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ARAPHAEL

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6,5
Devo dire che mi ha sorpreso questo film, quando credevo si trattasse di solo splatter ed erotismo fine a sé stesso. Queste due componenti infatti sono presenti e regnano sovrane per quasi tutta la durata del film, e, seppur non disprezzi queste due componenti in particolare, se espressione dell'arte giapponese, per via della sua malata ma piacevole esasperazione, se non ci fosse stato un elemento di svolta nella trama, l'avrei bocciato senza pensarci due volte. Consiglio infatti di non farsi scoraggiare e di proseguire nella visione fino alla fine, perché potrebbe anche sorprendere quest'opera. Lungi dall'essere un capolavoro, o anche solo un buon lavoro, "La città delle bestie incantatrici" va a mio dire premiata per una certa originalità a suo modo, espressa nei minuti finali, che saprà giustificare tutta una serie di apparenti forzature e semplificazioni presenti nella prima parte del film.
Molto meglio di tante opere simili dello stesso genere, che rimangono sterili da inizio a fine visione.


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ryo79

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
"La città delle bestie incantatrici" è un lungometraggio diretto da Yoshiaki Kawajiri (regista di lavori come "Demon City Shinjuku" e "Ninja Scroll") e basato su una serie di racconti scritti da Hideyuki Kikuchi (autore di opere da cui sono stati realizzati anime del calibro di "Vampire Hunter D - Bloodlust" e "Demon City Shinjuku"). La storia è ambientata verso la fine del XX secolo ed esplora l'idea che il mondo degli esseri umani coesista segretamente col mondo dei demoni e che una forza di polizia segreta, nota come la Guardia Nera, protegga il confine fra i due mondi. Il film è un thriller a sfondo soprannaturale caratterizzato da forti contenuti erotici. La versione originale durava circa novanta minuti, ma in molti Paesi è stata rilasciata una versione censurata.

«L'era dei computer e dell'alta tecnologia
ha cambiato le città e la civiltà in cui viviamo.
Abbiamo l'illusione di avere il pieno controllo della scienza
e la certezza che la nostra conoscenza sia illimitata.
E, invece, esistono ancora territori d'ombra,
che non accettiamo o che fingiamo di non vedere.
Noi uomini ci aggrappiamo ad effimeri ideali di felicità e di ordine.
E inseguiamo desideri di piaceri immediati, che ci fanno dimenticare
l'esistenza della spaventosa dimensione dell'oscurità,
che corre parallela al nostro mondo, e che, inevitabilmente,
prima o poi, andremo ad incontrare.»

La città oscura di Kawajiri
"La città delle bestie incantatrici" è un thriller a sfondo soprannaturale a tinte horror/splatter con dei forti contenuti erotici, caratterizzati da scene di sesso esplicito e violenze. A un primo impatto, sembra quasi di essere davanti a un semplice thriller erotico. Ci troviamo difatti a seguire il protagonista durante un incontro amoroso con una ragazza conosciuta in un bar. Nonostante l'atmosfera noir, tutto sembra abbastanza normale, finché, proprio durante l'atto sessuale, la ragazza si trasforma in una specie di donna-ragno. Una scena che, vista la prima volta, è a dir poco agghiacciante. Da qui seguiamo Renzaburo Taki in un allucinante viaggio in un mondo in cui i mostri esistono e vivono nascosti in mezzo agli esseri umani. La trama non è delle più originali, ma Yoshiaki Kawajiri, qui all'opera con uno dei suoi primi lavori, riesce a fare un ottimo lavoro, distribuendo sapientemente i colpi di scena e sviluppando la storia in modo da tenere sempre viva l'attenzione dello spettatore.

