, il portale digitale della Houbunsha, la quale mette a disposizione 8 delle sue 10 riviste tramite un abbonamento (ovviamente hai accesso solo alla versione digitale, se le vuoi cartacee devi comprare le riviste individualmente, ma i costi di spedizione adesso sono 20€ a rivista/volume quindi mi faccio andare bene le copie digitali) (le altre due riviste sono disponibili con un abbonamento separato, essendo target completamente diverso)
Detto questo, le riviste in Giappone sono tematiche. Ad esempio, molto famosa è Shounen Jump, il cui tema è tipicamente azione o comunque competizione. In questo caso le riviste a cui ho accesso su Comic Fuz sono la linea Manga Time e la linea Kirara (4 riviste l'una, quasi tutte mensili) le quali sono rivolti ad un pubblico adulto maschile (noi diremmo "seinen") e il tema è quello che semplificando molto definirei "sit-com", oppure "slice of life". La linea Manga Time è abbastanza eterogenea in realtà (principalmente perché si è costituita agli albori della edizione dei fumetti, una rivista va avanti ininterrotta dagli anni 50'...) mentre il tema della linea Kirara è quello che noi chiamiamo Cute Girls Doing Cute Things, ovvero, banalizzando, sit-com con protagoniste ragazze che praticano un hobby.
Io adoro questo genere ergo sono un abbonato felicissimo. Magari tu cerchi l'azione (dico una cosa a caso) quindi forse dovresti considerare Shounen Jump, ad esempio.
Però, ripeto, che io sappia sono tutte al 100% in giapponese.
Però leggere "seinen" è stata una sopresa!
Non lo si usa spesso nonostante alcuni dei successi recenti siano tratti dai seinen!
Sohjo , shonen , josei e appunto seinen sono le categorie principali per i manga.
Ma non iniziamo una nuova polemica sterile.
Vorrei solo invitare a pensare e infatti metto in rilievo la mia frase del primo commento:
"Credo che la pirateria vada analizzata bene e vada fatta una distinzione.
Bisogna chiedersi perché esiste prima di tutto."
E' la base per capire il perché e io ho cercato di spiegarlo senza essere "partigiano" di nessuno.
Semplicemente è la mia opinione , può non piacere e mi adeguo.
Ma non la rinnego perché la ritengo fondata e ho portato gi esempi per farlo capire agli altri.
Non si vuole o non si riesce a capire?
Per me non cambia nulla.
Vorrei farti notare che sul prezzo stai sbagliando.
Si perché in Italia lo "spacciatore" di riferimento è l'edicola e solo in seguito si passa alle fumetterie .
Sono questi i canali italiani di distribuizione e molto spesso non hanno la minima cura di ciò che vendono.
In Uk e posso dirti anche in Belgio non esistono le edicole!
I giornali, quotidiani o gossip, si comprano al supermercato ma i fumetti dove?
Negozi specializzati, uno lo puoi trovare vicino alla metro di Covent Garden, che non sono simili alle nostre fumtterie.
Cosa voglio dire?
Che l'esperienza d'acquisto è diversa e giustifica il prezzo!
Prova ad andarci e vedrai!
Ah, se ti va fai un salto da Hamelin vicino Oxford circus, vedai che anche per i gadget vale la stessa eperienza!
Abbiamo qualcosa di simile in Italia?
Si, ma una volta!
L'AD a Bologna era qualcosa di simile ma ora il "padrone" della distribuizione ha venduto il "topo americano" e ha quasi raggiunto il monopolio!
Devo essere più chiaro?
Che centra edicola vs fumetteria col prezzo? I prezzi sempre gli stessi sono, non lo decide mica l'edicolaio, anche le condizioni non dipendono da dove sono venduti ma da chi gestisce il negozio, come sono stata in fumetterie eccelse che si prendono molto cura dei loro prodotti, sono stata anche in fumetterie dove volumi nuovi di zecca cadevano a pezzi!
Le fumetterie UK sono simile e come alle nostre, giusto Forbidden Planet che hai menzionato è gigantesco a confronto, e solo perchè è grande non vuol dire che abbia il miglior servizio al mondo, per carità è una bellissima fumetteria, ma non è la perfezione assoluta, tra gente che lascia in equilibrio milkshake sugli scaffali e altri che sfogliano manga aprendoli a 360° commessi ignari di tutto, fidati non hai la garanzia che i volumetti che cerchi siano mint-condition
Ci sono stata molteplice volte, è bello, è fornitissimo, ma non sono i re dei fumetti, non ti danno un esperienza premium che giustifica il prezzo, infatti compro lì solo serie che non sono uscite in italia
Intendi Hameleys? Lì sì che ti danno un esperienza premium che giustifica qualche £ in più, ci sono stata grazie
Ma molte serie hanno anche i singoli, ma tendono a favorire i formati più grande che qui o in giappone
Metti per esempio l'edizione italiana vs quella inglese di Demon Slayer
Quindi le edicole non vendono più manga?
Anche nei piccoli centri, vero?
