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"Sword Art Online" è la trasposizione animata dell'omonima serie di light novel, composta da venticinque episodi, che possiamo suddividere in due serie ambientate in due mondi diversi: Aincraid e ALfheim. Parlo di mondi perché "SAO" è un anime che si sviluppa all'interno di un mondo virtuale, i cui protagonisti vengono bloccati e da cui potranno uscire solo e soltanto una volta concluso il gioco, che si svolgerà come un RPG online in cui si dovranno eliminare mostri sempre più forti; ovviamente, per rendere le cose più interessanti, la morte virtuale equivarrà alla morte fisica del giocatore.

Quello che all'apparenza sembrerebbe uno "shonen" è impreziosito da una storia d'amore con picchi di drammaticità contrapposti ad altri in cui ci ritroviamo in siparietti tipici del genere comedy; tutto ciò viene ben intrecciato facendo in modo che quest'opera non abbia una fascia di pubblico specifica, ma possa essere apprezzata da tutti.
Secondo me l'anime merita di essere guardato principalmente per il comparto tecnico; le animazioni e i colori sono di ottima qualità, qualità che viene esaltata dai combattimenti - in particolare c'è un combattimento che da solo vale la visione di tutto l'anime, vedere per credere. Il comparto sonoro è buono ma non ottimo, le musiche sono azzeccate per le lotte e l'opening è bellissima, ma non regge il confronto con altre opere targate 2012.
La caratterizzazione dei personaggi non fa gridare al miracolo, ma è comunque sufficiente; l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è che, mentre Kirito affronta un percorso di crescita coerente con quella che è la sua caratterizzazione, lo stesso non accade per Asuna: trovo che ci sia una "involuzione" nel suo personaggio, da "guerriera combattiva" a "gattina innamorata", per finire come una ameba vittima degli eventi. Sicuramente il personaggio meno riuscito.

La trama mi è piaciuta e mi ha fatto emozionare, ci ho trovato molti spunti di riflessione sul rapporto che molti giovani hanno con l'amicizia e l'amore, mentre non ho apprezzato l'incipit che giustifica la prigionia nel gioco: perché un produttore di videogame dovrebbe intrappolare e far morire per davvero i suoi utenti? E' senza senso. Anche il fatto che quasi tutti i giocatori rischiano la vita con molta tranquillità è inspiegabile; quello che non mi è stato trasmesso è la disperazione in una situazione come quella, argomento affrontato troppo alla leggera. La storia d'amore invece mi è piaciuta davvero tanto, una delle mie preferite in assoluto.

In conclusione, mi sento di consigliare questa serie: combattimenti, love story, dramma, fantasy. Sicuramente lo spettatore troverà qualcosa che gli faccia apprezzare l'anime.