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"Cells At Works: BLACK" è uno spin-off ben più maturo e serio del suo corrispettivo originale che, nella sua tragicità, lasciava trasparire comunque sempre una piccola punta di ironia e di riso. Tuttavia, qui, la situazione si complica, si fa ben più drammatica di quello a cui siamo stati abituati finora.

Il protagonista è ancora una volta un Globulo Rosso o Eritrocita che si trova a dover trasportare ossigeno in un corpo dilaniato dallo stress, dal consumo eccessivo di alcolici e dal fumo. Un ambiente ostile che mette a repentaglio continuamente se stesso e tutti coloro che si trovano a proteggerlo.

Da grande amante di drammi e di storie cupe, ho apprezzato quest'anime molto ma molto di più di "Cells At Work". Ogni episodio è un'ansia continua, un continuo fuggi fuggi, un continuo ed estenuante bisogno di sopravvivere. Ciò, si tramuta in un delineamento psicologico molto più profondo ed introspettivo dei personaggi che diventano, loro malgrado, degli "eroi" per tutto quello che si trovano costantemente a vivere.

L'ambientazione è suggestiva, originale e nel perfetto stile "Cells At Works": ogni organo, vena, capillare del corpo umano è rappresentato con grandissima originalità. Tantissime volte, durante la visione, mi sono trovato a bocca aperta, preda dello stupore. La caratteristica peculiare è che sembra, in tutto e per tutto, una gigantesca fabbrica, dove ognuno fa la sua piccola parte per garantire il corretto funzionamento del più piccolo ingranaggio. Una gigantesca fabbrica dove non sono delle cellule ma proprio degli uomini a portare a termini questi compiti. L'immedesimazione è pressoché immediata.

A proposito di personaggi, qui c'è qualcosa che non mi convince. Qualcosa che mi ha impedito di andare più in alto con il voto finale. Partiamo dal nostro protagonista. Un personaggio forte e carismatico che, con il passare degli episodi, sarà costantemente faccia a faccia con il sudore e la fatica. Con la sua tenacia, cercherà in tutti i modi di spronare le sue amiche cellule in moltissime situazioni. Tuttavia, forse, il suo più grande difetto è quello di peccare di eccessivo eroismo. Più volte, infatti, riuscirà con la sola forza del grido e delle lacrime a realizzare l'impossibile (mi fermo qui perché non voglio rovinarvi il tutto con degli spoiler). Oltre a lui, purtroppo, compariranno solo Globuli Bianchi e Piastrine mentre le altre cellule, che nella serie originale erano ben più centrali, avranno un ruolo quasi del tutto inesistente. Forse la posizione del nostro protagonista è già di suo eccessivamente ingombrante e allora è stato optato un cambiamento anche qui. Ma le mie sono solo supposizioni.

Altri punti assolutamente negativi che ho trovato estremamente fastidiosi, sono stati l'opening e l'ending. Un anime così cupo con delle canzoni così allegre? Scusatemi ma le trovo eccessivamente fuori contesto. È un vero peccato, perché ogni volta l'episodio finiva in modo molto tragico e poi partiva "Hakobe, Hakobee". Mi spiace, ma questa cosa penalizza notevolmente il mio voto finale.

Infine, vorrei spendere anche due parole per analizzare la trama. A dir la verità, non c'è molto da dire. Se avete già visto la serie originale, questa è pressoché identica, ma, come già detto sopra, molto più pesante da digerire. Io personalmente l'ho apprezzata, ma spero che non venga dilungata troppo perché poi rischia di scadere nell'irrealistico totale: non è possibile che un corpo umano, nonostante tutta la noncuranza che una persona può avere verso sé stesso, subisca tutti questi stress continui senza collassare definitivamente. Il finale non mi è piaciuto perché non in linea con l'intera serie. Sinceramente, mi sarei fermato un episodio prima. Anche qui, mi risparmio gli spoiler.

Che dire allora di questa serie? Da vedere assolutamente perché è un'alternativa alla visione "celestiale" e pacifica della serie originale e perché può sicuramente introdurvi al fantastico mondo del corpo umano in modo un po' diverso, dove non è tutto rose e fiori. Nonostante i difetti che vi ho descritto, merita davvero molto, perciò non mancate di dargli un'occhiata. E preparate i fazzoletti, perché alcune scene potrebbero addirittura commuovervi.

Sì, avete letto bene.