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"Un finale d'emergenza tra forzature e un lieto fine rushato"

Quando una serie anime dal buon potenziale viene bruscamente tagliata, la palla passa quasi sempre a episodi speciali o OAV con l'ingrato compito di "chiudere i giochi". Buddy Complex, sci-fi mecha targato Sunrise, ha dovuto subire esattamente questo destino. Il risultato di questa operazione di salvataggio sono due episodi conclusivi che, se da un lato mettono la parola "fine" alle vicende di Aoba, Hina e Dio, dall'altro mostrano tutti i limiti di una narrazione condannata a correre, forse meglio, a saltare in modo illogico e senza armonicità.

I due OAV di "Buddy Complex" cadono nella trappola del "rushed" per probabili motivi di budget e il tempo narrativo "ringrazia".
"Kanketsu-hen" aggiunge ai limiti della serie padre relativamente all'idea di fondo anche quelli della sua gestione temporale. Condensare quello che avrebbe dovuto essere l'arco narrativo di un'intera seconda stagione in tre quarti d'ora complessivi è un'operazione che si rivela letale.
Tutto si muove alla velocità della luce: la geopolitica del conflitto, la risoluzione delle sottotrame e persino l'evoluzione tecnologica dei mech subiscono un'accelerazione ingiustificata. Lo spettatore non ha il tempo di assimilare la gravità degli eventi perché la sceneggiatura sta già correndo alla sequenza successiva. I conflitti ideologici e i rancori accumulati nella serie principale si sciolgono come neve al sole nel giro di una singola inquadratura, privando i personaggi di quella scarsa tridimensionalità che si era faticosamente costruita in precedenza.

E così la seerie procede per una serie di eenti forzati e "Deus ex Machina" in serie, per fare in modo che tutti i pezzi del puzzle si incastrino prima del gong finale, la scrittura ricorre in modo sistematico a forzature logiche ed eventi guidati dalla pura convenienza di trama. E il tutto viene eseguito senza alcuna verecondia: Soluzioni istantanee, con strategie militari complesse e scoperte scientifiche sui paradossi temporali vengono sbrogliate in pochi secondi; casualità calcolata al millimetro, con personaggi si trovano sempre nel posto giusto al momento giusto, non per intuito o strategia, ma perché i binari della narrazione non permettono deviazioni o battute d'arresto.

Questo approccio toglie qualsiasi percezione dell'imprevedibilità togliendo ogni tensione drammatica, perché diventa evidente che ogni ostacolo verrà superato non attraverso un percorso narrativo sviluppato e coerente, ma tramite un espediente narrativo forzatamente calato dall'alto.

Il finale è l'apoteosi di qusto approccio proponendo un happy ending dal sapore "posticcio" in cui il nodo temporale viene sciolto con una facilità disarmante, regalando una conclusione zuccherosa che stona con gli toni drammatici della serie.

Resta invece confermato il buon livello sul piano visivo. Dal punto di vista delle animazioni e dell'impatto grafico, i due episodi sono inattaccabili. I combattimenti tra i robot sono frenetici, spettacolari e valorizzati da un'ottima fluidità.
"Buddy Complex: Kanketsu-hen" resta pertanto il ritratto di un'occasione mancata, lasciando agli appassionati di mecha un finale preconfezionato che soddisfa solo la vista.