Recensione
Recensione di LaVolpeGialla
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The Fragrant Flower Blooms with Dignity viene spesso presentato come un anime innovativo nel panorama romance/slice of life, ma nei fatti si rivela un’opera estremamente derivativa, che ripropone temi e dinamiche già viste senza riuscire a rielaborarle in modo personale.
I temi affrontati sono ripetuti e prevedibili: incomprensioni emotive, gentilezza esasperata, romanticismo controllato e privo di veri scossoni. Nonostante venga elogiato per la sua presunta originalità, di innovativo non c’è praticamente nulla. La narrazione segue binari sicuri e già collaudati, senza mai osare o proporre qualcosa di realmente nuovo.
I personaggi risultano troppo perfetti nella loro imperfezione. Le loro fragilità sono sempre “pulite”, mai davvero scomode o destabilizzanti, rendendoli figure idealizzate e poco credibili. Questo elimina qualsiasi tensione reale e rende lo sviluppo delle relazioni estremamente piatto.
Il paragone con Kimi ni Todoke è inevitabile, soprattutto per quanto riguarda Rintaro Tsumugi. L’ispirazione è evidente e riprende il concetto del personaggio socialmente frainteso, percepito dagli altri come inquietante. Tuttavia, mentre in Kimi ni Todoke questa caratteristica era centrale e costruita con coerenza, qui risulta completamente forzata. Rintaro non incute mai timore: anzi, per la maggior parte del tempo appare come un vero e proprio “figo”, esteticamente attraente e rassicurante, l’esatto opposto di ciò che la storia vorrebbe mostrare.
Emblematico il fatto che, in tutti gli episodi, ci sia stato praticamente un solo frame in cui Rintaro è stato disegnato in modo tale da trasmettere davvero timore o disagio. Un momento isolato che non basta minimamente a sostenere l’idea di un personaggio frainteso o temuto, rendendo la sua caratterizzazione ancora più debole e incoerente.
La protagonista, Kaoruko Waguri, è gentile e compassionevole, ma anch’essa soffre della medesima idealizzazione: troppo perfetta nelle sue reazioni e quasi sempre priva di conflitti interiori significativi che vadano oltre i cliché del genere.
L’unico elemento potenzialmente interessante dell’anime era il conflitto tra le scuole rivali Chidori High e Kikyo Girls’ Academy che avrebbe potuto offrire spunti sociali e narrativi più maturi. Purtroppo questa dinamica viene quasi completamente ignorata, rimanendo sullo sfondo e senza mai essere realmente sfruttata, riducendosi a un semplice pretesto iniziale.
Detto questo, il motivo per cui l’anime si assesta probabilmente su un 6,5 è che, nonostante i suoi limiti evidenti, nel complesso non è “fatto male”. La regia è pulita, il ritmo è scorrevole e l’atmosfera è piacevole. Per un utente alle prime armi con il genere romance/slice of life, potrebbe risultare una visione gradevole e facilmente fruibile, proprio perché non rischia mai e resta sempre su territori sicuri.
In conclusione, The Fragrant Flower Blooms with Dignity è un anime che difficilmente lascerà il segno per chi conosce bene il genere, ma che può comunque funzionare come punto di ingresso per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di storie: non innovativo, ripetitivo, ma tutto sommato guardabile.
I temi affrontati sono ripetuti e prevedibili: incomprensioni emotive, gentilezza esasperata, romanticismo controllato e privo di veri scossoni. Nonostante venga elogiato per la sua presunta originalità, di innovativo non c’è praticamente nulla. La narrazione segue binari sicuri e già collaudati, senza mai osare o proporre qualcosa di realmente nuovo.
I personaggi risultano troppo perfetti nella loro imperfezione. Le loro fragilità sono sempre “pulite”, mai davvero scomode o destabilizzanti, rendendoli figure idealizzate e poco credibili. Questo elimina qualsiasi tensione reale e rende lo sviluppo delle relazioni estremamente piatto.
Il paragone con Kimi ni Todoke è inevitabile, soprattutto per quanto riguarda Rintaro Tsumugi. L’ispirazione è evidente e riprende il concetto del personaggio socialmente frainteso, percepito dagli altri come inquietante. Tuttavia, mentre in Kimi ni Todoke questa caratteristica era centrale e costruita con coerenza, qui risulta completamente forzata. Rintaro non incute mai timore: anzi, per la maggior parte del tempo appare come un vero e proprio “figo”, esteticamente attraente e rassicurante, l’esatto opposto di ciò che la storia vorrebbe mostrare.
Emblematico il fatto che, in tutti gli episodi, ci sia stato praticamente un solo frame in cui Rintaro è stato disegnato in modo tale da trasmettere davvero timore o disagio. Un momento isolato che non basta minimamente a sostenere l’idea di un personaggio frainteso o temuto, rendendo la sua caratterizzazione ancora più debole e incoerente.
La protagonista, Kaoruko Waguri, è gentile e compassionevole, ma anch’essa soffre della medesima idealizzazione: troppo perfetta nelle sue reazioni e quasi sempre priva di conflitti interiori significativi che vadano oltre i cliché del genere.
L’unico elemento potenzialmente interessante dell’anime era il conflitto tra le scuole rivali Chidori High e Kikyo Girls’ Academy che avrebbe potuto offrire spunti sociali e narrativi più maturi. Purtroppo questa dinamica viene quasi completamente ignorata, rimanendo sullo sfondo e senza mai essere realmente sfruttata, riducendosi a un semplice pretesto iniziale.
Detto questo, il motivo per cui l’anime si assesta probabilmente su un 6,5 è che, nonostante i suoi limiti evidenti, nel complesso non è “fatto male”. La regia è pulita, il ritmo è scorrevole e l’atmosfera è piacevole. Per un utente alle prime armi con il genere romance/slice of life, potrebbe risultare una visione gradevole e facilmente fruibile, proprio perché non rischia mai e resta sempre su territori sicuri.
In conclusione, The Fragrant Flower Blooms with Dignity è un anime che difficilmente lascerà il segno per chi conosce bene il genere, ma che può comunque funzionare come punto di ingresso per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di storie: non innovativo, ripetitivo, ma tutto sommato guardabile.
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