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fedelic

Episodi visti: 17/13 --- Voto 8,5
E' una serie composta da ben diciassette episodi (tredici + quattro OAV) di durata canonica.

Quando lessi la trama, questa mi attrasse particolarmente, perché trattava il rivivere l'adolescenza, avere, per l'appunto, una ReLife. Chi è che non ha mai pensato in vita sua di voler tornare indietro e fare scelte diverse? Oppure, se uno è più giovane, in futuro non lo penserà?
Queste domande mi hanno convinto a vedere questo anime, e sinceramente ne sono rimasto contento.

È da notare il fatto che l'obiettivo della ditta che finanzia il progetto è di studiare come individui che hanno avuto problemi nella società lavorativa, molto spesso si parla di mobbing, si riprendano da queste esperienze traumatiche e cerchino di ritornare quelli che erano un tempo, in modo che possano smettere di essere dei NEET. Quindi alla fine non si parla di dare un nuovo inizio, ma di un'opportunità di ritrovare sé stessi.
Ecco che inizia la storia di Arata, uomo di ventisette anni laureato che si ritrova senza lavoro e senza soldi, e questo farà sì che egli accetti, senza farsi troppe domande, l'offerta allettante di Yoake (impiegato della ditta) che lo assisterà durante l'esperimento come assistente. Arata dovrà fare i conti con situazioni con cui ha già avuto a che fare, ma alle quali non era più abituato; se da una parte mi faceva ridere, dall'altra mi faceva riflettere sul fatto che ce la metteva tutta per assaporare appieno questa opportunità più unica che rara (anche se i problemi sono sempre dietro l'angolo). Infatti si crea subito delle amicizie, e nel corso dell'opera vedremo che esse faranno maturare Arata, ma allo stesso tempo la sua presenza farà maturare e cambiare chi lo circonda.

Diciamo che questa serie mette in risalto il concetto di dare qualcosa e ricevere qualcosa, e questo messaggio viene riproposto per tutta la serie, dove Arata matura e piano piano ricomincia a ritornare chi era all'inizio, il vero Arata e non quel tizio rinchiuso in una stanza.
Lui aiuta moltissimo i suoi amici, fa formare coppie, ripara amicizie, aiuta chi è molto timido a fare amicizia con altri ecc., ed è questo 'darsi per gli altri' che lo aiuta a maturare.
Poi quello che mi è piaciuto di questa serie è come viene trattato il problema che si porta dietro l'arrivare alla conclusione del progetto ReLife: io fino agli ultimi minuti dell'ultimo OAV ero triste, perché pensavo finisse un certo modo, ma alla fine invece mi sono ritrovato una bella sorpresa che mi ha soddisfatto.

Passando ai personaggi, devo dire che ho simpatia per quasi tutti, l'unica che mi ha fatto storcere un po' il naso è stata Kariu con la sua testardaggine, ma è anche questa testardaggine a farle raggiungere i suoi obiettivi e a non cedere mai alle avversità. Molto interessante come personaggio è anche Yoake, anche se il suo ruolo di assistente gli impone un limite negli aiuti che può dare ad Arata, che alla fine non si rivelano mai banali, bensì preziosi; è un amico su cui si può contare in qualsiasi momento.
Arata è quello che mi ha colpito di più come personaggio, soprattutto con la sua scelta finale in materia di lavoro. Questa esperienza unica lo ha aiutato a superare i suoi traumi, o ad accettarli, fino a ritrovare sé stesso, e questo lo ha spinto a voler fare un lavoro dove può dare una seconda possibilità a chi ne ha bisogno.
Hishiro è un altro personaggio che risulta essere quello che ha ottenuto i migliori cambiamenti dall'aver conosciuto Arata, dall'essere una persona schiva e asociale al riuscire a crearsi delle amicizie preziose, passando dal riuscire ad esprimere i suoi sentimenti fino a capire cosa sia l'amare qualcuno.

Alla fine consiglio questa opera, perché dà spunti di riflessione importanti e fa capire che niente va dato per scontato, neanche la più piccola cosa.


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AnthonySoma-sensei

Episodi visti: 17/13 --- Voto 8
"ReLIFE" è un istituto di ricerca avanzato che conduce esperimenti sui NEET (individui disoccupati), ai quali viene concessa l'occasione d'oro di ritornare alle scuole superiori, attraverso l'assunzione di una "pillola" che permette loro di regredire, dal punto di vista fisico, all'aspetto di un liceale.
L'obbiettivo dell'esperimento, dalla solita durata di un anno, è quello di valutare il comportamento e le decisioni prese dai "candidati" all'interno di una realtà che oramai non gli appartiene più; essi sono tenuti sotto controllo da alcuni membri della ReLIFE, che hanno il compito di osservare i candidati e inviare periodicamente delle relazioni sul loro operato.

Si tratta di un approccio piuttosto congeniale e innovativo utilizzato dall'autore, il quale gli consente di mettere a confronto sotto più tematiche due generazioni con stili di vita e modus operandi quasi diametralmente opposti; non dimentichiamoci che il profondo avanzamento tecnologico e scientifico è riuscito nell'intento di sconvolgere qualsiasi tipo di ambito nell'ultimo decennio. Lo scopo, dunque, si direbbe essere quello di rivitalizzare tali soggetti, poco esperti nelle relazioni sociali e con scarsi risultati in ambito lavorativo, per poi inserirli nuovamente all'interno della società più decisi che mai a recuperare il tempo andato perduto.

Le vicende ruotano attorno ad Arata, un giovane laureato dimessosi dal proprio incarico a causa delle continue ingiustizie che continuavano a presentarsi all'interno della azienda nella quale lavorava; inizialmente il protagonista è entusiasta alla notizia di poter accedere a nuove possibilità lavorative, partecipando a un semplice e "banale" esperimento, tuttavia, con il trascorrere delle settimane e anche con la maturazione acquisita nel corso del periodo scolastico, Arata deve affrontare con profonda consapevolezza e dispiacere il fatto che non potrà continuare a condurre una vita spensierata da semplice liceale insieme ai suoi nuovi amici. Questo dissidio interiore permette al protagonista di riflettere molto sulle sue scelte, soprattutto se riguardano le persone a lui più care... ed è proprio sullo sfondo di questa triste premessa che si poggiano le interessanti relazioni tra i personaggi. I dialoghi sono molto scorrevoli e piacevoli, lo spettatore rimane catturato dalla naturalezza e tranquillità delle conversazioni, senza rendersi conto della rapida velocità con la quale si susseguono gli episodi! Naturalmente l'anime non è riuscito sempre a mantenere questi ritmi intensi, ma per il semplice fatto che l'autore ha voluto dare spazio anche ad approfondimenti su alcune sfaccettature dei protagonisti, i quali sono riusciti nell'intento di caratterizzarli e inquadrarli meglio all'interno del contesto di riferimento. Un altro punto di forza delle serie sono sicuramente le gag e le scene divertenti che riescono a intervallarsi bene con le vicende narrate, accompagnate dall'utilizzo di una grafica a livello espressivo (volti dei personaggi) buffa, ma allo stesso tempo esilarante.

