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Ataru Moroboshii

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
"Gunslinger Girl" è un anime del 2003 prodotta da Madhouse, La trama ambientata nell'Italia degli anni di piombo, vede un'organizzazione vicina ai servizi segreti eliminare le minacce all'integrità dello stato come terroristi, secessionisti o a volte anche politici e questori, attraverso l'uso delle marionette. Queste marionette sono bambine mutilate o gravemente disabili a cui vengono impiantati parti del corpo artificiali e che vengono sottoposte ad un condizionamento mentale e ad un addestramento da agenti speciali operativi. Questo trattamento le porta ad avere una forza, una resistenza e un attitudine al combattimento superiori alla norma, nonchè un'innaturale attaccamento ai loro agenti supervisori che chiamano Fratelli. Ma ci sono delle grosse controindicazioni: il loro trattamento è tossico per l'organismo e riduce di molto la loro aspettativa di vita.

L'anime si presenta con una struttura ad episodi autoconclusivi che corrispondono alle varie missioni in cui saranno impegnate le ragazzine ed i loro fratelli, le scene d'azione sempre presenti saranno solo un modo per spezzare il ritmo di quella che è la reale narrazione: l'innaturale rapporto fra le Marionette ed i loro agenti supervisori.

Le ragazzine come già detto, si ritrovano in una condizione di artificiale completa sudditanza rispetto ai loro fratelli e si ritrovano ad essere prive di qualunque diritto o possibilità di scelta che devii da quella scelta per loro dai fratelli, situazione che le rende più simili a cani poliziotti che ad esseri umani. Queste affrontano la loro condizione con estremo fatalismo e leggerezza quasi come fossero protagoniste di un semplice Slice of Life.

I fratelli dal canto loro sono combattuti fra il mantenere saldo il loro condizionamento sulle bambine danneggiando però la loro salute a lungo termine, oppure lasciarle più libertà d'azione e di pensiero correndo però i rischi che si corrono nell'allentare il guinzaglio ad una macchina assassina preadolescenziale con trascorsi molto traumatici alle proprie spalle. Le ragazzine infatti hanno tutte un background davvero orrendo, che rende la loro qualità della vita attuale comunque superiore a quella nel loro passato.
Un'altra scelta che devono compiere i fratelli è stabilire il grado di coinvolgimento emotivo con le loro marionette in questa relazione asimetrica, ci saranno infatti agenti che tratteranno le ragazzine quasi come fossero figlie loro, mentre altri avranno con la propria partner solo un rapporto di lavoro.

Le sfumature presenti in questo anime vanno dal cinico, al deprimente all'appunto fatalista, quasi come fosse un lavoro di Giovanni Verga con cui condividono l'ambientazione italiana.
Quest'ultima è sorprendentemente accurata e meticolosa per quanto riguarda ambientazioni, epoca, armamenti e struttura dello stato italiano, con l'unica forzatura della presenza di un gruppo indipendentista lombardo chiaramente molto più violento ed eversivo di quello reale. Anche le parti di azione sono sorprendentemente realistiche tolta la presenza delle sopracitate marionette.

Tirando le somme si tratta di un buon lavoro con una trattazione per quanto possibile realistica e con un indagine psicologica dei suoi personaggi molto curata. L'ultimo episodio della serie è un buon finale anche se il manga continua ed anche l'anime ha un sequel, ma adattato da un altro studio e parecchio inferiore qualitativamente a questa prima serie.


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Nagisa98

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
“Gunslinger Girl” è un anime di tredici episodi realizzato nel 2003 dallo studio Madhouse. La serie è tratta dal manga omonimo scritto e disegnato da Yu Aida ed è diretto da Morio Asaka (già regista di “Card Captor Sakura” e “Chobits”).

L’opera è ambientata in un’Italia alternativa in cui opera una misteriosa organizzazione denominata “Ente per il benessere sociale”. Attraverso l’uso di tecnologie avanzate, tale organizzazione recupera bambine disabili o menomate, sostituisce parti del loro corpo con equivalenti bioniche e le sottopone ad una sorta di lavaggio del cervello detto “condizionamento”. In questo modo le bambine, ciascuna accompagnata da un “fratello” che farà loro da istruttore, verranno usate per combattere il crimine come vere e proprie macchine da guerra.

La prima impressione che “Gunslinger Girl” genera nello spettatore è sicuramente quella di assoluta desolazione e tristezza. L’anime, ben lontano dal voler intrattenere il suo pubblico con una trama lineare costellata di scene d’azione adrenaliniche, cerca piuttosto di innescare una riflessione sul contrasto che vi è tra l’innocenza delle giovani adolescenti e la brutalità delle armi da fuoco che sono costrette ad utilizzare. L’impostazione della serie è quindi quella di uno slice of life, uno spaccato di vita quotidiana in cui le bambine alternano normalissime merende con tè, biscotti e peluche ad esercitazioni con pistole e fucili e ad inseguimenti e confronti con i criminali della mafia o delle organizzazioni indipendentiste. L’anime riesce appieno nell’intento di creare uno scenario desolato e angosciante, in cui il flebile barlume di speranza rappresentato dalle bambine e dal desiderio di una vita normale viene più volte spento dalla tragica rassegnazione a un destino deciso da tempo.

È in questo contesto che emerge che le marionette utilizzate dall’organizzazione, così come il rapporto con i rispettivi “fratelli”, non sono tutti uguali fra loro: c’è chi guarda ancora con dolcezza al proprio partner e tenta di costruire una relazione normale, nonostante sia consapevole della propria sorte; c’è chi tratta la marionetta come mero strumento e non si accorge dei suoi sentimenti, che potrebbero essere reali o solo il prodotto più estremo del condizionamento; c’è chi ha rifiutato ogni sorta di comunicazione amorevole per pietà, o forse paura, nei confronti di una creatura tanto fragile e inesorabilmente condannata. Tutti i personaggi, quindi, sono magnificamente caratterizzati e rappresentano sicuramente uno dei punti forti della serie.

L’atmosfera di sconforto e rassegnazione è perfettamente veicolata anche dall’eccelso comparto tecnico: i colori sono spenti e tendono essenzialmente alle tonalità del marrone, grigio o giallo pallido; le musiche, ricche di OST originali e rifacimenti di pezzi classici, creano effetti sorprendenti nelle scene più incisive; la regia di Morio Asaka alterna lunghe fasi di silenzio e riflessione a scene d’azione trucide ma mai troppo spettacolari. Anche gli sfondi ritraggono l’eterna ma placida bellezza della nostra amata penisola, peccato per alcuni dettagli a volte grossolani (ad esempio le sculture a Firenze). I disegni, al contrario, sono sempre curati e dettagliati (anche se a volte gli occhi sono un po’ troppo distanziati), mentre le animazioni molto fluide. Altro punto di forza è rappresentato dalle due sigle: da un lato la struggente ending “Dopo il sogno” cantata in italiano da Opus, dall’altro la quasi trascendentale opening eseguita dai Delgados.