Il lungometraggio contiene diverse scene a sfondo erotico, alcune delle quali sono particolarmente violente e mostrano, in maniera non troppo velata, perfino stupri e torture. Nel film si vedono delle conturbanti donne-mostro che, come le sirene descritte nella mitologia greca, seducono gli uomini con la loro bellezza con il solo scopo di renderli inermi e poi ucciderli. Renzaburo definisce queste affascinanti donne del Lato Oscuro come "disgustosamente perfette", talmente belle da non poter essere vere, ma la cui vera natura è a dir poco letale. Il sesso con esseri mostruosi è un tema ricorrente nella pellicola e in alcuni casi è talmente esagerato che sfocia perfino nel grottesco. E' proprio questo uso eccessivo delle scene a sfondo sessuale che potrebbe far storcere il naso a qualcuno e che di certo rende il film assolutamente inadatto ai più giovani (motivo per cui evito i dettagli).

La realizzazione della pellicola è affidata alle abili mani degli animatori dello studio Mad House, il che garantisce dei bellissimi disegni e delle animazioni che, sebbene siano state realizzate negli anni '80, mantengono un elevato livello qualitativo. La caratteristica peculiare della produzione è un predominante utilizzo dei colori scuri, soprattutto nero, viola e blu. In mezzo a tutti questi colori scuri, fanno però la loro apparizione degli improvvisi lampi di rosso che, come il sangue che sgorga dalle ferite, esaltano il lato macabro delle scene più forti. L'ambientazione è caratterizzata da una pesante atmosfera dark, esaltata da una Tokyo costantemente avvolta dalle tenebre. I protagonisti si muovono in un mondo oscuro, avvolto da una specie di eterno crepuscolo, dove il sole sembra non voler mai sorgere a scacciare le ombre.

Anche qui, come in molti dei suoi lavori, Kawajiri cura anche il character design dando all'opera il suo tocco unico e personale. Purtroppo la caratterizzazione dei personaggi non è delle migliori e, nonostante a un primo impatto facciano una buona impressione, col proseguire della pellicola risultano poco approfonditi e danno la sensazione di adattarsi alla sceneggiatura con dei cambi di comportamento fin troppo repentini. Le musiche riescono ad esaltare le atmosfere noir del film con dei motivi prevalentemente jazz, mentre la sigla di chiusura è una canzone melodica intitolata "Hold Me In The Shadow" e cantata da Hitomi Tohyama. Nonostante i vari difetti "La città delle bestie incantatrici" è un ottimo lungometraggio, ma decisamente non è un prodotto adatto a tutti.


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Stairway90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
La carriera del regista Yoshiaki Kawajiri è fortemente legata alle opere di Hideyuki Kikuchi, visto che tre dei suoi lavori più celebri, ossia La città delle bestie incantatrici, Demon City Shinjuku e Vampire Hunter D: Bloodlust sono tratti dai romanzi dello scrittore. Proprio La città delle bestie incantatrici è il primo film interamente realizzato da Kawajiri, che prima di allora aveva diretto SF Shinseiki Lensman assieme al ben più esperto Kazuyuki Hirokawa e il secondo segmento del film Manie-Manie Meikyu monogatari (il primo è opera di Rintaro, il terzo di Katsuhiro Otomo, il celebre autore di Akira). Inizialmente, anzi, il progetto era nato come cortometraggio di poco più di mezz'ora, ma i produttori rimasero così soddisfatti dal lavoro di Kawajiri da affidargli il compito di farne un lungometraggio, che debuttò nelle sale nipponiche il 25 aprile del 1987 e ottenne un grande successo di pubblico e di critica, oltre a numerose polemiche.

Tratto dal primo romanzo della serie Wicked City, il film è ambientato in una moderna Tokyo di fine XX secolo, in cui l'umanità e demoni abitanti del Mondo Oscuro convivono da secoli rispettando un patto per mantenere la pace, anche se pochi esseri umani sono a conoscenza di questa verità; tuttavia, esiste una fazione di demoni che punta a rompere la pace e per fare ciò intendono eliminare l'ambasciatore del mondo degli umani, l'arzillo vecchietto italiano Giuseppe Maiato. Per proteggerlo, gli vengono affiancate due guardie del corpo, l'umano Renzaburo Taki e la demoniaca Makie, ma le forze che bramano la rottura del trattato sono decise a tutto per ottenere i loro obiettivi, e non si faranno scrupoli per togliere di mezzo il vecchio e le due guardie, accanendosi soprattutto su Makie quando quest'ultima sarà, indirettamente, causa della morte di un altro demone, suo ex-amante. Salvandosi più volte l'un l'altro e conoscendosi meglio, Makie e Taki finiscono, piuttosto prevedibilmente, col mettersi insieme e nella loro unione anzi dovrebbe nascere, stando alle parole finali di Maiato, il primo bambino metà umano e metà demone, simbolo di una nuova era di pace fra i due popoli.