Il comportato grafico l'ho ritenuto sempre più che sufficiente durante quasi tutto il corso dell'anime, tuttavia quando durante gli ultimi episodi (OAV), forse a causa di problemi nel budget, i produttori hanno dovuto obbligatoriamente (lo spero) sostituire gran parte dei personaggi di contorno con delle strambe e orribili figure (non so neanche quale epiteto utilizzare per definirle), addirittura celesti e rosa per distinguere maschi e femmine, la questione è diventata piuttosto imbarazzante, tanto da dover necessariamente valutare il comporto grafico come un elemento negativo che ha danneggiato irrimediabilmente l'immagine dell'anime. Il doppiaggio mi è piaciuto molto, interpretazione corretta e impeccabile da parte del cast, con anche un'ottima opening ed ending sullo sfondo.

Che dire? "ReLIFE" è uno di quegli anime che ti conduce a riflettere su alcune questioni della vita molto importanti, come ad esempio le scelte che si maturano durante l'adolescenza e le loro ovvie conseguenze sia negative che positive. Arata ha avuto la possibilità di tornare indietro, poiché ci ritroviamo all'interno di una vicenda surreale, tuttavia noi che viviamo nella realtà dovremmo dare molto più peso alle decisioni che prendiamo ogni giorno e al percorso che decidiamo di intraprendere, perché molto spesso capita che scelte sbagliate non condizionano negativamente soltanto noi, ma anche chi è al nostro fianco.
Voto finale: 8


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Energia

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
"ReLIFE" è un anime che all’inizio potrebbe apparire molto semplice per via del suo protagonista e delle scene assurdamente comiche, a volte grottesche, nelle quali si ritrova. Però con il proseguire degli episodi l’elemento comico si attenua in vista dei svariati temi trattati, anche se non ricadono proprio nel dettaglio. Per citarne alcuni: l’isolamento volontario, le sue cause e i suoi effetti, il mobbing e l’orgoglio. L’unica cosa che un po’ mi dà fastidio è la tendenza a creare confusione su chi fosse il primo soggetto dell’esperimento, quando lo si può capire ed esserne certi dall’inizio.
La musica non mi è rimasta impressa nella memoria, ma devo dire che certe canzoni alla fine di ogni episodio, ogni volta diverse, sono orecchiabili. I disegni magari non lasciano a bocca aperta, ma non sono troppo semplici e sono piacevoli per la vista - anche se Yoake e Oga sono troppo simili, qualche volta mi è capitato che in un primo momento non sapevo chi fosse chi.
Riassumendo, se si cerca qualcosa di leggero da vedere per ridere a crepapelle e un po’ per riflettere, lo consiglio vivamente.


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_Sanada_

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
"ReLife": anime che mi ha intrigato fin dalla lettura della trama e che poi si è rivelato ancora meglio di quello che mi aspettavo! Disegni ben fatti, trama molto ben strutturata e senza buchi o forzature, musiche eccellenti e caratterizzazione dei personaggi più che buona per sole tredici puntate, tematiche abbastanza adulte e soprattutto totale assenza di ecchi e harem (il che è perfetto).
Che altro dire... la opening non è male, il protagonista è un tipo abbastanza sveglio e in generale i personaggi è difficile prenderli in odio (a parte forse Karui); per quanto riguarda il finale, beh, è aperto, ma fatto assolutamente bene e in linea con la storia.

In conclusione, mi è piaciuto moltissimo e si merita un 9, in quanto è stato molto scorrevole e piacevole da guardare, regalandomi anche risate e tante altre emozioni positive. Consigliatissimo a tutti, da vedere assolutamente, ce ne vorrebbero di più di anime così!
Concludo qui la mia recensione e auguro a tutti una buona ReLife.


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Nae

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6,5
Ho sentito parecchio parlare di "ReLIFE" nel 2016, ma, annoiata dalle commedie scolastiche fatte a stampino, l'ho ignorato fino a un momento di nebbia assoluta; ora che sono a fine visione devo dire che non è malissimo, ma di certo non è il prodigio di cui ho sentito parlare. La coerenza con la realtà è stata resa troppo flessibile, al solo scopo di far beare lo spettatore del giochino di trama, senza doverci pensare su troppo. Ma veniamo all'analisi.

Trama: si presenta semplice e leggera in un esordio banalotto dove un quasi hikikomori, dico quasi perché Arata ha un lavoro part-time a inizio serie e ha ancora mezzo attaccamento alla realtà, senza vivere alle spalle della famiglia, incontra un membro di un'organizzazione governativa che si occupa di "particolari" esperimenti sociali per il recupero di NEET. Per farlo, questa divisione del governo ha inventato una pillola che riporta le sembianze indietro di un decennio, concedendo l'occasione ai candidati di rivivere il terzo anno di liceo.
Fin qui tutto bene, nel senso, non ci si fa troppe domande, nessuno chiede quanto è sicuro il farmaco, quanti danni a lungo termine può dare, no, niente, lo si prende e via, ci si lancia; va bene come scelta narrativa, ma poi... c'è un ma, l'anime vuole lanciarsi a denuncia della società giapponese e si vuole prendere maledettamente sul serio con una narrativa che fa acqua da tutte le parti.
Arata non è un NEET standard, è un poveraccio con PTSD che, per affrontare un trauma avvenuto durante il suo impiego presso una grossa azienda, è diventato un NEET, quindi un candidato per la società governativa che propone il ReLIFE. La società giapponese ha sconfinati problemi sociali, soprattutto nell'ambito lavorativo, nelle schiere di salary-men con svariate psicosi, problemi di bullismo dal liceo in poi e pedofilia dilagante in una società con un'età del consenso lasciata a tredici anni... e questa serie, che si lancia come leggera e sciolta, vuole fare causa al problema di questi soggetti "perduti", incapaci di diventare produttivi come il Giappone li vorrebbe, apette operaie perfettamente incasellate. Non solo, già che c'è vuole commentare come l'ijime (il bullismo) sia una causa scatenante nel fenomeno degli hikikomori, e lo fa con una pillola che fa rivivere al protagonista il terzo anno di liceo in una scuola. Non per ripetermi, ma il protagonista non è nemmeno un vero hikikomori...
Il fatto che Arata abbia un trauma fa proprio crollare la trama rilassata di base, il salvare i NEET con una terapia d'urto come questa perde di valore. Perché lui a diciassette anni è il normale, non il candidato NEET, non il vero ragazzino con problemi, è l'adulto con il passato da adolescente normale, che quindi brillerà nelle interazioni psicologiche; sotto sotto l'accusa al sistema, come spesso capita in anime e manga, pretende un puntino sulla i, un singolo puntino che fa crollare il castello di carte dell'accusa: serve un genio o un normodotato efficiente perché si faccia qualcosa. Il soggetto difettoso, il non uniforme, non ha speranza di recupero, non se non ci sarà il normotipo ad aiutarlo. Ed ecco che va giù per lo scarico il velato ma non troppo senso di accusa di questa serie nei confronti della società.