In conclusione, “Gunslinger Girl” è un’opera dei primi anni 2000 che vale la pena riscoprire, un prodotto privo di ogni sensazionalismo che mira a scuotere l’animo dello spettatore con temi sempre attuali e atmosfere tristi e desolate che non scadono mai nell’eccessiva tragicità. Voto: 9.


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erebo82

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Gunslinger Girl è una serie abbastanza particolare, nonostante tratti argomenti come il terrorismo e azioni similmilitari volte a combatterlo, l'azione sarà un elemento quasi assente, portando la serie ad un lento svolgimento e su un piano paragonabile quasi ad uno slice of life.
La storia parlerà infatti della vita di 5 (in realtà 6) ragazzine ancora adolescenti e dei loro rispettivi "fratelli", le figure addette al loro addestramento e comando, ognuna di queste 5 coppie sarà analizzata nel loro rapporto, mostrando personalità completamente diverse una dall'altra per ogni personaggio, ognuna sicuramente ben strutturata e spiegata attraverso i loro dialoghi, o addirittura nei loro silenzi.

Andando nello specifico della trama, ognuna delle 5 sfortunate ragazze sarà trasformata in una sorta di cyborg in seguito ad incidenti mortali, malattie o traumi psicologici insuperabili, permettendogli così di vivere dimenticandosi della loro vita passata e venendo utilizzate per le prima citate attività antiterroristiche data la loro aumentata potenza, il tutto ovviamente con effetti collaterali che saranno spiegati durante le varie storie raccontate.
Ogni episodio sarà autoconclusivo (o quasi ogni episodio comunque), ma la capacità di intrecciare a livello temporale la storia nei primi episodi aiuterà lo spettatore ad unificare meglio il tutto, in pratica piccole scene di pochi secondi saranno riprese in altri episodi mostrando che il tutto avviene nel medesimo tempo, riportando allo stesso tempo alla memoria quanto accaduto negli altri episodi.
Per quanto si parlerà spesso di "nemici", questi non saranno mai identificato o resi noti, le organizzazioni nemiche saranno una sorta di elemento astratto utile solo all'approfondimento della personalità degli attori principali, eliminando a sua volta la presenza di una vera e propria trama crescente.

Racchiudendo quanto detto prima in un concetto più breve potremmo dire che questa serie sia uno Slice of Life su dei cyborg, nessuna lacrima scenderà dai vostri volti per quanto tristi e struggenti siano le loro storie, in fondo sarà ben chiaro il fatto che non siano umane, ma un senso di tristezza accompagnerà tutta la visione della serie, in fondo anche lo spettatore si renderà conto che questo sia un tunnel senza uscita, se non fossero diventate cyborg sarebbero morte o traumatizzate, se non fossero utilizzate come strumenti non potrebbero continuare a vivere, se non provassero amore incondizionato per il loro "fratello" impazzirebbero, nessuna scelta, nessuna via di fuga, solo l'accettazione del proprio destino.

In conclusione un anime magnifico, che vi riempirà di sentimenti e dubbi sul senso della vita e della morte, avere la possibilità di vivere soffrendo ed amando è meglio che porre fine alla propria vita? Le nostre ragazzine prenderanno scelte differenti, ma non sapremo mai quanto sia in realtà ciò che loro realmente pensano a causa delle loro restrizioni, quindi allo spettatore decidere quale sia la risposta.
Adesso mi appresterò a vedere la seconda serie che ai suoi tempi ricevette pesantissime critiche per vari stravolgimenti, ma resta il fatto che questa prima serie sia una piccola pietra preziosa che ogni amante dei generi più impegnativi, pieni di sentimento e da un aspetto più psicologico che pratico dovrebbero assolutamente vedere.


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Mirrorshroud

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
La Società Pubblica per il Benessere Sociale è un agenzia governativa dalle oscure motivazioni. Utilizza giovanissimi ragazze, "potenziate" artificialmente e abbinate a un allenatore, come assassini. Una premessa vincente, dato che la maggior parte delle persone vede le agenzie governative avvolte da un alone di mistero e ritiene che molte di esse operino nell'illegalità.

Se il titolo dell'opera, spesso, dà allo spettatore una visione chiara dei toni dell'opera, "la ragazza pistolero" ci dovrebbe far pensare a un anime che si concentri sulle missioni di queste giovani valchirie. Niente di più lontano dalla verità. Proprio come in un "Noir", le missioni e le capacità di uccidere delle ragazze passano in secondo piano, permettendo all'opera di concentrarsi sui rapporti tra le valchirie e i loro allenatori. Fortunatamente l'opera non ci pone di fronte a toni amorosi tra le ragazze e i loro allenatori, ma l'errore sta nel voler trasmettere, nella maggior parte dei casi, un rapporto affettuoso padre-figlia tra due personaggi che sembrano agli antipodi. Quest'affetto mal si pone all'interno dell'opera, prendendo, episodio dopo episodio, un ruolo sempre più importante nella storia. Ci troveremo di fronte anche ad allenatori che tratteranno le ragazze come semplici macchine per uccidere, ma l'autore userà questi rapporti "deviati" solo per metterli in contrapposizione con quelli "padre-figlia", creando una sorta di dilemma morale e obbligando lo spettatore a schierarsi in quello che diviene l'intero messaggio dell'opera.

E dire che, da un'opera situata in un contesto di tensione politica, ci si aspettava un tipo di anime con un messaggio più profondo o uno che non si arrogasse il diritto di voler trasmettere un messaggio di fondo, focalizzandosi sulla mera descrizione degli eventi in una così stimolante realtà parallela. Per di più l'utilizzo continuo di termini come "repubblicani", "datore di lavoro" o "terroristi", mai spiegati neanche in minima parte, spinge lo spettatore a chiedersi se l'intero universo in cui le gunslinger operano non sia un immenso lavaggio del cervello (al fine di dare una giustificazione alle ragazze) da parte di un'organizzazione che mira al semplice omicidio senza secondi fini.