Il lungometraggio si caratterizza per una mescolanza di erotismo, thriller e horror (non sempre ben riuscita, in verità) e da un comparto tecnico accattivante, poiché offre scenari dalla tinte scure (dominanti il nero e il blu) che esaltano l'aspetto noir, animazioni più che buone nelle scene d'azione e nei numerosi combattimenti, e un character design adulto e realistico che rende al meglio la sensualità delle figure femminili e le orride sembianze dei mostri. Il ritmo dell'azione purtroppo cala nella seconda parte del film, dopo un inizio serrato e promettente, mentre la componente erotica (che porta ingiustamente molti a etichettare la pellicola come un hentai) si intreccia spesso e volentieri con quella orrorifica: emblematica è una delle scene iniziali, in cui Taki va a letto con una bellissima donna che si rivelerà essere un demone con una vagina dentata, chiara metafora dell'ansia da castrazione che l'uomo giapponese di fine anni '80 stava vivendo in seguito alla rivoluzione della società e all'emancipazione femminile. In verità, di scene di sesso il film è pieno, presentandoci in più di un'occasione Makie vittima di violenze carnali (stranamente senza opporsi o lamentarsi della cosa) o addirittura un amplesso fra i due protagonisti in una chiesa: sono elementi che potrebbero urtare la sensibilità di qualche spettatore o risultare fastidiosi, e messi lì senza alcun motivo se non quello di soddisfare la perversione dei Giapponesi, ma, se visti all'interno del loro contesto, sottolineano ulteriormente quell'atmosfera cupa, oscura, violenta e perversa che permea la pellicola. Altro elemento che deluderà sicuramente gli spettatori più esigenti è la caratterizzazione dei personaggi, che si basa su stereotipi triti e ritriti (il tenebroso duro che si lascia andare solo a rapporti occasionali con belle donne, la stupenda e intrigante femme fatale, l'antagonista sadico e spietato dallo sguardo minaccioso, il vecchietto libidinoso) e manca di qualsiasi approfondimento o percorso di formazione durante la storia, tant'è vero che la storia d'amore che nascerà fra i due protagonisti risulta, a conti fatti, piuttosto frettolosa e poco credibile (insomma, Makie ha subito da poche ore uno stupro di gruppo e poi, come se nulla fosse, fa sesso con Taki in una chiesa!).

La studiosa di letteratura e cultura giapponese Susan J. Napier ha dedicato grande spazio nel suo libro Anime from Akira to Princess Mononoke all'analisi delle figure femminili della pellicola e delle loro trasformazioni, mettendo in luce come il percorso di Makie, introdotta come personaggio indipendente e più forte del suo collega maschile Taki, poi trasformata in una vittima sacrificale per salvare Maiato e Taki e infine in una figura materna quando rimane incinta del protagonista, rappresenti il ritorno della figura femminile nell'ordine patriarcale in un periodo in cui l'emancipazione femminile coinvolgeva anche il Giappone. Condivisibile o meno questa analisi, La città delle bestie incantatrici resta, pur con i suoi difetti, il primo successo commerciale e di critica di Kawajiri, che vi introduce alcuni degli elementi caratteristici della sua "poetica", e come thriller dalle atmosfere cupe e dall'erotismo "perverso" costituisce una visione gradevole, anche se non eccelsa.


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kaio1982

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Yoshiaki Kawajiri è il regista di questo film, ingiustamente etichettato come hentai e di basso livello; naturalmente, non sono d'accordo.

