Kei Urana, l'autrice di Gachiakuta, serie serializzata sulla Weekly Shōnen Magazine di Kodansha dal 2022 (in Italia sotto licenza Star Comics) e adattata in anime dallo studio Bones nel 2025, è tornata al centro dell'attenzione internazionale con una dichiarazione pubblica sulla pirateria dei manga. Non è la prima volta che la Urana si trova al centro di polemiche: nei mesi scorsi aveva già fatto discutere prendendo posizione contro le interpretazioni non canoniche dei fan, affermando che solo l'autore ha l'ultima parola su ciò che appartiene alla storia ufficiale, e aveva ufficializzato che un personaggio ritenuto transgender dalla community non lo fosse, scatenando una valanga di reazioni negative. La sua presenza sui social è da sempre diretta e senza filtri, e anche questa volta non ha deluso le aspettative.
Martedì 20 aprile, la Urana ha pubblicato sul proprio profilo X una dichiarazione in inglese, tradotta da un'app a partire dall'originale giapponese, rivolta esplicitamente al pubblico internazionale. Il testo è stato ripubblicato oltre 15.000 volte e ha raccolto circa 88.000 like, con commenti di supporto in inglese, spagnolo, russo e arabo. La versione giapponese, invece, si è fermata a 434 condivisioni e 2.700 like, a conferma che il messaggio era pensato soprattutto per chi legge i manga al di fuori del Giappone.
La scintilla che ha innescato tutto sarebbe stata una risposta della mangaka a un post, poi eliminato, in cui un fan le chiedeva se un server Discord fosse un modo ufficiale per leggere Gachiakuta gratuitamente. La risposta di Urana è stata piuttosto secca: "È illegale."
That is illegal
— 裏那圭◾️KEI URANA (@KEI_URANA) April 16, 2026
Le reazioni si sono divise immediatamente tra chi la sosteneva e chi la attaccava, e nei giorni successivi Urana ha pubblicato una serie di GIF ironiche, tra cui quella del "troll face" e del pupazzo di Saw, concludendo con un messaggio provocatorio ai suoi follower: "Da ieri ho fatto solo postare GIF e nient'altro. Di cosa avete così paura? Avete qualcosa di cui sentirvi in colpa?" Prima di prendere la parola ufficialmente, però, la mangaka ha trascorso diversi giorni a documentarsi sulle condizioni economiche e di accesso ai manga in vari paesi del mondo. Questo lavoro di ricerca ha plasmato il tono della dichiarazione, che non è un semplice sfogo ma un testo articolato, consapevole delle difficoltà reali di molti lettori.
I’ve spent the past few days researching the circumstances in different countries, including financial situations.
— 裏那圭◾️KEI URANA (@KEI_URANA) April 20, 2026
I understand that for many people, pirate sites are the only way they can read manga.
I also understand that prices can be higher overseas.
I’ve even seen people…
La Urana riconosce apertamente che per una parte del suo pubblico i siti pirata rappresentano l'unico modo concreto per leggere i manga, sia per ragioni economiche sia per la mancanza di piattaforme legali accessibili nella propria regione. Eppure questo riconoscimento non la porta ad accettare la pirateria come inevitabile. Al contrario, rifiuta con decisione l'argomento secondo cui leggere gratis non danneggerebbe le vendite, anzi funzionerebbe come promozione gratuita. La sua posizione è netta: quando le persone si abituano ad ottenere qualcosa senza pagare, smettono di cercare le versioni ufficiali, e questo erode il valore stesso dell'opera creativa. Un valore che, ricorda Urana, è stato costruito attraverso i sacrifici e il lavoro instancabile di chi è venuto prima.
I dati del settore sembrano darle ragione. Secondo i dati del Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria del Giappone, diffusi a gennaio 2026, la pirateria di anime e manga avrebbe causato al paese perdite stimate intorno ai 38 miliardi di dollari, con paesi come Vietnam, Francia, Brasile, Stati Uniti e Cina tra i principali mercati coinvolti.
La mangaka non si limita tuttavia alla critica. Insieme al graffiti artist Hideyoshi Ando, collaboratore di Gachiakuta per le illustrazioni, e con il supporto delle case editrici, sta lavorando a soluzioni concrete per permettere a chi non ha accesso o non ha i mezzi economici di leggere i manga in modo legale. I dettagli non sono ancora stati resi pubblici, ma Urana ha chiesto ai lettori di avere pazienza, assicurando che sia lei che le case editrici stanno facendo del proprio meglio.