Quando l'autore si focalizza sulle scene d'azione, il tono dell'anime cambia. Le scene sono fluide e la maniacale attenzione ai dettagli nello sfondo lascia lo spettatore piacevolmente stupito. Ma, come abbiamo detto, saranno poche le scene d'azione nell'anime, allontanandosi sempre di più dall'anime "Noir", che invece trova il suo successo proprio a causa delle costanti battaglie che accompagnano l'intera trama.
Il tratto distintivo dell'opera è senza dubbio l'attenzione al sonoro, caso più unico che raro. Se non avete mai sentito dal vivo una delle armi utilizzate nell'opera, non potete che riporre la vostra fiducia nel recensore che ritiene questi spari tra i più realistici che abbia mai sentito tramite delle casse audio. Siamo ad anni luce dai petardi hollywoodiani che ci vengono propinati come colpi di mitraglietta. I suoni delle armi di "Gunslinger Girl" sono stati registrati dal vivo, con un perfetto lavoro di mixing sound, e il risultato si sente.

Per l'estrema attenzione riservata al sonoro, ci si aspetta che il reparto musicale sia altrettanto di livello, ma le musiche sono banali, non emozionano. Considerando che l'intero anime è ambientato in Italia, il collegamento a brani di tutt'altra categoria sembra scontato, un vero peccato.

Partendo dal collegamento tra "Noir" e quest'anime, trarremo le conclusioni sull'opera. "Noir" attenua la violenza in quasi tutte le scene, mentre Gunslinger la abbraccia, decisione anche scontata, considerando il pubblico a cui si rivolge quest'opera. Però la mancanza di una trama di fondo, il numero esiguo di scene d'azione e la volontà di innalzare il rapporto tra le ragazze e i loro addestratori a tema principale dell'opera non possono che far abbassare il voto all'opera.
Mediocre.


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Andrea Levorato

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
L'anime è la trasposizione in serie tv dell'omonimo e ottimo manga di Yu Aida. E non ho esitazioni quando affermo che questa prima serie diretta da Morio Asaka è un altro grande prodotto.
"Gunslinger Girl" è ambientato in Italia in un prossimo futuro, e racconta la storia di cyborg bambine utilizzate in missioni antiterroristiche dall' "ente per il benessere sociale". Quel che conta non è un inesistente filo conduttore, ma la narrazione del percorso di formazione delle protagoniste, che sì hanno corpi bionici ma sono pur sempre preadolescenti.
Per farlo il regista si serve di uno stile narrativo sempre in bilico tra sogno e realtà, dove a contare sono i personaggi e il loro modo di interagire tra loro e non tanto la situazione. A livello visivo i disegni sono soffici e spesso semplici, per fare risaltare il paesaggio che nella sua immensità al cospetto dei fragili corpi delle bimbe dà vita a uno splendido barocco, supportato da colori a volte seppia e a volte idilliaci, e da una colonna sonora ottocentesca davvero riuscitissima.
Ritengo "Gunslinger Girl" assolutamente imperdibile, tra l'immenso "Blade Runner" di Dick e il discreto, e successivo, "Non lasciarmi" di Ishiguro, un felicissimo mix di azione, dramma e (ben dosato) melodramma.


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Karma Houdini

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
A dispetto del titolo, "Gunslinger Girl" non è un anime pieno di azione, non ci sono ragazze pronte a sparare a ogni occasione. "Gunslinger Girl" è un continuo sgocciolio di momenti tristi, angoscianti, malinconici, a volte (poche) intervallati da momenti meno tristi, meno angoscianti, meno malinconici.

L'anime è ambientato in un'Italia alquanto distopica, ma purtroppo nemmeno tanto lontana dalla realtà degli ultimi anni. Un'Italia in cui c'è il Presidente del Consiglio che ha il controllo sul 70% circa degli strumenti informativi nazionali, in cui ci sono terroristi dagli ideali secessionisti e dalle conoscenze altolocate, ma soprattutto un'Italia in cui c'è un organizzazione segreta che trasforma bambine altrimenti destinate a una morte tragica in soldati cyborg tanto efficienti quanto spietati nell'uccidere.
Ma non è nemmeno su questo che si focalizza "Gunslinger Girl". Non si avverte da nessuna parte la volontà di dare lezioni di politica o di verosimiglianza a chi guarda l'anime. L'ambientazione è soltanto una cornice desolante, un contributo marginale, ma comunque appropriato, all'angoscia e alla malinconia di cui trasuda ogni singolo momento passato dalle protagoniste.
Ecco, come si accennava all'inizio, "Gunslinger Girl" è una somma di momenti, non c'è nemmeno una trama unitaria che fa da filo conduttore dal primo all'ultimo episodio. Eppure non si avverte la mancanza di una trama vera e propria, perché quei momenti sono talmente intensi che semplicemente ci si dimentica dell'esigenza di porsi delle domande.

Il chara design è accattivante, soprattutto quello dello cinque giovanissime protagoniste. Praticamente impossibile non trovare Henrietta adorabile ogni volta che arrossisce; lo sguardo laconico di Rico quando 'fa il suo lavoro' è da pelle d'oca; Claes trasmette tranquillità e pacatezza soltanto a guardarla mentre legge. Peccato che tale accuratezza sia ristretta soltanto alle bambine e non agli altri personaggi, compresi i loro supervisori, i quali risultano fin troppo inespressivi.
Ma a livello visivo il vero difetto di "Gunslinger Girl" consiste nei fondali troppo acquerellati e smorti, una stonatura a volte fastidiosa rispetto al dettaglio con cui sono rappresentati volti, vestiti e armi.

La colonna sonora è invece perfetta, a cominciare dalle sigle di apertura e di chiusura, che rimangono sempre le stesse per tutti i tredici episodi dell'anime. Merita davvero di essere menzionata The Light Before We Land, del gruppo scozzese (purtroppo sciolto) dei Delgados, un brano che grazie alle sue sonorità ovattate descrive fin troppo bene quello che ci si può aspettare a ogni episodio.
I brani strumentali che si possono sentire all'interno di ogni episodio sono quasi tutti pezzi orchestrali, pieni di violini e pianoforte, che contribuiscono ulteriormente a creare l'atmosfera deprimente dell'anime. Ho detto 'quasi' perché soltanto all'inizio del settimo episodio si sente un altro pezzo dei Delgados, Woke For Dreaming. Inutile dire quanto anch'esso sia appropriato.
Plauso anche all'ending, tutta cantata in italiano, di Opus.