Questo film, pur non essendo un capolavoro, può vantare un indiscutibile livello tecnico artistico, che non può essere sottovalutato, specialmente considerando la grafica decisamente avanti per un film del 1987.
La trama è interessante e parla di una vecchia disputa millenaria, tra gli uomini e i demoni. Per porre fine alla disputa, viene stipulato un trattato di pace tra gli umani e i demoni, che dovrà essere siglato da membri importanti dei rispettivi mondi. Incredibilmente, viene scelto un vecchietto italiano di nome Giuseppe Maiato, decisamente pervertito e che tutto sembra tranne che una persona seria e importante. I demoni non sono tutti favorevoli alla firma del trattato e faranno di tutto per uccidere il vecchietto, che dovrà essere protetto da due guardie del corpo, appartenenti sia alla razza umana, che a quella dei demoni. Per questo incarico, vien scelto Renzaburo Taki, come esponente umano, e Makie, una bellissima donna del mondo dei demoni.

Il film è decisamente godibile, sia per i vizietti del vecchietto che per le apparizioni dei demoni, che qui appaiono ben rappresentati e inserti in scene decisamente forti e ben animate. Lodevole è la componente mostruosa dei demoni, che qui viene mischiata in maniera perfetta con alcune scene di sesso dal richiamo hentai, ma senza scadere nel genere. Molto bello è il rapporto che si viene a creare tra Renzaburo e Makie, che richiama vecchi tabù sull'amore, addirittura tra un uomo e una donna demone.
Il film è godibile, intenso e divertente fino alla fine, ed è realizzato in maniera eccelsa per il periodo. Dal punto di vista estetico, risulta bello da vedere ancora oggi, grazie ad un character design maturo, adulto e dettagliatissimo, un uso delle luci e dei riflessi ottimo, e una colorazione dei fondali decisamente avanzata. Le animazioni sono sempre fluide e splendide nel loro dettaglio.
"Wicked City" non è un capolavoro, ma un ottimo film, che ha l'unica sfortuna di non essere recente e famoso, perché altrimenti avrebbe goduto di ben altra considerazione.


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AkiraSakura

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Questo è il primo film di Yoshiaki Kawajiri e fin dalla sua prima uscita nel lontano 1987 ha scatenato pareri contrastanti. Come la maggior parte dei film di questo regista, "Wicked City" gode di un character design molto raffinato e di una buona realizzazione tecnica. Tuttavia, la povertà di contenuti e dialoghi si fa notare subito, nonostante il fascino delle atmosfere e la buona regia.

La storia è molto semplice: la Terra e il Mondo dei Demoni (Dark World) sono in guerra, ed è necessario ripristinare la pace. Taki è un agente speciale degli umani, il cui compito è di proteggere un vecchio di nome Giuseppe, che sembra abbia un ruolo fondamentale nella stesura del trattato di armistizio. Taki verrà aiutato da Makie, un demone donna che si è schierata dalla parte degli umani.
Taki è un buontempone che ama avere rapporti occasionali, tuttavia, una volta conosciuta Makie, la cui bellezza ed eleganza sono dirompenti, metterà la testa a posto e capirà cosa vuol dire veramente amare una donna.

