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Titolo originale
Dash! Yonkuro
Titolo inglese
Dash! Yonkuro
Titolo Kanji
ダッシュ!四駆郎
Nazionalità
bandiera nazione Giappone
Categoria
Serie TV 
Genere
Automobilismo  Bambini 
Anno
1989
Stagioni
Episodi
25
Stato in patria
completato
Stato in Italia
completato
Disponibilità
Italia Teen Television   (compralo su Amazon.it)
Valutazione cc
7,302   (#1577 in anime) (22 valutazioni, 10 recensioni e 12 voti)  Calcolo della valutazione
Opinioni
 27  0  0 - 100,00% promosso
Immagini
30 (by Testu)
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Trama:
Opinione by Testu

Alan, Stella, il mitico Ciccio Sprint... anche noi degli anni 80 abbiamo avuto le nostra serie di minore importanza confinate su reti locali o al massimo su Junior tv, molte erano di carattere sportivo come "Magico Dan" che si divertiva a Palla Avvelenata, molte altre invece erano spesso incentrate sul baseball (mica esisteva solo Tommy la stella dei Giants), ma anche per noi arrivò poi il momento di fare la conoscenza con le competizioni delle Mini4WD, le macchinine da corsa. La serie da noi si chiamava Automodelli ed è in tutti i sensi il papà del recente Let's & Go, la ciofeca importata e propinata ai ragazzini per vendere loro soprattutto roba scolastica e miscellanea. Entrambe le serie oltre ad essere incentrate sui famosi modellini della Tamiya (finanziatrice degli anime) condividono la produzione della Shogakukan Production ma sono basati su due manga diversi. A quel tempo, dopo la messa in onda di Automodelli le suddette macchinine rimasero poco conosciute da noi per almeno altri 5 anni, periodo dopo cui (a metà degli anni 90) cominciarono a circolare spontaneamente i primi due modelli base, diverse nell'apertura per cambiare il motore. Nel primo caso eri costretto a scoperchiare il telaio come si faceva per cambiare le due batterie, mentre nell'altro modellino vi era posto un portello sotto la macchina. Io stesso per un breve periodo me ne interessai e mi procurai una macchinina, la "Knuckle Breaker Black Special" appartenente alla categoria X, che secondo alcune voci probabilmente infondate aveva una (seppur infinima) migliore tenuta di strada dopo i salti. Devo dire che di base erano ottimi apparecchi a basso costo, abbastanza veloci e assolutamente da non confondere con i giocattoli ordinari, ma con il modellismo vero e proprio. Infatti era nei negozi di modellismo che allora erano unicamente reperibili, questo non solo per la montagna di materiale utilizzabile e talvolta necessario per certe piste, ma anche e soprattutto per la qualità dei pezzi (anche professionali) che variavano le prestazioni del veicolo e lievitavano la spesa dell'appassionato proprietario. Ricordo: che si poteva migliorare la vettura attaccandovi paraurti in vetroresina (leggeri e resistenti) o quelli indistruttibili di alluminio, ricordo la possibilità di prendere dei copertoni gialli e spugnosi per i tracciati umidi, ricordo che allora c'erano solo tre tipi di motori da sostituire a quello debole compreso nella scatola, tra cui: il Jet-Dash ed il potente Mach-Dash per i rettilinei, ricordo il salasso dei cuscinetti a sfera (4 micro-cosetti) a 25 mila lire e ricordo anche quando pensai come le rotelle laterali (comprese anch'esse nella scatola) utili soprattutto per le piste a curve, erano comparse proprio nel cartone Automodelli solo verso la fine della serie come modello evolutivo. Ben presto mi fu chiaro però che quello era un mondo che diventava sempre più per appassionati di nicchia e sempre meno per noi ragazzini perditempo. Oltretutto dopopoco non era più così divertente, "probabilmente" la loro vendita da noi stava scomparendo insieme alla moda ed è stata riportata un pò alla vita dalla seconda serie tv. Parlando proprio delle serie possiamo tranquillamente dire che Automodelli non era nulla di particolare, graficamente medio per l'epoca, privo di una trama degna di questo nome e con irritantissime teatralizzazioni di spirito battagliero e di pippe mentali allucinate tipiche di molti cartoni giapponesi. Con tutto questo Automodelli era una serie che divertiva, simpatica, con una localizzazione più italiana e con dei percorsi di gara (indubbiamente esagerati) comunque più scenografici di Let's & Go, i suoi personaggi possiedono un tratto piacevole e non fisionomie topesche come quelli attuali, le macchine rinominate "Numero 1", " Palla di Cannone", "Astro di Fuoco" e "Ballerina" risultavano facili e familiari ai giovani spettatori ed i due indissolubili e buffi telecronisti erano funzionali anche fuori dalla pura commentazione delle gare e non un semplice riempitivo come mi son parsi i due esaltati (successivamente mascherati) che si fanno chiamare "Fighter". Credo sia evidente come io giudichi questo primo anime per quanto mediocre molto meglio del suo discendente, in minima parte ciò è dovuto anche alla nostalgia ma credo di aver elencato anche dei buoni motivi. C'era da apprezzare anche l'idea balzana di far usare ai Nobili Guerrieri quell'improbabile (e tamarro) bastone da Hockey per tenere sotto controllo e dare una direzione precisa ai veloci miniveicoli nei tracciati liberi. Quello che invece contesto maggiormente al cartone e che era un'altro caso in cui ci si feriva o ci si riduceva sempre malamente pur di finire una gara, come ad esempio: quando uno degli avversari si infilzò il piede col bastoncino metallico di una ruota persa nel tracciato e volle continuare tacendo il dolore, oppure Alan che perso col suo gruppo sottoterra si mise a scendere con la sua numero-1 a tutta birra da una nave da guerra abbandonata col rischio di rompersi il collo, e dulcis in fundo come quando in una delle puntate finali Stella camminava coi piedi scalzati e sanguinanti sullo sterrato. Fortunatamente questi stoicismi da samurai moderni, uniti a: personaggi seriosi, leggi fisiche impossibili e casi di fortuna sfacciata sono sempre stati talmente inverosimili da non poter essere nemmeno diseducativi. Tirando le somme, Automodelli ovvero "Dash-Yonkuro" pur non eccellendo come prodotto direi che ci ha saputo intrattenere. Voto 7

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