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Terzo film dei cinque che prevedono la "rinascita" di Hokuto no Ken, ma è solo il secondo portato sul grande schermo ("La leggenda di Julia" era solo per l'home video).
Questo film si presenta come il seguito ufficiale de "La leggenda di Hokuto", anche se purtroppo gli è leggermente inferiore. Le animazioni sono buone, non eccelse, ma godibili, si fa uso di un velo di computer grafica che rende il tutto più fluido. I disegni, invece, peggiorano un po' rispetto alle opere precedenti: se presi nel complesso, potrebbero anche risultare accettabili, ma viste nello specifico si nota subito che presentano gravi pecche, come ad esempio la quasi totale assenza di particolari, anzi, a volte può risultare che le figure sembrino abbozzate.
Ma cosa è "La leggenda di Raoul", al di fuori del lato tecnico?
"La leggenda di Raoul" è un incrocio di destini. E' una storia d'amore nata male e vissuta peggio, destinata a non sfociare mai nella felicità, la quale appare irraggiungibile fin da subito. E' la storia di uomini che stringono nelle loro mani il destino di una terra funesta, e si battono tra loro per decidere se averne cura o dominarla, o, perchè no, entrambe le cose.
Il lungometraggio ripercorre le fasi finali del manga e gli ultimi episodi della prima serie. Come già intravisto per il precedente capitolo, anche qui si dà ampio spazio al punto di vista del nemico di Kenshiro per eccellenza: Raoul. Denominato "il dominatore di fine secolo", il primo fratello di Hokuto mira al potere assoluto, al comando totale su un mondo desolato devastato dalle guerre nucleari e dove regna solo la forza. Per farlo dovrà applicare la sua tecnica di lotta contro Kenshiro, suo fratello minore il quale, della succitata tecnica di lotta, l'Hokuto Shinken, ne è il successore e l'esponente. Questo film racconta il percorso formativo della coscienza di Raoul e il suo raggiungimento all'illuminazione: egli capirà che la vera forza non è scaturita da braccia muscolose e ostentata bramosia, ma dalla tristezza e dall'affetto che possono scaturire da un sentimento chiamato "amore" in un'epoca come quella.
Il finale rimane sempre e comunque di alto gradimento, e sarà facile commuoversi. Tuttavia questo film ripercorre troppo fedelmente il manga con due cause: la prima è che la storia risulta troppo affrettata concedendo allo spettatore poco tempo per metabolizzare i fatti, la seconda è che vengono mostrati pochissimi "retroscena", ovvero parti aggiunte e punti oscuri finalmente chiariti che nei precedenti film hanno spadroneggiato.
Da apprezzare, infine, anche qui, il collegamento alla seconda serie dell'anime di Hokuto no Ken: infatti, anche se sono narrati gli avvenimenti della prima serie, ci vengono mostrati personaggi come Orca Rossa (doppiato magistralmente da Tony Fuochi in italiano) e paesaggi come l'Isola degli Shura, elementi, appunto, che compariranno solo nella serie successiva ma che ci forniscono un quadro sulla vita del "dominatore di Hokuto".
Indubbiamente da vedere per gli amanti dell'opera di Buronson e Hara, e anche per chi si avvicina per la prima volta ad essa.