Peccato che il modo in cui vengono narrati gli eventi non sia altrettanto suggestivo. Dei personaggi accattivanti e dei singoli momenti molto intensi a volte non basteranno a coprire l'assenza di una trama vera e propria. In un paio di occasioni si avverte proprio la sensazione di trovarsi davanti a situazioni frutto di una sceneggiatura scritta in fretta e furia.
Per fortuna un finale indovinato cancella quel senso di pochezza che si avverte nella seconda metà della serie.


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Enlightenment

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Gunslinger Girl è una serie anime del 2003 di 13 episodi, di genere psicologico/drammatico/azione/fantascienza.
La storia è ambientata in Italia, in un clima che ricorda gli anni di piombo. Protagonista della vicenda è un organizzazione chiamata “Ente pubblico per il benessere sociale”, un nome altisonante tipicamente all’italiana per indicare un'organizzazione che stana e distrugge le cellule terroristiche e malavitose ricorrendo a qualsiasi mezzo, anche ai cyborg. Avete letto bene cyborg, e precisamente ragazzine di 10-12 anni convertite a cyborg e mandate, armate di armi pesanti, a risolvere gli affari sporchi dello stato. L’anime segue in particolare le vicende di un gruppo di ragazzine e dei loro “Fratelli”, supervisori e tutori delle bambine dentro e fuori dalle missioni.

Il lato tecnico della produzione punta al realismo e al rafforzamento dell’atmosfera noir della storia. I disegni conferiscono grande realismo ai personaggi, ma anche e soprattutto all’ambiente circostante; l’Italia è raffigurata in tutto il suo splendore con opere d’arte storiche reali, come la Galleria degli Uffizi o il Colosseo, e anche con bellezze naturali, come il mare di Taormina o i vicoli di Napoli. Per noi Italiani è divertente cercare di riconoscere una città al primo sguardo, e il bello è che ci si riesce. Eccellente e realistica è la riproduzione delle armi, mi ha colpito soprattutto il suono degli spari, che è diverso per ogni singola arma presente nell’anime, cosa che sembrerà banale ma è rarissima anche in film d’azione.
Non sono molto soddisfacenti le animazioni, ma comunque negli standard di un anime del 2003. Le musiche sono composte da pezzi classici e da piano bar, con qualche citazione interessante come la nona sinfonia e la musica lirica; in generale le musiche si armonizzano perfettamente con l'atmosfera.

Sebbene l’opera vive in un contesto tipico del genere azione, le sparatorie non saranno molte e per questo chi si affaccia a Gunslinger Girl per vedere scene d'azione frenetica potrebbe restare deluso. La frase, presente nell'opening "The girl has a mechanical body. However, she is still an adolescent child" rappresenta bene lo spirito di quest'anime, che infatti si focalizza sull’analisi psicologica delle ragazzine che si trovano, loro malgrado, a convivere con una situazione straordinaria.
Devo dire che sono rimasto molto colpito da questi personaggi, riuscire a comprenderle è un vero rebus per lo spettatore, dato che queste spesso si comportano in modo contraddittorio a quanto avevano fatto poco prima; in un anime normale questo sarebbe un gravissimo difetto, ma qui è giustificato dal fatto che le bambine sono sottoposte quasi giornalmente a sedute di condizionamento psichico e a “modifiche” al loro corpo meccanico, che alterano continuamente la loro memoria e il loro stato mentale.
Naturalmente una simile manipolazione di un essere umano non può essere esente da difetti, e nell’anime viene esplicitamente detto che le bambine non hanno molto da vivere; questo crea un'atmosfera malinconica permanente, che avvolge tutto l’anime e dà allo spettatore un senso di inevitabilità, come se la morte fosse sempre in attesa dietro alla porta della loro stanza.

Interessante è anche il rapporto che queste hanno con i loro Fratelli, forse l’elemento più criptico per lo spettatore, dato che è impossibile distinguere dove finisce la lealtà imposta dal condizionamento psichico e dove iniziano i veri sentimenti. Ho inoltre notato con piacere che non si fa mai accenno all’eticità o meno della trasformazione in cyborg; anche se i soggetti trasformati sono sempre persone la cui vita è ormai finita in un'ospedalizzazione permanente, è giusto o meno avere un simile controllo su un altro essere umano? Un controllo che penetra fino ai sentimenti più intimi e ai ricordi più importanti di una persona. Il giudizio rimane solo quello dello spettatore, e l’anime non forza su di esso nessun parere.

L’opera non è comunque esente da difetti: il più grave è senz’altro la mancanza di una sceneggiatura centrale, gli episodi possono essere considerati praticamente autoconclusivi. A volte le bambine si dimostrano fin troppo mature per la loro età, anche con tutto quello che hanno passato in vita. Inoltre non viene detto praticamente nulla sulla tecnologia alla base della trasformazione e su quali siano state le effettive modifiche apportate ai corpi delle protagoniste, lasciando la curiosità dello spettatore inappagata. L'anime accenna solamente alla necessità di usare bambine nella prima adolescenza per una migliore conversione.

Consiglio la visione agli amanti degli anime con un'ottima atmosfera, degli anime psicologici e delle ricostruzioni realistiche. La sconsiglio invece a chi cerca azione pura. Voto: 8


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Occidente

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Gunslinger Girls è un anime che ha un punto di forza incontestabile, cioè l'approfondimento psicologico; e un punto debole palese, cioè la mancanza di una vera e propria storia. Se le dinamiche comportamentali e relazionali di adulti e bambine sono tratteggiate con grande efficacia, tutto questo tende a diventare, forse, un meccanismo troppo "autosufficiente" con l'avanzare degli episodi, man mano che diventa maggiore l'esigenza di trovare una vera e propria storia che, purtroppo, rimane funzionale solo come "background". Tutto è ambientato in Italia, con una cura maniacale che può solo lasciare stupiti; la serie ha un ottimo comparto tecnico e sonoro, alcuni momenti che regalano delle pugnalate emozionali al cuore, ma in fondo vi lascerà anche un leggero amaro in bocca a causa della "sospensione" della vicenda. Comunque è da vedere.


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Rieper

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
"Il mondo le ha abbandonate e dimenticate", è una frase presa da uno dei vari trailer riguardanti Gunslinger Girl, e racchiude l'essenza di tutti i 13 episodi di cui è composto quest'anime.

Italia, giorni nostri, un'organizzazione segreta adibita a incarichi speciali si occupa di "accogliere" ragazzine cui non è rimasto più nulla, in seguito a incidenti, atti criminali, eccetera, con il compito di trasformarle in killer senza pietà, dotandole di arti e/o organi muscolari artificiali in grado di amplificarne enormemente le prestazioni e le resistenze fisiche. Il tutto accompagnato dall'uso di farmaci in grado di renderle più obbedienti, accorciandone però la vita. Queste "sorelline" sono assistite, anche se solitamente fanno tutto solo loro, da un "fratello", cioè un agente speciale con il compito di guidarle, addestrarle e indirizzarle verso obiettivi che per persone normali sarebbe un suicidio raggiungere.