Il lato psicologico è trattato in modo sbilanciato, si dà uno spazio immenso al lato adolescenziale, toccando la tipologia anime scolastico in pieno, ma a volte ci sono sferzate narrative per dire "No, questa è un'accusa a un sistema malato", e poi via di nuovo nell'adolescenza. Arata ha ventotto anni di testa, ma affronta il suo periodo di finzione a diciassette con la rilassatezza di un adolescente, con meri colpi di testa da uomo responsabile, senza però farsi i drammi dell'uomo che è. Diamo la colpa al PTSD? Facciamolo, ma la storia non regge bene comunque, eppure il risultato è godibile, questo voglio precisarlo, è la classica storia scolastica con tutti i cliché del caso, semplicemente vuole farsi passare per molto altro.
Personalmente ho apprezzato molto i comprimari adulti della faccenda, lì il tratto narrativo è più forte, c'è una sorta di stabilità e le incoerenze di trama sono meglio gestite: i due supporter sono più strutturati, anche se a volte vengono trascinati a pedate nella narrativa della tipologia commedia e pagano pegno come tutti gli altri.

Il tratto grafico è bellino, le animazioni fluide, i fondali gradevoli e la realtà urbana godibile. Le musiche sono perfettamente orecchiabili con una opening e una ending senza infamia e senza lode: una serie 2016 negli standard tecnici.

C'è un detto giapponese che dice: "Deru kui wa utareru", il paletto che sporge viene martellato a terra. Che va interpretato alla giapponese maniera, ossia: se sei diverso, la società ti martellerà per farti rientrare nei canoni o isolarti dai funzionali, perché essere diverso, divergere dal gruppo, in Giappone è una colpa.

E' una serie che non ha scelto bene il suo scopo narrativo, a mio avviso: voleva essere un genere scolastico con storiella drammatica di contorno? O voleva essere un'accusa a una realtà drammatica, passandosi per raccontino superficiale? Purtroppo il risultato di questa contraddizione confusa non è ottimale, ma sicuramente la sufficienza se la porta a casa, soprattutto per gli amanti del genere scolastico.


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Andyno

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8,5
Tornare adolescenti per diventare adulti. Questa, in sintesi, l'idea di "ReLIFE". Una buona pensata con un'ottima realizzazione. Il protagonista, catapultato ai tempi del liceo con la mente e le esperienze di un adulto, si renderà conto che anche tornare giovani non è una passeggiata. Sullo sfondo, oltre ai temi consueti delle commedie scolastiche, il problema sociale dei NEET e la difficoltà di piegarsi alle regole di una società che ci vuole solo vincenti. Bei personaggi e un anime che scorre davvero via, leggero e divertente.


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dmd79

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8,5
Per fare una recensione snella eviterò di dilungarmi su trama e personaggi, informazioni reperibili facilmente ovunque, e mi limiterò a dire cosa "offre" e cosa mi ha lasciato "ReLife" dopo la visione.

Comincio col dire che mi è piaciuto molto, ma va detto che mi sono avvicinato all'opera praticamente senza essermi documentato, quindi senza particolari pretese o aspettative. Il tema di fondo è una sorta di analisi della società moderna vista dagli occhi di un adulto catapultato però in un contesto scolastico. Il protagonista si trova quindi a vivere e affrontare le problematiche dei giovani d'oggi con l'esperienza e la maturità di un adulto. Questo strano incrocio gli permetterà di scoprire che "il mondo degli adulti" è sì cinico e spietato, ma che anche quello adolescenziale, con le dovute proporzioni, non è così rose e fiori. Dalle interazioni con questi ragazzi e dalle esperienze che vivrà prenderà corpo il suo personale "ReLife", così come spiegato nel primo episodio.

Pur rientrando nei canoni di "commedia scolastica", l'idea di fondo e i temi trattati da "ReLife" lo differenziano abbastanza dalle opere esistenti, rendendolo più serio, non banale e piacevole da guardare. Qualche episodio risulta forse un po' lento, ma sono passaggi quasi obbligati per spiegare l'evidente evoluzione del protagonista e di molti dei ragazzi che gli ruotano attorno.
Senza scivolare in spoiler, posso dire che il finale l'ho trovato piacevole e, soprattutto, assolutamente coerente con il resto dell'opera, cosa che mi ha fatto storcere il naso in altri anime visti di recente. Sicuramente mi sarebbe piaciuto fossero approfonditi meglio alcuni personaggi e pure degli aspetti poco chiari della trama, ma, con il taglio da tredici episodi, credo sia inevitabile dover sacrificare qualcosa. Resta comunque ampiamente aperta la porta per una futura seconda serie, in cui spero fortemente.

Il comparto grafico e le animazioni risultano sempre curate e gradevoli, nulla di particolarmente spettacolare, ma si sposano alla perfezione con il tipo di opera. Buono anche il comprato sonoro, anche se alcuni pezzi di accompagnamento talvolta risultano eccessivamente invasivi. Una piccola chicca invece le ending, diverse per ogni episodio, che richiamano con musica e immagini il personaggio e/o la scena madre trattati nell'episodio.

In definitiva, "ReLife" è un anime "fresco", piacevole e sufficientemente "alternativo", che mi sento quindi di consigliare a tutti senza grosse riserve. Per la mia parsimoniosa scala di valutazione un 8,5 (e forse anche qualcosina in più...) se lo merita senz'altro!


