Recensione
Kaya-chan isn't Scary
7.5/10
'Kaya-chan' è uno di quei titoli inseribili nella scia di opere come 'Higurashi' o 'Dark Gathering', ovvero lavori che intendono mescolare l'orrore con l'umorismo, una operazione che in questo caso può considerarsi grosso modo riuscita.
Da notare come nella prima parte la serie cerchi di mescolare le carte rendendo difficile capire cosa sta succedendo, sia sul piano della trama che dei personaggi: nel primo caso succede perché la storia principale è come nascosta in una miriade di microstorie a tema horror soprannaturale (che servono anche ad introdurre i personaggi) e solo a partire dalla metà ci si concentra gradualmente sempre di più sulla vicenda centrale, riguardante Kaya e la sua famiglia. Mentre nel secondo caso c'è soprattutto Osamu Mob, uno che nonostante le sue parole rassicuranti sembra incarnare perfettamente lo stereotipo del maniaco. Ma ci sono pure altri personaggi che, seppur in chiave minore, rendono difficile capire da che parte stanno.
Il risultato di tutto questo ha in negativo una narrazione inizialmente troppo dispersiva e questo difetto raggiunge il picco in due o tre micro-episodi da cui la serie trae degli epiloghi con insegnamenti sul modo corretto di accudire i bambini: insegnamenti lodevoli, però lo spettatore si chiede pure cosa centrino con la storia in sé. Ma in positivo c'è una buona dose di imprevedibilità che unita ad una regia capace di evitare lungaggini o di essere troppo frettolosa sa creare e gestire molto bene la tensione, cosa che si evince in particolare nella seconda parte della trama, dove le varie scoperte sulla famiglia di Kaya sono ben distribuite, sanno essere coinvolgenti e creano un crescendo che culmina in un finale non dico da cardiopalma ma che comunque fa davvero preoccupare e tifare per i protagonisti. Inoltre aiuta molto la suspense il fatto che Kaya non venga resa come una bimba esageratamente geniale e invincibile (magari pure antipatica con la sua perfezione), è una piccolina sveglia ma comunque capace di ingenuità ed errori che sono normali per la sua età.
Volendo poi analizzare l'approccio della serie ai suoi due generi di riferimento, l'horror e la commedia, il primo è decisamente più riuscito: sul piano delle idee non c'è molta originalità nelle caratteristiche di questi mostri, diciamo pure che le creature soprannaturali sono più brutte che terrificanti, del resto ‘Kaya-chan’ si concentra su un horror da atmosfera oscura e angosciante e non da jumpscare, alcune volte con effetti 'ni' (non annoia ma neppure prende molto) mentre in altri casi svolge davvero un lavoro efficace (come nel parco dell'ottavo episodio) grazie pure alla spietatezza di queste entità, le cui azioni sono rese ancora più cattive dal loro infierire su bambini innocenti. Inoltre questa atmosfera cupa diventa ancora più forte in alcune situazioni con un forte tono drammatico o per la presenza di minacce umane anziché soprannaturali (ma non per questo meno pericolose).
Viceversa il lato dell'umorismo lascia un po’ a desiderare, viene affidato in particolare a Mob e non va oltre le faccine buffe o qualche gag molto semplice: insomma, fa più sorridere che ridere.
Passando all'introspezione, svolge un lavoro sia discreto che buono: è discreto con i comprimari, perché ci fa conoscere le loro motivazioni e nient'altro, mentre è buono nel mostrare il rapporto che si crea tra Kaya e la maestra Chie e poi nello spiegare i motivi della madre di Kaya, Mirai Sato. In questi casi non ci viene solo fatto conoscere, riusciamo anche a comprendere adeguatamente, quindi troviamo molto bello il rapporto tra maestra e allieva e comprendiamo bene le azioni di Mirai.
Il vero punto debole della serie è, purtroppo, la qualità tecnica: ho visto di peggio, però dopo un esordio diciamo accettabile si procede su un livello molto medio che pur non arrivando ai movimenti scattosi presenta dettagli molto semplificati e spesso le azioni sono più suggerite che mostrate. Musiche abbastanza gradevoli.
Per concludere, 'Kaya-chan' è un titolo non memorabile ma comunque ben fatto, che consiglio agli amanti dell'horror e della suspense, a patto che sorvolino su una qualità tecnica non eccelsa.
