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Alla ricerca di titoli fantasy che non fossero la solita roba ho provato questo e mi sono ritrovato davanti un lavoro che riesce a non annoiare ma nemmeno entusiasma troppo.
La trama segue due direttive che si intrecciano spesso: la prima riguarda la scoperta dei perché dietro la morte della bella Scarlett, la seconda tratta lo sviluppo dei personaggi, in particolare Connie, Scarlett e il conte Ulster, più altri personaggi minori che hanno ciascuno almeno un episodio a loro dedicato.
In entrambi i casi la narrazione svolge il proprio compito in maniera altalenante, motivo per cui entrambe le vicende hanno pregi e difetti: la storia del complotto contro Scarlett procede con un ritmo assai sostenuto, le notizie su fatti e personaggi si accumulano con una rapidità anche notevole (si consiglia di usare un taccuino) e una tale sfilza di informazioni riesce ad evitare sempre la noia ed anche a creare una discreta dose di mistero. In aggiunta ci sono pure delle sequenze d'azione messe qui e là, brevi e di una discreta qualità.
Il difetto, però, è che la rapidità con cui vengono fornite le informazioni impedisce gli approfondimenti, di coglierne l'importanza e lasciarsi coinvolgere dall’insieme, col risultato che quando infine il complotto viene svelato è forte la tentazione di liquidarlo con un 'tutto qui?': passi pure il non essere proprio originale, il guaio è che non riusciamo nemmeno a percepire la gravità di quello che potrebbe succedere, nessuna ansia o tensione mentre si prova ad impedirlo. Ho persino avuto l'impressione che la serie stessa lo mettesse in secondo piano, nel segmento conclusivo della storia, per concentrarsi più su Connie e qui passiamo all'altra linea narrativa, quella sui personaggi.
Per buona parte degli episodi, siccome si concentrano di più sull'intrigo, lo spazio dedicato ai singoli caratteri si riduce a degli sprazzi che non ci dicono molto (specie per i personaggi minori), tuttavia ci sono dei casi particolari (come gli episodi 5 e 8 o le sequenze sulla relazione tra Connie e il conte Ulster) in cui viene dato il giusto spazio ad alcuni rapporti reciproci, che vengono trattati con buona efficacia e quindi si parteggia davvero per le persone coinvolte. Per tutto questo, insieme alla familiarità che si sviluppa seguendo a lungo le loro vicende, c’è quindi il pregio che quando nella parte finale ci si concentra maggiormente sui personaggi anziché sul complotto arriviamo a sperare in un lieto fine per loro. Comunque non parliamo certo di un coinvolgimento ai massimi livelli, desideriamo un esito felice per i protagonisti, per tutti gli altri c’è indifferenza, proprio perché di loro abbiamo solo qualche dettaglio. Del resto in questa serie l'introspezione svolge un lavoro soltanto discreto, tra momenti brevi e lunghi riesce a farci capire perché queste persone sono così (lo fa capire abbastanza bene per i protagonisti, si resta in superficie per gli altri) e niente più.
Però devo confessare che da Scarlett mi aspettavo di più, cioè ha bellezza e carattere ma poco carisma e alla fine si scopre essere solamente la classica tsundere.
Sul lato tecnico il design dei personaggi è piacevole e la qualità delle animazioni sa mantenersi su un certo livello, anche se negli ultimi episodi si possono notare qualche dettaglio e alcuni movimenti grezzi. Le musiche non mi hanno colpito molto.
Per concludere, Eris è un titolo godibile che può piacere agli appassionati di misteri da scoprire, ma non è certo il migliore nel suo genere.