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jackminatore

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8,5
E' un anime maturo, molto carino, che si riesce a finire in una giornata, non troppo pesante e in grado di prenderti subito alla prima puntata. Il punto di forza di questa serie è sicuramente la storia che (nonostante in piccolo calo a circa metà stagione) riesce comunque ad essere molto convincente; il finale può soddisfare, ma spero in una seconda stagione per il momento non annunciata che possa spiegare alcune cose al momento solo accennate. Il compatto grafico credo sia invece un po' mediocre rispetto al resto: sfondi nella norma, animazioni mediocri. Non ho apprezzato appieno i disegni, che ho trovato piuttosto scialbi, ma che riescono a trovarsi bene nelle parti più "comiche".
Ho davvero apprezzato la denuncia che viene fatta verso il mondo del lavoro, e questo credo sia in gran parte il motivo del voto, per cui ho deciso di premiare questo anime con un 8.5

In conclusione, se quello che volete è una serie sentimentale (ma che non si limita solo a questo) con una buona storia e colpi di scena che si possa finire in poco tempo, questo anime fa per voi.


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Delandur

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7,5
La trasposizione anime di "ReLife" è un prodotto ottimo e del tutto fedele, per disegni e toni, al manga.
Già questo presupposto è sempre apprezzabile in qualsiasi opera, ma ancor di più in una così fresca e simpatica. "ReLife" è un anime ad ambientazione scolastica atipica. Infatti il nostro protagonista non sarà il solito ragazzo completamente inesperto nei rapporti sociali, ma un adulto che rivive le sue esperienze adolescenziali.

La trama, appunto, ruota attorno ad Arata Kaizaki, un ventisettenne che fallisce ogni colloquio di lavoro. Per risollevare la sua decadente vita, Ryo Yoake gli proporrà di ringiovanire di dieci anni il proprio corpo per un intero anno scolastico. Da questo incipit si crea una commedia scolastica simpatica e con personaggi ben concepiti, che mantiene un ottimo ritmo ad ogni episodio.
I personaggi sono ben concepiti, anche se alcuni soffrono la tipica caratterizzazione stereotipo del genere (vedi Oga e Hishino). Altri però si elevano, proponendo elementi inediti, primo su tutti il protagonista; ma anche altri riescono a movimentare gli episodi in maniera convincente: da una fastidiosa ma credibile Rena a un marginale ma interessante Ryo. Il prodotto funziona e, detto da uno che di scolastici ne macina a decine, si eleva al di sopra della media della quale purtroppo ormai bisogna accontentarsi. Le gag funzionano e fanno ridere davvero, le parti "sentimentali" non sono ingombranti, ma anzi colorano piacevolmente la trama, e infine nessun personaggio è fastidioso, anzi si riesce ad avere in simpatia ognuno degli amici di Arata.

Il comparto tecnico è solido in ogni aspetto, dalla musica ai colori. I disegni sono molto fedeli a quelli del manga, se pur (giustamente) rifiniti per avere una versione animata piacevole all'occhio.

Per concludere, "ReLife" è un prodotto che consiglio a tutti gli amanti del genere commedia scolastica, ma anche a quelli che spesso sono più scettici su questo tipo di anime. Perfetto per passare venti minuti piacevoli.


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Hatake Rufy

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5,5
"ReLIFE" è una delle novità dell'estate 2016 che a quanto pare è piaciuta a molti e ha avuto un discreto successo, ma personalmente non mi ha colpito come speravo. L'anime è stato realizzato dalla TMS Entertainment ed è basato sull'omonimo manga di "Sou Yayoi". La trama si svolge ai giorni nostri e vede uno studio di ricerca che ha creato una speciale droga che fa arretrare di dieci anni l'età di un adulto, permettendo quindi di fargli rivivere la gioventù per un anno circa. Il protagonista è Arata Kaizaki, un adulto di ventisette anni disoccupato che rischia di non trovare più un lavoro, ma ecco che la sua vita cambia appena incontra un membro di questo studio di ricerca che gli offre un posto di lavoro, ovvero diventare un soggetto sperimentale.

Lo sviluppo della trama è inizialmente molto interessante e colpisce grazie a questa trama insolita e nuova, trasmettendo vari messaggi importanti come la difficoltà di immergersi nel mondo degli adulti, ma non solo: infatti possiamo notare come la vita di oggigiorno sia particolarmente differente e difficoltosa rispetto al passato, soprattutto se è un adulto a poter vivere nel mondo di noi adolescenti. Dopo vari episodi la trama incomincia ad essere più fitta, e questo è un bene, ma purtroppo riempire gli episodi con solo e semplice slice of life non è gratificante; passano gli episodi e la monotonia incomincia a farsi sentire, e questo comporta il peggiorare di una trama che ispirava molto, senza parlare di alcuni episodi che secondo il mio parere sono stati inutili per via di ripetitività non gradite. Almeno possiamo tirare un sospiro di sollievo se notiamo la caratterizzazione dei personaggi, che a loro modo non si rendono così inutili e monotoni, grazie a certi momenti divertenti che aiutano a sciogliere i nervi, notando anche che in certi momenti importanti la serietà non è da sottovalutare. Colpisce molto anche un episodio della serie che mette in evidenza un aspetto di seria importanza riguardante il Giappone, permettendo ai nostri sensi di concentrarsi ed entrare nei panni, a nostra volta, di un adulto. Il finale lascia a desiderare, ma almeno ho intravisto coerenza con i fatti, quindi nulla da obiettare in merito.

Ben realizzato anche il comparto visivo, che offre buoni disegni e buone animazioni, un po' meno invece il sonoro, che oltre a delle buone musiche di sottofondo non convince più di tanto.

Che dire, quest'anime è stata una rivelazione per molti, eppure non mi è sembrato così buono da strapparmi una sufficienza, tuttavia non è neanche da prendere alla leggera per via di argomenti interessanti che potrete vedere durante il corso di questa storia.


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npepataecozz

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
L'immagine che un po' tutti abbiamo della tipica commedia scolastica giapponese è fatta di amicizia, amore, risate, festival coi fuochi d'artificio e di un mondo in cui tutti i problemi possono essere affrontati e risolti semplicemente “impegnandosi di più”. Inutile dire che la realtà è molto più articolata e complessa rispetto a quanto ci viene raccontato; ma, in fondo, si tratta di semplici opere d'evasione e, in quanto tali, assolvono perfettamente al loro compito.
“ReLife”, da questo punto di vista, rappresenta quasi un'anomalia, specie se lo si paragona agli altri anime appartenenti allo stesso genere: infatti, se da un lato si appropria di tutti i canoni classici delle commedie scolastiche, dall'altro non li usa solo per divertire lo spettatore, ma anche e soprattutto per puntare il dito contro la crescente decadenza morale della società giapponese moderna.
“ReLife” nasce come un manga scritto e disegnato da Sou Yayoi, serializzato sul sito web comico della NHN PlayArt a partire dal 12 ottobre 2013; fino ad oggi i volumi realizzati sono solo sei. Nell'estate del 2016 è stato proposto il suo adattamento anime, prodotto dalla TMS Entertainment, con la regia di Tomo Kosaka.