Come voto mettò 7,5, però si colloca più tra questo e il 7.
Da notare come nella prima parte la serie cerchi di mescolare le carte rendendo difficile capire cosa sta succedendo, sia sul piano della trama che dei personaggi: nel primo caso succede perché la storia principale è come nascosta in una miriade di microstorie a tema horror soprannaturale (che servono anche ad introdurre i personaggi) e solo a partire dalla metà ci si concentra gradualmente sempre di più sulla vicenda centrale, riguardante Kaya e la sua famiglia. Mentre nel secondo caso c'è soprattutto Osamu Mob, uno che nonostante le sue parole rassicuranti sembra incarnare perfettamente lo stereotipo del maniaco. Ma ci sono pure altri personaggi che, seppur in chiave minore, rendono difficile capire da che parte stanno.
Il risultato di tutto questo ha in negativo una narrazione inizialmente troppo dispersiva e questo difetto raggiunge il picco in due o tre micro-episodi da cui la serie trae degli epiloghi con insegnamenti sul modo corretto di accudire i bambini: insegnamenti lodevoli, però lo spettatore si chiede pure cosa centrino con la storia in sé. Ma in positivo c'è una buona dose di imprevedibilità che unita ad una regia capace di evitare lungaggini o di essere troppo frettolosa sa creare e gestire molto bene la tensione, cosa che si evince in particolare nella seconda parte della trama, dove le varie scoperte sulla famiglia di Kaya sono ben distribuite, sanno essere coinvolgenti e creano un crescendo che culmina in un finale non dico da cardiopalma ma che comunque fa davvero preoccupare e tifare per i protagonisti. Inoltre aiuta molto la suspense il fatto che Kaya non venga resa come una bimba esageratamente geniale e invincibile (magari pure antipatica con la sua perfezione), è una piccolina sveglia ma comunque capace di ingenuità ed errori che sono normali per la sua età.
Volendo poi analizzare l'approccio della serie ai suoi due generi di riferimento, l'horror e la commedia, il primo è decisamente più riuscito: sul piano delle idee non c'è molta originalità nelle caratteristiche di questi mostri, diciamo pure che le creature soprannaturali sono più brutte che terrificanti, del resto ‘Kaya-chan’ si concentra su un horror da atmosfera oscura e angosciante e non da jumpscare, alcune volte con effetti 'ni' (non annoia ma neppure prende molto) mentre in altri casi svolge davvero un lavoro efficace (come nel parco dell'ottavo episodio) grazie pure alla spietatezza di queste entità, le cui azioni sono rese ancora più cattive dal loro infierire su bambini innocenti. Inoltre questa atmosfera cupa diventa ancora più forte in alcune situazioni con un forte tono drammatico o per la presenza di minacce umane anziché soprannaturali (ma non per questo meno pericolose).
Viceversa il lato dell'umorismo lascia un po’ a desiderare, viene affidato in particolare a Mob e non va oltre le faccine buffe o qualche gag molto semplice: insomma, fa più sorridere che ridere.
Passando all'introspezione, svolge un lavoro sia discreto che buono: è discreto con i comprimari, perché ci fa conoscere le loro motivazioni e nient'altro, mentre è buono nel mostrare il rapporto che si crea tra Kaya e la maestra Chie e poi nello spiegare i motivi della madre di Kaya, Mirai Sato. In questi casi non ci viene solo fatto conoscere, riusciamo anche a comprendere adeguatamente, quindi troviamo molto bello il rapporto tra maestra e allieva e comprendiamo bene le azioni di Mirai.
Il vero punto debole della serie è, purtroppo, la qualità tecnica: ho visto di peggio, però dopo un esordio diciamo accettabile si procede su un livello molto medio che pur non arrivando ai movimenti scattosi presenta dettagli molto semplificati e spesso le azioni sono più suggerite che mostrate. Musiche abbastanza gradevoli.
Per concludere, 'Kaya-chan' è un titolo non memorabile ma comunque ben fatto, che consiglio agli amanti dell'horror e della suspense, a patto che sorvolino su una qualità tecnica non eccelsa.
Come voto mettò 7,5, però si colloca più tra questo e il 7.