Passiamo ora ad analizzare il motivo della carica anomala che ha questo titolo. Devo ammettere che il design di alcuni demoni è veramente raccapricciante, e Lovercraft ci metterebbe senz'altro la firma. Troveremo durante la visione del film scene di stupro singolo e multiplo, che tuttavia sono poco credibili in quanto la ragazza che subisce sembra quasi consenziente: ella gemerà senza neanche tirare un grido di terrore e non tenterà mai di divincolarsi. E' inutile dire che, secondo me, queste schifezze si potevano pure evitare. Molte altre scene di sesso sfoceranno invece nella trasformazione della donna in una mostruosità aberrante che tenterà di castrare l'uomo, attraverso la vagina dentata oppure l'assorbimento del malcapitato nell'utero.
Su queste cose Freud avrebbe molto da dire, infatti nell'intero film domina l'ansia di castrazione, che può essere interpretata antropologicamente come la frustrazione dell'uomo dovuta alla sua progressiva perdita di potere nei confronti della donna, nel contesto del patriarcato giapponese. Un'altra chiave di lettura può essere l'interpretazione del mondo dei demoni come società matriarcale, che essendo atavica e orgiastica, è una minaccia per il patriarcato, rappresentato dal mondo degli umani. Il rapporto d'amore tra Taki e Makie si svincolerebbe quindi dal castrante matriarcato, permettendo l'equilibrio tra quest'ultimo e il patriarcato. Dal punto di vista sociologico si avrebbe quindi la parità di diritti tra uomo e donna, dal punto di vista psicologico la nascita della coscienza civile. Infatti, nella cultura giapponese l'uomo è sempre stato padre e padrone, e solo con i cambiamenti avvenuti nell'ultimo secolo la posizione della donna nella società è migliorata. Questo cambiamento nel rapporto tra i sessi penso abbia molto influenzato la realizzazione di questo film. Questa tesi è sostenuta dalla studiosa di cultura giapponese Susan Napier, che considera "Wicked City" di rilevante contenuto antropologico.

In definitiva, tornando ai dettagli tecnici, non mi sento di catalogare questo film come un hentai, ma piuttosto come un processo inconscio che colpì i Giapponesi in quel periodo. Una sorta di incubo, di reazione paurosa derivante dalla progressiva indipendenza della donna.
Sicuramente non abbiamo di fronte un capolavoro, ma un film che a tratti sembrerà abbastanza "legnoso". Tuttavia, per essere il frutto del lavoro di un esordiente Kawajiri è comunque notevole e, personalmente, le atmosfere dark e la scelta del character design di "Wicked City" mi sono sempre piaciuti un casino.


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Zenzero

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Io penso che questo film sia pienamente sufficiente. Di certo non mi aspettavo un capolavoro quando mi sono messo alla visione e non sono rimasto deluso.
La storia è scontata fino al midollo, dall'inizio alla fine, però piacevole allo stesso tempo. Esistono due tipi di razze sulla terra, che vanno più o meno d'accordo e a breve verrà rinnovato il trattato di pace tra loro, anche se ovviamente c'è una parte (non gli umani) a cui non va proprio bene e cercano di mettere i bastoni tra le ruote ai nostri protagonisti, due detective. Purtroppo già qua è presente la prima pecca, perché creare un personaggio gigante e possente e dargli 25 anni? Con che scopo? Si poteva semplicemente dire avesse per lo meno 30 anni, dato che ne dimostra anche di più. La sua caratterizzazione, così come quella della protagonista femminile è molto approssimativa, ma essendo un film ci può anche stare.
Altro punto negativo va alla donna ragno stile esorcista, personaggio brutto e alla fine anche inutile, sicuramente è stato buttato lì giusto perché donna.
Le scene di sesso non sono mai esplicite, quindi non mi sento di reputarlo un hentai, anche se sono tante e persino ben fatte, aggiungo il persino perché fanno da contorno alla storia. Sono troppe sicuramente, alcune sono buttate qua e là un po' forzatamente, ma fosse solo questo il problema sarebbe comunque un ottimo prodotto. Inoltre alcune parti sono raccontate in maniera un po' frettolosa, così come i combattimenti, tutti molto rapidi, ma non per questo noiosi. Una menzione in particolare la meritano i combattimenti finali, molto apprezzabili.
Il personaggio del vecchietto mi è piaciuto un sacco, davvero simpatico, specie alla fine, dato che le gag comiche che lo riguardano sanno molto di già visto (ricordate il Genio Delle Tartarughe? Al secolo il Maestro Muten).
Anche i disegni sono belli, rispecchiano a pieno lo stile di quegli anni, mentre la sigla finale è menzionabile per dover di cronaca e nient'altro.

Concludendo io ho trovato questo "La Città delle Bestie Incantatrici" piacevole per trascorrere un'ora e mezza (poco meno in realtà) con qualcosa di leggero. Consigliato a tutti i fan delle opere di azione che però non cercano il capolavoro del secolo.

