Recensione
Recensione di Kane Connor
-
Nel mondo degli anime capita ogni tanto di imbattersi in un prodotto che ti fa pensare immediatamente "occasione sprecata", e questo "Yugure al crepuscolo della perpetuità" rientra pienamente in questa definizione.
Questo perché, vedendo il primo episodio, una sorta di prologo giustamente indicato come 00, si introduce un contesto intrigante: un futuro prossimo dove le tecnologie odierne fanno passi da gigante e si lavora all'integrazione umana col mondo digitale, con i rischi e le tipiche debolezze umane a farne da contorno. Il tutto seguendo la storia di due protagonisti, Akira e Towasa, che si avvicinano fino a diventare una coppia. Senza fare troppi spoiler, alla fine ci ritroveremo un Akira risvegliato in un mondo post-apocalittico, che dovrà cercare di capire che cosa è successo nel tempo che lui non ricorda.
Se sommiamo il fatto che l'incipit è narrato bene e la resa grafica è notevole, le aspettative si fanno belle alte, e nei primi due episodi canonici ancora reggono il passo, sebbene mostrino il fianco alle prime incrinature. Il merito va soprattutto Yugure, androide con le fattezze di Towasa e con un po' di profondità nascosta dietro il suo fare robotico.
Il problema è che dall'episodio 03 (il quarto) in poi è un crollo a livello di contenuti, coerenza narrativa e semplice gestione degli eventi che fa crollare l'interesse: vengono inseriti personaggi inutili che non apportano niente al racconto, i protagonisti fanno azioni incoerenti e non spiegabili con quanto mostrato fino a quel momento.
E fatte salve un paio di puntate dove finalmente si capisce qualcosa, l'andazzo della serie rimarrà quello di non portare a nulla di concreto, lasciando la storia piena di buchi di trama. La cosa peggiore è che una regia e sceneggiatura competente avrebbero potuto gestire meglio gli eventi, distribuendo i punti salienti in più episodi, senza alternare episodi completamente vuoti e ripetitivi ad altri dove si corre a mille per contestualizzare il background.
Venendo ai personaggi, menzione di (dis)onore va a Amoru: presente con minutaggio quasi uguale a quello dei protagonisti, non solo è il personaggio pensato per il fanservice fine a sé stesso, ma è anche quello più irritante e inutile della storia, e per quanto gli autori cerchino di farti empatizzare con lei, tutto quello che farà sarà solo creare ulteriori, inutili problemi ai due protagonisti.
In conclusione, se siete appassionati del genere post-apocalittico, date un occhio alle prime puntate, ma siate coscienti che il livello calerà drasticamente. Se non altro, ha un finale reale, per quanto di basso livello come il resto delle puntate della seconda metà della serie. Altrimenti, passate oltre.
Questo perché, vedendo il primo episodio, una sorta di prologo giustamente indicato come 00, si introduce un contesto intrigante: un futuro prossimo dove le tecnologie odierne fanno passi da gigante e si lavora all'integrazione umana col mondo digitale, con i rischi e le tipiche debolezze umane a farne da contorno. Il tutto seguendo la storia di due protagonisti, Akira e Towasa, che si avvicinano fino a diventare una coppia. Senza fare troppi spoiler, alla fine ci ritroveremo un Akira risvegliato in un mondo post-apocalittico, che dovrà cercare di capire che cosa è successo nel tempo che lui non ricorda.
Se sommiamo il fatto che l'incipit è narrato bene e la resa grafica è notevole, le aspettative si fanno belle alte, e nei primi due episodi canonici ancora reggono il passo, sebbene mostrino il fianco alle prime incrinature. Il merito va soprattutto Yugure, androide con le fattezze di Towasa e con un po' di profondità nascosta dietro il suo fare robotico.
Il problema è che dall'episodio 03 (il quarto) in poi è un crollo a livello di contenuti, coerenza narrativa e semplice gestione degli eventi che fa crollare l'interesse: vengono inseriti personaggi inutili che non apportano niente al racconto, i protagonisti fanno azioni incoerenti e non spiegabili con quanto mostrato fino a quel momento.
E fatte salve un paio di puntate dove finalmente si capisce qualcosa, l'andazzo della serie rimarrà quello di non portare a nulla di concreto, lasciando la storia piena di buchi di trama. La cosa peggiore è che una regia e sceneggiatura competente avrebbero potuto gestire meglio gli eventi, distribuendo i punti salienti in più episodi, senza alternare episodi completamente vuoti e ripetitivi ad altri dove si corre a mille per contestualizzare il background.
Venendo ai personaggi, menzione di (dis)onore va a Amoru: presente con minutaggio quasi uguale a quello dei protagonisti, non solo è il personaggio pensato per il fanservice fine a sé stesso, ma è anche quello più irritante e inutile della storia, e per quanto gli autori cerchino di farti empatizzare con lei, tutto quello che farà sarà solo creare ulteriori, inutili problemi ai due protagonisti.
In conclusione, se siete appassionati del genere post-apocalittico, date un occhio alle prime puntate, ma siate coscienti che il livello calerà drasticamente. Se non altro, ha un finale reale, per quanto di basso livello come il resto delle puntate della seconda metà della serie. Altrimenti, passate oltre.
News