E da chi sono gestite le fumetterie?
Da grandi catene?
E chi le ha "portate" in Italia?
Forse si chiamavano Star Shop ?
Naaa, ricordo male!
Ps sai chi chi occupa della distrubuizione alle fumetterie??
Un'azienda che aveva una biscia e che ha letterelamente massacrato il mercato anime nelgi anni '80!
Da errori tipo "4 luglio" della Stella della Senna a montaggi al contrario di puntate di Sailor Moon a tagli a fine episodio per LupinIII perché dovevano mettere gli spot interrompendo puntate quasi alla fine ma poi non avevano tempo e la puntata veniva troncata!
Sono loro o no ad occuparsi della distribuizione sottraendola alla AD di Bologna che vendeva anche tramite catalogo gadget originali made in Japan?
Che poi, avevano il "topo " più famoso al mondo ma si sa per soldi si fa di tutto!
Tanto al fan si puà rifilare di tutto, se guardano "cartoni animati" da adulti hanno sicuramente problemi!
Oddio, vedendo i sottottoli e l'adattamento audio di Ghost in the Shell del 1996 si, lo sono!
Ma diventati!
Oh, io vedevo sottotitoli ma non sentivo le voci e sono diventato mezzo sordo per colpa delle esplosioni!
Grazie di cuore a questi "samaritani"!
Mah, io ho trovato solo piccoli negozi con scale strette e tremende per scendere al piano inferiore, Vomero Napoli, o librerie che hanno accettato di vendere anche fumetti, manga e comics ma li tengono in sottoscala o soppalchi.
Nel negozio di giocattoli pio ho trovato gunpla a 15 sterline poi, l'esperienza è diversa ma i prezzi rispetto ai diretti concorrenti INGLESI sono uguali.
Poi oh, se uno paragona i prezzi dei "giocattoli" a quelli dei negozi nostrani o di Amazon beh, meglio che si fa un giro davvero per i negozi inglesi!
Guarda mi è venuta in mente una libreria che però vendeva anche fumetti, italiani addirittura, ad Oxford, zona centrale.
Preciso sputato identico a come gestiscono i fumetti e i manga da noi, eh!
Sapessi, almeno tre vetrine su strada pricipale dedicata al Giappone!
In Italia è lo stesso?
Non ricordo...
A napoli non so come sono le fumetterie, ci sono sata solo poche volte e per poco tempo, a roma sì sono piccole, ma in genere non sono buchi con scale strette o soppalchi, ma devo dire che fin ora uno dei più forniti di manga è Borri Books in stazione termini, con quasi mezzo piano di libreria dedicato a manga e fumetti è al pari di Star Shop se non adirittura più fornito
Può darsi che ci sono stata alla libreria di oxford, non ricordo se cerano volumi italiani, ma ricordava un po i nostri Feltrinelli o Mondadori come design, ma non so se stiamo pensando alla stessa libreria
Ecco perché tempo fa è comparso un articolo che diceva che Osamu Tezuka si era ispirato a Disney per Kimba, cancellato dopo poco per fortuna!
O peché avete giustificato Dynit quando sulla pagina di prime compariva che non avevano i diritti ma per voi avevano problemi tecnici!
Che poi se uno sente il bisogno di giustificarsi ha qualcosa "sporca" al paese mio...
Non mi sembra che vi avevo, allora, nominati nel commento!
Ormai lo so, sono pochi che scrivono di manga conoscendoli.
Per gli altri è lavoro che anche se non retribuito sempre quello è!
Ah, ho disabilitato temporaneamente il blocco pubblicitario e i tanti spazi vuoti si sono "riempiti"!
Segnalate che non è pubblicità, lo dico per i vostri ,aspe, inserzionisti non va bene a quanto pare, vabbè ai proprietari dei banner riconosciuti come spot!
E sistemate la Home o vi serve un webmaster che ve lo fa gratis?
Il resto sono una serie di parole buttate a caso come la storia dell' edicola...vabbè
Buona vita
Era di 5 piani, uno era un bar con sala lettura,ad angolo con la Main de ricordo bene il nome della strada.
Ricorda si le Feltrinelli, e infatti a Bruxelles ho trovati molti albi da loro anche se quella del Museo del Fumetto è più simile anche per albi in vendita, da non confondere con lo Smurf shop però (smurf= puffo) che ho trovato chiuso.
Le mondadori non le frequento, mi spiace.
Ne conosco un paio ma sono esattamente come le fumetterie italiane: piccole!
Ti allego un indirizzo
Piazzale Amedeo Guarino, 65, 83100 Avellino AV, Italia
E' quella della mia città.
Mi scuso con Dynit!
Ma allora perché compariva che non avevano i diritti?
E quali problemi erano?
Da addetto ai lavori mi va bene anche una spiegazione tecnica tipo problema di codec, sincronizzazione o mux sbagliato?
Che poi mi spieghi perché eravate in contatto ma non avete detto nulla ma solo un singolo articolo molto generico?
E' vero che il silenzio è d'oro allora!
