Recensione
Gnosia
7.5/10
Gnosia è un titolo particolare, dalla struttura molto articolata e ricca di materiale, al punto che persino farne la rece è complicato perché bisogna tenere conto di parecchia roba.
Premetto che non conosco il videogioco da cui è tratto questo anime, quindi non so quali siano le differenze e le somiglianze tra le due versioni della storia e nemmeno quale sia migliore, però cercando un punto d'inizio per l’analisi direi che Gnosia si potrebbe paragonare ad un grande albero pieno di rami e sia il tronco che i rami hanno pregi e difetti.
L'albero corrisponde alla parte di storia incentrata sul protagonista principale, Yuri, e sui tentativi da parte sua di individuare gli gnosia e uscire dal loop in cui è imprigionato: questa parte centrale, appartenente al genere del giallo investigativo (seppur in salsa fantascientifica) devo dire che in generale funziona, spesso sa creare curiosità e suspense in quanto la trama utilizza ogni tipo possibile di situazione in modo da farci parteggiare per il povero Yuri, che pare sempre più bloccato in un vero rompicapo.
Ciò che non funziona in questo 'tronco' è dovuto a due fattori: gli enigmi che di volta in volta deve risolvere il povero Yuri in alcuni casi non paiono funzionare a livello di logica, ci sono anche delle forzature, ragionamenti così complicati che rischi di perderti se non prendi appunti, momenti in cui sembra siano stati saltati dei dettagli. Si arriva ad un punto che personalmente ho smesso di voler capire se tutto filava e ho accettato, diciamo, sulla fiducia.
Il secondo elemento non funzionale è che la serie sembra fermarsi a metà strada tra la natura di videogame e quella di anime, senza curarsi che sono due modi diversi di raccontare, quindi in alcune occasioni gli gnosia vengono individuati e neutralizzati con una facilità disarmante (tanto da farti chiedere perché si dovrebbe considerarli pericolosi) e forse nel gioco era un momento in cui appariva una scritta del tipo 'hai individuato lo gnosia ed è stato messo in animazione sospesa'. Ma in un anime sarebbe stato più logico e ovvio che lo smascherato si difendesse combattendo (e ci sono loop che mostrano come gli gnosia possano essere davvero temibili).
Passando poi ai rami dell'albero, essi consistono negli episodi che non hanno le indagini come elemento centrale, probabilmente per evitare il rischio monotonia (21 episodi incentrati solamente su investigazioni possono stancare), quindi i loop vengono sfruttati dalla narrazione per inserire vicende che forniscono informazioni sulla trama generale e sui personaggi, e si aumenta la varietà di situazioni raccontandole attraverso vari generi (dal dramma alla commedia, dall'horror alla fantascienza psichedelica da finale tv di Evangelion) e introducendo diversi colpi di scena.
Anche qui abbiamo aspetti che funzionano davvero: gli episodi incentrati su SQ e Gina (di cui comprendiamo molto bene i drammi), gli episodi 16 e 17 che sanno unire una genuina angoscia con la visionarietà, la puntata 8 con una bella suspense da horror. Inoltre diversi colpi di scena sono realmente inaspettati.
Però anche qui c'è qualcosa che non va, sempre per l'indecisione dell'opera tra il voler essere un gioco o un anime: nella storia certi personaggi hanno funzioni specifiche di cui ci viene detto lo scopo ma non l'origine (elemento invece necessario in una trama raccontata da una serie tv), sono ancora presenti forzature, stranezze e pure delle grosse domande che rimangono senza risposta e questo può creare disappunto.
Passando ai personaggi, siamo in una media discreta: non ho trovato nessuno davvero carismatico, non sono né molto simpatici né odiosi, l'introspezione fa (salvo nei due casi sopradetti) un lavoro senza infamia e senza lode soltanto, riuscendo a farci conoscere i loro motivi e nient'altro. Da annotare giusto che nel caso di Raqio si adotta una tattica un po’ alla 'Quarto potere' (la stessa persona mostra aspetti diversi a seconda delle situazioni) e l'unico che subisce una piccola evoluzione è Yuri, che loop dopo loop diventa più sicuro e intraprendente.
Bisogna comunque notare che assistendo a tutte le loro numerose vicende si sviluppa una grande familiarità verso i personaggi, cosa che fa sperare in un lieto fine generale.
Allo stesso modo la complessità intricata della storia sa nel suo insieme creare molta curiosità intorno alla sua fine.
Aggiungo due dettagli, uno simpatico e un altro che può far storcere il naso: il primo è che la narrazione a volte sembra voler giocare con lo spettatore infrangendo la quarta parete (tipo che inizia l'ending e poi si stoppa all'improvviso perché succede qualcos'altro) mentre il secondo riguarda il fan service: non è certo la ragione d'essere dell'opera, però oltre alla solita galleria di belle ragazze formose che mettono tutto bene in mostra (specie SQ e Comet) in Gnosia ci sono pure gli Han, persone che non sono né maschio né femmina (o sono entrambi) ed è un dettaglio che non serve davvero alla trama, quindi inserito solamente per incontrare più gusti possibili del pubblico.
Parlando del lato tecnico abbiamo un prodotto in generale buono: i design dei personaggi sono azzeccati, la qualità rimane sempre alta, però sfondi e scene nello spazio sono realizzati con una CG non evidente in modo eccessivo ma neppure del tutto ben amalgamata con l'animazione tradizionale. Le musiche e le sigle sono abbastanza orecchiabili.
Per concludere, Gnosia è un titolo che posso consigliare a chi cerca trame molto articolate, che troverà diversi momenti riusciti. Però i difetti, anche di un certo rilievo, non mancano, come se la serie fosse qualche volta rimasta vittima della propria complessità.