Ognuna delle ragazzine componenti la squadra ha un passato terribile alle spalle, si parla di chi è stata violentata e mutilata, chi è stata quasi uccisa dai propri genitori, chi non ha mai avuto la possibilità di muoversi autonomamente con i propri arti, e addirittura chi è stata suo malgrado protagonista di uno snuff movie. Insomma si tratta di temi decisamente forti e sconsigliati ai facilmente impressionabili.
Spietato e crudele, sono solo due dei termini per descrivere la modalità con la quale queste povere anime vengono trasformate sempre più in automi senz'anima né paura, dopo già la miriade di sofferenze che alcune hanno dovuto subire.
Innegabile è l'originalità della trama, dei temi, e in particolar modo delle location in cui si svolge l'anime. E' chiaro che solo alcuni luoghi caratteristici dell'Italia vengono rappresentati fedelmente, come piazza di Spagna. Io che sono poco distante da Napoli, e la conosco bene, non sono riuscito ad associare nessuna location del manga o dell'anime a una reale del famoso capoluogo.

I personaggi sono caratterizzati assai bene, specialmente sotto il lato psicologico delle ragazze, che oltretutto verrà approfondito episodio per episodio. Non c'è un vero protagonista principale poiché le vicende sono spesso diverse e trattano argomenti e casi differenti tra loro con personaggi differenti tra loro, quindi sarà difficile vedere sempre un personaggio in primo piano in ogni episodio. Viene messa in evidenza, inoltre, una caratteristica dell'anime che molte altre serie invece non concepiscono neanche, ovvero che le protagoniste principali sono delle bambine, e come tali si comportano, nonostante il cosiddetto "lavaggio del cervello" e gli scontri a fuoco ai quali sono sempre costrette a partecipare, d'altronde non hanno scelta. Lasciano spiazzate immagini come quelle delle camere dei dormitori, tra orsacchiotti, libri e tè spuntano fucili, pistole, bossoli, cartucce. In un anime comico farebbero ridere, ma qui no, qui si rimane disillusi e arrabbiati in un certo senso nei confronti di un destino che oltre al danno ha aggiunto la beffa.

Se non fosse un anime, dubiterei fortemente del potenziale di questa organizzazione, d'altronde qui in Italia è già tanto se riusciamo a mantenerci a galla su questo "stivale", figuriamoci sviluppare tecnologie cosi avanzate da creare arti e muscoli capaci di sostituirne altri e per di più potenziare le prestazioni di un essere umano.
Pensieri personali a parte l'anime rende in modo sublime sia sul fronte grafico sia su quello sonoro. I momenti d'azione risultano fluidissimi e dinamici, l'adrenalina scorre più del sangue nelle sparatorie e nei combattimenti ravvicinati, mostrandoci in modo curiosamente realistico le potenzialità dei corpi artificiali. Gli effetti sonori ambientali e delle armi sono eccellenti e si distinguono bene nei momenti concitati e caotici. Nota di merito va alla sigla d'apertura e a quella di chiusura, semplicemente stupende e in grado ci far comprendere bene quale sia "l'aria che tira" in Gunslinger Girl.

Voglio chiarire che non si tratta di un anime per tutti. Le atmosfere, nonostante le ambientazioni solari e vive, avranno sempre quel retrogusto teso e "noir" atto a sottolineare la chiara vena, ahimè, drammatica di quest'anime. Gunslinger Girl non è un anime per i deboli di cuore, ancor meno lo è per coloro che s'immedesimano troppo nei personaggi, perché nel mondo che ci viene mostrato in quest'anime la pietà non è un'opzione presa in considerazione, per nessuno.


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AmarantaKiller

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Questa prima serie di 13 episodi è tratta dall'omonimo manga scritto e disegnato da Yu Aida nel 2002, ed è stata realizzata dallo studio Madhouse.
La storia è ambientata in Italia, e i paesaggi e l'architettura delle città sono estremamente verosimili e curati. Tuttavia, abbondano non solo i soliti stereotipi culturali dell'Italia, ma anche i segni di un'Italia un po' antica, come nell'episodio ambientato a Napoli. Dal punto di vista grafico, di certo gli sfondi e le locations sono ottime, invece, l'animazione e il character designer dei personaggi maschili non mi esaltano. Al contrario, le bambine sono molto ben caratterizzate e ciascuna di loro ha specifiche e diverse qualità.

La trama di questo seinen anime è molto forte: colpisce molto perché unisce due realtà, una tenera e l'altra sadica. Si parla del destino di alcune bambine sfortunate che vengono trasformate in cyborg e cioè in vere e proprie macchine da guerra, con tanto di addestramento militare. Loro diventano uno strumento per combattere il terrorismo, a spese della loro stessa esistenza, e accettano passivamente tutto ciò che viene loro inferto per via dei condizionamenti. Ciascuna di loro viene affidata a un tutor, che è responsabile della loro preparazione, e taluni sono come degli aguzzini. Tuttavia, quasi come con la sindrome di Stoccolma, tutte loro finiscono per innamorarsi del loro tutor e/o aguzzino, perché in fondo, nonostante abbiano parti del corpo meccaniche, restano pur sempre delle bambine. A volte la disciplina di alcune di loro, sto parlando in particolare di Henrietta, tracima al punto da non riuscire a controllare le proprie emozioni. L'amore delle bambine per i loro "fratelli " è più un appiglio, una necessità affettiva visto che la memoria viene loro completamente cancellata.

<b>Attenzione! Contiene spoiler!</b>
Nel clima militaresco, quindi, non mancano scene di profonda umanità, candore, che vengono negate forzatamente, e trovo davvero commovente il finale dell'anime. Infatti, sulle note dell' "Inno alla Gioia", vediamo le ragazzine riunite insieme a guardare la pioggia di meteoriti, mentre Angelica, una loro compagna ferita a morte e degente in ospedale, condivide i suoi ultimi istanti di serenità con la persona più importante per lei: il suo tutor.
La semplicità, la riscoperta delle piccole cose, la sensibilità e l'emotività restituiscono a questi cyborg-bambine, trattate come meri oggetti e strumenti di violenza, quell'umanità negata e che loro stesse reprimono, poiché la loro vita non ha più un senso, se non per difendere quella del loro tutor.
La storia è complessa, forte e toccante anche grazie alle sigle e al pianoforte che accompagna le scene più intense.
Gunslinger Girl è un ottimo anime, consigliatissimo!


