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Sono passate poche settimane dalla recensione di A gentle noble’s vacation reccomendation e ora sono qui a parlare di nuovo di un anime della SynergySP una etichetta che è nata nel 1998 e che per me non significava niente… non che adesso significhi molto di più, è un nome che conosco ma che ha creato due opere che ho visto ma che non mi hanno smosso particolarmente. Forse direi carine, certo non le definirei eccezionali.
L’anime deriva da un soggetto di Shogo Imamura, che si occupa in genere della sceneggiatura di manga e romanzi storici, del 2017 ed è la storia dell’uccello divoratore delle fiamme, un mitico pompiere del periodo Edo e dell’epoca Meiwa. Qui il protagonista Matsunaga Gengo viene definito invece Fenice per sottolineare il fatto che dopo un trauma si ritira dal lavoro ma poi, anche ma non solo per ragioni economiche, decide di tornare a guidare un corpo di pompieri e trova in se il coraggio di aiutare chi si trova in pericolo per un incendio.
Non racconterò le avventure dei soli 12 episodi che compongono l’anime sappiate solo che la serie di romanzi (dal titolo Ushūboro Tobigumi) consta 11 volumi (a cui vanno aggiunti altri due) ed è ancora in corso.
Purtroppo il fatto che non sia stato preso da un manga ha lasciato allo studio che se ne è occupato la massima libertà sui disegni e sulla caratterizzazione fisica dei personaggi, purtroppo lasciando storcere il naso a me come ad altre persone. Inoltre il regista Hiroshi Yasumi era alla sua prima vera esperienza in tale ambito e ciò ha reso forse più difficile trattare le rigidita delle animazioni e della CG.
L’opera però non è un fallimento anche perché se pure visivamente con dei limiti e registicamente non perfetta almeno non è il solito isekai o il solito harem (anche in versione otome): mi è dunque sembrato diverso dalle ultime cose guardate e ciò mi porta a dargli un sette. L’opera in se è un po’ più che sufficiente ma il fatto di non essere lo stampino di qualcos’altro va senz’altro premiato.