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Avete presente quando vi avvicinate a leggere un titolo la cui trama non pare niente di innovativo o impressionante per pura curiosità, ed eppure al termine del primo volume rimanete così coinvolti, sorpresi ed affascinati, da desiderare con ansia di leggere il secondo volume quanto prima? Ecco, questo è il caso di <i>Kurosagi - Consegna Cadaveri</i>.

La storia ruota attorno a cinque ragazzi neo-laureati ad un'università buddista, che non avendo la fortuna, come i loro compagni di corso, di ereditare un tempio di famiglia in cui lavorare, decidono di mettere a frutto i rispettivi talenti ed abilità innate tutt'altro che ordinarie creando un'agenzia decisamente particolare: la Kurosagi, che si occupa di consegnare cadaveri non identificati alle rispettive famiglie.
Macabro? Assurdo? Sì, tutto questo è plausibile.
Specie se i cinque ragazzi sono una carinissima e pucciosa imbalsamatrice e restauratrice di cadaveri dall'aspetto di una bambina, un'abilissima e fatiscente hacker, un curioso ragazzo con una marionetta al posto del braccio che parla per conto degli alieni, un rabdomante che al posto di trovare acqua rinviene cadaveri ed uno shamano in grado di entrare in contatto con gli spiriti dei morti prima che questi lascino il proprio corpo e raccogliere così le proprie volontà e accettare i vari incarichi.

Partendo da questo presupposto potremmo potenzialmente trovarci di fronte ad un macabro crime drama con un cast degno dei migliori horror e sci-fi che il mercato ha da offrirci, se non iniziare un genere tutto nuovo. Termini poco noti a chi può considerarsi un novizio dinnanzi le Serie TV americane, eppure Kurosagi nella sua sceneggiatura, nelle inquadrature e nei dialoghi, di giapponese ha ben poco: i personaggi hanno un carattere carismatico, maturo, maniacale e dettagliato, ognuno di loro ha infinite sottotrame e misteri espandibili ed approfondibili previo background vastissimi, l'interazione tra i medesimi dà un approccio estremamente realistico all'opera, mostrandoci protagonisti, guest-star, antagonisti, comparse e comprimari come fossero attori professionisti, sfornando di volta in volta casi auto-conclusivi tutt'altro che scontati. Lo stile di disegno è particolare, ma molto approfondito, dettagliato e ben realizzato, a partire dal look dei nostri eroi sino alle ambientazioni molto varie e particolareggiate che permettono una ventata d'aria fresca di capitolo in capitolo, senza dimenticare la struttura tipica fatiscente in questo genere di produzioni: una storyline di fondo che ci viene presentata ad un certo punto della serie e viene ripresa poco per volta quando il lettore meno se lo aspetta nei futuri capitoli e casi da risolvere, mantenendo alta l'attenzione e l'interesse del lettore.

Cosa separa Kurosagi dalla perfezione?
L'incessante presenza di personaggi con una mole spropositata di abilità particolari e di persone completamente ordinarie che, dopo un'iniziale sorpresa, reagiscono come se tutto ciò fosse perfettamente normale nella quotidianità di tutti i giorni, quando anche i più scettici rimarrebbero completamente sconvolti dinnanzi a cadaveri che si animano e spiriti che si manifestano previo foto e reincarnazioni. Se gli autori avessero specificato che ci si trovava di fronte ad una sorta di società parallela in cui questa visione del paranormale potesse essere all'ordine del giorno, la cosa sarebbe giustificata, ma il fatto che normali figure come politici, forze dell'ordine, studenti, casalinghe, bambini ed anziani, reagiscano in maniera totalmente normale e a malapena sorpresa o sconvolta. Chi sarebbe in grado di fare ironia, battute e quant'altro di fronte ad un cadavere anziché svenire, inorridirsi o vomitare? Peccato: ad un passo dalla perfezione.
Consigliato a chi ha lo stomaco forte e vuole un prodotto diverso, godibile ed estremamente coinvolgente.