Utente5795

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Utente5795

Episodi visti: 1/1 --- Voto 4
Ho avuto modo di leggere non poche critiche negative riguardo a questo film e al regista Yoshiaki Kawajiri (che conoscevo solo per un episodio di Animatrix), rivolte non tanto al contenuto esplicito e a volte disturbante di Wicked City, quanto al suo scarsissimo spessore narrativo ed alla sua poca profondità. Non ho comunque desistito, perché i presunti "temi" sollevati dalla pellicola mi sembravano davvero peculiari e insoliti, e speravo quindi di imbattermi in qualcosa di affascinante... e invece ecco che arriva puntuale la bidonata! Guardato con gli occhi di una persona del 2010, questo anime di un'ora e mezzo scarsa risulta un lavoro datato e senza motivo di interesse, a parte le repellenti metamorfosi delle creature demoniache.

Tralasciando la trama, prevedibile e senza colpi di scena, il maggior difetto di questo film è quello di puntare tutto sulle scene di violenza e sesso decisamente slegate dagli altri avvenimenti, con numerose incursioni nell'hentai. Va però detto che Wicked City difficilmente può essere considerato un hentai vero e proprio, piuttosto è un thriller erotico con alcune scene molto spinte, segnate dalle mutazioni organiche dei nemici che donano un po' di horror al risultato; in ogni caso l'eros è ben lontano dallo scaldare la vicenda, dando ancora più l'impressione che esso sia solo un riempitivo per tentare di aggiustare una vicenda frettolosa, con una sceneggiatura banale la cui unica funzione è quella di motore dell'azione, tralasciando alcuni doverosi approfondimenti sul rapporto tra umani e creature del buio, e sui personaggi, tutti privi di carattere.

E dire che di argomenti interessanti ce ne sarebbero, tutti legati al sesso inteso nel senso più freudiano, come pulsione istintiva che l'uomo deve saper razionalizzare, per riuscire ad affrontare i suoi fantasmi e vivere l'incontro fisico con l'altro nella maniera più giusta, ma nulla: non si riesce ad andare oltre la fiera dell'ecchi più ostentato e gratuito. Un punto a favore va invece alla realizzazione grafica, che però rimane altalenante: le animazioni passano dalla rigidità più assoluta all'incredibile scorrevolezza dei combattimenti, mentre i colori sono usati con una certa classe, anche se risultano francamente troppo accesi e appariscenti. Oltretutto, la regia non è il massimo, ci sono troppe inquadrature ferme e traslazioni, fattore che di certo non valorizza le scene d'azione, mentre il versante musicale è completamente anonimo e trascurabile.

Che dire? Un progetto con delle buone premesse, ma che si dimostra essere solo un episodio minore della filmografia anime anni '80, piuttosto noioso e con niente, ma proprio niente da dire.


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ivan180378

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Questo anime è ambientato in epoca contemporanea. Il genere è azione, horror, erotico.
Si immagina che l'umanità abbia raggiunto un accordo di pace con il mondo oscuro, cioè con il male impersonato da demoni di ogni sorta. L'accordo di pace sta per scadere e bisogna rinnovarlo. C'è ovviamente nel mondo oscuro chi desidera che questa pace non si raggiunga e che i demoni possano sopraffare l'uomo. A garantire la sicurezza della trattativa di pace, vengono incaricati un agente umano e un agente demone di sesso femminile. Essi dovranno garantire l'incolumità di un anzianotto libidinoso, che però è la chiave per la riuscita della trattativa. Le nostre due bodyguard subiranno diversi attacchi da parte del male nel corso di tutto il film.

