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6.0/10
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Le premesse erano ottime con una protagonista che funge da rivale in amore e pertanto desidera essere l'unica eroina del ragazzo che le piace, trovandosi però nel ruolo di comparsa! Hatori, infatti, è una studentessa ottimista ed egocentrica che da cinque anni è innamorata del suo compagno di classe, nonché amico d'infanzia, Rita (sì lo so, fa effetto e confusione che un maschio abbia tale nome), peccato che aspetti a dichiararsi e nel frattempo lui si fidanzi velocemente. Il suo sogno pare essere già infranto e dovrà lottare duramente per essere un giorno corrisposta, se mai accadrà, perché si sa che è difficile passare da un personaggio secondario a uno principale.

Divertente, originale, frizzante e tanti begli aggettivi per descrivere una buona partenza... Spiacente, gli sviluppi non sono più così positivi e anzi va sempre peggiorando. Quello che pare luccicare si logora per finire in noia e fastidio.
Il cast è vario e distinguibile, da apprezzare che sono incredibilmente disegnati bene con particolari dettagli per ciascun personaggio: dal taglio degli occhi, il tipo di acconciatura, cambi di outfit, differenti accessori e modi di fare. Niente da ridire sul tratto che rimane esteticamente sempre molto pulito e accurato, un piacere visibilmente perché così non si rischia nemmeno di scambiare qualcuno per un altro. Tutto ciò lo si può facilmente notare già dalle cover, delle copertine che ispirano fiducia.
La nota dolente è la narrazione che fa salti di velocità a una franata improvvisa e viceversa, questo per adattarsi alla sceneggiatura che fa un po' buca nel senso di vuotezza, anche se il finale è giusto così com'è si è concluso, lasciando pure un bel messaggio di fondo per tutte.
Sarebbe stato più scorrevole se i personaggi fossero risultati simpatici o comunque non irritanti, perché Rita in primis si dimostra piuttosto incoerente al punto che ho pensato "secondo me dovrebbe andare a farsi curare da uno bravo"; ma anche la stessa protagonista, nonostante siano spassose le sue espressioni facciali, ha qualche problema da aggiustare prima di prendere qualsiasi tipo di decisione. Adachi, non ne parliamo, sebbene incarni attentamente lo stereotipo della ragazza timida e impacciata degli shoujo (se con lo scopo di far immedesimare il lettore o per fargliela odiare non si sa). L'amica di Hatori poteva ancora salvarsi, ma le altre donzelle come la cugina di Hiromitsu o la senpai fifona sono solo fastidiose.

Ecco, Hiromitsu. Sarebbe stato perfetto in tutto, ma è capitato nel manga sbagliato perché è l'unico che ragiona lucidamente e dice cose sensate all'interno di una gabbia di matti. Come tutti ha i suoi momenti happy e non, fatto sta che quell'aria malinconica nel suo sguardo e nei suoi sorrisi sono motivo per cui si arriva al decimo volume senza strapparsi tutti i capelli.
Altra menzione positiva sono le citazioni a capolavori del passato, illustrati e citati nel contesto della storia donano un certo spessore e brio alla trama, anche se man mano svaniscono...
Tutto sommato la sufficienza sento di dargliela per le premesse fantastiche, ricordando per i disegni sempre eccellenti, la magnificenza di Hiromitsu dall'inizio fino alla fine, e gli omaggi alle altre serie appunto. Di più no perché siamo realistici.
Ah i complimenti vanno anche alla GP Manga, la casa editrice nostrana che l'ha pubblicato, 'Sogno d'amore' è uno dei pochi titoli che l'editore ha portato al suo termine senza interromperlo o lasciandolo disperso nel limbo.