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Ironic74

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Un grande merito Gunslinger girl già ce l’ha: è la serie che mi ha fatto riscoprire dopo tanti anni l’affascinante mondo dell’animazione giapponese.
Essendo infatti un amante del genere fantapolitica ero rimasto incuriosito dal venire a conoscenza di questo anime interamente ambientato in Italia e , una volta riuscito a visionarlo, ne sono rimasto davvero entusiasta.
Questo è uno di quei casi in cui gi stranieri riescono a fare un quadro del nostro Paese che , seppur basato su una trama di fantasia , risulta essere uno specchio quasi fedele di quelli che sono i nostri vizi e le nostre virtù.
L’Italia delle Gunslinger girl infatti non è molto diversa da quella dei giorni nostri con la bellezza delle sue città d’arte, il fascino della sua storia e l’incanto dei suoi paesaggi che la fanno meta dei sogni per ogni turista straniero ( nipponico in primis). Il risvolto della medaglia, come purtroppo dal Rinascimento in poi la storia ci insegna, è la presenza di un popolo perennemente diviso da mille faide economiche, culturali e politiche e una criminalità dilagante che ha nella mafia il suo fenomeno di esportazione più famoso. In questo quadro già complicato la componente aggiuntiva della storia è quella di un terrorismo che ricorda molto da vicino quello degli anni di piombo generato da un movimento del Nord detto delle Cinque Repubbliche che ha come scopo finale la secessione.
I riferimenti alla Lega Nord e alla politica italiana degli ultimi 15 anni sono ben chiari, anche perché a capo del governo di Roma c’è un premier pragmatico che controlla tutti i servizi di informazione. Di fronte ai sempre maggiori focolai di terrorismo lo Stato decide di non andarci per il sottile e viene creato l’Ente Pubblico per il Benessere Sociale, una speciale agenzia governativa che dovrà combattere segretamente la criminalità ai limiti , se non oltre, della legalità e usando tutti i mezzi possibili. Questi ultimi risultano essere delle bambine cyborg tanto potenti quanto letali che agiscono sotto la supervisione di agenti scelti che vengono chiamati “ fratelli”.
La storia quindi, ha il merito di non incentrarsi solo sull’azione ( le continue contrapposizioni tra le cyborg e i terroristi) ma anche quello di cercare di scavare nella psicologia delle protagoniste che una volta erano umane e che , pur sotto pesanti condizionamenti, risultano aggrapparsi ancora a questa loro vecchia condizione come nel caso della piccola Henrietta (il personaggio dominante della serie).A questo proposito, risultano importanti e ben definiti anche i caratteri dei “ fratelli” tra chi vede nelle loro partner di lavoro esclusivamente un’arma , o come vengono chiamate in gergo “ marionette”, e chi invece preferisce trattarle come esseri umani.
Tutto, dal character design dei personaggi all’ambientazione fino alle canzoni di opening e ending, ha un alone cupo di tragicità per certi versi quasi teatrale. Le tematiche affrontate non lo fanno essere un anime per tutti, ed infatti ha subito numerose critiche per l’estrema e realistica violenza delle immagini ma a farla da padrone non è , come ho detto, l’azione seppure molto serrata in parecchi episodi ma la tragicità delle vite di queste “ marionette” a cui hanno spezzato qualunque sogno e a cui non resta altro che combattere una guerra il cui significato a loro importa relativamente.
Un’ultima menzione va fatta per l’accuratezza con cui viene dipinto il nostro paese, dall’ambientazione a certi piccoli particolari come i segnali stradali o le scritte sui negozi tutto risulta credibile denotando un gran lavoro di documentazione alla base.
Consiglio questo anime a tutti coloro che vogliono farsi un’idea di come viene vista la nostra bella penisola all’estero e gli do un 7 meritato, con il rammarico che la seconda serie non è stata all’altezza di questa.


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ALUCARD80

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Atipico sviluppo per un anime che ha fatto parlare di sé causa i temi trattati, figlio di un’azione poliziesca cruda e realistica incrociata a un surrealismo che riesce a coinvolgere con temi delicati e molto originali.
A sorpresa, l’ambientazione è proprio la penisola italiana nei suoi luoghi più famosi e caratteristici: Roma, Napoli, Firenze, Siena, la Sicilia e altri paesaggi d’inestimabile pregio e bellezza fanno da suggestivo sfondo a una storia drammatica e molto intensa che non lascia repliche a dubbi o travisamenti sulla tipologia del prodotto: tredici crude, durissime, anzi oserei dire indigeribili puntate piene di pathos, dramma e azione frammentata. Tredici colpi bassi, grazie a una trama che mischia realismo e fantasia.

Grazie alla facciata di generosa associazione umanitaria, un ramo segretissimo del dipartimento di stato per la sicurezza nazionale recupera ragazzine, bambine in fin di vita, prevalentemente prive di genitori o famiglia, e le trasforma in vere e proprie macchine da guerra grazie a un avanzato quanto spietato sistema microcibernetico che va a modificare e inibire le naturali pulsioni e i desideri delle piccole vittime. Vittime che però si vedono letteralmente rinascere grazie al lavoro oscuro di tale associazione, recuperando vita e riguadagnando un “futuro”.
Ed è qui che l’anime tenta (e a mio parere riesce ampiamente) di smuovere la coscienza dello spettatore: può l’essere umano disporre della vita di alcuni dei suoi simili in tale e barbaro modo, sfruttando l’ipocrita scusa di aver “salvato queste vite da morte certa”? Non è forse questo un paragonarsi a Dio stesso, eppur in senso diametralmente opposto, professandosi padroni assoluti dell’esistenza di altre creature, sebbene nel nome di una “giustizia” atta a debellare un male che affligge tutt’oggi il nostro mondo?
A queste ragazzine non viene data scelta. I loro occhi si riaprono quando tutto sembrava perduto e da quel punto in poi si vedono costrette a eseguire ordini senza diritto di replica, schiave mentali dalle emozioni castrate e dal futuro nullo. Passività mentale, piccole macchine da guerra che vengono addestrate a usare armi da fuoco e da mischia di ogni genere e impiegate per combattere la malavita (come per esempio la mafia e cosche minori). Una tremenda utopia dove queste cavie perdono il senso della paura grazie ad un cervello modificato; in poche parole delle mezze bambole a cui è rimasta parte della propria introspettiva umanità.
È la questione dell’uomo padrone e dell’uomo schiavo, dei diritti, dei doveri, della compassione. A ogni ragazzina viene affidato un tutor che la guida lungo la triste e cruenta strada del “killer professionista”, e questo rapporto di vicinanza, spesso e volentieri, riuscirà a generare qualcosa di più che la freddezza professionale inizialmente richiesta (gli autori ne riprendono conseguentemente il classico rapporto d’affetto/amore fra padre-figlia con varie sfumature, che cangiano dal tenero al torbido).

