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La meraviglia è un sentimento di stupore destato da una cosa nuova, straordinaria, secondo quanto ci dice il dizionario; se si potesse fare un parallelo con la letteratura, allora "Macross Frontier" sarebbe la massima espressione del marinismo negli anime, tanto imponente è il suo poco celato desiderio di stupire e meravigliare. Nata per celebrare il venticinquesimo anniversario di una delle saghe più longeve e fortunate (al pari di Gundam) dell'universo animato nipponico, saga che noi in Italia per sfortunate e ben conosciute vicende di diritti conosciamo solo attraverso la triste operazione taglia e cuci chiamata "Robotech", vero Frankestein animato, questo titolo non solo raccoglie in pieno l'eredità del celebre passato in cui si rispecchia senza alcuna vergogna, ma anzi ne amplifica la notorietà restituendole nuova linfa, cosa che non era accaduto nei titoli precedenti con l'esclusione di "Macross Zero". Ed è proprio partendo dai buoni risultati di quest'ultimo titolo che il deus ex machina della saga, Shōji Kawamori, e lo studio Satelight decidono di rinnovare la loro collaborazione per realizzare uno spettacolo grandioso che fosse anche omaggio al titolo originario del 1982. "Macross Frontier" è tutto questo: un meraviglioso blockbuster animato capace di elargire gioia per gli occhi e per le orecchie a piene mani durante tutte le 25 puntate, con un comparto tecnico versione deluxe che raggiunge la quasi perfezione nella commistione tra animazione digitale e computer grafica anche quando la si passa sotto l'impetuosa lente dell'alta definizione, facendole l'occhiolino e sposandone in pieno la filosofia di purezza visiva. Frontier è come una delle sue protagoniste, Sheryl Nome, risplende nella sua bellezza esteriore, nella luce dei suoi mille fasti audiovisivi, facendo dimenticare tutte le sue debolezze, in primis una sceneggiatura piuttosto semplice al limite del banale. Ma non è questo d'altronde che il pubblico si aspetta da un titolo Macross, quindi ben venga la riproposizione, quasi il remake, della stessa storia del 1982 con personaggi e cattivi dal nome diverso, ma praticamente solo in questo, con un continuo gioco di richiami e omaggi che da sempre fa impazzire l'otaku giapponese.

Viviamo anni di crisi economica, un periodo in cui le serie di animazione costano sempre più e sempre più vengono ridotte di numero di episodi con un continuo appiattimento tecnico-artistico, ma ciò non accade in Frontier, dove davvero non si è badato a spese, basti pensare a chi è stato scritturato per le musiche, quella Yoko Kanno che sta dietro successi come "Cowboy Bebop", "Wolf's Rain", "Escaflowne", la cui popolarità risulta essere talmente grande da giungere pure da noi.
La trama è piuttosto semplice e lineare, trattando le vicende della 25a flotta coloniale, la Macros Frontiere per l'appunto, in conflitto contro una nuova forza aliena ostile dall'aspetto di spaventosi insettoidi giganti, i Vajra; su queste vicende corre in parallelo il classico triangolo amoroso di certo non nuovo a chi è avvezzo alla serie, con l'eroe di turno - piuttosto anonimo in questo caso - conteso dalle due idol, vere mattatrici della scena con le loro canzoni.

Come dicevo, non bisogna stupirsi se i personaggi saranno chi più chi meno piuttosto funzionali alla storia stessa, con un davvero misero approfondimento psicologico se non nella figura di Sheryl, che in effetti risulta alla fine una spanna sopra le altre; lo spettatore di Macross è simile allo spettatore di "Star Wars" nel cinema: sì, belle le storie dei personaggi, ma quello che si vuole vedere è l'azione, le grandi scene di battaglia, i caccia Valkirie. e questo Frontier proprio non si lascia pregare nell'accontentare il suo pubblico. Quindi vade retro aspiranti intellettuali, questo non è lo spettacolo per voi; a chi è in cerca di un maestoso intrattenimento invece non resta altro che prendere i pop corn, aspettare che si spengano le luci e assistere allo spettacolo con la bocca aperta, assaliti da fanciulleschi stupore ed entusiasmo.