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Ci sono delle occasioni perse e questa è una di quelle: non guardo spesso gli anime romantici ma i primi episodi di questa romcom mi erano piaciuti.
Il cast dei personaggi maschili era tutto formato da bei ragazzi i quali non si sa perché ruotano attorno ad una protagonista sciatta in un mondo pieno di luce… si perché ho apprezzato la luminosità dei disegni, le musiche a tema, le animazioni… ma il boh che esprimo è proprio sulla trama: 24 episodi in genere non sono troppi per una serie anzi, a volte, sono addirittura pochi ma in questi si sente un ridondare in cui i protagonisti pensano e si muovono sempre nello stesso modo rendendo un anime che pur non considero brutto pesante. Mizuho come protagonista vale poco, Kizuki rimane sempre un bambino con una personalità infantile (d’altronde si chiedeva Oscar Wilde se uno è bello cosa chiedergli di più), i più sciocchi sono Shin e Shugo i quali si tengono a lungo i loro sentimenti dentro anche quando la coppia dei predestinati scoppia…
E’ gestito malissimo anche Airu: approfondire il versante Boy’s love forse avrebbe potuto dare una nuova dimensione in più all’opera affiancando alla storia principale che non andava avanti, un racconto rinfrescante.
Insomma mi accorgo che in effetti questo anime raggiunge la sufficienza ma non va oltre e non perché tratto da uno shojo (io ne ho letti decine) ma perché tende a ripetersi invece di proporre cose nuove ad ogni episodio.