Recensione
Charlotte
6.0/10
<b>Attenzione, la recensione contiene spoiler. Leggetela solo dopo aver finito tutto l’anime.</b>
Giunta alla fine, mi sento di descrivere quest’anime come un esperimento riuscito a metà, ma da cui ci si aspettava qualcosa in più.
Non conosco le altre opere dello studio che ha realizzato Charlotte, per cui non posso fare un paragone tra questi protagonisti e quelli degli altri anime.
Il primo episodio non mi era dispiaciuto, dandomi l’impressione di una trama non eccellente, ma perlomeno carina: il protagonista Yuu sfrutta il suo potere di possedere le altre persone per cinque secondi per andare bene a scuola, ma quando viene beccato, viene costretto a frequentare una scuola costruita appositamente per gente come lui.
Con la storia avviata, la serie può essere tranquillamente divisa in due parti: la prima parte è dedicata alla ricerca di altri adolescenti con dei poteri, mentre la seconda non ha un'identità ben precisa, ritrovandosi piena di ogni genere di elemento.
Spendere puntate autoconclusive a trovare il metaumano di turno con uno schema ben rodato e ripetitivo comincia a far dubitare lo spettatore sull’esistenza di una trama vera e propria.
I siparietti comici non aiutano il ritmo delle puntate, rivelandosi fin da subito ripetitivi e noiosi (in particolare trovavo irritanti i pranzi di Ayumi preparati sempre e solo con la salsa per la pizza), dando l’impressione di dover fare da tappabuchi per riuscire a raggiungere i venti minuti canonici.
Al giro di boa ho sperato vivamente che la morte improvvisa di Ayumi avrebbe svoltato la serie, donandole un nuovo registro narrativo, invece è stato l’inizio del peggio.
La prima cosa che non convince è la rapida ripresa di Yuu, caduto in depressione per la morte della sorella.
Che nel giro di una sola puntata, il giovane capisca di aver imboccato una pessima strada e riesca ad uscire dall’apatia con cui trascorreva le giornate non ha completamente senso, così come non ha completamente senso tutto quello che è venuto dopo.
Molteplici viaggi nel tempo, terroristi, una sola persona che può salvare il mondo e un viaggio per il mondo con il tempo che stringe.
Davvero, sembra che gli autori avessero tante idee per la testa, ma che non riuscendo a decidere cosa tenere e cosa scartare, abbiano deciso di buttare dentro tutto quanto, creando una sorta di minestrone dal sapore acido.
I viaggi nel tempo mi sono sempre piaciuti e li trovo sempre ben accetti se vengono ben integrati nella storia, ma qui mi hanno fatto storcere il naso.
Tornare indietro e salvare Ayumi ha tolto alla storia quell’elemento drammatico che, probabilmente, avrebbe potuto migliorarla.
Ammetto che il finale non mi è piaciuto.
Per come si erano messe le cose per Yuu, credevo veramente che il suo destino sarebbe stato tutt'altro, invece qui si è deciso di giocare facile e percorrere la strada più sicura.
Guardando l’anime nella sua completezza, la trama non mi sembra neanche poi così “forte”, considerato che in alcuni punti ci si trova davanti a cose che vengono semplificate “perché sì”, senza che ci sia una valida motivazione dietro.
Semplicemente, ai protagonisti le cose devono andare bene e girare nel verso giusto, altrimenti la storia non proseguirà.
Per esempio, Yuu sa esattamente il punto in cui la sorella verrà aggredita a scuola, ma lui e i suoi amici come potevano sapere che il potere di Ayumi si fosse manifestato in seguito ad un’aggressione in cima alle scale?
Mistero che nessuno spiega.
O come quando Yuu ruba un potere che consente di vedere tutte le persone con poteri come dei puntini luminosi su una mappa.
Decisamente comodo, se il finale deve evolversi e risolversi nel giro di venti minuti.