Frequenti sono le scene di sesso ed erotiche esplicite, non ai livelli di un hentai, ma sicuramente ai livelli di un film erotico. Particolare e rara questa combinazione azione/horror/erotico.
Parliamo ora della tecnica. Per essere un anime del 1987 si difende bene anche a livello del sonoro. Niente di eccezionale, ma sicuramente siamo nel discreto sia sulla regia, sia sulla sceneggiatura, sia sull'animazione. Non ricordo musiche memorabili. È quindi a mio avviso un discreto anime, da vedersi, ma non adatto a tutti. È infatti importante capire che non è solo un horror, ma anche un erotico violento, e non tutti possono gradirlo. Alcune parti sono eccessivamente kitsch, come quella del vecchietto in continua fregola, personaggio che si poteva evitare.
Voto: discreto. Visione: consigliato a un pubblico adulto che non si scandalizzi di fronte a scene di violenza marcata e scene erotiche anche violente.

hallymay

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hallymay

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
Do un voto a metà, perché questo film si può vedere con due approcci molto differenti.
Se cercate un'opera intrisa di fascino, violenza ed esoterismo potete benissimo fare mailing bombing verso la casa produttrice, rea di avere usato dei soldi per produrre una boiata del genere.
Se invece avete voglia di una trashata anni ottanta... bè questo è il film che fa per voi, perché è talmente esagerato, erotico e stupidamente sceneggiato da fare involontariamente morire dalle risate!
Le scene di stupro di gruppo sono le più belle, con la protagonista che si fa prendere da dietro e davanti e riesce persino a gemere... Sì ok, è un hentai... però dai, una scena così drammatica...
Non parliamo poi del protagonista, Taki, un maschione che ha venticinque anni e me dimostra quaranta, fa sesso come e quando può e quando non lo fa parla di sesso con chiunque capiti in una maniera che farebbe incavolare più di una femminista! Grazie a dio incontra la collega Makie, che lo fa rinsavire, lo fa innamorare nel giro di due scene e gli insegna anche il gusto dei preliminari.
Naturalmente la trama è giusto quel tenue filo che unisce uno stupro ad una scena di sesso ad una fellatio.
Bè se lo vedete per farvi due risate (o qualcosa di poco confessabile) allora Wicked City merita 10.
Quindi ho fatto la media: 5!


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M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Wicked City - La Città delle Bestie Incantatrici è un lungometraggio del 1987 che, a mio parere, non sembra sentire il peso degli anni, ma, quello dell'intemperanza in esso racchiusa, probabilmente sì. Stiamo parlando del primo lungometraggio diretto da Yoshiaki Kawajiri, uno dei più grandi nomi del settore, nonché uno dei più discussi dalla critica, sia in senso positivo che negativo.
Personalmente, per quanto riguarda questo titolo, ne ho apprezzato altamente sia il taglio registico che la qualità delle animazioni e dei disegni, a dir poco inusuali all'epoca. È a partire dagli argomenti trattati, che si nota la singolarità di quest'autore che, pur essendo alle prime armi con una pellicola cinematografica (che inizialmente era un cortometraggio), si permette di costruire una trama alla base limitata, difatti incentrata su lotte tra demoni e umani, ma stilisticamente ineccepibile. Particolarmente aggressivo e diretto, per via di una (forse abusata) mole di scene di sesso violento, a volte addirittura blasfeme, il film non è certo di quelli adatti ai ragazzi né alle persone abbastanza sensibili. Vengono trattati temi come la ginofobia (fobia della donna), il "tentacle rape" (non aggiungo altro), o l’"ansia da castrazione"... Insomma, c'è di tutto e di più, ad ogni modo, sarebbe erroneo catalogare il titolo come "Hentai". Wicked City è un thriller erotico che, a conti fatti, supera brillantemente la sufficienza, grazie alla spettacolare regia di Kawajiri, fatta di sequenze memorabili e che, favorite da una realizzazione tecnica di livello esemplare, non smettono mai di sorprendere.
Consigliato a un pubblico più che maturo.


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Gackt

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
Trovo molto strano che quest'anime abbia avuto una media superiore a quella di Demon City Shinjuku (sempre di Kawajiri). I due anime sono entrambi tratti da romanzi di Hideyuki Kikuchi, pertanto presentano atmosfere simili, ma penso che Demon City sia superiore a questo nella realizzazione tecnica e nel risultato finale.

