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9.0/10
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«Bleach» è "bleach"...
Una parola per definire un anime e' eccessiva, ma mai come in questo caso il titolo rispecchia quello che voleva far trasparire Tite. Per una più completa comprensione sappiate che nella recensione che leggerete non sono minimamente considerati filler e film, questo perché l'opera disegnata e' una e una sola il resto, bei disegni per allungare il brodo, ma finisce lì.

Non mi soffermerò troppo sulla storia, penso che dopo cosi tanti anni tutti la conoscano, ma un accenno è doveroso: Ichigo Kurosaki, un giovane studente, apparentemente normale, riesce a vedere i fantasmi e conversare con loro, fino al giorno in cui uno shinigami, di nome Rukia, sconvolge la sua esistenza mostrandogli un mondo di cui lui nemmeno immaginava l'esistenza. Da qui parte la storia che lo porterà in avventure sempre più pericolose per cercare di salvare tutti quelli che lo circondano, e non solo.

Il primo episodio di «Bleach» è stato il primo episodio di anime che io abbia mai visto nella mia vita, tralasciando i vecchi pilastri dell'animazione giapponese, ma ero un profano dell'arte della china e dell'animazione, ora dopo svariate migliaia di puntate di anime sulle spalle, posso dare un giudizio obbiettivo ad un opera che non e' stata trattata nel migliore dei modi, a causa di un taglio netto della storia, nel finale, e ai numerosi filler inseriti per diluire la stessa nel tempo.

Attenzione: parte contenente spoiler

La maggior parte degli shounen attuali sono prevedibili, é difficile che ci siano colpi di scena tali da far spalancare la bocca per lo sgomento allo spettatore, beh mi sono rivisto «Bleach» qualche settimana fa e, ancora oggi dopo quasi 20 anni, il piano escogitato da Aizen é qualcosa di fantastico. Uno dei Villian più carismatici e completi che l'animazione giapponese abbia prodotto. Questo non mette in ombra di certo il protagonista che, tra mille difficoltà, ha sempre il classico piglio di arroganza e determinazione per combatterlo, evolvendosi e modificandosi per controbattere a tutte le sfide che gli si pongono davanti, in un nome Ichigo. Tutto il contorno dà all'opera il tono giusto: scene comiche, momenti seri, spiegazioni esaustive per chi ne coglie il senso e quel velato mistero che ti fa venir voglia di vedere la puntata dopo, per scoprire non cosa succede, ma come succede.

Quello che fa di quest'anime, secondo il mio modestissimo parere, una delle più belle opere di sempre, é la completezza. Storia e combattimenti si fondono e anche se, non retto da una delle più belle trame della storia, l'animazione dei combattimenti é qualcosa di eccelso, una fusione che non lascia mai sazi. Tite é riuscito a dargliela anche in fase di cancellazione, l'ultimo periodo dell'anime risulta troppo veloce rispetto a quello che davvero sarebbe dovuto essere, lo si capisce e lo si vede. Il naturale scorrere degli eventi viene compresso con un power up mostruoso, sia dei villain che dei protagonisti, ma anche qui non mancano i discorsi complessi e pieni di significato (in giapponese, la traduzione lascia sempre un po' confusi su quello che si legge) che reggono tutta la storia e affascinano lo spettatore.

Avrei dato 10 , ma nel corso degli anni molti mangaka hanno dato davvero sfoggio della loro bravura e purtroppo, «Bleach» non merita più l'olimpo dell'animazione, ma resta pur sempre un pezzo di storia degli shonen e sicuramente un bacino di idee, dal quale moltissimi altri mangaka hanno preso spunto, quindi il suo 9 gli resta incollato e tutti gli appassionati di shonen dovrebbero perdersi un po' di tempo e godersi l'opera nella sua pienezza.