Tranquillo, sono quasi le 17 e ora stacco con voi , il motivo dovresti conoscerlo no?
E sono molti da leggere , è domenica oggi!
Per i curiosi: manga plus, sempre aperto sul mio pc!
Come vedi nulla di illegale ma anzi!
Perchè quello che contava per noi era fare sapere alla gente che l' anime che volevano vedere su Prime sarebbe stato di nuovo disponibile. E lo abbiamo potuto dire dopo un comunicato ufficiale da noi richiesto.
Buona domenica
Ma allora ritorniamo al punto di partenza!
E' vero che siete volontari ma ciò che hai scritto sottolinea che siete legati ai distribuitori di manga e anime!
Un comunicato ufficiale che poi dice il contrario di quanto riportato sulla pagina di Mao su prime, praticamente siete considerati mgiliori della piattaforma che li ospita!
Ma sul serio credi che sia una risposta arguta?
No, mi spiace ma non lo è!
Vi passo il "volontari" ma almeno non definitevi fan!
La piattaforma che ospita Mao è Amazon... non è difficile essere migliori di loro xD
Mah, finche ci intrattiene
Tanto più va avanti più fa una figura di...
Su animeclick chi gestisce il sito fa tutto no-profit e questo se ne esce col discorso del conflitto d'interessi (argomento che oramai spopola su internet). Sinceramente, che palle lol.
Non posso parlare per esperienza sulla qualità di stampa dei manga in UK, perché non li ho mai comprati lì, però posso parlare per quelli americani, ed effettivamente la qualità è peggiore rispetto all'Italia anche se i formati sono più grandi.
Diciamo che il mio discorso era prettamente economico senza tenere conto della qualità del prodotto distribuito.
Quindi in linea di massima hai ragione tenendo conto di quella variabile, in Italia spendi di più per qualcosa di qualità maggiore.
Quello che mi chiedo è, ma questa ricerca della qualità che non va di pari passo con gli stipendi medi, non finirà per ritorcersi contro?
Sono estremamente in conflitto con me stesso su questo discorso perché da un lato avere tra le mani un manga che: non mi lascia inchiostro sulle dita, le pagine non sono trasparenti e ha una rilegatura decente, sono caratteristiche che mi piacciono.
Però dall'altro lato questi elementi base fanno lievitare il prezzo, quindi le case editrici se vogliono sopravvivere devono per forza di cose fare gola ad un certo tipo di pubblico.
Penso che sia inesorabile che andando avanti di questo passo i lettori finiranno sempre di più per rivolgersi altrove, e purtroppo anche per vie non legali.
Io credo che la via giusta sia quella di Manga Plus, permettere di leggere i capitoli nuovi gratuitamente, e pagare per leggere quelli passati mediante abbonamento.
Soltanto che non so quanto sia pronta l'Italia, i suoi lettori e i suoi editori per un passo simile.
Avere accesso ad una libreria virtuale ad abbonamento e comprare (magari con qualche sconto) i volumi cartacei dell'editore, i quali diverrebbero veri e propri oggetti da collezione.
Non ho idea se questo possa essere sostenibile, e quali ripercussioni potrebbero avere successivamente sul mondo della tipografia.
Io amo avere la mia libreria con tutti i manga esposti, però non è qualcosa che possono fare tutti, soprattutto in un'economia dove le case diventano sempre più costruite sull'ottimizzazione dello spazio che sull'estensione.
UK importa tutti manga dall'america quindi sì la qualità è quella, i volumetti singoli in genere non sono male, ma ad esempio le edizione VIZ Big sono famigerate per cadere a pezzi dopo poche letture
Manga Plus è sicuramente una buon alternativa per chi mancasse di budget e/o spazio, in termini di ripercussioni, direi potrebbe essere simile a quando a preso popolarità lo streaming, ma anche lì non è durato per sempre, sì per un po il mercato degli home video ha sofferto, ma una volta passata la novità, l'interesse per il home video è tornato
Secondo me, per quanto possa essere conveniente, il digitale non potrà mai sostiruire il fisico a lungo termine
IMO digitale e cartaceo non rispondono alla stessa domanda. O meglio, un po' di sovrapposizione c'è, ma secondo me che compra digitale non è un acquirente di cartaceo che temporaneamente si è spostato sul digitale; è un acquirente di digitale e basta. Se ci fosse solo il cartaceo comprerebbe molto meno o non comprerebbe affatto.
E quindi le due forme coesistono e si aiutano a vicenda, non si rubano i clienti reciprocamente.
Ad esempio, io ho quasi tutto in digitale perché anche non sono un tipo da esposizione, o una persona che vuole una libreria da mettere in bella mostra. Se comprassi solo cartaceo, metterei tutto ciò che non leggo al momento in scatoloni in soffitta. Quindi il digitale mi semplifica molto la vita.
Mia moglie, ad esempio, è l'opposto. Nel salotto di casa ho una parete fatta unicamente di librerie IKEA colme di manga. I suoi manga. E di digitale lei non ne vuole sapere.
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