Gran bell’anime, anche dal punto di vista tecnico. La riproduzione dei paesaggi nostrani ha un discreto fascino, l’intera colonna sonora è ispirata a pezzi di musica italiana di vario genere e le animazioni, così come il chara design in generale, sono più che sufficienti, senza mai però strabiliare. Toni tendenzialmente cupi, colori spesso deprimenti, atmosfere difficili e tristi mantengono la storia su un binario di grande serietà, maturità e alto spessore morale. C’è un po’ di tristezza nel vedere come lo staff nipponico abbia rappresentato alcuni lati del “folklore” italiano proprio tramite la malavita organizzata, più che altro perché ci ricorda l’amara realtà.
Belle e realistiche anche le scene d’azione che non risparmiano momenti crudi, veri e propri pugni allo stomaco. Proiettili in testa, sangue senza censura, sguardi malinconici, vite troncate.
Un prodotto molto maturo, non adatto certamente ai più piccoli.
Assolutamente da provare.


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HaL9000

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
Ho trovato molto interessante questa serie, complici anche le ambientazioni italiane.
Al di là delle situazioni "politiche" e delle scene di azione, credo comunque che il vero fulcro dell'opera sia l'indagine psicologica dei personaggi. Il contesto narrativo mi sembra che abbia più un ruolo funzionale a questa indagine che altro; gli avvenimenti sono pretesti per far emergere nei personaggi reazioni emotive e riflessioni (almeno questo è quello che penso io).
In effetti, la psicologia dei personaggi è abbastanza complessa: da un lato abbiamo le "marionette" (ed il nomignolo affibbiatogli dice già tutto), che malgrado il loro "condizionamento" reagiscono in maniera diversa da ragazza a ragazza e talvolta in maniera imprevedibile; anche i rapporti tra ragazze ha numerose sfaccettature. Dall'altro abbiamo gli istruttori, i "fratelli", che sembrano, in sostanza, impreparati ad affrontare ed a gestire le "marionette"; diverse motivazioni li hanno spinti a partecipare al progetto, e impiegano diversi metodi o stili nel gestire le loro "alunne", qualche volta con risultati non positivi. Il rapporto che si instaura tra "fratello" e "marionetta" è forse uno dei più interessanti che abbia mai visto in un anime.
Alla fine, comunque, si giunge alla inevitabile conclusione, che le vere vittime di questa guerra non dichiarata e semiclandestina, siano proprio le "marionette"; le uniche che, in tutto lo svolgersi della serie, non hanno avuto la possibilità di fare delle scelte.

Trip

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Trip

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Voto 7,5 ma diamo 8 perchè la confezione è comunque ottima. Toni pastello, grafica volutamente stilizzata per gli esterni ma al contempo ricca di dettagli sui personaggi, musica classica, opere d'arte, città d'Italia.
Scartato il pacco, di certo vi si trovano buone cose. L'idea di base non è molto originale (ragazzina traumatizzata più pistola), ma il modo in cui è sviluppata lo è a sufficienza: niente Burst Angels, solo personaggi dall'aspetto innocente e sobrio. Come antidoto alla perversa situazione di sofferenza (vittima e carnefice sono la stessa persona), si oscilla tra il sentimento (Saikano) e l'asetticità con cui il tutto può essere vissuto.

Il grosso problema di questa serie è che, nonostante conti solo 13 episodi, ne spreca parecchi in descrizioni autoreferenziali che non aggiungono niente alla sostanza. Ovvero: dopo la sigla iniziale e il primo episodio (sono quindi passati solo 23') si è già visto tutto il nuovo e il meglio che questa serie aveva da mostrare. Il resto sono continue variazioni sul tema, funzionali all'aggiunta di altri personaggi, sempre ad un livello sufficiente/buono, ma niente di più.
Si salvano gli episodi dedicati a Triela, Rico e Claes, ma fino al nono episodio e all'introduzione di Elsa si hanno di fatto 1 episodio-manifesto (ottimo secondo me) e 3 buoni su 8. Da produzione media.
Il nono episodio mischia le carte in tavola, di per sè è discreto ma almeno fa uscire dalla calma piatta precedente.

Il decimo episodio aggiunge finalmente delle novità tematiche e di stile, è senza dubbio il migliore tra le puntate 'di pausa' senza scontri a fuoco, è un film noir in miniatura, estremamente sinteitco e tuttavia esauriente: 20' riuscitissimi, al livello del primo episodio e su un registro totalmente diverso. Dopo il picco tragico, l'undicesimo episodio è il nulla, di fatto lo storyboard SPRECA 20 minuti per dire cose che già si sapevano: chi è l'assassino (lo capiva pure un bambino), quali sono i sentimenti di Henrietta (lo sapevamo almeno dal 2° episodio), per giunta i poliziotti della sezione 1 se ne vanno come se non fossero mai arrivati. Evidentemente i produttori avranno avuto il terrore di infilarsi in un finale "alla GITS", ma io sono rimasto basito nel vedere la serie passare dalla quasi-perfezione alla sciatteria in un solo istante.
Episodio 12 senza infamia nè lode.
Infine, mentre la serie oscilla tra il 6 e il 7 (a seconda se vi piace o meno la confezione), arriva il finale che chiama in causa nientemeno che Evangelion (episodi 11 e 24) e risolleva le sorti. Sospiro di sollievo.

arampazz

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arampazz

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
La grafica di questo anime non mi ha entusiasmato, ma la trama è incredibile. Il connubio tra la dolcezza di queste ragazzine e la crudeltà del lavoro che svolgono per l'Organizzazione è alla base dell'anime, e lo caratterizza talmente che merita solo per questo. Nel mezzo c'è la storia, anche un po' fantascientifica, di un'ingegneria medica e robotica che si è spinta oltre la morale, e che grazie a farmaci, riesce a trasformare delle ragazzine in spietati killer. In sottofondo il rapporto tra questi cyborg e i loro supervisori (chiamati Fratelli) calca ancora di più il dualismo macchina-uomo che queste ragazze devono affrontare. Un anime un pò fuori dagli schemi abituali, ma che consiglio.