Voto: metto 7,5 però è più tra questo e il 7.
Premetto che non conosco il videogioco da cui è tratto questo anime, quindi non so quali siano le differenze e le somiglianze tra le due versioni della storia e nemmeno quale sia migliore, però cercando un punto d'inizio per l’analisi direi che Gnosia si potrebbe paragonare ad un grande albero pieno di rami e sia il tronco che i rami hanno pregi e difetti.
L'albero corrisponde alla parte di storia incentrata sul protagonista principale, Yuri, e sui tentativi da parte sua di individuare gli gnosia e uscire dal loop in cui è imprigionato: questa parte centrale, appartenente al genere del giallo investigativo (seppur in salsa fantascientifica) devo dire che in generale funziona, spesso sa creare curiosità e suspense in quanto la trama utilizza ogni tipo possibile di situazione in modo da farci parteggiare per il povero Yuri, che pare sempre più bloccato in un vero rompicapo.
Ciò che non funziona in questo 'tronco' è dovuto a due fattori: gli enigmi che di volta in volta deve risolvere il povero Yuri in alcuni casi non paiono funzionare a livello di logica, ci sono anche delle forzature, ragionamenti così complicati che rischi di perderti se non prendi appunti, momenti in cui sembra siano stati saltati dei dettagli. Si arriva ad un punto che personalmente ho smesso di voler capire se tutto filava e ho accettato, diciamo, sulla fiducia.
Il secondo elemento non funzionale è che la serie sembra fermarsi a metà strada tra la natura di videogame e quella di anime, senza curarsi che sono due modi diversi di raccontare, quindi in alcune occasioni gli gnosia vengono individuati e neutralizzati con una facilità disarmante (tanto da farti chiedere perché si dovrebbe considerarli pericolosi) e forse nel gioco era un momento in cui appariva una scritta del tipo 'hai individuato lo gnosia ed è stato messo in animazione sospesa'. Ma in un anime sarebbe stato più logico e ovvio che lo smascherato si difendesse combattendo (e ci sono loop che mostrano come gli gnosia possano essere davvero temibili).
Passando poi ai rami dell'albero, essi consistono negli episodi che non hanno le indagini come elemento centrale, probabilmente per evitare il rischio monotonia (21 episodi incentrati solamente su investigazioni possono stancare), quindi i loop vengono sfruttati dalla narrazione per inserire vicende che forniscono informazioni sulla trama generale e sui personaggi, e si aumenta la varietà di situazioni raccontandole attraverso vari generi (dal dramma alla commedia, dall'horror alla fantascienza psichedelica da finale tv di Evangelion) e introducendo diversi colpi di scena.
Anche qui abbiamo aspetti che funzionano davvero: gli episodi incentrati su SQ e Gina (di cui comprendiamo molto bene i drammi), gli episodi 16 e 17 che sanno unire una genuina angoscia con la visionarietà, la puntata 8 con una bella suspense da horror. Inoltre diversi colpi di scena sono realmente inaspettati.
Però anche qui c'è qualcosa che non va, sempre per l'indecisione dell'opera tra il voler essere un gioco o un anime: nella storia certi personaggi hanno funzioni specifiche di cui ci viene detto lo scopo ma non l'origine (elemento invece necessario in una trama raccontata da una serie tv), sono ancora presenti forzature, stranezze e pure delle grosse domande che rimangono senza risposta e questo può creare disappunto.
Passando ai personaggi, siamo in una media discreta: non ho trovato nessuno davvero carismatico, non sono né molto simpatici né odiosi, l'introspezione fa (salvo nei due casi sopradetti) un lavoro senza infamia e senza lode soltanto, riuscendo a farci conoscere i loro motivi e nient'altro. Da annotare giusto che nel caso di Raqio si adotta una tattica un po’ alla 'Quarto potere' (la stessa persona mostra aspetti diversi a seconda delle situazioni) e l'unico che subisce una piccola evoluzione è Yuri, che loop dopo loop diventa più sicuro e intraprendente.
Bisogna comunque notare che assistendo a tutte le loro numerose vicende si sviluppa una grande familiarità verso i personaggi, cosa che fa sperare in un lieto fine generale.
Allo stesso modo la complessità intricata della storia sa nel suo insieme creare molta curiosità intorno alla sua fine.
Aggiungo due dettagli, uno simpatico e un altro che può far storcere il naso: il primo è che la narrazione a volte sembra voler giocare con lo spettatore infrangendo la quarta parete (tipo che inizia l'ending e poi si stoppa all'improvviso perché succede qualcos'altro) mentre il secondo riguarda il fan service: non è certo la ragione d'essere dell'opera, però oltre alla solita galleria di belle ragazze formose che mettono tutto bene in mostra (specie SQ e Comet) in Gnosia ci sono pure gli Han, persone che non sono né maschio né femmina (o sono entrambi) ed è un dettaglio che non serve davvero alla trama, quindi inserito solamente per incontrare più gusti possibili del pubblico.
Parlando del lato tecnico abbiamo un prodotto in generale buono: i design dei personaggi sono azzeccati, la qualità rimane sempre alta, però sfondi e scene nello spazio sono realizzati con una CG non evidente in modo eccessivo ma neppure del tutto ben amalgamata con l'animazione tradizionale. Le musiche e le sigle sono abbastanza orecchiabili.
Per concludere, Gnosia è un titolo che posso consigliare a chi cerca trame molto articolate, che troverà diversi momenti riusciti. Però i difetti, anche di un certo rilievo, non mancano, come se la serie fosse qualche volta rimasta vittima della propria complessità.
Voto: metto 7,5 però è più tra questo e il 7.
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