ReLife è il nome di un progetto governativo nato per combattere l'aumento del numero dei NEET e degli hikikomori, e favorire il loro ritorno in società. A tal fine viene creato un medicinale in grado di restituire ai vari “candidati” l'aspetto di ragazzi liceali per poterli iscrivere nuovamente a scuola; si pensa, infatti, che il rivivere quel particolare periodo della propria esistenza possa stimolare la persona a migliorare la propria personalità. Trascorso un anno, l'esperimento termina: il candidato riassume le sue fattezze normali e tutte le persone che l'hanno conosciuto in quel particolare periodo si dimenticheranno di lui.
Dopo un primo tentativo fallito, la scelta del soggetto da “recuperare” cade su Kaizaki Arata, un ragazzo di ventisette anni che vive come un “mezzo hikikomori” a causa di un trauma subito sul lavoro. In cambio della sua collaborazione riceverà uno stipendio per il periodo passato come studente e la promessa di un nuovo posto di lavoro; per Arata si tratta di un'offerta irrinunciabile, per cui accetta di buon grado di diventare il candidato n.2.

Con queste premesse risulta difficile pensare che il punto di forza di questo anime sia la denuncia sociale; e invece la particolare situazione in cui viene a trovarsi il protagonista, metà adolescente e metà adulto, dà all'autore la possibilità di svolgere un'analisi a 360 gradi della società e della mentalità dominante giapponese.
Il resoconto che Arata fa del mondo del lavoro è impietoso: “Ogni giorno facevo gli straordinari, il lavoro era durissimo e la ricompensa era uno stipendio da fame. L'atmosfera in ufficio era tesissima. L'azienda in cui ero entrato grato e soddisfatto era l'esempio perfetto di un'azienda di schiavisti”. Per non parlare dell'atteggiamento dei suoi colleghi: “Patetici, cercano di scalzare in modo disonesto qualcun altro solo per salire di grado. Un comportamento che conferma che ci si è arresi e non si vede nessun altro modo per vincere se non quello di barare”. Caso eccezionale? L'autore fa intendere chiaramente che non è così, quando un kohai di Arata confessa che “è così ovunque”. Ovviamente non tutti sono disposti ad adattarsi allo stato delle cose; ma saranno proprio costoro a ingrossare le fila di coloro che il governo dice di voler recuperare: persa la fiducia in sé stessi, finiranno per isolarsi sempre di più, in quanto l'idea di interagire con la società e le persone risulterà per loro intollerabile.
L'analisi di Sou Yayoi, però, si spinge ancora più in profondità. Secondo l'autore nipponico è proprio durante gli anni del liceo che le persone cominciano ad arrendersi al “lato oscuro”. E' per questo motivo che Arata viene rispedito a scuola: qui, infatti, ritroverà le stesse dinamiche, seppur ancora in stato embrionale, che domineranno poi il mondo degli adulti. Basta guardare i problemi dei vari personaggi che propone: Hishiro è un'alienata che consuma i suoi pasti in solitudine; Honoka è vista come un'appestata solo perché possiede un talento naturale; ma la vera protagonista è un personaggio che, in teoria, dovrebbe svolgere un ruolo secondario: Kariu Rena. La ragazza dai capelli rossi è un tipo competitivo, che aspira ad essere sempre la numero uno in tutto quello che fa. Il motivo? Essere la migliore “ridefinisce il suo status”. Nonostante i suoi sforzi, Rena non riesce a liberarsi dalla posizione che in “Special A” sarebbe stata definita come “numero due”: è seconda, infatti, ad Hishiro nello studio e ad Honoka nel club di pallavolo. Pur essendo una ragazza dall'animo gentile, questa situazione la porterà a sentirsi via via sempre più frustrata, fino a indurla a comportamenti sleali o carichi d'invidia nei confronti delle sue compagne.
E Arata? Arata rappresenta la figura del rivoluzionario, colui che si ribella lasciando il suo posto di lavoro dopo solo tre mesi e che usa la sua esperienza per risollevare i suoi giovani compagni quando questi rischiano di cadere preda dell'egoismo o della depressione. Volendo lo si può intendere anche come la ricetta che l'autore indica per costruire una società più a misura d'uomo: bisogna intervenire direttamente alla radice del problema, insegnando ai giovani dei modelli di competizione basati sul rispetto reciproco e ad avere un’opinione di sé stessi non basata sul paragone con gli altri.
Sulla base di quanto detto finora "ReLife" potrebbe apparire come un anime cupo e deprimente; in verità si tratta di una commedia scolastica divertente come poche altre. E' la carica comica dei vari personaggi a fare la differenza: in particolare la relazione tra Oga, un belloccio che non capisce nulla d'amore, e Rena darà vita a momenti davvero esilaranti; ma anche il modo in cui la fredda Hishiro tenta di sorridere merita una menzione speciale.

L'apparato grafico è molto buono: l'unica pecca nei disegni è l'eccessiva somiglianza tra Oga e Yoake, cosa che me li ha fatti confondere molto spesso con relativo danno alla comprensione di ciò che stava succedendo. Un po' fastidioso, ma niente d'importante.
Ottima anche la colonna sonora, con musiche composte da Masayasu Tsuboguchi. Orecchiabile la sigla di apertura, ossia “Botton” dei Penguin Reaserch; non c'è, invece, un’unica sigla di chiusura ma più brani tratti dal mini CD che Aruta tiene accanto al suo stereo. Una scelta, devo dire, che ho apprezzato molto, anche perché accompagnata sempre da una nuova suggestiva vignetta collegata con l'episodio appena concluso.

In definitiva, almeno secondo il parere di chi scrive, "ReLife" è un anime di qualità ampiamente superiore rispetto alla media. Quello di raccontare tutte le ipocrisie insite nello stile di vita giapponese senza rinunciare al divertimento sfrenato proprio delle commedie di questo tipo si è rivelato un esperimento decisamente riuscito. Guai a pensare, però, che ciò che Sou Yayoi racconta vada circoscritto al solo contesto nipponico: i concetti espressi sono universali, e i problemi descritti, in misura maggiore o minore, sono presenti in tutte le società occidentali, compresa la nostra.


