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"Cos'è? Cos'è?"

Il fumetto di Nightmare Before Christmas è, in fondo, un esperimento curioso, prendere un cult dell’animazione gotica e trasporlo in tavole e vignette, sperando che la magia resti intatta. Eppure, sin dalle prime pagine, ho percepito una strana sensazione. Non fastidio, non delusione… piuttosto quella consapevolezza che ciò che stavo leggendo non aggiungeva nulla alla storia che conoscevo, né la interpretava in modo nuovo. Era semplicemente quello che avevo già visto, né più, né meno.

La trama, ovviamente, è esattamente quella che tutti ricordiamo: Jack Skeletron, il Re delle Zucche, la sua crisi esistenziale, la scoperta del Natale, l’entusiasmo ingenuo di volerlo fare proprio, e il caos meravigliosamente tragico che ne consegue. Un classico. Ma è proprio qui che nasce il limite del fumetto, non prova a raccontare qualcosa di diverso, né a esplorare un punto di vista nuovo. È una trascrizione visiva quasi chirurgica del film, che procede scena dopo scena come se temesse di allontanarsi anche solo per un momento dal materiale originale.

Le tematiche, l’identità, il desiderio di cambiamento, l’inadeguatezza, sono le stesse amate da decenni, ma nel fumetto risultano più deboli, meno vibranti, quasi smorzate. Manca quella danza macabra fatta di musiche, colori e movimento che, nell’opera animata, rende Jack vivo anche da morto. Qui, sulle pagine statiche, il suo tormento rimane intatto ma perde impatto. Lo senti, sì, ma non ti travolge.

E questo ci porta al punto più delicato, l’anima visiva. L’estetica di Halloween Town è iconica, stramba, gotica, viva. Nel fumetto, però, appare come un’ombra della sua versione cinematografica. Non che sia brutta, anzi, è fedele, pulita e curata al punto giusto, ma manca quell’impronta artistica capace di reinventare o reinterpretare. È tutto funzionale, tutto giusto, ma niente che lasci davvero il segno.

Non fraintendiamoci, come prodotto, il fumetto scorre bene, non annoia e non sbaglia un colpo. I personaggi sono sempre loro, con i loro tic, le loro fragilità e il loro fascino macabro. Ma è come riascoltare una canzone che ami in una versione identica all’originale… solo leggermente più piatta.

Nightmare Before Christmas, (Il Fumetto), è in conclusione, un’opera senza infamia e senza lode. Non rovina nulla, non aggiunge nulla, non stupisce. È un compagno di scaffale per chi ama collezionare tutto ciò che riguarda Jack e la sua malinconia scheletrica. Ma non è un’opera che sentivo necessaria, né una che consiglierei come esperienza autonoma.
Quando lo chiudi, non ti lascia nulla di più di ciò che già avevi, un ricordo piacevole, un sorriso nostalgico… e la certezza che la storia, forse, funziona davvero solo in quella forma animata che l’ha resa immortale.

VOTO: 6