In sostanza, Charlotte, con i suoi più bassi che alti, si porta a casa quello che le spetta, incurante se allo spettatore sia piaciuta o meno.
Giunta alla fine, mi sento di descrivere quest’anime come un esperimento riuscito a metà, ma da cui ci si aspettava qualcosa in più.
Non conosco le altre opere dello studio che ha realizzato Charlotte, per cui non posso fare un paragone tra questi protagonisti e quelli degli altri anime.
Il primo episodio non mi era dispiaciuto, dandomi l’impressione di una trama non eccellente, ma perlomeno carina: il protagonista Yuu sfrutta il suo potere di possedere le altre persone per cinque secondi per andare bene a scuola, ma quando viene beccato, viene costretto a frequentare una scuola costruita appositamente per gente come lui.
Con la storia avviata, la serie può essere tranquillamente divisa in due parti: la prima parte è dedicata alla ricerca di altri adolescenti con dei poteri, mentre la seconda non ha un'identità ben precisa, ritrovandosi piena di ogni genere di elemento.
Spendere puntate autoconclusive a trovare il metaumano di turno con uno schema ben rodato e ripetitivo comincia a far dubitare lo spettatore sull’esistenza di una trama vera e propria.
I siparietti comici non aiutano il ritmo delle puntate, rivelandosi fin da subito ripetitivi e noiosi (in particolare trovavo irritanti i pranzi di Ayumi preparati sempre e solo con la salsa per la pizza), dando l’impressione di dover fare da tappabuchi per riuscire a raggiungere i venti minuti canonici.
Al giro di boa ho sperato vivamente che la morte improvvisa di Ayumi avrebbe svoltato la serie, donandole un nuovo registro narrativo, invece è stato l’inizio del peggio.
La prima cosa che non convince è la rapida ripresa di Yuu, caduto in depressione per la morte della sorella.
Che nel giro di una sola puntata, il giovane capisca di aver imboccato una pessima strada e riesca ad uscire dall’apatia con cui trascorreva le giornate non ha completamente senso, così come non ha completamente senso tutto quello che è venuto dopo.
Molteplici viaggi nel tempo, terroristi, una sola persona che può salvare il mondo e un viaggio per il mondo con il tempo che stringe.
Davvero, sembra che gli autori avessero tante idee per la testa, ma che non riuscendo a decidere cosa tenere e cosa scartare, abbiano deciso di buttare dentro tutto quanto, creando una sorta di minestrone dal sapore acido.
I viaggi nel tempo mi sono sempre piaciuti e li trovo sempre ben accetti se vengono ben integrati nella storia, ma qui mi hanno fatto storcere il naso.
Tornare indietro e salvare Ayumi ha tolto alla storia quell’elemento drammatico che, probabilmente, avrebbe potuto migliorarla.
Ammetto che il finale non mi è piaciuto.
Per come si erano messe le cose per Yuu, credevo veramente che il suo destino sarebbe stato tutt'altro, invece qui si è deciso di giocare facile e percorrere la strada più sicura.
Guardando l’anime nella sua completezza, la trama non mi sembra neanche poi così “forte”, considerato che in alcuni punti ci si trova davanti a cose che vengono semplificate “perché sì”, senza che ci sia una valida motivazione dietro.
Semplicemente, ai protagonisti le cose devono andare bene e girare nel verso giusto, altrimenti la storia non proseguirà.
Per esempio, Yuu sa esattamente il punto in cui la sorella verrà aggredita a scuola, ma lui e i suoi amici come potevano sapere che il potere di Ayumi si fosse manifestato in seguito ad un’aggressione in cima alle scale?
Mistero che nessuno spiega.
O come quando Yuu ruba un potere che consente di vedere tutte le persone con poteri come dei puntini luminosi su una mappa.
Decisamente comodo, se il finale deve evolversi e risolversi nel giro di venti minuti.
In sostanza, Charlotte, con i suoi più bassi che alti, si porta a casa quello che le spetta, incurante se allo spettatore sia piaciuta o meno.
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