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Metal_Movie90

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Quella che mi accingo a recensire è stata una piacevole sorpresa nel recente panorama delle serie anime giapponesi, e dell'estate 2016 in particolare (stagione che in realtà si deve ancora concludere al momento in cui scrivo). La prima cosa che mi ha stupito è che i tredici episodi di "ReLIFE" sono stati rilasciati tutti contemporaneamente su Crunchyroll, cosa che prima d'ora avevo visto fare solo per le serie TV di Netflix (ma magari mi sbaglio). E direi proprio che quest'ultimo è il modello che è stato preso come riferimento.
Se un'eventuale adozione sempre maggiore di questo modello di trasmissione potrà avere degli effetti benefici sul mercato anime ancora non ci è dato saperlo (io sono abbastanza ottimista a riguardo), tuttavia almeno in questo caso ha permesso di avere delle valutazioni sulla bontà dell'opera sin dai primi giorni di inizio della stagione estiva grazie a coloro che se lo sono sparato in binge watching. E, proprio grazie a questo, sin dal suo rilascio ho sentito parlare di "capolavoro", "serie bomba" e così via. Avevo già deciso di dargli una possibilità, ma dopo aver letto questi pareri me lo sono sparato pure io.
E posso dirvi che "ReLIFE" è un'ottima serie, consigliatissima e decisamente più matura e coinvolgente di quello che potrebbe apparire a un primo sguardo, ma che secondo me non riesce a raggiungere lo status di capolavoro (termine oramai fin troppo abusato) a causa di tutta una serie di difetti che cercherò di illustrarvi.

Il principale punto di forza di "ReLIFE" è la sua premessa. Come ti comporteresti se all'improvviso ti ritrovassi a rivivere la tua vita di studente delle superiori? Grazie a questo spunto, sviluppato in maniera egregia e senza forzature nel corso dell'intera serie, "ReLIFE" si rivela essere essenzialmente una commedia scolastica che riesce a riproporre quasi tutti i cliché del genere in maniera originale, e senza farli venire a noia allo spettatore. Mi ha colpito molto da questo punto di vista la grande varietà di temi trattati, diretti e senza alcuna retorica. Ce n'è per tutti i gusti infatti: amicizia, lavoro, scelte di vita, seconde possibilità, maturità, competizione, rivalità, cotte giovanili, rispetto, bullismo, perfino il suicidio! Come potete vedere c'è spazio anche per momenti più seri, ma l'impianto di fondo rimane sempre quello della commedia, e l'alternanza tra le due fasi è gestita in maniera superba.

I dialoghi sono ben scritti, il ritmo rimane sempre alto (non ci si annoia mai) e il cast è perfetto. Il protagonista è convincente, forse si abitua fin troppo velocemente alla sua "nuova" vita di studente delle superiori, ma non ci si fa troppo caso, si riesce subito a provare empatia con lui e con le sue scelte, insomma è ben caratterizzato. Pollice verde anche per Chizuru, che è ben più della classica svampita senza relazioni sociali e le cui reazioni e facce mi hanno letteralmente steso! Ottimi, anche se un po' stereotipati, tutti gli altri personaggi. Se proprio devo dirlo, il mio preferito in assoluto è Kariu: certo, è una complessata e frignona di livello galattico, ma mi è piaciuta sin da subito, sarà perché in passato ho vissuto delle esperienze simili alle sue.

Purtroppo, dopo un inizio esplosivo (i primi sette episodi), l'anime ha un calo, non evidente, ma la cosa si nota abbastanza. Senza fare troppi spoiler, le vicende del protagonista vengono messe in secondo piano e la storia prende alcuni sviluppi che ho trovato scontati e privi di mordente. Sul finale in particolare vi è un "colpo di scena" che secondo me non lo è affatto: molti hanno parlato di bomba di trama, ma, sarò un caso a parte io, è una cosa che si poteva capire quasi fin da subito, e questo gli fa perdere molta potenza. Sempre sul finale, un'altra cosa che azzoppa l'anime sono molte risposte che non vengono date e che sono state sicuramente rimandate a una seconda stagione che ancora non si sa quando (e se) si farà.

Il comparto tecnico è nella media, la colonna sonora azzeccata e piena di brani jazz, ho trovato un po' invasivi in alcuni punti tutti quei motivetti al pianoforte. E non ho apprezzato la scelta di cambiare ending ad ogni episodio.

"ReLIFE" è in conclusione un'ottima serie, una delle migliori commedie scolastiche degli ultimi anni, priva di fanservice e cliché e che non disdegna qualche incursione nel dramma; non è un capolavoro a causa di alcuni difetti che non ho digerito, ma questo ovviamente non mi impedisce di consigliarvela. Rimango in attesa di una seconda stagione per avere una risposta alle molte domande lasciate in sospeso e per rivivere ancora una volta le vicende di Kaizaki Arata e compagnia!


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Sguaida

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
Chiunque di noi, almeno una volta, ha sognato di poter tornare a un certo periodo della sua vita. E' questa l'idea che sta alla base di "ReLIFE": fuggire dalle delusioni e dalle pressioni della vita adulta per rifugiarsi in un revival della propria vita scolastica adolescenziale. Un'idea originale che sicuramente avrà appassionato molti, penso soprattutto i meno giovani come il sottoscritto, poiché adattissima ad essere impersonata dagli spettatori, perché, come dicevo inizialmente, un po' tutti noi abbiamo formulato il desiderio di rivivere certe situazioni, di tornare indietro, di ripetere i nostri passi e le nostre scelte.
"ReLIFE" non è però solo un'idea. Le vicende narrate, così come le tematiche che toccano i protagonisti, sono decisamente in linea con questa idea, abbastanza originali, non certo mainstream, differenti quindi dalle solite cosette all'acqua di rose che si trovano in tanti altri anime di questo genere.
Nonostante queste caratteristiche, però, è un anime che va giù liscio, senza intoppi, che guardi con facilità senza che ti sembri mai pesante. Giusto per dire, io in sei ore l'ho visto tutto, e alla fine di ogni episodio mi stupivo, perché non riuscivo a capacitarmi che fossero già passati quasi venticinque minuti. Questo per dire quanto scorra bene e quanto risulti piacevole.
Personalmente non me la sento di penalizzare il finale, che normalmente definirei troppo aperto per i miei gusti. In vista di una seconda serie, e memore di quanto mi sia piaciuta questa prima, penso che chiuderò entrambi gli occhi e mi godrò le belle sensazioni che mi ha dato questo "ReLIFE", un anime non certo leggero quanto uno potrebbe aspettarsi, ma che risulta sempre piacevole e che non stanca.
Punti in più nella valutazione generale vanno dati ai comparti grafico ed acustico. E forse anche al fatto che mi sia un po' impersonato nel protagonista, ma questa è un'altra storia...


