Recensione
Goodbye, Eri
9.5/10
Non lasciatevi ingannare dalla trama di “Goodbye, Eri” che di primo acchito può sembrare banale. Ogniqualvolta vi sembrerà di capire dove stia andando la narrazione, questa prenderà subito svolte inaspettate.
Consiglio vivamente questo manga a tutti coloro che amano le belle storie, e la natura sperimentale dell’opera vi regalerà sicuramente un’esperienza unica. Non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte a una lettura tanto coinvolgente, ma una volta iniziata ne sono rimasto affascinato fino alla fine.
Trama
Nel giorno del suo dodicesimo compleanno, Yuta Ito riceve in regalo uno smartphone dalla madre, malata terminale. La donna gli affida una strana richiesta: filmarla quotidianamente fino al momento della sua morte, così da poterla poi ricordare quando non ci sarà più. Yuta prende la cosa molto seriamente, catturando ogni istante: dalla madre spensierata al padre che piange di nascosto, dai momenti più frivoli di vita quotidiana alle visite in ospedale. Questa sua dedizione, però, viene meno proprio negli ultimi istanti di vita della madre: quando la paura di vederla morire prende il sopravvento e lo spinge a scappare. Dopo aver montato un video in sua memoria per farlo vedere a scuola, viene deriso da tutti per una surreale scena che ha inserito alla fine, dato che non aveva filmato i suoi ultimi istanti. Abbattuto per le continue prese in giro, pensa di farla finita gettandosi dal tetto dell’ospedale dove era morta sua madre. Lì incontra però Eri, una ragazza sua coetanea che lo farà desistere dandogli un nuovo obiettivo con il quale riscattarsi...
Personaggi
Il punto forte dei personaggi è la loro semplicità: sono persone comuni che potremmo incontrare tutti i giorni e questo li rende molto vicini al lettore. Con il proseguire della storia non c’è una forte evoluzione dei personaggi, tuttavia ci saranno alcuni colpi di scena che approfondiranno molto la loro personalità. Essendo l'intera opera narrata attraverso l'obiettivo di una videocamera, ci si rende conto che non è possibile conoscere veramente la persona che è il soggetto delle riprese, ma solo come questa viene fatta apparire.
Disegni
Il manga adotta una griglia fissa di quattro vignette orizzontali per pagina, un chiaro riferimento al formato cinematografico e allo schermo dello smartphone utilizzato da Yuta. Questa impostazione permette una continua alternanza tra la vita reale e scene viste attraverso l’obiettivo della videocamera, con uno stile di disegno diverso che le rende facilmente riconoscibili. La ripetizione delle inquadrature, con personaggi quasi sempre in primo piano, trasmette perfettamente lo scorrere del tempo e dà l'impressione di “guardare” un film piuttosto che leggere un fumetto. Tutto ciò rende la lettura incredibilmente immersiva e quasi unica nel suo genere.
Conclusione
La narrazione principale di questo one-shot è ingannevolmente semplice, ma con il progredire della storia verranno aggiunti sempre più livelli di lettura. Una volta finito ci si rende conto che “Goodbye, Eri” è in realtà una storia sui film e sulla loro capacità di alterare il mondo e le persone che ci circondano. Li ritrae non come sono davvero, ma come vorremmo ricordarli, enfatizzando i loro aspetti positivi e limitando o cancellando quelli negativi. Verso la fine si percepirà sempre di più quella fragile linea di confine tra finzione e realtà, rendendo sempre più difficile distinguere ciò che è reale e ciò che è finzione.
Considerazioni con spoiler
È incredibile il lavoro fatto dall’autore su questo manga. Inizialmente i video di Yuta vengono percepiti dal lettore come la raffigurazione della realtà vissuta dal protagonista, ma quando emerge la vera natura di sua madre ci si rende conto di come il suo carattere fosse molto distante da quello che invece traspariva dai video. E nonostante questo, nel film proiettato a scuola lei appariva sempre buona e gentile, proprio come Yuta e suo padre avrebbero voluto ricordarla. Anche con Eri abbiamo fin da subito la sensazione che quello che stiamo vedendo sia reale, ma quando alla fine si scopre com’era veramente ci rendiamo conto che, di nuovo, tutto ciò che abbiamo visto di Eri non è stato altro che un personaggio creato per essere ricordato in quel modo. C’è una frase del padre di Yuta che fa da perno a tutto il manga: “Tu hai il potere di decidere come ricordare le persone”. Questa capacità di modificare la realtà attraverso la telecamera, che è la vera protagonista dell’opera, funziona sia a livello narrativo che metanarrativo: noi lettori, così come tutti coloro che hanno conosciuto Eri unicamente tramite il film di Yuta, la ricorderemo per sempre così.
