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8.0/10
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Non so bene come classificare questo manga, ad essere sincera. Perché sì, quando l'ho letto, a me è piaciuto: la trama ti incatena a sé e ti porta a leggere tutto d'un fiato per sapere come finisce; il fatto poi che ogni personaggio venga descritto molto bene, con i suoi sentimenti, le sue paure e il suo essere, lo rende ancora più coinvolgente e, in un certo modo, triste. Non è neanche la serie di morti agghiaccianti che mi ha lasciata perplessa, nonostante siano così tante e assurde che, dopo un po', non mi hanno toccato più di tanto (tranne per alcuni personaggi che mi piacevano veramente molto). Anche i disegni sono molto belli, anche se un po' shoujosi con tutti quegli occhioni sbrilluccianti, un po' esagerati e per nulla adatti alla serie.
Ed è questo il punto.
Nonostante il pathos, si capisce perfettamente chi l'autore vuol salvare e quali siano i protagonisti - inutili! - della storia: si tratta di persone che vivono di ideali, di belle parole, ma che alla fine non cambiano certo il mondo in cui vivono in questo modo.
<b> Attenzione, spoiler</b>
Il finale semi-positivo, lo ammetto, mi ha infastidito: dopo tutto quel sangue, quelle morti e quel dolore, di quei due non mi è importato niente; anzi, la loro salvezza l'ho trovata un po' forzata (anche se aspettata e, per questo, ancora di più odiata). Certo, i due non risolvono la situazione del loro mondo, quindi di vero e proprio lieto fine, del male che vince sul bene, non si può parlare, ma alla fine ti porta comunque a pensare "Tutti qui sono morti, e i due fissati con il buonismo hanno vinto". Che, come morale può anche funzionare, ma che non è assolutamente applicabile nel mondo - e in uno come quello di Battle Royale, ancora meno.