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Angia

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9,5
Ammesso all'università dopo due esami falliti. Una volta diplomatosi, riesce ad entrare in un'azienda. Dopo tre mesi, si licenzia.
Questo fatto macchierà pesantemente il curriculum di Arata Kaizaki, che si vedrà respingere poi ad ogni colloquio di lavoro. Ora Arata ha ventisette anni, è un mezzo NEET che vive di part-time. Dopo una bevuta con gli amici, la chiamata dalla madre per troncare il sostegno economico manda Arata in esasperazione, e qui gli si presenta davanti un individuo sospetto. Costui si presenta come Yoake Ryo, assistente del Laboratorio ReLife, e invita Arata a un esperimento in cambio di eventuali offerte di lavoro future. L'esperimento consiste nel far ringiovanire l'aspetto del candidato, perché possa rivivere una seconda volta il percorso liceale, rivivere un periodo della vita tanto spensierato quanto delicato e pieno di pressione, con lo scopo di stimolarlo a cambiare sé stesso, per riuscire a reintegrarsi nella società una volta giunto al termine dell'esperimento stesso... ecco cos'è "ReLife". Allietato dalle offerte di lavoro e dal fatto che verrà mantenuto economicamente del tutto dal laboratorio per un anno intero, Arata accetta l'invito e prende la medicina rinvigorente sotto sbronza. La mattina seguente, il protagonista si ritrova con sorpresa più giovane e, rendendosi conto di quello che fatto, non ha altra scelta che partecipare a fondo al ReLife.

Il ritorno a scuola si può dire che sia un po' traumatico per Arata, non più abituato ai suoi ritmi e orari e allo studio; infatti è talmente attento, che neanche s'è preoccupato del materiale scolastico, ritrovandosi senza matita e gomma il primo giorno di scuola durante il terribile test a sorpresa. Ciononostante, grazie al suo carattere solare, riesce a stringere amicizia quasi subito con i suoi compagni di banco, e questo si può dire che sia l'unica cosa a suo favore, poiché in quasi tutte le materie scolastiche fa abbastanza schifo, educazione fisica compresa, perché il corpo rimane comunque quello di un ventisettenne.

Attraverso questa riabilitazione, attraverso la visione di una serie apparentemente calma e semplice, assistiamo a un secondo ultimo anno di liceo del protagonista che, giorno dopo giorno, riabituandosi pian piano alla vita liceale, porterà a una serie di riflessioni più o meno rilevanti. Trovo che questo sia stato il punto di forza di "ReLife". Per quanto sia assurda l'idea di tornare giovani e vivere una seconda volta il liceo, il fatto che il tutto sia visto dall'occhio di un adulto, che la scuola l'ha salutata da anni, ha reso il tutto più interessante e fresco, o meglio, probabilmente, coinvolge di più lo spettatore che da scuola è uscito già da tempo proprio come il protagonista. Ritrovarsi di colpo in mezzo a gente che ha una decina di anni di età in meno non è facile, è inevitabile guardarli come ancora bambini, quando a quella stessa età ci si sentiva già grandi abbastanza; l'ho provato anch'io sulla mia pelle per un paio d'anni, non con persone con dieci anni in meno, ma siamo vicini...

Tra situazioni comiche, imbarazzanti e serie, "ReLife" ha toccato molti temi più o meno trattati negli slice of life scolastici, sottolineando un'altra volta la loro importanza. Uno degli eventi saltati maggiormente in rilievo è stato per esempio il litigio tra Kariu e Honoka. La prima tra l'altro è stata un personaggio piuttosto approfondito nei suoi pregi e difetti, con le diverse crisi che ha avuto sia nello studio che nello sport e pure nell'amore, è comprensibile che possa risultare un personaggio odioso, visto che ha tentato anche di giocare sporco, ma alla fine non si può biasimarla più di tanto, chiunque penso che arriverebbe a conclusioni non troppo distanti dalle sue.

Oltre all'aspetto scolastico, "ReLife" ripropone anche la rigida realtà della società giapponese, dove bisogna agire per il gruppo e mantenere l'armonia dello stesso anche a costo di sacrificarsi; infatti questo è stato il punto focale della storia e l'inizio della fine per Arata che, non riuscendo a digerire tutto ciò, ha agito di testa propria, dando voce alle proprie idee, e i risultati si sono visti, creandosi pure un trauma che è riuscito in parte a superare, ma che gli rimane ancora addosso come una profonda cicatrice.

La prima serie di tredici episodi ci ha intrattenuto fino alla fine del primo trimestre con un buonissimo comparto sia tecnico che grafico e sonoro, regalandoci un finale rallegrato dal matsuri e dallo spettacolo dei fuochi d'artificio, dove qualcuno ha pure finalmente coronato il proprio sogno romantico. Gran parte del manga è stato traposto, almeno fino dove anime e manga coincidono come storia, ma spero che con il passare del tempo, con l'accumulo di materiale necessario, possano decidere di darci una seconda stagione. Voglio sapere di più sugli altri personaggi oltre a Arata e Kariu!


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Missing

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Si, forse esagero, ma, dopo aver visto una quantità abnorme di anime mediocri (soprattutto in questo periodo), posso solo premiare questo prodotto.
La storia riesce a toccare tutti i problemi adolescenziali (come scuola, amici, sport...), non risultando mai banale, riuscendo egregiamente a inserirci temi più adulti, data la natura del protagonista.
I personaggi sono, a mio parere, il grande punto di forza di questo anime. Non è facile trovarne di cosi ben caratterizzati, al punto da sembrare "veri".
Il comparto tecnico è molto buono: animazioni e musica sono di ottimo livello.
L'unica cosa di cui mi posso lamentare è il finale: servirà sicuramente una seconda stagione per vedere la fine (vera) dell'opera e chissà quanto bisognerà aspettare.
Detto ciò, ne consiglio caldamente la visione. Voto: 10


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MrFranky

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
"ReLIFE" è un anime prodotto dalla TMS Entertainment per la stagione estiva 2016. Siamo appena all'inizio, ma già si candida a un posto sul podio delle migliori serie del periodo giugno-settembre, se non dell'intero anno.
Complice la particolare modalità di pubblicazione degli episodi (tutti e tredici insieme), ho terminato la visione in una sola giornata, ma non tanto perché avevo la serie a disposizione, quanto a causa della bellezza di una serie che, dopo una stagione primaverile sottotono, ci ripropone un anime a livello degli spettacolari "Erased" o "Durarara!! x2 Ketsu" che avevamo potuto apprezzare in inverno.

