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Witch Atelier è un'altra serie su cui ho deciso di puntare dopo aver scelto la 'strategia' di guardare solo titoli che non appartenessero a quelle categorie ormai fin troppo abusate, perché almeno nel mio caso mi hanno dato diverse delusioni. Alla fine devo constatare che la scelta è stata ancora giusta, anche se non perfetta.
Nell'analizzare questa serie elencherò tre elementi, in ordine qualitativo decrescente: ambientazione e animazioni, trama e introspezione.
Il primo elemento è il migliore: l'aspetto su cui più insiste la serie è l'esplorazione di questo mondo fantasy, l'illustrarne i luoghi, i modi di vivere, le magie e mentre molto spesso in altri titoli queste parti spiegate, pur servendo, rallentano la narrazione, qui invece abbiamo un bell'esempio di come si possa intrattenere senza noia ricorrendo al fascino delle immagini, stimolando la fantasia anche con le parole, tramite il racconto di eventi arcaici e procedure, il tutto accompagnato da poche scene d'azione vera e propria ma di cui non si avverte molto la mancanza. Devo poi precisare che questa magia narrativa non avrebbe potuto avere lo stesso effetto se non fosse stata aiutata da una qualità tecnica a dir poco sublime, che in alcuni momenti può persino strappare l'applauso per quanto è fatta bene e spettacolare (c'è un ottimo esempio di ciò alla fine del quinto episodio).
Al secondo posto c'è la trama e il suo sviluppo: non si può mettere al primo in quanto è davvero molto semplice e prevedibile di per sé (almeno in questa parte iniziale della storia) e qualche volta ci sono delle forzature inverosimili per far andare le cose in determinate direzioni. Tuttavia il fascino oscuro di quelli che sono i cattivi, ossia i maghi 'tesa larga', viene ben rappresentato: appaiono poco ma le loro apparizioni sanno creare una vera aura di mistero. Inoltre la narrazione dimostra di sapere bene come legare il mistero alla suspense, specie negli episodi 4-5 e poi 12-13, e quando mostra il tranquillo e bonario mago Qifrey assumere atteggiamenti inquietanti. Inoltre alcuni episodi vengono sfruttati per dare anche lezioni di vita, magari un po’ retoriche ma giuste
La parte che più delude è quella introspettiva: non è un disastro, però riesce davvero bene solo quando si concentra sul rapporto tra la protagonista Coco e la madre, perché fa davvero intuire il profondo affetto che le lega, anche con cenni poetici nell'episodio 3. Però nel tratteggiare gli altri personaggi ci viene non solo mostrato poco (cosa che ci può stare in questa prima parte della storia) ma soprattutto viene raccontato in maniera fredda e superficiale, insomma non suscita alcuna, o quasi, emozione quando invece dovrebbe, visto che quasi tutti hanno un background drammatico alle spalle. Comunque una menzione insieme di merito e demerito per come viene mostrata Coco: il suo atteggiamento di gioia irrefrenabile davanti alla magia è calzante vista la sua età, però risulta spesso talmente emozionata da arrivare ad essere persino fastidiosa, tanto che lo spettatore può essere tentato di volerla solo zitta. Musiche gradevoli.
Concludendo, Witch Atelier è una serie che consiglio: capolavoro sul piano delle animazioni, lavoro in generale buono per il resto, come voto metto 8 ma è più tra questo e il 7,5. Non vedo l’ora di guardare il seguito.