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Questo è il quarto film della pentalogia dedicata alla celeberrima saga di "Ken il Guerriero", ed è il film che mi ha colpito di più rispetto ai restanti quattro.

Il film ripercorre a grandi linee la vita di Toki: la sua infanzia, i suoi rapporti con i suoi due amati fratelli, la sua malattia, il suo amore celato per Julia, il suo viaggio con Sara, la sua esperienza nella prigione di Cassandra, e infine l'epico scontro con Raoul. Ma in realtà il film è riuscito a mettere in risalto le qualità che hanno reso Toki una vera e propria indiscussa leggenda sia come uomo sia come combattente della scuola di Hokuto: la sua gentilezza, la sua calma, la sua bontà d'animo e il titanismo nel percorrere di sua iniziativa una via senza rimpianti, che va al di sopra delle sue possibilità.

Il film si basa moltissimo su ellissi, flashback che sanno creare la giusta suspense, e che sanno provocare nello spettatore una gradevole curiosità, senza turbarlo. I disegni li ho trovati soddisfacenti, mentre un altro discorso lo si deve fare per le musiche, che ho trovato assolutamente adatte per un film che si basa su un personaggio come Toki.
" La Leggenda di Toki" è un film che mi ha fatto apprezzare totalmente questo leggendario personaggio, molto più dello stesso Kenshiro.

Considerato all'inizio come il degno successore della scuola divina di Hokuto per le sue caratteristiche combattive, il padre Ryuken e lo stesso Toki, dovettero ricredersi e trovare un degno sostituto. "Fratello cosa fai?" "Lascio tutto nelle tue mani".
"Se vuoi piangere fa pure, non ti rimprovero più".