La trama rischia di ingannare e far pensare al solito slice of life/sentimentale/scolastico, generi ormai soggetti a una sovraesposizione causata dalle moltissime serie che vengono prodotte su questo tema. "ReLIFE" è molto di più. I vari archi narrativi affrontano argomenti profondi come il fallimento, il talento, il bullismo, la fugacità del tempo. Si inizia inquadrando il protagonista come un NEET che non ha uno scopo nella vita né un posto fisso o anche solo una qualsivoglia speranza per il futuro. Ho apprezzato come, nonostante tutto questo, il protagonista sia comunque una persona normale, il suo carattere non è eccessivamente stereotipato, e i motivi della sua condizione, assieme alla sua storia, verranno piano piano svelati nel corso della serie. La svolta avverrà quando egli accetta di partecipare a un esperimento della società "ReLIFE", che gli permetterà di tornare ad avere l'aspetto di un liceale e di poter rivivere il periodo del terzo anno del liceo (l'ultimo in Giappone). Dopo un inizio difficile, riuscirà a diventare parte di un gruppo di amici e ad aiutarli nell'affrontare le difficoltà della vita di un adolescente, attraverso saggi consigli e riflessioni, talvolta profonde, talvolta più leggere.

Uno degli aspetti che ho trovato più piacevoli è, senza dubbio, la mancanza di eccessivi stereotipi. Possiamo trovare una semi-tsundere o un ragazzo svampito che non capisce nulla di donne oppure la solita secchiona alienata dalla realtà, però, a mio parere, siamo anni luce lontani dagli anime in cui il cast non è che un insieme di stereotipi con un nome. Non mi dilungo a commentare uno per uno i personaggi, ma devo dire che mi hanno soddisfatto tutti, hanno buona profondità e anche percorsi di crescita e cambiamento, nonostante l'anime raccolga un periodo di tempo di soli quattro mesi circa.

Il comparto tecnico è di ottimo livello, ho apprezzato il chara e anche le musiche sono buone, niente di indimenticabile, ma comunque piacevoli.
Se dovessi però definire ciò che più mi è piaciuto di questo anime, vi direi che è la sceneggiatura. La trama prosegue con un ritmo costante, non eccessivamente veloce, ma comunque siamo di fronte, e in questo genere non è scontato, a una storia che avanza, cambiano le interazioni tra i personaggi, nascono coppie e vengono svelati eventi del passato che aiutano a capire il presente. Se dovessi riassumere in un concetto, direi che "dall'inizio alla fine della serie molte cose sono cambiate". A mio parere gli slice of life talvolta infatti tendono a una eccessiva "immobilità". A tutto questo si aggiunge poi una storia che invoglia lo spettatore a proseguire, complici alcuni, strategici, cliffhanger.

Spero vivamente in una seconda stagione, poiché rimangono comunque ancora aperti alcuni quesiti importanti.
In definitiva, se volete uno scolastico diverso dal solito, con sentimentalismo ma anche tematiche profonde, prendete subito in mano "ReLIFE", perché, state certi, non vi deluderà!


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Nox

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9,5
“Voglio sconfiggere la me stessa che si porta dietro questo fallimento.
Non voglio dimenticare ciò che è successo, ma, se ciò continua ad essere un brutto ricordo e io continuo a scappare, non cambierò mai.
Penso che ci siano cose che puoi imparare solo dopo aver fallito.
Per questo motivo, Kaizaki-san, prendiamoci la nostra rivincita.”

Capita ormai sempre più raramente che un anime, su cui già si avevano alte aspettative, non solo le corrisponda, ma le superi. E’ questo il caso di “ReLife”, anime di tredici episodi andato in onda nel luglio del 2016.

Arata Kaizaki è un ventisettenne disoccupato, a cui verrà data la possibilità di tornare al suo aspetto di diciassettenne, se si sottoporrà a un esperimento della durata di un anno, in cui dovrà nuovamente frequentare l’ultimo anno di liceo.
Non fatevi ingannare dalla trama un po’ banale, questo è un anime davvero splendido.

La storia si incentra sulle vicende scolastiche del protagonista, che, dopo un traumatico evento all'azienda dove lavorava, si licenzia e ora non riesce a trovare un altro lavoro. E’ in quel momento che incontra Ryou Yoake. Questi gli dice che è stato selezionato come soggetto di un esperimento che ha come scopo far reinserire nella società i NEET (Not in Education, Employment or Training). Una volta che l’esperimento sarà concluso, riprenderà le sembianze di un ventottenne, e avrà la possibilità di ottenere un lavoro al ReLife Research Institute. Arata decide di accettare, sicuro che non avrà problemi, visto che, in fondo, lui al liceo c’è già stato. Le cose non saranno, però, così facili.

Non posso nemmeno cominciare ad elencare le situazioni comiche che si presentano una dopo l’altra, visto che, in modo molto credibile, il protagonista non si riesce a calare immediatamente nei panni di un diciassettenne, commettendo un errore dietro l’altro.
Arata mi è piaciuto immediatamente, sveglio e simpatico; si porta dietro, però, anche delle cicatrici che gli fanno mettere in dubbio le proprie azioni, ma, col tempo, riacquisterà coraggio e voglia di affrontare sé stesso e i propri limiti.
La personalità perfettamente delineata del protagonista, ma anche degli altri personaggi secondari, è uno dei maggiori punti di forza della serie. Ci sono puntate di approfondimento su tutti e cinque i suoi compagni di classe e amici, senza però mai uscire dalla storia principale, mantenendo un filo logico che non viene mai abbandonato. Che dire, ho amato tutti i personaggi, così umani nei loro atteggiamenti ed emozioni, così diversi fra loro, ognuno con pregi e difetti.
Per fare un paio di esempi, abbiamo Chizuro, intelligente e dolcissima, incapace di interagire con gli altri, ma determinata nel suo voler cambiare, e la testarda Rena, esempio vivente del duro lavoro, che si trova a fronteggiare i geni dello studio e dello sport, e che, sebbene non vinca sempre, non si arrende mai.
Un altro punto a favore dell’anime, poi, è la completa mancanza sia del fattore “harem” sia di fanservice.

In conclusione, “ReLife” è un anime leggero, che nasconde, nella sua semplicità, temi importanti come il bullismo, le aspettative della società e il non riuscire a integrarsi. Non mancano, inoltre, diversi colpi di scena e plot twist davvero interessanti.

Riassumendolo in una frase o meno: “Una rivelazione inaspettata.”