Consiglio vivamente questo manga a tutti coloro che amano le belle storie, e la natura sperimentale dell’opera vi regalerà sicuramente un’esperienza unica. Non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte a una lettura tanto coinvolgente, ma una volta iniziata ne sono rimasto affascinato fino alla fine.
Trama
Nel giorno del suo dodicesimo compleanno, Yuta Ito riceve in regalo uno smartphone dalla madre, malata terminale. La donna gli affida una strana richiesta: filmarla quotidianamente fino al momento della sua morte, così da poterla poi ricordare quando non ci sarà più. Yuta prende la cosa molto seriamente, catturando ogni istante: dalla madre spensierata al padre che piange di nascosto, dai momenti più frivoli di vita quotidiana alle visite in ospedale. Questa sua dedizione, però, viene meno proprio negli ultimi istanti di vita della madre: quando la paura di vederla morire prende il sopravvento e lo spinge a scappare. Dopo aver montato un video in sua memoria per farlo vedere a scuola, viene deriso da tutti per una surreale scena che ha inserito alla fine, dato che non aveva filmato i suoi ultimi istanti. Abbattuto per le continue prese in giro, pensa di farla finita gettandosi dal tetto dell’ospedale dove era morta sua madre. Lì incontra però Eri, una ragazza sua coetanea che lo farà desistere dandogli un nuovo obiettivo con il quale riscattarsi...
Personaggi
Il punto forte dei personaggi è la loro semplicità: sono persone comuni che potremmo incontrare tutti i giorni e questo li rende molto vicini al lettore. Con il proseguire della storia non c’è una forte evoluzione dei personaggi, tuttavia ci saranno alcuni colpi di scena che approfondiranno molto la loro personalità. Essendo l'intera opera narrata attraverso l'obiettivo di una videocamera, ci si rende conto che non è possibile conoscere veramente la persona che è il soggetto delle riprese, ma solo come questa viene fatta apparire.
Disegni
Il manga adotta una griglia fissa di quattro vignette orizzontali per pagina, un chiaro riferimento al formato cinematografico e allo schermo dello smartphone utilizzato da Yuta. Questa impostazione permette una continua alternanza tra la vita reale e scene viste attraverso l’obiettivo della videocamera, con uno stile di disegno diverso che le rende facilmente riconoscibili. La ripetizione delle inquadrature, con personaggi quasi sempre in primo piano, trasmette perfettamente lo scorrere del tempo e dà l'impressione di “guardare” un film piuttosto che leggere un fumetto. Tutto ciò rende la lettura incredibilmente immersiva e quasi unica nel suo genere.
Conclusione
La narrazione principale di questo one-shot è ingannevolmente semplice, ma con il progredire della storia verranno aggiunti sempre più livelli di lettura. Una volta finito ci si rende conto che “Goodbye, Eri” è in realtà una storia sui film e sulla loro capacità di alterare il mondo e le persone che ci circondano. Li ritrae non come sono davvero, ma come vorremmo ricordarli, enfatizzando i loro aspetti positivi e limitando o cancellando quelli negativi. Verso la fine si percepirà sempre di più quella fragile linea di confine tra finzione e realtà, rendendo sempre più difficile distinguere ciò che è reale e ciò che è finzione.
Considerazioni con spoiler
È incredibile il lavoro fatto dall’autore su questo manga. Inizialmente i video di Yuta vengono percepiti dal lettore come la raffigurazione della realtà vissuta dal protagonista, ma quando emerge la vera natura di sua madre ci si rende conto di come il suo carattere fosse molto distante da quello che invece traspariva dai video. E nonostante questo, nel film proiettato a scuola lei appariva sempre buona e gentile, proprio come Yuta e suo padre avrebbero voluto ricordarla. Anche con Eri abbiamo fin da subito la sensazione che quello che stiamo vedendo sia reale, ma quando alla fine si scopre com’era veramente ci rendiamo conto che, di nuovo, tutto ciò che abbiamo visto di Eri non è stato altro che un personaggio creato per essere ricordato in quel modo. C’è una frase del padre di Yuta che fa da perno a tutto il manga: “Tu hai il potere di decidere come ricordare le persone”. Questa capacità di modificare la realtà attraverso la telecamera, che è la vera protagonista dell’opera, funziona sia a livello narrativo che metanarrativo: noi lettori, così come tutti coloro che hanno conosciuto Eri unicamente tramite il film di Yuta, la ricorderemo per sempre così.
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