La parte più toccante della dichiarazione riguarda però le reazioni che ha ricevuto. Alla sua presa di posizione sulla pirateria sono seguiti insulti, accuse di razzismo e riferimenti espliciti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Urana è nata e cresciuta nella prefettura di Hiroshima, e ha scelto di rispondere a partire da questa radice personale. Ha spiegato che i sopravvissuti e gli adulti che l'hanno circondata durante l'infanzia non le hanno mai insegnato l'odio o il rancore, ma un principio che lei riassume nel concetto di "non ripetere". Con la stessa apertura con cui ha riconosciuto le difficoltà economiche dei lettori internazionali, ha chiesto reciprocità: un tentativo sincero di comprendere la prospettiva e la cultura di chi crea questi lavori.
Fonte: ANN; otakupt.com
Un fan può interpretare a modo suo qualcosa, renderlo un what if, ma non più di questo.
Per la pirateria è sempre illegale e non ci sono giustificazioni. Non si può accampare la scusa dei prezzi troppo alti o della mancanza del prodotto nel tuo paese (cose che avvengono molto spesso negli ultimi tempi) per giustificare la lettura a scrocco.
Se vado a comprare un prodotto al supermercato e questo è esaurito o è venduto a prezzi folli, non sono giustificato nell'andare a casa di altri e rubare l'oggetto in questione. Per i manga è la stessa cosa.
Non giudico nessuno e ognuno può fare quello che vuole, a suo rischio e pericolo, visto che anche io non sono uno stinco di santo e non voglio passare per il bue che da del cornuto all'asino (mi scuso per i troppi modi di dire).
in inghilterra oggi il 20 per cento della popolazione è povera no dico in inghilterra e per povera intendo che a fine mese il frigorifero è vuoto e che ti staccano la luce
il 20 per cento in italia siamo al 10
se nel 2026 non si è ancora capito che non è normale che la casa non sia un diritto e che la gente non deve morire di fame sinceramente che questi poveri cristi si leggano o guardino roba piratata mi sembra un piccolo problema rispetto ad altro
invece chi pirata e ha i soldi è una merda
Vabbè vedo tanta confusione sul tema, i paragoni sono sbagliati, il movimento pirata che nasce nel 2000 andrebbe studiato aveva una mission, si sta mettendo troppa carne al fuoco, l'errore che vedo fare da molti purtroppo.
Non esiste una risposta perfetta e infatti ciclicamente sono decenni che si tirano fuori queste cose (a memoria direi da quando si copiavano le musicassette).
Si può essere "legal 100% e quindi limitarsi al "per la legge è illegale, tutto il resto sono chiacchiere" oppure "non rubo fisicamente nulla quindi non vedo cosa mi si possa dire".
E in mezzo ci sono decine di sfumature "si, ma, però, solo, ecc" diverse.
Io ad esempio sono vicino all'idea che "ciò che è prodotto dall'uomo dovrebbe essere disponibile (diventa patrimonio) a tutta l'umanità (nei limiti dei costi produttivi)" a fronte però che l'autore del prodotto possa condurre una vita dignitosa.
Un altro fortissimo elemento di discussione riguarda il fatto "economico", se la pirateria è "gratuita" o "a pagamento", nel secondo caso è evidente che porta a reindirizzare "monetizzazione" dagli autori/editori/proprietari a soggetti terzi che nulla hanno a che fare con l'opera stessa.
Eppure, ripeto, non esiste "la risposta" che vada bene e convinca (quasi) tutti.
Questa motivazione può avere senso per i primi uno o due volumi di una serie, non per il 100° volume.
Come sempre io non sono contro alla pirateria, ma alle giustificazioni che si danno.
"Non lo comprerei comunque"...allora non comprarlo, e non leggerlo.
"Eh ma la pirateria fa comunque pubblicità"...c'è gente dei reparti marketing che ha studiato e fa quel lavoro da anni, lasciamolo decidere a loro.
"Ma se poi non mi piace ho buttato soldi"...posso ancora capire per il primo volume, ma se lo leggi tutto e alla fine scopri che non ti piace non vale.
