Recensione
100 metri - Hyakuemu
9.5/10
100 Meters è un’esperienza travolgente, capace di unire spettacolo puro ed emozione sincera. Trasforma una gara di cento metri in un viaggio esistenziale sul senso del talento, della perseveranza e del perché si corre, dentro e fuori dalla pista.
Togashi e Komiya sono ritratti con una sensibilità rara: uno nato per vincere, l’altro costruito sulla caparbietà, entrambi straordinariamente umani. La regia è ispirata, l’animazione raggiunge vette altissime, cambiando stile con naturalezza per amplificare percezioni e stati d’animo.
Il lavoro tecnico è impressionante, ogni scena è curata con dedizione assoluta, la colonna sonora interviene con misura ed è sempre incisiva. Il film scorre con ritmo perfetto tra adrenalina e momenti contemplativi, emoziona, fa riflettere e rimane addosso. Solo in pochi passaggi i dialoghi possono risultare densi, ma è una minima ombra in un’opera luminosa, che conferma quanto l’animazione sia vero, grande cinema.
Togashi e Komiya sono ritratti con una sensibilità rara: uno nato per vincere, l’altro costruito sulla caparbietà, entrambi straordinariamente umani. La regia è ispirata, l’animazione raggiunge vette altissime, cambiando stile con naturalezza per amplificare percezioni e stati d’animo.
Il lavoro tecnico è impressionante, ogni scena è curata con dedizione assoluta, la colonna sonora interviene con misura ed è sempre incisiva. Il film scorre con ritmo perfetto tra adrenalina e momenti contemplativi, emoziona, fa riflettere e rimane addosso. Solo in pochi passaggi i dialoghi possono risultare densi, ma è una minima ombra in un’opera luminosa, che conferma quanto l’animazione sia vero, grande cinema.
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