Anche in Wicked City viene ripreso il tema della battaglia tra demoni e umani. Il protagonista Genzaburo Taki, affiancato dalla bella Makie, è incaricato di proteggere un anziano signore, importantissimo per un trattato di pace tra gli uomini e il Lato Oscuro.

La realizzazione tecnica (animazioni, musica ecc) risente degli anni. Dopotutto è datato 1987. La mano di Kawajiri si vede palesemente: il chara design (particolare, che o si ama o no) e le colorazioni bluastre sono inconfondibili segni del suo passaggio. Ma nonostante questo, visti gli input abbastanza buoni, l'anime avrebbe potuto risultare un prodotto abbastanza buono, se non fosse che un Kawajiri esordiente lo riempì di scene di sesso. Non penso che un autore affermato e maturo lo avrebbe fatto, visto che spesso queste scene non sono utili alla narrazione.

Infatti non penso di esagerare definendo Wicked City un "soft hentai", in quanto non può essere ricondotto al filone pornografico, ma le continue scene di nudo e le frequenti sequenze di sesso esplicito (anche con mostri) non lo rendono certo un prodotto diretto a un pubblico giovane. Potrebbe quindi piacere agli amanti degli hentai leggeri o delle "stramberie" (basti pensare ad una donna-ragno che scende dal tetto con una ragnatela che fuoriesce da ......), ma credo che questa eccessiva incursione nel mondo del fanservice non abbia giovato al risultato finale.

Dategli un'occhiata se volete, ma non vi perdete nulla.

Koji_77

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Koji_77

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
Questo anime devo dire che non mi ha preso, sia la trame che la scenografia non sono granchè, è vero che il tempo a disposizione non era molto, ma è anche vero che quando si va a produrre un film si sa dal principio che il tempo sarà quello.
Il disegno è quello che è, un po' datato ma tutto sommato all'altezza dell'epoca, a volte un po' troppo splatter, ma c'è di peggio, come molti anime di questo periodo non brilla per qualità di animazioni o trovate interessanti ne nella trama ne nella regia.
Le musiche le ho trovate abbastanza anonime come del resto gli stessi scontri.
La caratterizzazione dei personaggi è molto ridotta, si poteva fare qualcosina in più.
Credo che uno dei problemi principali sia proprio il fatto che l'anime sia del 1987, in quegli anni l'animazione ha avuto dei cali e comunque vedere oggi un anime "datato" ha sicuramente un impatto più negativo rispetto ad allora.
Ad ogni modo non raggiunge la sufficienza a mio avviso.


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il corsaro delle stelle

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
E' un buon film. Forse vedendolo adesso risente leggermente degli anni, pero' ben fatto in ogni caso. La storia è buona, anche se dopo la metà del film diviene un po' troppo prevedibile. I disegni sono indubbiamente ben realizzati, trovo pero' che alcune delle scene erotiche siano un po' fini a se stesse e non necessarie. Il doppiaggio è ben fatto, anche se la voce di Makie (Cinzia De Carolis) risulta a volte un po' forzata: il tono androgino della doppiatrice di Lady Oscar qui risulta ancor più esasperato, ma dopotutto il personaggio forse lo richiedeva. Resta in ogni caso un buon prodotto che piacerà agli amanti del genere.

Mezzanotte

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Mezzanotte

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
In un mondo in cui demoni e uomini sono costretti a convivere la pace è assicurata da un trattato fra le due specie. Un uomo, Renzaburo Taki e una demone, Makie, vengono incaricati di proteggere Giuseppe Mayato, una vecchio satiro indispensabile per il rinnovo del trattato dagli estremisti che preferirebbero la guerra. Ma non tutto è come appare...
Premetto che sono un fan del regista, Kawajiri, comunque questo OAV funziona. Si tratta di un thriller erotico serrato e ricco di azione, genere in cui Kawajiri eccelle. Renzaburo è tosto e non si fida dei demoni, Makie è bellissima, fredda e letale. La realizzazione è buona. La regia non dà tregua, l'azione è emozionante e le scene di sesso congeniali alla trama. Consigliato a tutti gli estimatori di Kawajiri, dei film d'azione e... dei tentacoli!