Secondo me la soluzione è la stessa che ha fatto Gaben con Steam per combattere la pirateria di videogiochi, ovvero offrire un servizio migliore dei siti pirata stessi.
Quando alla pirateria, resto della mia opinione. Se la eradicassero le vendite aumenterebbero...ma non quanto credono. Un conto che scaricare tutto One Piece e venticinque film in un pomeriggio per un valore di 1000 euro anche se potrei non leggerli/vederli mai e il giorno dopo uguale, un conto pensare che, in assenza di alternative, spenderei soldi che non ho. La gente dovrebbe scegliere e non è detto scelga il suo lavoro in mezzo al grande mare delle offerte, non è che tutti hanno come unico interesse o interesse prioritario i manga.
Fra l'atro sono le stesse basi da cui muovono gli attacchi al mercato dell'usato, dove puoi trovare roba praticamente nuova a metà prezzo: sono tutte copie non vendute per gli autori.
Certamente, è così che ho fatto per alcune serie che poi ho comprato.
Per questo (e altro) la soluzione non è la pirateria bensì la biblioteca, cioè la possibilità di venire a contatto con la "cultura" a costo zero o praticamente irrisorio.
Anche perchè altrimenti resta un distinguo esclusivamente morale (e la moralità è anche soggettiva), ma ricordiamoci che la pirateria non ha un filtro, non chiede l'isee tuo o dei tuoi genitori per renderti disponibile o meno l'accesso all'opera "gratuita".
Ci credo ma è evidente che la pirateria in senso generale (ciò di cui parliamo non i singoli casi) non si pone praticamente mai quel limite, anche perchè altrimenti sarebbe stata già da tempo sostituita del rendere "disponibili gratuitamente" quei primi 1-2 volumi direttamente dal proprietario, ormai il digitale non è una diciamo "esclusiva" di chi scansionava il volume cartaceo.
Quindi anche in questo caso diventa qualcosa legato alla morale, il "ok dai se leggi aggratis solo i primi volumi non fai una cosa proprio cattiva".
Aumentare anche se non quanto credono è comunque > 0 probabilmente mooolto maggiore di zero.
Sono molto d'accordo
Ma replicare un sistema come mangaplus di Sueisha no ?
Imho al momento è il sistema migliore, e user friendly nei confronti dell'utenza.
Guarda ho lavorato in Biblioteca per un anno, spesso le biblioteche sono molto indietro e non hanno disponibilità di fumetti forse hanno le graphic novel più famose.
Sono un grande sostenitore delle biblioteche e del loro potenziamento, forse la maggior parte delle persone non sanno che in Italia non sono nemmeno organi indipendenti(come altre strutture) ma dipendono dal comune, cioò significa che se il comune non approva l'acquisto o decide di fare un taglio la biblioteca non può comprare nulla, la tua la vedo una soluzione che può andare bene nel mondo Utopico, poi però i problemi ce li abbiamo oggi
Dobbiamo istruire le persone e le persone le istruisci anche con l'arte ma se a queste persone gli togli l'accesso all'arte che persone puoi formare?
Mi limito a dire che quella è la soluzione (nei limiti del possibile) al semplice rendere "legale" (moralmente e non) la pirateria, soprattutto per motivi "culturali".
Non significa che l'Italia sia pronta o quanti altri paesi al mondo lo siano ma che è l'unico modo "legale" che oggi esiste per diffondere cultura a costo zero.
Pensare che tanto le biblioteche "funzionano male" (semplifico con 2 parole) e quindi w la pirateria è un ottimo modo per far si che le biblioteche continuino a funzionare male anche in futuro, tanto c'è la pirateria.
Poi percarità se devo "rapportarmi" al Giappone, visto che tutto nasce da una visione del problema da parte di un autore giapponese, posso solo dire "DATE ANCHE A NOI I MANGA CAFE", una via di mezzo, un esercizio "commerciale" ma che da la possibilità di leggere a costi più contenuti dell'acquisto e possesso.
Ma quello credo sia persino più utopico.
Ti sei persa una frase
il punto è che io credo che le persone dovrebbero avere un punto di ingresso alla cultura al costo più basso possibile.
Se la pirateria deve morire in favore di realtà come Netflix allora non vedo miglioramento.
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