Ellehime

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Ellehime

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
E' un anime delicato e crudelissimo allo stesso tempo. L'idea che sta alla base della storia è, a mio parere, geniale ed un po' sadica. Aprrezzo sopratutto il tentativo di descrivere le storie personali di ciascuna mocciosa e di provare a rendere l'idea delle sfaccettature emotive di ognuna.
L'unica pecca della serie è la brevità.

einherjar

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einherjar

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Un bell'anime dalla storia malinconica. Le piccole ragazzine mi hanno davvero catturato con il loro dualismo: dolci ragazzine da una parte, con una triste (e qualche volta malata) storia alle spalle e dei veri sentimenti, e spietate assassine con scarsa considerazione della vita delle vittime e spesso trattate come oggetti. E sono proprio questi comportamenti a scatenare talvolta comportamenti che sfiorano il tragico.
La storia di per se non è molto complicata o complessa, in quanto è molto incentrata sulla caratterizzazione psicologica delle piccole protagoniste.

Sul lato tecnico l'anime è ottimo, bel character design, buone animazioni e musiche.
Altro elemento interessante di questo anime è l'ambientazione italiana (o almeno per quasi tutto l'anime). è possibile vedere molti luoghi e opere d'arte a tutti noi familiari sebbene con alcune imprecisioni e luoghi comuni.

Le 13 puntate in ogni caso non completano la trama e si completano con un finale struggente ma inconcludente. Dopotutto l'anime è tratto solo dai primi 2 volumi del manga (ad oggi i volumi sono 6), quindi è probabile che vengano prodotte ulteriori serie (questo ovviamente dipende sempre dal successo che la serie ha avuto).

In conclusione un anime da vedere, saprà sicuramente catturare l'attenzione.

empy-

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empy-

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Carino... probabilmente l'unico anime che si svolge interamente in Italia (un punto sicuramente a favore). I disegni sono nel complesso buoni soprattutto i paesaggi del nostro amato paese. La storia mi è piaciuta (certo come idea niente di originale a mio avviso ma sempre meglio di quelle serie che cercano di ricalcare senza riuscirci i miti della japan animation) ma alla fine della serie mi sono detto: "è davvero finito così?...". Quindi non aspettatevi un gran finale... anzi non aspettatevelo proprio! (ragione del mio 8)
E non tediatevi per la mancanza di una colonna sonora adeguata... secondo me è perfettamente rimpiazzata dalle sigle di testa e di coda che sottolineano il carattere Noir della sigla per culminare con la 9° di Beethoven dell'ultimo episodio (guardatevelo quel pezzo, quasi commovente...)

gothicbaby

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gothicbaby

Episodi visti: 11/13 --- Voto 9
Che dire il mio anime preferito! Sa mettere una certa angoscia e a volte ho pianto... anche se non hai livelli di Kami ga Nozomu che rispetto a Gunslinger Girl risulta una vera tragedia! Anche se in tutta onestà sono due anime del tutto differenti e per nulla paragonabili! Gunslinger Girl ha un contenuto più pesante... e a volte sa anche intenerirci!
L'accompagnamento musicale dei Degaldos è perfetto!

Solaris

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Solaris

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Dietro la facciata di organizzazione sociale che cura i bambini malati, un'associaziona governativa recluta ragazze in fin di vita e le trasforma in piccole killer cibernetiche. Le ragazze non hanno memoria del loro passsato e, in teoria nessuna emozione. Sono programmate per uccidere a comando senza batter ciglio. Ogni ragazza viene affidata ad un membro dell'organizzazione per essere addestrata e comandata in missione. Quale miglior copertura per un assassinio di un'innocente bambina che porta un astuccio con su scritto "Amati"? Peccato che nell'astuccio non ci sia un violino ma un mitra P90...
Almeno questo è quello che dovrebbe essere... la natura umana delle gunslinger girls riaffiora spesso e prepotentemente, contro ogni programmazione. Le ragazze provano sentimenti e vogliono vivere nonostante il loro tragico destino, di cui sono pienamente coscenti.
Attenzione :: Spoiler!

Infatti, a causa delle pesanti operazioni chirurgiche e del condizionamento mentale alle quali sono sottoposte, ogni ragazzina ha un periodo di vita limitato e non può crescere. Ad un certo punto inizierà a dimenticare ad indebolirsi, poi chiuderà gli occhi e non si sveglierà mai più (*lacrimuccia*)

Non più piccole macchine assassine ma ragazzine con un cuore, in cerca di uno scopo di vita, magari di affetto, di un amore che per loro natura non gli è concesso.
L'anime è basato sul rapporto che esiste tra ogni gunslinger girl e il suo tutore, che può andare dal classico rapporto padre-figlia a quello nella quale la ragazza si considera un puro strumento. Questo è un legame speciale, l'unica motivazione di vita per la piccola robocop.
La ragazza ha un corpo meccanico, ma è ancora una bambina adolescente. Riuscirà la gunslinger girl a sopravvivere?

L'anime è ambientato interamente in Italia. La cura del dettaglio è maniacale. Riconoscerete sicuramente molti luoghi e monumenti famosi, ma solo alcuni di voi noteranno che alcuni scorci delle città sono VERI, cioè disegni presi da ambientazioni reali. Vi segnalo ad es. l'incrocio di una via a Napoli nel primo episodio o la veduta dall'alto dell'Isola Tiberina nel quinto.

Altra menzione positiva è per le musiche, davvero perfette nell'accompagnare ogni momento del film, suggerendo la giusta emozione, tanto belle da ascoltare da sole. La sigla di apertura è tratta dall'album "Hate", del gruppo inglese "The Delgados". Mi devo ricordare di comprarlo!

Le animazioni sono splendide, specialmente le scene di azione. Purtroppo il ritmo non è senpre al massimo livello. Interi episodi sono lenti e introspettivi, senza mai scadere, per fortuna, nel tragico-melenso. Inoltre si nota una mancanza di una storia che unisca le varie vicende. Si accenna varie volte ad un'organizzazione terroristica, "Le cinque Repubbliche", ma anche le azioni contro questo nemico naturale risultano più di contorno alle vicende delle gunslinger girl, che essere un vero e prorio plot narrativo. Speriamo solo che in un'eventuale stagione 2 (o magari anche 3, 4 ecc) alcuni dei nodi irrisolti trovino una degna conclusione. Anche perchè di storie da animare nel manga ce ne stanno, eccome!